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Caro Giovanni,
grazie per avere scritto. Procediamo a rispondere alle sue domande.
Gentile redazione,
innazitutto vi informo che da giorni c'è nel
Forum "Off topics" del sito
Html.it una discussione da me aperta dal titolo "A chi fa male il
fumo? La
verità sulla propaganda contro il fumo" che è stata visitata 2360
volte e a cui sono pervenuti 197 messaggi.
Eccellente! Come vede, l'argomento fumo è "caldo". Anche non bisogna
mai dimenticare che, se la si lascia "far franca" alla metodologia
rottame sul fumo, essa diventerà la base (come infatti sta diventando)
per mille altri allarmi e repressioni su mille altri stili di vita,
con severi effetti economici e di libertà.
Oltre a ciò sto portando avanti la difesa dei
fumatori e della verità in
altre situazioni. Perciò sento l'esigenza di essere ben documentato. In proposito vorrei chiedervi se i dati "ufficiali" sulle morti da
fumo si riferiscono ad un fumatore tipo o a qualsiasi fumatore.
Ottima domanda. Questo è uno dei grandi equivoci intenzionali su cui
si basa la truffa sul fumo. Cercheremo di spiegare il complicato
argomento con le più semplici parole possibili.
Allora, le "morti da fumo", come l' "accorciamento della vita" o le
possibilità di contrarre cancro al polmone non possono riferirsi ad
alcun individuo. Facciamo un esempio: se le statistiche rottame
dicono che il fumatore "medio" (e chi è...?) ha la vita più corta di
cinque anni, ciò non significa che LEI fumatore avrà una vita
più corta di cinque anni; né significa che il suo amico Carlo che fuma
i sigari o il nonno Beppe che fuma la pipa possano avere una vita
accorciata.
Tali statistiche, infatti, possono solo riferirsi ad una
generica ed eterogenea massa di popolazione X confrontata con una
necessariamente differente generica ed eterogenea massa di popolazione
Y secondo alcuni parametri determinati dalla ricerca (esempio: stato
sociale, altre abitudini, ecc.), parametri che sono molto limitati e
certamente non omnicomprensivi per una massa senza nome. Se si cerca
di ridurre i valori di tali statistiche all'individuo, ciò diventa un
non sequitur logico, perché esse sono nate esclusivamente
per misurare fenomeni di massa, e sono incapaci nel modo più
assoluto di scendere agli individui. Se zia Maria è morta di
cancro a 70 anni e ha fumato, non è infatti possibile sapere, se non
avesse fumato, se ella non fosse morta di cancro o ad un'altra età.
A questo punto entra in gioco un altro fattore: il fatto che
>TUTTE< le malattie "collegate al fumo" (cento
e più) hanno più di una concausa (esempio: il cancro polmonare ne
ha oltre 40, le malattie cardiovascolari oltre 300, e così via).
Quando una persona muore di cancro polmonare e ha fumato (anche se
solo CINQUE pacchetti di sigarette un TUTTA la sua vita),
AUTOMATICAMENTE il cancro viene attribuito al fumo e si ignorano le
altre concause. Questa in realtà è già una truffa in se stessa, ma c'è
di più.
Quando lei va all'ospedale per un braccio rotto e le fanno la stupida
domanda "fuma?", essa non è poi così stupida. Se lei risponde "si",
può stare certo che se lei mai morirà di una delle cento e più
malattie suddette (e magari da qui a quando lei muore saranno
diventate 200 grazie alla scienza rottame), la causa della sua morte
sarà attribuita al fumo -- anche se lei ha fatto il minatore in
una miniera di asbesto mentre era anoressico! La sua risposta sarà
usata per mettere un altro granello di sabbia nel barile della truffa
statistica, e al popolino si faranno poi passare questi dati come
causalità scientifica certificata dagli ospedali!
Ma non è ancora finita: quando ci sarà qualche "studio" sull'asbesto
(dove bisogna far vedere che l'asbesto uccide), se esiste una traccia
che lei ha fatto il minatore lei morirà di nuovo, questa volta
trascurando il fumo e considerando solo l'asbesto. Un altro esempio:
se lei mangia, fuma, beve e muore d'infarto lei morirà tre volte
statisticamente: una a causa del cibo, una per il fumo e una per
l'alcol. Negli USA, nel 1999 ci sono stati quasi quattro milioni di
morti statistiche, mentre i cimiteri si sono arricchiti di solo
1.900.000 bare!
Ma, tornando al nostro esempio del cancro, in realtà NESSUNO potrà mai
sapere quale concausa, somma di concause o interazione di concause
abbiano causato una malattia di cui, per giunta, non si conosce ancora
l'eziopatologia, né si capiscono gli intimi meccanismi che la
generano. Ergo, esistono solo opinioni sulla causalità e
NON causalità scientifica stabilita, come i truffatori della
"salute pubblica" vogliono invece farci credere. Essi trattano il fumo
(l'alcol, l'obesità...) come se si trattasse di tubercolosi o polio,
malattie monofattoriali che hanno una causa e un
effetto, e sono veramente misurabili epidemiologicamente.
Il meccanismo di questa truffa epidemiologica è spiegato in dettaglio
in "La
truffa del fumo passivo: Corso rapido per principianti". Anche, le
raccomandiamo la lettura di "Fuma
Pure: Scienza Senza Senso" (scriva a noi e glielo manderemo, sono
solo pochi Euro), che descrive, nonostante il titolo, le truffe
epidemiologiche in generale.
Alla luce di tutto quanto sopra (perdoni la necessaria lungaggine),
lei si rende conto che la sua domanda sul "fumatore tipo" non ha molto
senso ed anche si spiega, per esempio, perché mentre l'Istituto Superiore
della Sanità ci dice che i morti "da fumo" sono 90.000 in Italia, Sirchia ci dice che sono 53.000, e mille altre contraddizioni (vedi:
Ma quanti
sono 'sti morti?).
Inoltre desidererei sapere cosa significano
le sigle PhD e MPH accanto al nome dei ricercatori
PhD significa Philosophiae Doctor ed è la massima laurea del
mondo anglo-sassone, mentre MPH significa, crediamo, Master of
Philosophiae, ma non ne siamo certi perché potrebbe essere
un'abbreviazione pertinente ad un particolare Paese.
e quale è il rischio statistico "ufficiale"
di contrarre malattie cardiovascolari nei fumatori e nei non fumatori.
L'aumento "ufficiale" di rischio entro i termini sopraesposti si
aggira sul 70%. Ciò può sembrare elevato all'ignaro, ma in realtà
non significa nemmeno che esiste un rischio statistico.
L'epidemiologia, infatti, è conscia dell'enorme margine di errore di
questi "studi", e richiede un'elevazione statistica di rischio di
almeno il 200-300% per accettare il fatto che il rischio esista
davvero. I truffatori della "salute pubblica" ci vogliono far credere
che i fumatori siano assai più a rischio di malattie cardiovascolari,
o che i non fumatori siano a rischio di cancro polmonare da fumo
passivo, che comporta un'elevazione di rischio massima del 30%
(di solito è il 6 o 7). Noti che valori ancora più bassi si applicano
a TUTTE le altre
100 e più
malattie "da fumo", nonché ai cellulari, l'acrilamide, i coloranti nei
cibi, l'inquinamento atmosferico, e al 99% di tutti gli "allarmi" che
sente quotidianamente in giro dalle varie associazioni consumatori e
dai telegiornali -- il tutto grazie a un modello statistico ed una
metodologia scientifica tanto sballata quanto truffaldina.
Le conclusioni se le tiri lei.
Cordiali saluti.
FORCES Italiana
La Redazione
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