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27 Gennaio 2004
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Caro Giovanni,

grazie per avere scritto. Procediamo a rispondere alle sue domande.

Gentile redazione,

innazitutto vi informo che da giorni c'è nel Forum "Off topics" del sito
Html.it una discussione da me aperta dal titolo "A chi fa male il fumo? La
verità sulla propaganda contro il fumo" che è stata visitata 2360 volte e a cui sono pervenuti 197 messaggi.


Eccellente! Come vede, l'argomento fumo è "caldo". Anche non bisogna mai dimenticare che, se la si lascia "far franca" alla metodologia rottame sul fumo, essa diventerà la base (come infatti sta diventando) per mille altri allarmi e repressioni su mille altri stili di vita, con severi effetti economici e di libertà.

Oltre a ciò sto portando avanti la difesa dei fumatori e della verità in altre situazioni. Perciò sento l'esigenza di essere ben documentato. In proposito vorrei chiedervi se i dati "ufficiali" sulle morti da fumo si riferiscono ad un fumatore tipo o a qualsiasi fumatore.

Ottima domanda. Questo è uno dei grandi equivoci intenzionali su cui si basa la truffa sul fumo. Cercheremo di spiegare il complicato argomento con le più semplici parole possibili.

Allora, le "morti da fumo", come l' "accorciamento della vita" o le possibilità di contrarre cancro al polmone non possono riferirsi ad alcun individuo. Facciamo un esempio: se le statistiche rottame dicono che il fumatore "medio" (e chi è...?) ha la vita più corta di cinque anni, ciò non significa che LEI fumatore avrà una vita più corta di cinque anni; né significa che il suo amico Carlo che fuma i sigari o il nonno Beppe che fuma la pipa possano avere una vita accorciata.

Tali statistiche, infatti, possono solo riferirsi ad una generica ed eterogenea massa di popolazione X confrontata con una necessariamente differente generica ed eterogenea massa di popolazione Y secondo alcuni parametri determinati dalla ricerca (esempio: stato sociale, altre abitudini, ecc.), parametri che sono molto limitati e certamente non omnicomprensivi per una massa senza nome. Se si cerca di ridurre i valori di tali statistiche all'individuo, ciò diventa un non sequitur logico, perché esse sono nate esclusivamente per misurare fenomeni di massa, e sono incapaci nel modo più assoluto di scendere agli individui. Se zia Maria è morta di cancro a 70 anni e ha fumato, non è infatti possibile sapere, se non avesse fumato, se ella non fosse morta di cancro o ad un'altra età.

A questo punto entra in gioco un altro fattore: il fatto che >TUTTE< le malattie "collegate al fumo" (cento e più) hanno più di una concausa (esempio: il cancro polmonare ne ha oltre 40, le malattie cardiovascolari oltre 300, e così via). Quando una persona muore di cancro polmonare e ha fumato (anche se solo CINQUE pacchetti di sigarette un TUTTA la sua vita), AUTOMATICAMENTE il cancro viene attribuito al fumo e si ignorano le altre concause. Questa in realtà è già una truffa in se stessa, ma c'è di più.

Quando lei va all'ospedale per un braccio rotto e le fanno la stupida domanda "fuma?", essa non è poi così stupida. Se lei risponde "si", può stare certo che se lei mai morirà di una delle cento e più malattie suddette (e magari da qui a quando lei muore saranno diventate 200 grazie alla scienza rottame), la causa della sua morte sarà attribuita al fumo -- anche se lei ha fatto il minatore in una miniera di asbesto mentre era anoressico! La sua risposta sarà usata per mettere un altro granello di sabbia nel barile della truffa statistica, e al popolino si faranno poi passare questi dati come causalità scientifica certificata dagli ospedali!

Ma non è ancora finita: quando ci sarà qualche "studio" sull'asbesto (dove bisogna far vedere che l'asbesto uccide), se esiste una traccia che lei ha fatto il minatore lei morirà di nuovo, questa volta trascurando il fumo e considerando solo l'asbesto. Un altro esempio: se lei mangia, fuma, beve e muore d'infarto lei morirà tre volte statisticamente: una a causa del cibo, una per il fumo e una per l'alcol. Negli USA, nel 1999 ci sono stati quasi quattro milioni di morti statistiche, mentre i cimiteri si sono arricchiti di solo 1.900.000 bare!

Ma, tornando al nostro esempio del cancro, in realtà NESSUNO potrà mai sapere quale concausa, somma di concause o interazione di concause abbiano causato una malattia di cui, per giunta, non si conosce ancora l'eziopatologia, né si capiscono gli intimi meccanismi che la generano. Ergo, esistono solo opinioni sulla causalità e NON causalità scientifica stabilita, come i truffatori della "salute pubblica" vogliono invece farci credere. Essi trattano il fumo (l'alcol, l'obesità...) come se si trattasse di tubercolosi o polio, malattie monofattoriali che hanno una causa e un effetto, e sono veramente misurabili epidemiologicamente.

Il meccanismo di questa truffa epidemiologica è spiegato in dettaglio in "La truffa del fumo passivo: Corso rapido per principianti". Anche, le raccomandiamo la lettura di "Fuma Pure: Scienza Senza Senso" (scriva a noi e glielo manderemo, sono solo pochi Euro), che descrive, nonostante il titolo, le truffe epidemiologiche in generale.

Alla luce di tutto quanto sopra (perdoni la necessaria lungaggine), lei si rende conto che la sua domanda sul "fumatore tipo" non ha molto senso ed anche si spiega, per esempio, perché mentre l'Istituto Superiore della Sanità ci dice che i morti "da fumo" sono 90.000 in Italia, Sirchia ci dice che sono 53.000, e mille altre contraddizioni (vedi: Ma quanti sono 'sti morti?).

Inoltre desidererei sapere cosa significano le sigle PhD e MPH accanto al nome dei ricercatori

PhD significa Philosophiae Doctor ed è la massima laurea del mondo anglo-sassone, mentre MPH significa, crediamo, Master of Philosophiae, ma non ne siamo certi perché potrebbe essere un'abbreviazione pertinente ad un particolare Paese.

e quale è il rischio statistico "ufficiale" di contrarre malattie cardiovascolari nei fumatori e nei non fumatori.

L'aumento "ufficiale" di rischio entro i termini sopraesposti si aggira sul 70%. Ciò può sembrare elevato all'ignaro, ma in realtà non significa nemmeno che esiste un rischio statistico. L'epidemiologia, infatti, è conscia dell'enorme margine di errore di questi "studi", e richiede un'elevazione statistica di rischio di almeno il 200-300% per accettare il fatto che il rischio esista davvero. I truffatori della "salute pubblica" ci vogliono far credere che i fumatori siano assai più a rischio di malattie cardiovascolari, o che i non fumatori siano a rischio di cancro polmonare da fumo passivo, che comporta un'elevazione di rischio massima del 30% (di solito è il 6 o 7). Noti che valori ancora più bassi si applicano a TUTTE le altre 100 e più malattie "da fumo", nonché ai cellulari, l'acrilamide, i coloranti nei cibi, l'inquinamento atmosferico, e al 99% di tutti gli "allarmi" che sente quotidianamente in giro dalle varie associazioni consumatori e dai telegiornali -- il tutto grazie a un modello statistico ed una metodologia scientifica tanto sballata quanto truffaldina.

Le conclusioni se le tiri lei.

Cordiali saluti.

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