Signor Turci,
mi chiamo
Giovanni e sono un fumatore incallito di toscani; il guaio grosso è
che quando fumo il toscano metà della boccata l'aspiro e non Le dico
quale immenso piacere e sensazione di benessere ne riceva. Adesso ho
circa cinquant'anni, fumo da quando ne avevo 17 e quindi, a detta
dei medici, sono il candidato numero 1 al cancro polmonare.
Devo
confessarLe che effettivamente da quando è iniziata questa maledetta
campagna antifumo comincio anche io ad essere terrorizzato, ma ciò
nonostante non sono per nulla convinto che effettivamente la causa
vera e propria del cancro al polmone sia il fumo, semmai ne sarà una
concausa; in ogni caso nonostante il terrore continuo a fumare...loro
direbbero che si tratta di vera e propria
dipendenza...io dico invece che a me effettivamente fa piacere
fumare il sigaro!!!
Leggo con
molto piacere il vostro sito e mi compiaccio della dovizia di
particolari che lo contraddistinguono; sono d'accordo con voi sul
fatto che non esiste alcuna prova scientifica che il fumo provochi
il cancro come sono consapevole che la stragrande maggioranza dei
centenari ed ultracentenari siano o siano stati dei grossissimi
fumatori, ma un dubbio mi continua ad assillare e forse in tal caso
gli scienziati che fanno parte della Vostra Associazione una qualche
risposta la potrebbero pur dare: "se è vero che statisticamente, e a
quanto pare è vero, nella maggioranza dei casi chi si becca il
tumore al polmone è un fumatore, qualche collegamento ci sarà
purtroppo..."
Può essere che
il fumo di tabacco unito ad altri fattori inneschi il processo
cancerogeno?
O ancora, può
essere che il cancro sia causato dall'inalazione delle sostanze
chimiche che vengono utilizzate per le piantagioni e per la concia
del tabacco? Se una delle due ipotesi fosse reale credo che
purtroppo il qualche modo effettivamente fumare sia pericoloso...
In ogni caso,
al di là dei legittimi dubbi che un fumatore incallito come me penso
abbia il diritto di porsi, resta il fatto che questa campagna
antifumo è veramente scandalosa per tutta una serie di motivi da Lei
così bene enunciati a più riprese; a mio sommesso avviso, fra
l'altro, ci sarebbero anche gli estremi per citare legalmente il
Governo per l'evidente sopraffazione dei diritti personali e per
l'incredibile e innegabile violenza psico-fisisca che esercita sui
cittadini.
Mi piacerebbe
sapere...per es. cosa ne pensa il Ministro Martino visto che, con
mia grande sorpresa, fa parte del vostro comitato d'onore (a
proposito è un fumatore?).
Concludo
nell'augurare a Lei e a tutta l'Associazione i migliori auguri di
Buon anno sperando che in un prossimo futuro possa esserci una
inversione di rotta.
Con Simpatia.
Giovanni
P.S.: da
quando leggo il vostro sito fumo il toscano con maggior gusto eh
eh...
Caro Giovanni,
grazie per la
sua simpatica lettera, che è anche piena di domande e osservazioni
interessanti. Infatti, le sue domande meriterebbero un vero libro di
risposta, ma cercherò di essere il più breve possibile.
Inutile dire
che la campagna antifumo è piena di esagerazioni, falsità e
distorsioni perché questo già esce dalle orecchie di tutti i lettori
di FORCES. Vediamo invece qualche specifica.
Prima di
tutto, ha ragione sulle concause. Esistono oltre 40 concause del
cancro polmonare, di cui il fumo è una sola.
Clicchi qui per vedere le altre; affermare quindi che “il fumo
uccide" è una baggianata ed anche un falso ideologico, a meno
che su OGNI altro prodotto che è una concausa di cancro polmonare
(esempio, latte) non sia apposta un'etichetta che dica la stessa
cosa; già che ci siamo, potremmo mettere etichette su altri
prodotti che “causano” altri cancri così tutto sarà etichettato e
nessuno leggerà più le etichette.
Ma la campagna
antifumo vuole mettere l’enfasi su un'altra falsità: vuole indicare
che il fumo uccide “tanto”: a tale scopo, si inventano le
mortalità da “tabagismo”. Su questo punto tenga a mente che non
si può provare la morte o la malattia di ALCUN individuo dovuta
al fumo. Non creda a me: lo chieda a qualunque medico serio
inchiodandolo con la specifica domanda e senza permettergli di
divagare per qualche tangente; se è onesto, le dirà che è possibile
>solo< fare indagini di massa (epidemiologiche) che
dimostrano una elevazione generale di rischio di cancro polmonare
mediamente del 1.000% (solo fumo attivo,
attenzione, non passivo!).
All’anima,
1.000% di elevazione di rischio sembra tantissimo, vero?... Vediamo
un attimo più in dettaglio cosa ciò significa veramente. Come si
ottiene questa elevazione? Così: si prende un gruppo X di persone
che non fumano (più sono, meglio è) e si guarda, attraverso gli
anni, quanti cancri polmonari sviluppano; diciamo, solo per esempio,
che su 100.000 non fumatori 10 sviluppano il cancro polmonare. Poi
si prendono altre 100.000 persone in un gruppo Y che fumano e si
osserva la stessa cosa. Se anche i 100.000 fumatori sviluppano 10
cancri, si dice che il rischio relativo è 1, ovvero nessun aumento,
ovvero 0% di elevazione di rischio. Se sviluppano 20 cancri invece
di 10, il rischio relativo è 2, ovvero 100% di elevazione di
rischio; se sviluppano 60 cancri invece di 10 il rischio relativo è
6, ovvero 500% di elevazione; se sviluppano 110 cancri il rischio
relativo è 11, (ovvero il nostro 1.000%) di elevazione di rischio, e
così via.
Diciamo che
alla fine degli studi tra i fumatori ci sono 10 volte più persone
che hanno sviluppato il cancro polmonare rispetto ai non fumatori.
Bisogna dire che questo è un esempio reale: il 1.000% medio di
elevazione è coerente in numerosissimi studi fatti durante una
cinquantina d'anni; non si tratta quindi di pochi studioli fatti a
vanvera.
L’aumento del rischio di 10 volte di cancro polmonare viene
attribuito tutto al fumo. Ha senso?
>No<, non lo ha. Ecco perché:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi fossero cloni
l’un dell’altra dal punto di vista genetico. Inoltre:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero le
stesse identiche abitudini - eccetto il fumo. Inoltre:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi fossero
sottoposte alle stesse identiche esperienze di vita, stress, e
altre migliaia di variabili che rendono una persona unica
nell’universo. Inoltre:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero la
stessa identica alimentazione nel corso della vita. Inoltre:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero vissuto
e vivessero nello stesso identico ambiente dal punto di vista
dell’inquinamento atmosferico. Inoltre:
-
Bisognerebbe
che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero la
stessa inclinazione psicologica al rischio; non mi riferisco
al fumo, ma a tutto il resto delle milioni di variabili che si
presentano durante la vita.
L’elenco degli
"inoltre" potrebbe andare avanti per ore, ma penso di aver reso
l’idea. Attribuire quindi tutto l’aumento dei cancri al fumo nella
comparazione dei due gruppi non solo non ha senso, ma è roba da
delinquenti perché non si può presupporre che medici e
ricercatori siano ignoranti di questi fatti.
Andiamo
avanti. Anche nell’ipotesi che tutti questi ostacoli che rendono
impossibile un'accurata valutazione pure di massa non esistessero,
1.000% di elevazione di rischio significa, matematicamente, che il
fumatore ha il 99,9% delle possibilità del non fumatore di
evitare il cancro polmonare. Ripeto: il 99,9%. Quindi
tutto il can-can è perché il fumatore perde - teoricamente - lo
0,1% di possibilità di evitare il cancro. Ah, ma ci sono
anche altre malattie "correlate" all’uso di tabacco! Certo, per
esempio quelle cardiovascolari. Elevazione di rischio? 60, 70%!
Ripeta quanto usato per il cancro se si vuol divertire -
eccetto che per le malattie cardiovascolari i cofattori sono 300.
Le faccio io la scorciatoia: le possibilità di evitarle rispetto al
non fumatore sono del 99,993%!
Fumo passivo?
Trascuriamo il fatto che la metodologia usata per raccogliere i dati
sul fumo passivo è vera spazzatura basata su interviste e vaghe
memorie, che rende ogni dato assolutamente invalido.
Supponiamo che i dati siano affidabili. L’elevazione massima mai
ottenuta è del 30%. Prendiamo due impossibili cloni umani che siano
stati esposti ad un “identico tutto”: vita, esperienze, ambiente,
ecc., ma uno è stato esposto SEMPRE al fumo passivo e uno MAI. Nel
peggiore dei casi, quello esposto al fumo passivo avrebbe il
99,997% delle possibilità di evitare il cancro polmonare
rispetto a quello mai esposto. Però abbiamo una legge sulla “tutela
della salute dei non fumatori”. Sta cominciando a chiedersi perché
Sirchia
da una parte, i
suoi
ruffiani dei media dall'altra, e
la Lega
Tumori dall’altra ancora non rispondono agli inviti di FORCES ad
un dibattito pubblico su queste truffe e falsi ideologici? Bene!
Divertiamoci
ancora un po’ mentre lei si fuma un altro sigaro. Abbiamo detto che
esistono più di 40 concause del cancro polmonare; facciamo che siano
esattamente 40, tra le quali il fumo. Queste cause possono
interagire a caso in ogni modo possibile. E’ intuitivo che esiste
solo una possibilità che il fumo costituisca il 100% dello
scatenamento del cancro. In quanti altri modi possono combinarsi le
cause, matematicamente? Esiste una formula per calcolarlo: 2
elevato al numero delle cause - 1, ovvero 240 – 1,
ovvero oltre 1.066 miliardi di combinazioni possibili, di cui
solo una è 100% fumo!! Però, al funerale di un fumatore, i poveracci che sono stati vittime di questa propaganda dicono: “Eh, poveretto, fumava…”.
Vera
è una cosa: potrebbe esistere un aumento di rischio per via del
fumo. Esistono tutti gli avvertimenti e tutte le balle possibili sui
pacchetti di sigarette, tranne quello che conta, e che svilupperemo
nel corso del 2005 visto che tutte le altre "associazioni di
consumatori" che condannano il fumo e che non difendono i
consumatori fumatori si guardano bene dal fare perché troppo
impegnate ad arruffianarsi agli azzeccagarbugli della "sanità" pappagalleggiando che "il fumo uccide": il rapporto
catrame-nicotina. Più esso è basso, più la sigaretta è sicura --
entro i modesti termini di rischio che abbiamo visto finora.
Sui
pacchetti di sigarette leggiamo i contenuti di catrame e quelli di
nicotina assieme a tutte gli altri assurdi "avvertimenti" giganteschi
(presto anche le foto "porno"); ma non leggiamo ciò che dovrebbe
essere scritto grande come una casa se il ministero della "salute" e
i suoi bacia-fondelli avessero veramente a cuore la salute dei cittadini:
il rapporto. Esempio 1: 10 mg catrame, 0,8 mg
nicotina. RAPPORTO: 12,5 = sigaretta più pericolosa (come
quelle che fumo io). Esempio 2: 4 mg catrame, 0,5 mg
nicotina. RAPPORTO: 8,0 = sigaretta meno pericolosa, e
così via. Un rapporto al disotto del 6 rende la sigaretta talmente
poco pericolosa dal costituire un rischio statistico di morte più
grosso se si attraversa la strada in città. Ma perché questa
informazione non esce?
-
Perché i ministeri della "salute" sono ignoranti di
questo importante punto.
-
Perché una sigaretta più sicura danneggerebbe gli enormi interessi
di
certe multinazionali farmaceutiche che pagano gli antifumo, in
quanto la gente fumerebbe tranquillamente e non si iscriverebbe ai
costi di cessazione o non si intossicherebbe con farmaci.
-
Perché bisogna far credere che il fumo uccida senza compromessi,
quindi mantenendo il flusso di milioni di euro farmaceutici e
di Stato ad approfittatori e attivisti che ci vivono riccamente sopra.
-
Perché troppi santoni medici e politici hanno già detto che "il
fumo uccide sempre e comunque" e non vogliono fare la figura
degli incompetenti che sono, con conseguente e ben
meritata caduta della mannaia politica.
-
Perché se venisse fuori la verità sui mass-media ci sarebbe una
rivolta popolare che manderebbe a gambe all'aria il piano mondiale
di ingegneria sociale.
-
Perché, infine, le "associazioni consumatori" non avrebbero più
balle da raccontarci in cambio di laute sovvenzioni.
Non
voglio entrare nel merito del perché del rapporto sopra descritto in
questa già lunga risposta. Ma diciamo che se fosse vero che il fumo
causa milioni di morti, allora gli antifumo - che hanno bloccato una
sigaretta più sicura per oltre 30 anni e che continuano a farlo
con il mezzo falso che le "light" sono tanto "mortali" quanto le
sigarette più pesanti - sarebbero responsabili di genocidio,
e un nuovo processo di Norimberga dovrebbe essere aperto a partire
dagli esponenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Spero, caro
Giovanni, che ora lei è informato sull’altra faccia della medaglia
antifumo si goda i suoi sigari in pace. Ma, soprattutto, spero che
lei ed altri lettori si uniscano a FORCES per educare la gente e
mandare in bancarotta politica questa industria dell'inganno che
ormai include ministeri, ospedali, medici, attivisti farmaceutici e
no – per non parlare degli arroganti che
accusano i fumatori di essere assassini di se stessi e degli altri!
Il fatto che ognuno di noi si
preoccupi di educare gli altri è importante perché
questa spazzatura pseudo-scientifica è adottata per praticamente
qualsiasi cosa esista un "allarme" al riguardo – e la cosa è
scelta da agende economiche e da sete di potere sociale e di tasse.
Decida lei con che tipo di gente abbiamo a che fare; in ogni caso sarà d'accordo che
non stanno bene né al governo, né su riviste scientifiche e di
medicina, né come attivisti, e tanto meno come medici o personaggi
televisivi. E comunque non stanno bene al timone della società
istigando odio tra i cittadini.
Oh, un’ultima
cosa: le cause scientifiche del cancro sono tutt’ora completamente
ignote e la vita media (con tutto il fumo che c’è in giro) si è
allungata di 10 anni negli ultimi 30 (per quello che le pensioni
stanno andando in buca).
Buona fumata –
specialmente dove è vietato!
Gian Turci
FORCES Italiana