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5 Gennaio 2005
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Signor Turci,

mi chiamo Giovanni e sono un fumatore incallito di toscani; il guaio grosso è che quando fumo il toscano metà della boccata l'aspiro e non Le dico quale immenso piacere e sensazione di benessere ne riceva. Adesso ho circa cinquant'anni, fumo da quando ne avevo 17 e quindi, a detta dei medici, sono il candidato numero 1 al cancro polmonare.

Devo confessarLe che effettivamente da quando è iniziata questa maledetta campagna antifumo comincio anche io ad essere terrorizzato, ma ciò nonostante non sono per nulla convinto che effettivamente la causa vera e propria del cancro al polmone sia il fumo, semmai ne sarà una concausa; in ogni caso nonostante il terrore continuo a fumare...loro direbbero che si tratta di vera e propria dipendenza...io dico invece che a me effettivamente fa piacere fumare il sigaro!!!

Leggo con molto piacere il vostro sito e mi compiaccio della dovizia di particolari che lo contraddistinguono; sono d'accordo con voi sul fatto che non esiste alcuna prova scientifica che il fumo provochi il cancro come sono consapevole che la stragrande maggioranza dei centenari ed ultracentenari siano o siano stati dei grossissimi fumatori, ma un dubbio mi continua ad assillare e forse in tal caso gli scienziati che fanno parte della Vostra Associazione una qualche risposta la potrebbero pur dare: "se è vero che statisticamente, e a quanto pare è vero, nella maggioranza dei casi chi si becca il tumore al polmone è un fumatore, qualche collegamento ci sarà purtroppo..."

Può essere che il fumo di tabacco unito ad altri fattori inneschi il processo cancerogeno?

O ancora, può essere che il cancro sia causato dall'inalazione delle sostanze chimiche che vengono utilizzate per le piantagioni e per la concia del tabacco? Se una delle due ipotesi fosse reale credo che purtroppo il qualche modo effettivamente fumare sia pericoloso...

In ogni caso, al di là dei legittimi dubbi che un fumatore incallito come me penso abbia il diritto di porsi, resta il fatto che questa campagna antifumo è veramente scandalosa per tutta una serie di motivi da Lei così bene enunciati a più riprese; a mio sommesso avviso, fra l'altro, ci sarebbero anche gli estremi per citare legalmente il Governo per l'evidente sopraffazione dei diritti personali e per l'incredibile e innegabile violenza psico-fisisca che esercita sui cittadini.

Mi piacerebbe sapere...per es. cosa ne pensa il Ministro Martino visto che, con mia grande sorpresa, fa parte del vostro comitato d'onore (a proposito è un fumatore?).

Concludo nell'augurare a Lei e a tutta l'Associazione i migliori auguri di Buon anno sperando che in un prossimo futuro possa esserci una inversione di rotta.

Con Simpatia.

Giovanni

P.S.: da quando leggo il vostro sito fumo il toscano con maggior gusto eh eh...


Caro Giovanni,

grazie per la sua simpatica lettera, che è anche piena di domande e osservazioni interessanti. Infatti, le sue domande meriterebbero un vero libro di risposta, ma cercherò di essere il più breve possibile.

Inutile dire che la campagna antifumo è piena di esagerazioni, falsità e distorsioni perché questo già esce dalle orecchie di tutti i lettori di FORCES. Vediamo invece qualche specifica.

Prima di tutto, ha ragione sulle concause. Esistono oltre 40 concause del cancro polmonare, di cui il fumo è una sola. Clicchi qui per vedere le altre; affermare quindi che “il fumo uccide" è una baggianata ed anche un falso ideologico, a meno che su OGNI altro prodotto che è una concausa di cancro polmonare (esempio, latte) non sia apposta un'etichetta che dica la stessa cosa; già che ci siamo, potremmo mettere etichette su  altri prodotti che “causano” altri cancri così tutto sarà etichettato e nessuno leggerà più le etichette.

Ma la campagna antifumo vuole mettere l’enfasi su un'altra falsità: vuole indicare che il fumo uccide “tanto”: a tale scopo, si inventano le mortalità da “tabagismo”. Su questo punto tenga a mente che non si può provare la morte o la malattia di ALCUN individuo dovuta al fumo. Non creda a me: lo chieda a qualunque medico serio inchiodandolo con la specifica domanda e senza permettergli di divagare per qualche tangente; se è onesto, le dirà che è possibile >solo< fare indagini di massa (epidemiologiche) che dimostrano una elevazione generale di rischio di cancro polmonare mediamente del 1.000% (solo fumo attivo, attenzione, non passivo!).

All’anima, 1.000% di elevazione di rischio sembra tantissimo, vero?... Vediamo un attimo più in dettaglio cosa ciò significa veramente. Come si ottiene questa elevazione? Così: si prende un gruppo X di persone che non fumano (più sono, meglio è) e si guarda, attraverso gli anni, quanti cancri polmonari sviluppano; diciamo, solo per esempio, che su 100.000 non fumatori 10 sviluppano il cancro polmonare. Poi si prendono altre 100.000 persone in un gruppo Y che fumano e si osserva la stessa cosa. Se anche i 100.000 fumatori sviluppano 10 cancri, si dice che il rischio relativo è 1, ovvero nessun aumento,  ovvero 0% di elevazione di rischio. Se sviluppano 20 cancri invece di 10, il rischio relativo è 2, ovvero 100% di elevazione di rischio; se sviluppano 60 cancri invece di 10 il rischio relativo è 6, ovvero 500% di elevazione; se sviluppano 110 cancri il rischio relativo è 11, (ovvero il nostro 1.000%) di elevazione di rischio, e così via.

Diciamo che alla fine degli studi tra i fumatori ci sono 10 volte più persone che hanno sviluppato il cancro polmonare rispetto ai non fumatori. Bisogna dire che questo è un esempio reale: il 1.000% medio di elevazione è coerente in numerosissimi studi fatti durante una cinquantina d'anni; non si tratta quindi di pochi studioli fatti a vanvera.

L’aumento del rischio di 10 volte di cancro polmonare viene attribuito tutto al fumo. Ha senso? >No<, non lo ha. Ecco perché:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi fossero cloni l’un dell’altra dal punto di vista genetico. Inoltre:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero le stesse identiche abitudini - eccetto il fumo. Inoltre:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi fossero sottoposte alle stesse identiche esperienze di vita, stress, e altre migliaia di variabili che rendono una persona unica nell’universo. Inoltre:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero la stessa identica alimentazione nel corso della vita. Inoltre:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero vissuto e vivessero nello stesso identico ambiente dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Inoltre:

  • Bisognerebbe che tutte le 100.000 persone di entrambi i gruppi avessero la stessa inclinazione psicologica al rischio; non mi riferisco al fumo, ma a tutto il resto delle milioni di variabili che si presentano durante la vita.

L’elenco degli "inoltre" potrebbe andare avanti per ore, ma penso di aver reso l’idea. Attribuire quindi tutto l’aumento dei cancri al fumo nella comparazione dei due gruppi non solo non ha senso, ma è roba da delinquenti perché non si può presupporre che medici e ricercatori siano ignoranti di questi fatti.

Andiamo avanti. Anche nell’ipotesi che tutti questi ostacoli che rendono impossibile un'accurata valutazione pure di massa non esistessero, 1.000% di elevazione di rischio significa, matematicamente, che il fumatore ha il 99,9% delle possibilità del non fumatore di evitare il cancro polmonare. Ripeto: il 99,9%. Quindi tutto il can-can è perché il fumatore perde - teoricamente - lo 0,1% di possibilità di evitare il cancro. Ah, ma ci sono anche altre malattie "correlate" all’uso di tabacco! Certo, per esempio quelle cardiovascolari. Elevazione di rischio? 60, 70%! Ripeta quanto usato per il cancro se si vuol divertire - eccetto che per le malattie cardiovascolari i cofattori sono 300. Le faccio io la scorciatoia: le possibilità di evitarle rispetto al non fumatore sono del 99,993%!

Fumo passivo? Trascuriamo il fatto che la metodologia usata per raccogliere i dati sul fumo passivo è vera spazzatura basata su interviste e vaghe memorie, che rende ogni dato assolutamente invalido. Supponiamo che i dati siano affidabili. L’elevazione massima mai ottenuta è del 30%. Prendiamo due impossibili cloni umani che siano stati esposti ad un “identico tutto”: vita, esperienze, ambiente, ecc., ma uno è stato esposto SEMPRE al fumo passivo e uno MAI. Nel peggiore dei casi, quello esposto al fumo passivo avrebbe il 99,997% delle possibilità di evitare il cancro polmonare rispetto a quello mai esposto. Però abbiamo una legge sulla “tutela della salute dei non fumatori”. Sta cominciando a chiedersi perché Sirchia da una parte, i suoi ruffiani dei media dall'altra, e la Lega Tumori dall’altra ancora non rispondono agli inviti di FORCES ad un dibattito pubblico su queste truffe e falsi ideologici? Bene!

Divertiamoci ancora un po’ mentre lei si fuma un altro sigaro. Abbiamo detto che esistono più di 40 concause del cancro polmonare; facciamo che siano esattamente 40, tra le quali il fumo. Queste cause possono interagire a caso in ogni modo possibile. E’ intuitivo che esiste solo una possibilità che il fumo costituisca il 100% dello scatenamento del cancro. In quanti altri modi possono combinarsi le cause, matematicamente? Esiste una formula per calcolarlo: 2 elevato al numero delle cause  - 1, ovvero 240 – 1, ovvero oltre 1.066 miliardi di combinazioni possibili, di cui solo una è 100% fumo!! Però, al funerale di un fumatore, i poveracci che sono stati vittime di questa propaganda dicono: “Eh, poveretto, fumava…”.

Vera è una cosa: potrebbe esistere un aumento di rischio per via del fumo. Esistono tutti gli avvertimenti e tutte le balle possibili sui pacchetti di sigarette, tranne quello che conta, e che svilupperemo nel corso del 2005 visto che tutte le altre "associazioni di consumatori" che condannano il fumo e che non difendono i consumatori fumatori si guardano bene dal fare perché troppo impegnate ad arruffianarsi agli azzeccagarbugli della "sanità" pappagalleggiando che "il fumo uccide": il rapporto catrame-nicotina. Più esso è basso, più la sigaretta è sicura -- entro i modesti termini di rischio che abbiamo visto finora.

Sui pacchetti di sigarette leggiamo i contenuti di catrame e quelli di nicotina assieme a tutte gli altri assurdi "avvertimenti" giganteschi (presto anche le foto "porno"); ma non leggiamo ciò che dovrebbe essere scritto grande come una casa se il ministero della "salute" e i suoi bacia-fondelli avessero veramente a cuore la salute dei cittadini: il rapporto. Esempio 1: 10 mg catrame, 0,8 mg nicotina. RAPPORTO: 12,5 = sigaretta più pericolosa (come quelle che fumo io). Esempio 2: 4 mg catrame, 0,5 mg nicotina. RAPPORTO:  8,0 = sigaretta meno pericolosa, e così via. Un rapporto al disotto del 6 rende la sigaretta talmente poco pericolosa dal costituire un rischio statistico di morte più grosso se si attraversa la strada in città. Ma perché questa informazione non esce?

  • Perché i ministeri della "salute" sono ignoranti di questo importante punto.

  • Perché una sigaretta più sicura danneggerebbe gli enormi interessi di certe multinazionali farmaceutiche che pagano gli antifumo, in quanto la gente fumerebbe tranquillamente e non si iscriverebbe ai costi di cessazione o non si intossicherebbe con farmaci.

  • Perché bisogna far credere che il fumo uccida senza compromessi, quindi mantenendo il flusso di milioni di euro farmaceutici e di Stato ad approfittatori e attivisti che ci vivono riccamente sopra.

  • Perché troppi santoni medici e politici hanno già detto che "il fumo uccide sempre e comunque" e non vogliono fare la figura degli incompetenti che sono, con conseguente e ben meritata caduta della mannaia politica.

  • Perché se venisse fuori la verità sui mass-media ci sarebbe una rivolta popolare che manderebbe a gambe all'aria il piano mondiale di ingegneria sociale.

  • Perché, infine, le "associazioni consumatori" non avrebbero più balle da raccontarci in cambio di laute sovvenzioni.

Non voglio entrare nel merito del perché del rapporto sopra descritto in questa già lunga risposta. Ma diciamo che se fosse vero che il fumo causa milioni di morti, allora gli antifumo - che hanno bloccato una sigaretta più sicura per oltre 30 anni e che continuano a farlo con il mezzo falso che le "light" sono tanto "mortali" quanto le sigarette più pesanti - sarebbero responsabili di genocidio, e un nuovo processo di Norimberga dovrebbe essere aperto a partire dagli esponenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Spero, caro Giovanni, che ora lei è informato sull’altra faccia della medaglia antifumo si goda i suoi sigari in pace. Ma, soprattutto, spero che lei ed altri lettori si uniscano a FORCES per educare la gente e mandare in bancarotta politica questa industria dell'inganno che ormai include ministeri, ospedali, medici, attivisti farmaceutici e no – per non parlare degli arroganti che accusano i fumatori di essere assassini di se stessi e degli altri!

Il fatto che ognuno di noi si preoccupi di educare gli altri è importante perché questa spazzatura pseudo-scientifica è adottata per praticamente qualsiasi cosa esista un "allarme" al riguardo – e la cosa è scelta da agende economiche e da sete di potere sociale e di tasse. Decida lei con che tipo di gente abbiamo a che fare; in ogni caso sarà d'accordo che non stanno bene né al governo, né su riviste scientifiche e di medicina, né come attivisti, e tanto meno come medici o personaggi televisivi. E comunque non stanno bene al timone della società istigando odio tra i cittadini.

Oh, un’ultima cosa: le cause scientifiche del cancro sono tutt’ora completamente ignote e la vita media (con tutto il fumo che c’è in giro) si è allungata di 10 anni negli ultimi 30 (per quello che le pensioni stanno andando in buca).

Buona fumata – specialmente dove è vietato!

Gian Turci
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