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IL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO È PER I PRO O PER GLI ANTIFUMO?

Spett.le Redazione:

1.Vorrei sapere con i mezzi oggi disponibili e le varie correnti di pensiero oggi esistenti se al di la delle propagande di parte o studi in buona fede si possa oggi raggiungere una certezza ufficiale riguardo il fumo e le sostanze in esse contenute, se realmente cancerogene o meno. 2. Degli studi condotti e delle varie ricerche in maggioranza; di quelle attendibili (se tutte meglio ancora), cosa dicono? 3. Se la scienza comprovata dovesse rispondere direbbe: "se fumi danneggi tu e gli altri, oppure direbbe il piacere supera gli effetti collaterali o meglio essi non esistono? 

Grazie, L.

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Caro Sig. L. ,

Procedo a rispondere alle sue domande.

 

1. Vorrei sapere con i mezzi oggi disponibili e le varie correnti di pensiero oggi esistenti se al di la delle propagande di parte o studi in buona fede si possa oggi raggiungere una certezza ufficiale riguardo il fumo e le sostanze in esse contenute, se realmente cancerogene o meno.

Il discorso fumo e danni alla salute è vasto e complesso, e non si applica solo al fumo, anzi, si può certamente affermare che si tratta di un fenomeno universale; il fumo è una degli aspetti più vistosi di questo fenomeno, e senza dubbio il più lucrativo. Non c'è dubbio che nel fumo esistano tossici, alcuni dei quali potenzialmente cancerogeni; questo non l'abbiamo mai negato. Ciò che si disputa è che le quantità infinitesimali di detti tossici presenti nel fumo -- anche per un protratto periodo di tempo - possano causare severe malattie. Il problema nell'individuazione della causalità di tali malattie è sempre e solo la multifattorialità. Per esempio: le malattie cardiovascolari hanno oltre trecento co-fattori, uno dei quali potrebbe essere il fumo -- anche in funzione della quantità inalata e della costituzione fisica dell'individuo. L'asma ha migliaia di noti co-fattori; il cancro polmonare ne ha oltre 40. Ciò detto, diventa chiaro come sia letteralmente impossibile quantificare - o anche attribuire - una malattia ad un singolo fattore, nonostante i sistemi di "filtrazione" statistica che gli epidemiologi stessi ammettono essere grossolani e poco efficaci. Uno dei più importanti principii della tossicologia dice: "è la dose che fa il veleno";  oggigiorno, la più fatua presenza di una sostanza potenzialmente nociva diventa bersaglio di propagande e di paure diffuse da una vera e propria industria parassita - propagande che spesso sono seguite da promozioni commerciali di cure e rimedi. 

Quanto sopra è il lungo prologo alla risposta alla sua domanda: non è possibile raggiungere una certezza scientifica riguardo al fumo e alle sostanze in esso contenute, se non il vago concetto che "fumare fa male". Ufficialmente però, la propaganda antifumo si comporta come se tale certezza esistesse - e ciò è offensivo e disonesto nei riguardi della scienza, e lesivo alla libertà, dignità e tasca dei cittadini che sono bersaglio di tale propaganda.

2. Degli studi condotti e delle varie ricerche in maggioranza; di quelle attendibili (se tutte meglio ancora), cosa dicono?

Qui bisogna distinguere tra fumo attivo e fumo passivo. Per il primo, esiste una notevole quantità di evidenza che il fumo sia collegato al cancro polmonare; infatti, quasi il 90% di tali cancri si verifica nei fumatori, e ciò è un fatto reale. Ma di nuovo, siamo lungi dall'essere certi. Un'analisi un attimo più approfondita infatti rivela che: a) solo il 10% dei fumatori contrae cancro polmonare; b) coloro che lo contraggono, statisticamente hanno un'età che eccede i 70-73 anni. In tale età le possibilità di contrarre cancro - qualunque cancro - sono altissime. Qui forse un esempio potrebbe aiutarci: immagini una pentola con 10 litri d'acqua che vogliamo far bollire (ebollizione = cancro). Ora accendiamo un cerino sotto la pentola, e immaginiamo che il cerino bruci per sempre. Tale cerino è il fumo. Bollirà mai la pentola? Certamente no, perché la dissipazione del calore dalla pentola fa si che l'acqua non bolla mai. Ma ora immaginiamo di accendere altri cerini: quello dello stress, dell'alimentazione, dell'inquinamento atmosferico, dell'abuso di medicine, e così via. Se accendiamo abbastanza cerini, il calore fornito dai cerini (concause) eccederà la dissipazione termica della pentola (capacità del corpo di filtrare e purificarsi) e l'acqua, alla lunga, bollirà. Però, quale cerino l'ha fatta bollire? La propaganda antifumo dice che è stato quello delle sigarette. La scienza (e il buon senso) dicono che non è possibile stabilirlo -- e ciò si applica anche a tutte le altre migliaia di co-fattori.

Gli studi sul fumo attivo, non importa quanti siano e chi l'abbia fatti, non possono quindi affermare con certezza che il cerino del fumo sia responsabile, anche se nell'arrogante tempo in cui viviamo siamo stati indotti a pensare che anche l'inquantificabile possa essere ridotto ad un database. Ancora una volta, però, il buon senso ci può aiutare: non c'è bisogno di essere medici per capire che se fumiamo 100 sigarette al giorno, il cerino del fumo sarà assai più caldo che se ne fumiamo 30; ma più di così non è possible
quantificare. Ecco quindi che cifre come i "90.000 morti da tabagismo" in Italia (un morto ogni otto minuti), per esempio, sono null'altro che una truffa statistica in quanto campate in aria -- e promosse da una classe di persone cui affidiamo la nostra salute!

Sul fumo passivo, invece, la storia è diversa. Le quantità di tossici in esso presenti sono talmente minuscole, che anche un'enorme quantità di fumo passivo per una protratta esposizione non raggiunge concentrazioni tali da danneggiare il fumatore "passivo" -- anche se ciò gli può far lacrimare gli occhi, o dargli altrimenti fastidio. Di tutti gli studi sul fumo passivo, infatti (finora 103), solo uno minuscolo è riuscito a far vedere un'elevazione di rischio alta abbastanza da essere considerata; però tale studio esaminava solo una settantina di persone, e quindi la percentuale di errore era molto alta. Per consultare la vasta
evidenza scientifica a sostegno di tali affermazioni, cliccare qui (inglese).

3. Se la scienza comprovata dovesse rispondere direbbe: "se fumi danneggi tu e gli altri, oppure direbbe il piacere supera gli effetti collaterali o meglio essi non esistono?

Dopo la nostre risposte alle sue domande 1 e 2, la risposta a quest'ultima sua domanda è implicita. Bisogna ridursi dunque all'individuo, che è il solo a poter giudicare se i benefici del piacere (e degli effetti collaterali positivi, come una certa protezione contro le malattie di Alzeimer a di Parkinson) siano più grandi dei potenziali svantaggi. Ciò che è intellettualmente disonesto è che lo Stato e i gruppi antifumo finanziati dalle multinazionali farmaceutche investano miliardi, per le ragioni che sono documentate nel nostro sito, per influenzare la scelta dell'individuo tramite o totalmente falsa informazione, o informazione distorta ad hoc, nel proclamato nome di benefici sanitari che non si possono assolutamente provare se non con studi multigenerazionali (e comunque fortemente imprecisi, vedi ancora multifattorialità) e, al momento, solo con aneddoti ai quali, d'altra parte, si può opporre un eguale numero di aneddoti opposti -- e  questo non è il modo in cui la scienza funziona.

Per finire, tutto si rifà a poche domande fondamentali: ha lo Stato il diritto/dovere di forzare o condizionare lo stile di vita del cittadino in nome della sua salute? E se rispondiamo di si, è esso dunque giustificato ad usare disinformazione sanitaria allo scopo? È giusto che ciò che dà fastidio ad alcuni debba essere legalmente vietato a tutti? È razionale che ogni cosa che sia potenzialmente pericolosa (praticamente tutto: dal fumo al caffè ai cibi grassi, dal telefonino al vino) debba essere oggetto di regolamentazioni, tassazioni, sanzioni, e propagande che costano miliardi al cittadino? Dove tracciamo
la linea di demarcazione? Quanta della nostra libertà fisica e intellettuale siamo disposti a sacrificare in nome di una percezione di sicurezza?

Ironicamente, né lo Stato né la Scienza possono rispondere a queste domande, ma solo l'individuo.

Cordiali saluti.

Gian Turci
FORCES Italiana.