LETTERA DI OSSEQUI
Buonasera,
Sono un giovane psicologo, fumatore e da tempo mi occupo delle patologie mentali legate
alla dipendenza al fumo, unica pseudo "droga" (io non la considero tale), con
dipendenza duplice, sia fisica che psichica.
Voglio, con questa mia lettera, ringraziarla, per il sito internet e per il suo lavoro,
era ora che ci fosse qualcuno a dire la verità, o meglio qualcosa che si avvicinasse di
più alla verità. Si conoscono le lobby delle case farmaceutiche, l'incoerenza dei
monopoli di stato che sui pacchetti delle sigarette scrivono "nuoce gravemente alla
salute" allora dimostratelo, datemi dei dati specifici.
Lei lo ha fatto, ed essendo questa una prova di coraggio. Mi chiedo una cosa; quanta gente
la vuole vedere morto? Sa perché le faccio questa domanda? Perché si è messo contro il
sistema, contro i canali corrotti della medicina e della scienza che non sarà mai pura
scienza ma scienza per i consumatori.
In un'epoca in cui non si può mangiare perché ogni tipo di alimento contiene qualcosa di
nocivo, allora saremmo morti già da parecchio tempo, e la popolazione mondiale sarebbe
decimata. Questo è un mondo monopolizzato dal sistema, non vi è libera razionalità di
scoperta, molte volte mi chiedo se ne valga veramente di svolgere la mia professione di
Psicologo, sa lotto sempre contro quelle persone che si definiscono tali, ma in realtà
fanno più danni, e la gente li paga!
Scusi se sto divagando, torniamo a noi.
Vorrei avere ulteriori dimostrazioni sugli effetti antidepressivi del fumo. Poco tempo fa
ho curato una persona con elevati problemi di depressione, monopolare, o definita
depressione comune. Ho fatto un esperimento, quando veniva alle sedute, obbligavo a non
fumare, ed aveva effetti di loquacità assoluti, ma quando lo facevo fumare articolava il
linguaggio e si dimostrava completamente libero da ogni vincolo relazionale o emotivo.
Evidentemente la sua era una depressione sociale? Dovuta al sistema...
Un'ultima cosa: se è possibile vorrei una news letter delle vostre attività. Grazie per
la cortese attenzione e CONTINUATE COSI'!
Con stima e rispetto
Luca
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Caro signor Luca,
grazie della gentile lettera. Sfortunatamente, di questi tempi la scienza (o quella spesa
come tale) è diventata una buffonata al servizio di coloro che, ricchi di mezzi, la usano
per istigare menti indebolite alla paura e all'intolleranza, e per condizionare il
comportamento delle masse in modo che serva gli interessi di coloro che sono al timone.
Il fumo, di per se, è cosa triviale, ma è la punta di diamante usata per alterare
permanentemente non solo le istituzioni giuridiche e sociali, ma specialmente il modo in
cui - e i canali attraverso i quali - l'informazione viene"confezionata" per il
pubblico. Come psicologo, la prego di osservare che se un divieto o una tassazione viene
imposta, per esempio, dal ministero delle finanze, molti sono pronti ad inveire ed a
chiamare i politici in questione con i nomi più sporchi del vocabolario. Se però la
stessa cosa viene proposta dal ministero della sanità dove (e ciò si può capire anche
intuitivamente) l'influenza dei colossi farmaceutici è più sentita, tutto va bene,
perché è per il "nostro bene". Al limite, quindi, Al Capone in camice bianco
diventa Padre Pio.
La storia del fumo è una psicosi collettiva come ce ne sono state tante nel passato. La
novità è solo nella scusa: la pseudo-scienza ha rimpiazzato l'ideologia. Se si chiede al
non fumatore perché non vuole che gli si fumi intorno, la risposta è quasi
invariabilmente che "gli si appesta l'aria", e che gli "si fa del
male". Notare che tale "appestamento" è esistito negli ultimi 500 anni o
giù di lì, ma nessuno si è mai sentito appestato, anzi, quando ero più giovane, mi
ricordo distintamente a quanti non fumatori piacesse il profumo della sigaretta!
Se però si chiede su quali basi scientifiche è tale affermazione, o la risposta è
totalmente evitata, oppure si sente che "le autorità" (leggi: il ministero
della sanità e la stampa-pappagallo) "dicono" che fa male. In altre
parole, per moltissima gente le autorità sono "ladri", "venduti",
"delinquenti", ecc., ecc. - ECCETTO il ministero della sanità perché, nel caso
specifico del fumo, afferma qualcosa che finalmente giustifica l'intolleranza.
Come sa, stiamo facendo una campagna di protesta contro il divieto della
Fiorentina, dove un rischio infinitesimale ha portato alla proibizione totale.
Tantissime sono state le adesioni, mentre molti affermano che Veronesi "dice
stupidaggini", implicando quindi che egli sia o incompetente, o disonesto. Ma sono
pronto a scommettere che alcune delle stesse persone inneggiano invece a Veronesi quando
afferma che il fumo passivo uccida - e quindi vada proibito - sebbene le morti per mucca
pazza, benché poche, siano reali, e quelle da fumo passivo o primario,
benché molte, siano tutte morti virtuali, non provabili perché o
multifattoriali, o senza fondamento scientifico, e quindi inesistenti - se non
nei computer statistici che, come si sa, fanno solo vedere ciò che è programmato in
primo luogo.
Nei sei anni in cui FORCES è esistita a livello internazionale, abbiamo ricevuto molte
lettere minatorie, alcune delle quali giuravano di "farci la pelle". Perché?
Perché difendiamo il diritto di scelta? Probabilmente no. Altri gruppi che difendono quel
diritto sono magari derisi o ignorati dagli antifumo, ma mai minacciati. La ragione delle
minacce credo sia una sola: solo noi dimostriamo che le malattie
"attribuibili" al tabacco non sono dimostrabili dalla scienza, e facciamo ciò
usando la stessa scienza che viene distorta dagli antifumo.
Tirando il tappeto da sotto i piedi del cartello antifumo e dei suoi sostenitori, li
costringiamo a quindi a smascherarsi per ciò che in realtà sono: un branco di
truffatori intolleranti, e ben pagati istigatori professionisti del popolo ignaro ad
usare l'emozionalità invece del buon senso, della moderazione, e della ragione. I
devastanti effetti sociali di tale irresponsabile comportamento sono evidenti: telefonini,
profumi, grassi, sale, caffè, persino animali domestici sono fonti di malattie. Che
importa se la scienza non può provare nulla? Godiamo nel sentirci "assediati",
e ciò mi ricorda il ridicolo fenomeno degli anni Cinquanta in USA circa l'anticomunismo e
la costruzione di rifugi antiatomici perfettamente inutili.
L'unico punto di potenziale disaccordo con lei è quello concernente la dipendenza. La
dipendenza è una cosa assai vaga e indefinita anche in termini medici. Quante volte di
seguito bisogna fare qualcosa per essere dipendenti? 100? 1000? E' necessario un bisogno
irrefrenabile? Siamo quindi "sesso-dipendenti", per esempio, ed abbiamo bisogno
di una cura? Perché no? Oggidì, l'esistere è una malattia, specialmente se ci si gode
una sigaretta! Se lei capisce l'inglese, mi permetta di indirizzarla a www.forces.org/evidence.index.htm,
la nostra biblioteca scientifica. In essa troverà un'enorme fonte d'informazione che,
come professionista, sono certo lei apprezzerà.Circa la newsletter, abbiamo messo il suo indirizzo nell'appropriata
scheda. Riceverà le informazioni quando disponibili.
Grazie di nuovo, e arrivederci.
Gian L. Turci |