posta2.jpg (1771 bytes)

emailme.gif (10883 bytes)

posta1.jpg (1850 bytes)
31 Luglio 2003
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia
Ritorno alla pagina principale

Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia
Ritorno all'indice della posta
Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Forces Italiana
Cod. Fisc. 9506307010
Cas. Post. 2501 16146 Genova

DONATE O
DIVENTATE SOCI DI FORCES!

ABBONATEVI AD ENCLAVE E A FORCES E RISPARMIATE SU ENTRAMBI!

Vuoi ricevere la nostra newsletter? È gratis!
abbonamenti_newsletter@forces.orgCLICCA QUI!abbonamenti_newsletter@forces.org


DISCRIMINAZIONE FUMATORI

Buongiorno,

innanzitutto complimenti per le vostre attività!!!!

Grazie!

Io e diversi miei amici fumatori di pipa avremmo un dubbio di carattere "legale", che sicuramente voi saprete risolvere...

Speriamo...

Premesso che al momento non esiste ancora nessuna legge che proibisca di fumare nei bar o nei pub (almeno finché non passa la legge fascista di Sirchia), ecco i due punti su cui non sappiamo cosa dice la legge:

Una precisazione: la legge nazi-salutista di Sirchia è passata. Le guide per l'implementazione, in teoria, dovrebbero arrivare presto, e la legge dovrebbe essere implementata in Luglio dell'anno prossimo.

Il gestore ha il diritto di esporre un cartello con il quale vietare del tutto il fumo ai suoi clienti? E se uno insiste a fumare, e vengono chiamati i Carabinieri (dando per scontato quello che proprio lo e' di meno, e cioè che i Caramba conoscano alla perfezione ciò che dice la legge), a chi viene data ragione? Al gestore che ha diritto di dire se si può fumare o no, o al cliente che ha esercitato un suo diritto visto che non esiste ancora un divieto di fumo globale nei locali pubblici?

E' necessario comprendere quanto segue: con la legge nazi-salutista già passata, la realtà allibente è che il nuovo "default" sociale stabilisce che è VIETATO FUMARE OVUNQUE, eccetto dove permesso -- mentre oggi, che ancora siamo più liberi, è permesso fumare ovunque eccetto dove vietato. Potrebbe sembrare la stessa cosa, ma in realtà si sono capovolti i principi, rendendo ANORMALE chi fuma e NORMALE chi non fuma -- anche se si parla di quasi il 50% degli italiani adulti! Queste sfumature, purtroppo, spesso non sono notate dal popolo, ma sono importantissime perché stabiliscono legalmente i termini dell'equazione sociale. Quasi nessuno, per esempio, comprende le profonde implicazioni del cambio della denominazione da Ministero della Sanità a Ministero della Salute.

Semplificando, il ministero della sanità presiede alla gestione della sanità istituzionale: da igiene nei ristoranti a gestione della struttura sanitaria (ospedali, mutue, ecc.) -- ma si ferma li. Ministero della salute significa che il ministero presiede alla salute personale del cittadino, dando quindi allo stato l'autorità di ingerirsi nella vita intima del cittadino allo scopo di "proteggere" la sua salute ANCHE DA SE STESSO, ed estendendo la potenza dello stato alla microgestione dello stile di vita dell'individuo. A un livello di capillarità del genere non erano arrivati nemmeno Stalin o Mussolini (ma ci stava arrivando Hitler, da cui le campagne antifumo sono state copiate di sana pianta). Purtroppo questo fondamentale cambio di denominazione e funzione
è passato totalmente liscio davanti agli occhi degli italiani tre anni fa'; nessuno si  è soffermato a pensare che non si cambia carta intestata per far ricco il tipografo!

Dopo la doverosa premessa, procediamo.

Nel futuro:

  • Sarà dovere del gestore di esporre il cartello vietato fumare.

  • Sarà dovere del gestore chiamare i Carabinieri.

  • Sarà dovere dei Carabinieri di dare torto al fumatore e di multarlo perché il "criminale" ha "messo a rischio" la "salute pubblica", in quanto il ministero della "salute" convalida e promuove la truffa scientifico-statistica del fumo passivo.

  • Il gestore NON AVRA' diritto di dire se si può fumare o no nel suo locale. La nuova legge dice che nella sua proprietà il gestore non può far fumare, fatta eccezione se può dimostrare di avere un locale sufficientemente ampio per accomodare entrambi (ma la sezione fumo deve essere più piccola per legge di quella non fumo, perché i fumatori sono una razza inferiore, anche se la scusa è che sono meno dei fumatori), e fornito di costosissima attrezzatura "spaziale" di ricambio dell'aria, ed accettando un'ulteriore ingerenza dello stato con controlli periodici (probabilmente pure a pagamento) della suddetta attrezzatura, perché il fumo passivo è un tale "veleno"... che non si può nemmeno provare statisticamente che costituisca un rischio!

Oggi, nulla di quanto sopra ancora si applica per legge in bar e ristoranti. Se esiste il cartello "Vietato Fumare" è perché il gestore ha deciso di appenderlo, oppure perché è disinformato (in buona fede o no) sul fatto che la legge non è ancora applicata. Molti gestori antifumo fingono ignoranza o malinteso perché in realtà vogliono si il denaro dei fumatori, ma non il loro fumo. E' quindi importante, ora come in futuro, boicottarli con la non-presenza, e creare più danno economico possibile a difesa dei diritti dei fumatori.

Il gestore ha il diritto di esporre un cartello con il quale consente di fumare sigarette, ma non la pipa o il sigaro? In sostanza, se io entro in un locale con una spessa coltre di fumo di sigaretta, mi accendo la pipa e arriva il proprietario a rompermi le scatole "perché la pipa mi da' fastidio", sono obbligato a spegnere oppure no?

No, oggi per legge lei non è ancora obbligato. Se tutto va bene con l'agenda dei fascisti bianchi, lei lo sarà dal prossimo Luglio - anzi, non potrà accendere affatto. Però non sarebbe una cattiva idea che qualche gestore "con le palle" appendesse un cartello "Fumatori Benvenuti"; probabilmente avrebbe il locale pieno.

In sostanza, se chiamo i Carabinieri denunciando una discriminazione, a chi danno ragione? Al gestore che può selezionare chi entra nel suo locale, oppure a me che non sto violando alcuna legge e sto semplicemente fumando in un locale per fumatori?

Oggi in teoria dovrebbero dare ragione a lei. Ma, come tutte le leggi, esse sono "interpretabili" dall'agente che le impone -- e oggigiorno, con le campagne di odio istituzionalizzato in corso (e pagato con le tasse dei fumatori!), è probabile che l'agente "fraintenda" la sua posizione.

Insomma, alla fine la questione verte su quanto sia "pubblico" un locale pubblico, ovvero se un gestore può dire "questa e' casa mia e ci faccio entrare chi voglio".

Interessantissimo punto, su cui verte l'intero sopruso del ministero della "salute". In realtà un ristorante o un bar è un locale privato accessibile al pubblico, nel quale il proprietario/gestore dovrebbe essere l'UNICO con l'autorità legale di stabilire se si può fumare o no -- oggi e nel futuro. Ma, grazie alla truffa del fumo passivo sostenuta del ministero, il gestore sarà tenuto a garantire un ambiente "sano" nello stesso modo in cui è tenuto a darle una tazzina sterilizzata. La differenza tra fumo passivo e tazzina è lampante a tutti -- tranne agli antifumo privati e di stato, a cui conviene avallare una truffa per raggiungere i propri scopi di controllo sociale, con tanto di benedizione di Big Pharma. La libertà di scelta del gestore non è “accettabile" per una ragione molto pratica: chi vieta di fumare avrebbe il locale vuoto, perché la stragrande maggioranza dei non-fumatori non ha problemi con il fumo (e vuole stare con gli amici fumatori), e la verità verrebbe quindi a galla. Allora bisogna imporre la legge ingiusta ma uguale per tutti per fare in modo che chi sopprime i diritti dei fumatori sia facilitato dallo stato, che a sua volta può truffare ancora una volta il popolo facendogli credere che sono "tutti d'accordo" che vietare il fumo sia un segno di civiltà. Non dimentichiamoci le parole di Sirchia: “Bisogna creare una cultura antifumo” – leggi: chi sopprime il fumatore ha l’appoggio dello stato, che in caso di irregolarità piccole guarda dall’altra parte, e in caso di grosse, modifica le leggi a favore della repressione.

Ma la realtà è che, in tutti i Paesi in cui ciò è stato fatto, le catene di bancarotte sono senza fine -- un fiore all'occhiello per i fumatori, e cosa che si cerca in tutti i modi di nascondere o ignorare.

Io direi, a buon senso, che nel primo caso ha ragione il gestore, nel secondo io: non sempre però legge e ragione vanno a braccetto, quindi mi piacerebbe sentire il parere di chi e' più informato di me...

Saluti.

Luca

Caro signore, buonsenso, onestà e giustizia non si applicano al salutismo. Per esso vale il motto niente affatto sorpassato: "La legge è il braccio del potente" -- un concetto totalmente alieno agli ingenui che associano la legge con la tutela del debole, della libertà e della giustizia. Ma anche con tale realtà la logica fila, perché i cittadini vittime di leggi ingiuste e oppressive che non fanno nulla per ribellarsi e cambiare le cose si meritano esattamente ciò che ricevono.

Cordiali saluti, e scusi la lunga risposta.

FORCES Italiana
La Redazione