Clicca qui per tornare alla home page di FORCES Italiana
Home

La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
DONA A FORCES E DIFENDI I TUOI INTERESSI CONTRO PROIBIZIONISMO E TRUFFE STATISTICHE. ABBIAMO BISOGNO DI TE!!
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
Le rubriche


LA POSTA emailme.gif (10883 bytes) DI FORCES

22 Febbraio 2005

Forces Italiana
Cod. Fisc. 9506307010
C.P. 2501 - 16146 Genova
Abbonatevi a Enclave e FORCES e risparmiate su entrambi! Donate o diventate soci di FORCES! Ritorno all'indice della posta

Informazioni su FORCES
Chi siamo
Vietato fumare Vietato entrare:
Elenco dei locali che rispettano il diritto
Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Poveri caffeinomani, ora vi curiamo
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame
I servizi speciali
La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
 

DISCORDIA SUL RITO MA NON SULLA FEDE


Cara FORCES,

ho appena letto un articolo sul "Trentino" di oggi, domenica 20 febbraio 2005, riguardante il dubbio se le polveri sottili facciano o meno aumentare le patologie correlate all'inquinamento. Un dottore dice si, un'altro no. Il dottor Romano Nardelli, pneumologo del santa Chiara di Trento afferma che "a differenza del fumo, dove esistono dati clinici ed epidemiologici che confermano i danni sulla salute, nel caso delle polveri fini non è dimostrato un rapporto diretto causa-effetto sulle malattie dell'apparato respiratorio". Invece il dottor Francesco Piscoli, primario di anatomia patologica a Rovereto dice che "tutta la letteratura medica conferma i danni delle polveri Pm10 e ancor più delle Pm2,5 che contengono idrocarburi aromatici, le stesse sostanze che provocano il cancro fumando."

Quindi entrambi sono assolutamente convinti che il fumo provoca il cancro, anche se su posizioni divergenti riguardo le poveri sottili.

Secondo quello che ho letto sul vostro sito questo pneumologo e questo anatomopatologo si sbagliano entrambi, vuoi per ignoranza, vuoi per protervia. E' così?

Premetto che sapere che il fumo provoca il cancro non giustifica in alcun modo l'oscena legge liberticida di Sirchia, ma mi piacerebbe sapere che avete ragione anche sulla fondamentale questione del fumo come cancerogeno.

Se siete convinti di quello che affermate contattate questi due signori e cercate un confronto sullo stesso giornale.

Sarebbe bello vedere quello che succede.

Perché la gente sappia bisogna che la questione venga dibattuta in pubblico, altrimenti è la fine.

Cari saluti.

Lucio Marinelli  Trento


Caro signor Marinelli,

la sua richiesta è più che legittima. Prima di tutto, essendo noi a Genova, non abbiamo a disposizione detto giornale; ma se lei fosse così gentile da passarci le coordinate, faremmo in modo da contattarlo. Tenga però presente quanto segue, che riteniamo molto importante, ed alla base della grande distorsione sul fumo. Ci perdoni la necessariamente lunga esposizione.

a) Polveri sottili - Dette polveri sono oggetto di discordia internazionale da anni, ormai. Perché? La realtà è che i vari ricercatori e scienziati NON HANNO DATI AFFIDABILI per stabilire una causa-effetto, e per tale ragione sono solo disponibili CONVINZIONI basate su OPINIONI e su "feeling" personali. Ciò si applica sia alle polveri da fumo che a quelle da traffico, anche se sono profondamente diverse e le seconde sono assai peggio delle prime. Le polveri sottili sono sempre state con noi attraverso i tempi: basti pensare ai preistorici, che bruciavano di tutto per tenersi caldi nelle caverne; oppure a tempi anche recenti, quando si bruciava legna, carbone e altre sostanze organiche in stufe e caminetti per tenersi caldi e per cucinare. La selezione naturale ci ha dunque fatto sviluppare una buona resistenza. E' anche un fatto che, fino a tempi recenti, non si sono avuti affidabili mezzi che permettevano di diagnosticare il cancro. Chi può sinceramente sapere quale era la situazione del cancro nel 1823, per esempio? Nessuno. Quindi le "epidemie di cancro dei tempi moderni" non hanno senso in mancanza di una vera comparazione col passato, le pare?...

b) Estensione della vita - La gente deve morire: una triviale realtà con cui la gente di oggi ha grande difficoltà a confrontarsi proprio perché sa che la morte è l'unica vera garanzia della vita. In questi ultimi quattro decenni di fumo, alcol e altri "vizi" che “fanno così male”, la vita media è aumentata di molti anni - e sappiamo che potremmo estenderla di altri uno o due al massimo, anche se con grandi difficoltà e con costo letteralmente infinito. Ma ancora si dovrà morire. L'insorgere del cancro in qualsiasi forma è parte di ciò che la Natura provvede per terminare la vita. Una volta si moriva per altre cause PRIMA dell'insorgere del cancro; ora è più frequente che tali cause siano rimosse, spianando la strada alle cause che restano e che non possono essere eliminate: cancro e malattie cardiovascolari. Anche se tali cause fossero eliminate, altre prenderebbero il loro posto - come l'Alzeimer, per esempio, e tutto ciò costerebbe alla società cifre sanitarie da bancarotta, mentre si biasimerebbero altri "colpevoli" e l’industria della paura lancerebbe nuove, isteriche “crociate sacrosante”. In breve, ciò che socialmente non si vuole più accettare sono due cose fondamentali: 1) SI DEVE MORIRE; 2) Più si vive, più la società va in bancarotta perché SI ALLUNGA LA VECCHIAIA, non la vita produttiva. Però il cervellotico "diritto alla salute” si applica a tutte le età, ergo i costi sanitari vanno all'infinito mentre si tende all'assurdo secondo cui l'intera società lavorerebbe esclusivamente per la salute e per il prolungamento della vita a sacrificio di – e con priorità su - tutto il resto. Come un’idiozia del genere possa essere contemplata persino nella Costituzione italiana (e come valore fondamentale, per giunta!) deve essere l’oggetto di una discussione a parte, forse più di carattere psicologico/psichiatrico che sociale!

c) Le posizioni di Nardelli e Piscoli sono posizioni o inconsciamente illogiche o intenzionalmente equivoche - e noi in questi casi propendiamo per la seconda interpretazione, perché ci rifiutiamo di credere che specialisti del genere siano incompetenti abbastanza da cadere nel primo caso. Innanzitutto tutto bisogna distinguere tra fumo attivo e passivo (notare invece che si parla solo di "fumo" - primo atto per confondere le idee). Il fumo passivo è una truffa totale dimostrata e facilmente dimostrabile, e ci fermiamo qui. Il fumo attivo invece ha forti indicatori (statistici, non scientifici) di associazione col cancro, esibendo un rischio relativo di circa 10. Differentemente dal fumo passivo, gli studi indicano coerentemente una forte elevazione di rischio, e la frequenza di cancro polmonare nel fumatore è circa una decina di volte più alta che nel non fumatore.

Paura? Prima di dire di si, vediamo ciò che questa gente NON ci dice per spaventarci - e qui è dove la mezza verità e la disonestà più abietta sono applicate. Consideri quanto segue, e giudichi lei:

1) L'incidenza (frequenza) di cancro polmonare tra i non fumatori è di circa 10/100.000, ovvero dieci persone su 100.000 contraggono il male.

2) - L'incidenza di cancro polmonare tra i fumatori è di circa 100/100.000, ovvero cento persone su centomila contraggono il cancro. Ciò significa un rischio relativo di 10, o elevazione di rischio del 900%, che arrotondiamo a 1.000 per fare le cose semplici sulla base di 10, tanto vedrà che non fa nessuna differenza.

3) Da (2) di deduce che se si fuma si ha 1 possibilità su 1.000 di contrarre il cancro polmonare (100.000 : 100). Come si può intuire, il rischio è comunque piccolo. Infatti, basta guardare le cifre dall'angolo opposto per rendersi conto che 1 possibilità su 1.000 del fumatore di contrarre il cancro (contro 1 su 10.000 del non fumatore - diciamo 1.000% di elevazione di rischio) significa esattamente che il fumatore ha il 99,9% delle possibilità del non fumatore di EVITARE il cancro polmonare! Adesso il 1.000% di elevazione non fa più così paura, vero? Ecco perché gli antifumo non si esprimono MAI in questi termini.

4) Inoltre si noti - e questo è FONDAMENTALE - che tale numerologia si riferisce a MASSE di persone esaminate, perché è ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE determinare il rischio per il singolo individuo, quindi la possibilità di uno su mille non si applica a lei (se fuma) o a nessun altro fumatore del pianeta, ma solo a delle MASSE più o meno astratte di fumatori che sono comparate a MASSE più o meno astratte di non fumatori.

5) Non è finita qui. Il cancro polmonare ha oltre 40 fattori concomitanti, dei quali il fumo è uno (e no, non si può dire che sia “uno più grosso degli altri”, perché non esistono gli “uno” più grossi e gli “uno” più piccoli!). È anche impossibile isolare con affidabilità i vari co-fattori.

Nonostante ciò si osserva comunque ed indiscutibilmente che statisticamente i fumatori hanno 10 volte più possibilità di contrarre il cancro polmonare. Ma le hanno davvero? Giudichi lei.

a) Il calcolo delle 10 volte di più è fatto IPOTIZZANDO che i fumatori contraggano il cancro polmonare SEMPRE E COMUNQUE a causa del fumo *, e ciò è praticamente IMPOSSIBILE. Si chieda questo: se lei ha lavorato 7 anni in una miniera di asbesto o di carbone, poi ha vissuto nel centro di Milano per 15 anni; nel frattempo ha fumato 20 sigarette al giorno e un brutto giorno le è diagnosticato il cancro (corna già fatte), cosa è stato il colpevole?... non può dirlo né lei, né il più grande luminare oncologo di questo mondo.

b) Fumatori e non fumatori tendono ad avere fondamentali differenze di personalità. Ciò non è una cosa di poco conto. Un esempio innocente è che il fumatore spende di più al bar o al ristorante - ecco perché, per tali utenze, il divieto di fumo è disastroso: anche se il fumatore rappresenta il 25% delle popolazione, lui al ristorante contribuisce il 50% degli incassi. Se metà dei fumatori non va più al ristorante (perché ha carattere abbastanza da non sottomettersi al divieto), ecco l’universale caduta del 25% di incassi che si verifica in ogni Paese che adotta il divieto. Ma il carattere del fumatore differisce in molti altri modi: egli tende ad aver meno paura del rischio perché ama di più il piacere - quindi in generale si espone di più a quei rischi che contribuiscono al cancro polmonare. ** Comparando fumatori e non, spesso si comparano arance e mele affermando che sono la stessa cosa perché entrambe sono frutta.

c) Esiste una soglia di pericolo per ogni cosa, anche per il fumo. Fino a circa 10 sigarette al giorno l'elevazione di rischio non è misurabile (proprio come quella del fumo passivo; questo è un grande segreto che gli antifumo si guardano bene dal dirci). Oltre le 10, il rischio statistico aumenta in proporzione diretta al consumo. Una sigaretta che riduca fortemente il rischio è stata disponibile per oltre 30 anni. Ma, per via dell'isterismo circolato dalla "salute pubblica", né l'industria del tabacco né la "salute pubblica" stessa si sentono di appoggiarla; la prima per terrore di ammissione di colpa, la seconda perché "mai e poi mai bisogna condonare il vizio del fumo”, perbacco! Ergo, anche se le cifre della "salute pubblica" sulla mortalità del fumo fossero vere e attendibili, ostacolare tale sigaretta è un’altra dimostrazione che la "salute pubblica" è il principale assassino della situazione per via della mentalità moralista-abolizionista - oltre ad esserlo già per disinformare i cittadini con informazione falsa o tendenziosa su fumo attivo e passivo. Quanto sopra si applica anche a tutte le altre malattie “attribuite” al fumo – anzi, l’evidenza per tali malattie è assai più tenue ed aleatoria.

Infine, il “rischio zero” è un assurdo filosofico e statistico da cui parte la “tolleranza zero”, che conduce inevitabilmente alla follia che l’unico modo sicuro di fare qualcosa è quello di non farla e/o di non esserne esposto; l’unico rischio accettabile diventa dunque zero, ergo è obbligo dello Stato di raggiungerlo a qualunque costo. Questa diabolica filosofia negativa è alla base delle campagne SS (Salute & Sicurezza) a “salvaguardia”, “tutela” e “difesa” di fumatori, non fumatori, ambiente, lavoratori, ecc. ecc.

Da tutto quanto sopra si può vedere come sia difficile smantellare questa truffa/distorsione epidemiologica a livello di massa. Sul “Trentino” o su qualsiasi altro medium, per passare al pubblico il concetto che “il fumo uccide” bastano letteralmente tre parole pronunciate da qualche autorevole santone a cui la gente già crede. Per dimostrare che il santone sta truffando la gente con mezze verità o completi falsi in questa lettera sono state necessarie circa 1.400 parole (se avessi lavorato sodo ne sarebbero servite forse solo 1.000). Lei pensa veramente che il “Trentino” darebbe a noi o a chiunque il necessario spazio, e la stessa frequenza dei messaggi antifumo? Anche se ciò fosse, non durerebbe a lungo perché:

1)     Riceverebbe pressioni “dall’alto” con accuse di essere “stampa irresponsabile”. Avrà visto la reazione di Sirchia e le pressioni esercitate sulla RAI e su Giletti per la mia apparizione a “Domenica In” lo scorso 9 Gennaio, quando denunciai la truffa del fumo passivo.

2)     Rischierebbe di perdere la generosa pubblicità dei farmaceutici, che sostengono la politica antifumo per ovvi motivi.

3)     Rischierebbe di perdere una parte dei lettori, perché il concetto che “il fumo uccide” è diventato una fede di massa più forte della religione, e così pure le conseguenti sante & sacrosante crociate contro le sigarette. Dimostrare che si tratta prevalentemente di una truffa (totale nel caso del fumo passivo) istigherebbe dunque odio e cianotici isterismi paragonabili a quelli contro gli eretici durante l’Inquisizione.

4)    E' molto difficile che i “santoni” accettino un dibattito pubblico sui media, perché il loro mandato (centralizzato e mondiale) è di non partecipare ad alcuna controversia (“il fumo uccide” – e basta!) – appunto per nascondere la disinformazione.

5)     I numerosi medici e statistici che sono a conoscenza delle verità suesposte non si farebbero avanti per il terrore di mettersi contro un sistema in cui essi devono operare per la loro carriera e per mantenere le loro famiglie. Ecco perché noi offriamo protezione totale d'identità a medici, statistici ed epidemiologi che la richiedono e che ci aiutano tramite il Comitato Scientifico di FORCES. Non dimentichiamoci che qui non si tratta di dibattiti (come dicono gli antifumo), ma di politiche nazionali già stabilite che hanno dietro immani interessi farmaceutici e livido isterismo, al quale grossi e influenti nomi della politica e della medicina hanno contribuito con ampia esposizione, e questa gente non ritratterebbe le sue affermazioni neppure davanti all’evidenza più schiacciante. Ma lei ce lo vede un Ciampi o un Veronesi a ritrattare i suoi discorsi antifumo?...

Ecco quindi come la si fa franca con le menzogne. Il problema è che lo stesso sta già succedendo per alcol e obesità, e poi succederà anche per qualsiasi altra cosa scelta dall’industria della paura per fare soldi, e dai ministeri della “salute” per coprire i fallimenti delle loro politiche sanitarie dissennate, inevitabilmente destinate alla bancarotta. Il messaggio ultimo della “salute pubblica” un giorno sarà questo: “Cittadino, ti obbligo a darmi i soldi, ma sarà colpa tua se ti ammalerai perché hai [_____ metti qui il “vizio” del momento], quindi ti paghi le cure!

Che fare? L’unica soluzione che vediamo possibile è sostenere FORCES, ed usare i materiali che essa fornisce per una paziente, capillare educazione di coloro che ci circondano, onde creare una consapevolezza scientifica e politica che alla fine distruggerà la macchina della truffa – sperando e non garantendo che si sia ancora in tempo prima che la società dimostri che Orwell era un ottimista. Ciò detto, restiamo in attesa delle coordinate del "Trentino"; non si sa mai.

Cordiali saluti.

Gian Turci

* Quante volte abbiamo sentito che “Il mio amato XY è morto di cancro polmonare perché fumava 40 sigarette al giorno”? Scientificamente ciò è una menzogna per via dei fattori concomitanti, e rappresenta solo l’opinione di chi cura il paziente, e le opinioni non dimostrano MAI causalità – però forniscono certo agli eredi una fede e un capro espiatorio, quando non si crede più alla volontà di Dio! E’ invece corretto quando si dice che: “XY è morto a causa della polio o della tubercolosi”, perché sono malattie con una causa unica ed un misurabile effetto. Da qui si può vedere la disonestà professionale di chi va in televisione e fa vedere le radiografie del cancro al polmone di un fumatore affermando - senza ombra di dubbio - che sono state le sigarette, come se il cancro fosse una malattia mono-fattoriale!

** Questo potrebbe spiegare perché il fumatore disinformato che smette di fumare per paura o per pressione sociale diventa spesso un fetido e fanatico intollerante del fumo e di chi ancora si gode la sigaretta in sua presenza: una significativa parte della sua personalità è stata soppressa, e non può tollerare chi gli ricorda quella personalità che ha dovuto soffocare.


La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati
Statistiche del  sito
Vuoi fare pubblicità su FORCES? Clicca qui
MOTORE DI RICERCA INTERNO
Abbonamenti e contatti
Contattaci
Dona o diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali
Gli opinionisti
Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta

L'angolo del medico

Elio F. Gagliano

Le librerie
La libreria Italiana
La libreria internazionale
Archivi e altro
Archivio edizioni
Links
Rassegna stampa