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UN FUMATORE DISPERATO


18 Gennaio 2005
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Gentile Sig. Turci,

mi chiamo Luigi Ranalli, ho 27 anni e sono un fumatore (orgoglioso di esserlo!) della provincia di Milano.

Da pochi giorni ho scoperto l'esistenza di FORCES ed intendo divenirne socio al più presto (farò il bonifico questo sabato, ho il conto in Posta).
Innanzitutto vorrei ringraziare lei ed i suoi collaboratori per l'impegno nella difesa dei nostri diritti e per l'opera di informazione che state svolgendo.

Devo purtroppo constatare che la stragrande maggioranza dei fumatori di mia conoscenza non sembra realmente intenzionata a reagire a questa legge: c'è chi dice che la proibizione in fondo è giusta e spera di "approfittarne" per smettere; altri si rassegnano ad accettare la situazione, sostenendo che sarà dura i primi tempi ma poi si abitueranno.

Io non voglio abituarmi!

Ho sempre rispettato i divieti di fumo nei locali pubblici, trovandoli peraltro giusti; perché dovrei disturbare i non fumatori al cinema o sul tram col mio fumo (anche se innocuo, ammetto sia fastidioso)?
Però ho diritto ad un bar, un ristorante, un pub per fumatori; non potrei mai bermi una birra senza fumare.

Che gli esercenti possano decidere se il loro locale debba essere per fumatori o non, o anche se riservare un'area per i fumatori che non sia uno striminzito ed inabitabile 30%.

Ma la verità è che gran parte dei non fumatori è intollerante, non così tanto e non solo verso il fumo passivo, secondo me, quanto verso il fumatore in sé: chi non concepisce il vizio non lo sopporta negli altri (poi, chi ha smesso è anche peggio...vedi Sirchia).

Se i fumatori italiani boicottassero bar, discoteche e ristoranti (personalmente, ho calato la mia dose di caffè quotidiana da 9-10 a 3 e conto entro settimana prossima di arrivare a 0 e non sto più mettendo piede nei pub), sarebbero gli stessi esercenti ad imporsi per esercitare il loro diritto di scegliere se proibire o no il fumo; ma a quanto vedo i locali continuano ad essere pieni come prima.

Mi scusi per lo sfogo; se anche questa fosse destinata ad essere una battaglia persa, e temo proprio che lo sia (purtroppo siamo in Italia, non in Francia!), sento il dovere di combatterla e voglio darvi tutto il mio sostegno.

La rigrazio per l'attenzione

Luigi - Mediglia (MI)


Caro Luigi,

Lo sfogo è sempre necessario - basta che serva per scaricare l'eccesso e preceda l'AZIONE.

Molti fumatori sono rassegnati per due ragioni:

a) Sono anni che sono bombardati da una campagna piena di menzogne
b) Sono ignoranti perché disinformati dalla campagna suddetta.

Le due ragioni sopra si applicano anche ai non fumatori intolleranti che, come scusa o in buona fede, affermano che la loro salute è in pericolo.

L'arma a lungo termine per cambiare le cose è l'educazione al vero e la continua denuncia dell'informazione tendenziosa circolata dai ministeri della "salute".

L'arma a medio termine è sollevare il problema sociale e istituzionale (quindi politico) rappresentato da istituzioni che spacciano disinformazione e scienza rottame, che diventa poi la base per leggi assurde come questa.

Le armi a breve termine sono molteplici. Innanzitutto non bisogna mettere piede in ristoranti, bar e pub dove è vietato fumare; e bisogna sostenere questa posizione nel tempo; poi bisogna polarizzarsi attorno a FORCES con attivismo (mettendo a disposizione tempo personale in modo coordinato) ed economicamente, per dare ad essa la forza politica ed economica per educare la gente, tenere viva la lotta all'antifumo, alla truffa istituzionalizzata e tutte le possibili azioni legali per combattere il salutismo. Infine, bisogna anche diventare attivi con media e politici - perché per i primi significa vendite, per i secondi voti. A queste due categorie bisogna far capire che parlare male dei fumatori costa, e non parlarne affatto nella speranza che l'antifumo sia normalizzato costa pure. In breve, bisogna lanciare il messaggio che il ritorno al Medio Evo con paure, inquisizioni e proibizioni non è progresso sociale.

Io sono fermamente convinto che ogni popolo ha il governo che merita. Uno come Sirchia ha potuto arrivare al potere perché l'ignoranza e l'oscurantismo delle masse sono oggi ad un livello molto preoccupante - livello che, sfortunatamente, è comune nel mondo occidentale in generale.

Saluti.

Gian Turci

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