Gentile Sig. Turci,
mi chiamo Luigi Ranalli, ho 27 anni e sono un fumatore (orgoglioso
di esserlo!) della provincia di Milano.
Da pochi giorni ho scoperto l'esistenza di FORCES ed intendo
divenirne socio al più presto (farò il bonifico questo sabato, ho il
conto in Posta).
Innanzitutto vorrei ringraziare lei ed i suoi collaboratori per
l'impegno nella difesa dei nostri diritti e per l'opera di
informazione che state svolgendo.
Devo purtroppo constatare che la stragrande maggioranza dei fumatori
di mia conoscenza non sembra realmente intenzionata a reagire a
questa legge: c'è chi dice che la proibizione in fondo è giusta e
spera di "approfittarne" per smettere; altri si rassegnano ad
accettare la situazione, sostenendo che sarà dura i primi tempi ma
poi si abitueranno.
Io non voglio abituarmi!
Ho sempre rispettato i divieti di fumo nei locali pubblici,
trovandoli peraltro giusti; perché dovrei disturbare i non fumatori
al cinema o sul tram col mio fumo (anche se innocuo, ammetto sia
fastidioso)?
Però ho diritto ad un bar, un ristorante, un pub per fumatori; non
potrei mai bermi una birra senza fumare.
Che gli esercenti possano decidere se il loro locale debba essere
per fumatori o non, o anche se riservare un'area per i fumatori che
non sia uno striminzito ed inabitabile 30%.
Ma la verità è che gran parte dei non fumatori è intollerante, non
così tanto e non solo verso il fumo passivo, secondo me, quanto
verso il fumatore in sé: chi non concepisce il vizio non lo sopporta
negli altri (poi, chi ha smesso è anche peggio...vedi Sirchia).
Se i fumatori italiani boicottassero bar, discoteche e ristoranti
(personalmente, ho calato la mia dose di caffè quotidiana da 9-10 a
3 e conto entro settimana prossima di arrivare a 0 e non sto più
mettendo piede nei pub), sarebbero gli stessi esercenti ad imporsi
per esercitare il loro diritto di scegliere se proibire o no il
fumo; ma a quanto vedo i locali continuano ad essere pieni come
prima.
Mi scusi per lo sfogo; se anche questa fosse destinata ad essere una
battaglia persa, e temo proprio che lo sia (purtroppo siamo in
Italia, non in Francia!), sento il dovere di combatterla e voglio
darvi tutto il mio sostegno.
La rigrazio per l'attenzione
Luigi - Mediglia (MI)
Caro
Luigi,
Lo sfogo è sempre necessario - basta che serva per scaricare
l'eccesso e preceda l'AZIONE.
Molti fumatori sono rassegnati per due ragioni:
a) Sono anni che sono bombardati da una campagna piena di menzogne
b) Sono ignoranti perché disinformati dalla campagna suddetta.
Le due ragioni sopra si applicano anche ai non fumatori intolleranti
che, come scusa o in buona fede, affermano che la loro salute è in
pericolo.
L'arma a lungo termine per cambiare le cose è l'educazione al vero e
la continua denuncia dell'informazione
tendenziosa circolata dai ministeri della "salute".
L'arma a medio termine è sollevare il problema sociale e
istituzionale (quindi politico) rappresentato da istituzioni che
spacciano disinformazione e scienza rottame, che diventa poi la base
per leggi assurde come questa.
Le armi a breve termine sono molteplici. Innanzitutto non bisogna
mettere piede in ristoranti, bar e pub dove è vietato fumare; e
bisogna sostenere questa posizione nel tempo; poi bisogna
polarizzarsi attorno a FORCES con attivismo (mettendo a disposizione
tempo personale in modo coordinato) ed economicamente, per dare ad
essa la forza politica ed economica per educare la gente, tenere
viva la lotta all'antifumo, alla truffa istituzionalizzata e tutte
le possibili azioni legali per combattere il salutismo. Infine,
bisogna anche diventare attivi con media e politici - perché per i
primi significa vendite, per i secondi voti. A queste due categorie
bisogna far capire che parlare male dei fumatori costa, e non
parlarne affatto nella speranza che l'antifumo sia normalizzato
costa pure. In breve, bisogna lanciare il messaggio che il ritorno
al Medio Evo con paure, inquisizioni e proibizioni non è progresso
sociale.
Io sono fermamente convinto che ogni popolo ha il governo che
merita. Uno come Sirchia ha potuto arrivare al potere perché
l'ignoranza e l'oscurantismo delle masse sono oggi ad un livello
molto preoccupante - livello che, sfortunatamente, è comune nel
mondo occidentale in generale.
Saluti.
Gian
Turci