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CAMPAGNA REFERENDUM |
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Gentile Sig.
Pessina,
navigando su internet, scopro l'esistenza della sua associazione "Io
Fumo" che, insieme all" Associazione Dei Fumatori Gentili e Non
Fumatori Tolleranti (che legge per conoscenza), promuove un
referendum per abolire la legge anti-fumo e sostiene una proposta di
legge alternativa alla vigente dei deputati Cossa e Mazzuca.
Preciso che sono un fumatore che intende lottare per il proprio
diritto a decidere sul proprio stile di vita e sulla propria salute.
Mi chiedo dunque a cosa possa servire questo referendum , se la
maggioranza degli Italiani non fuma e spesso, troppo spesso, è
assolutamente intollerante nei nostri confronti, grazie anche ad una
campagna menzognera sulla presunta pericolosità del fumo passivo.
Crede poi che tutti i fumatori italiani andrebbero a votare, quando
sembrano già rassegnati ad accettare il ruolo impostogli di
cittadini di serie B, di paria, di parassiti?
Una vera democrazia rispetta le minoranze; non possiamo affidare i
nostri diritti ad un referendum che quasi sicuramente perderemmo,
dando così ulteriore forza e credibilità a Sirchia ed ai suoi
collaboratori.
Non ho ho ancora trovato il testo della proposta Cossa-Mazzuca, ma
solo una sintesi da lei riportata; sa dirmi dove posso trovare il
testo completo di questa proposta?
Vorrei conoscere l'opinione della redazione di FORCES Italia, che
legge per conoscenza questa mail e da anni è seriamente impegnata
per la difesa dei diritti dei fumatori, in merito alla validità di
un referendum che temo possa rivelarsi un vero e proprio autogol.
Personalmente, ritengo che quella per i diritti dei fumatori debba
essere una battaglia e che, per far sentire la nostra voce, dobbiamo
lottare uniti.
A tal proposito, la invito a visitare il sito di FORCES Italia
(www.forcesitaly.org), associazione cui presto darò la mia adesione.
Cordialmente,
Luigi
Sig.
Luigi,
la sua posizione è più che corretta e logica. I referendum si fanno
quando si ha una buona possibilità di vincere. Sono anni che
sentiamo questa storia del referendum ed abbiamo sempre pensato che
sia una minaccia vuota che, anzi, scolpirebbe nel marmo la presente
situazione. Inoltre per il referendum alla fine ci vogliono
miliardi.
Capisco la necessità di far parlare dell'argomento, e il referendum
non è da escludere a priori; solo che ora sarebbe certamente
prematuro e dannoso nella mia opinione. Invece la chiave politica
della minoranza è importante. Ma il problema è complesso e lungo. La
scala delle priorità, a nostro avviso, deve essere la seguente:
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Prima di tutto trovare i SOLDI. Senza i soldi non si fa nulla, e
anche la migliore idea è sprecata. Per soldi non intendiamo i 100
euro qua e i 200 la'. Intendiamo centinaia e centinaia di migliaia
di euro, con i quali stabilire uffici, assumere personale che
continuamente bombardi altri per denaro e supporto e soprattutto
EDUCHI LA GENTE.
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Tramite l'EDUCAZIONE continua e incessante ed una campagna politica
di sfida continua tramite la scienza alle
truffe
antifumo in particolare e salutiste in generale, sfatare la
credibilità delle gang salutiste. La gente oggi è disinformata
all'estremo, e istigata all'odio. Finché queste due ragioni
sussisteranno, non ci sarà nulla da fare, e si può contare sul fatto
che Sirchia e i suoi successori faranno di tutto per mantenere lo
status quo.
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I
soldi si possono accumulare o con sponsor privati (difficile
oggigiorno), oppure con una martellante e capillare campagna che
porti all'associazione diciamo 30.000 soci - una cifra ragionevole
considerando i 14 milioni di fumatori in Italia, perché ciò
rappresenterebbe lo 0,002% dei fumatori, ma a 30 euro l'uno
costituirebbe la somma di 900.000 euro. Con una cifra del genere si
potrebbe cominciare ad implementare (1) e (2).
-
Dopo
un anno o due ed entrate sempre più alte (una buona parte del denaro
deve essere impegnato a tirar su più denaro) e di continuo,
incessante martellamento educativo/informativo dei fumatori e non,
dei media e dei politici, la situazione cambierebbe. Inoltre, non
bisogna dimenticare che i fanatici non sanno fermarsi, e che quindi
procederanno a tutto gas contro alcol e cibo come stanno già
facendo. Ciò aumenterebbe i consensi al nostro movimento.
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A
quel punto e SOLO A QUEL PUNTO si potrebbe concepire un referendum.
Di
cosa abbiamo quindi bisogno? Prima di tutto, di aiuto tangibile.
Ovvero: i supporti e le pacche sulle spalle sono sempre benvenuti,
ma resteranno sempre insufficienti - e a meno che non si raggiunga
una massa critica economica non si potrà raggiungere quella sociale:
una legge newtoniana a cui non si può sfuggire, e che ignorare causa
danno solamente al nostro lato.
Mettersi in questo ordine di idee è quindi priorità uno. Di tutto il
resto abbiamo già fatto uno schizzo - solo per brevità, perché in
realtà abbiamo tutto già chiaro su come procedere anche nei
dettagli.
Finora il nostro movimento ha fallito miserevolmente perché si è
sempre mancato il bersaglio:
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Ci
si è sempre rifiutati di smascherare pubblicamente la truffa
istituzionale perché ciò costituisce sfidare l'autorità.
-
Ci
si è sempre rifiutati di dipingere l'opposizione come pedina
farmaceutica a dispetto dell'enorme evidenza che lo sono. Di nuovo,
sfidare l'autorità che è infiltrata dalle lobby farmaceutiche fa
paura perché, appunto, autorità. Ma l'arroganza e la posizione di
gente come Sirchia (servo del pubblico che paga, vorrei ricordare)
non deve spaventarci. Questa gente sa benissimo che sta
disinformando il popolo, ed è per questa ragione che cerca di soffocarci.
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Si è
sempre rifiutato di mettere da parte le differenze: così abbiamo tre
associazioni deboli invece di una forte. Il numero delle
associazioni è irrilevante; è la forza che conta.
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Si è
sempre presa una posizione difensiva e mai aggressiva, e/o i
movimenti (tranne il nostro) si sono presentati come un allegro,
quasi spensierato "lifestyle" che VORREBBE un sottoscala dove
nascondersi: un errore fondamentale, perché non si è mai presi sul
serio e non si è meritevoli di dignità; e poi l'Italia del potere
parla il politichese.
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Si è
sempre pensato che apparire "moderati" potesse vincere
l'approvazione del pubblico. Ma la moderazione può esistere solo in
presenza di due estremi opposti. Se c'è solo un estremo - quello
antifumo - il medio diverrà l'estremo e non ci sarà null'altro.
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Si è
sempre pensato che l'industria del tabacco potesse "farci qualcosa"
- chissà, forse con potenti manovre di corridoio - e quindi si è
usato ciò come scusa per non fare nulla. Vediamo i risultati.
Infine, ci si è sempre masturbati con ottime idee che però non sono
fattibili - come referendum prematuri e scioperi dei fumatori - per
non parlare dei vari muri del pianto con infiniti lamenti, lamenti,
lamenti; in alternativa, critiche, critiche, critiche. E tutto
parlando sempre ai predicati invece che agli indecisi!!! Entrambi i
modi ci tolgono solo la dignità mentre ci svuotano delle poche
energie disponibili e necessarie per ottenere un primo nucleo di
massa critica politica ed educativa.
In breve quindi, ci vogliono i seguenti elementi in ordine di
priorità per vincere:
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Le idee chiare su come procedere.
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LA GRANA.
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Il tempo.
Con questi tre elementi, siamo pronti a scommettere tutto contro
nulla che in 3 anni o giù di li si tornerà a fumare nei locali
pubblici e al lavoro. Senza di essi, è meglio già smettere di fumare
e di bere oggi e diventare vegetariani nel frattempo, (sperando che
Big Pharma non abbia bisogno di mettere sul mercato un sostitutivo
del caffè) perché, semplicemente, ogni sforzo sarà vano.
Saluti
Gian
Turci
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