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CAMPAGNA REFERENDUM


18 Gennaio 2005
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Gentile Sig. Pessina,

navigando su internet, scopro l'esistenza della sua associazione "Io Fumo" che, insieme all" Associazione Dei Fumatori Gentili e Non Fumatori Tolleranti (che legge per conoscenza), promuove un referendum per abolire la legge anti-fumo e sostiene una proposta di legge alternativa alla vigente dei deputati Cossa e Mazzuca.

Preciso che sono un fumatore che intende lottare per il proprio diritto a decidere sul proprio stile di vita e sulla propria salute.
Mi chiedo dunque a cosa possa servire questo referendum , se la maggioranza degli Italiani non fuma e spesso, troppo spesso, è assolutamente intollerante nei nostri confronti, grazie anche ad una campagna menzognera sulla presunta pericolosità del fumo passivo.
Crede poi che tutti i fumatori italiani andrebbero a votare, quando sembrano già rassegnati ad accettare il ruolo impostogli di cittadini di serie B, di paria, di parassiti?

Una vera democrazia rispetta le minoranze; non possiamo affidare i nostri diritti ad un referendum che quasi sicuramente perderemmo, dando così ulteriore forza e credibilità a Sirchia ed ai suoi collaboratori.

Non ho ho ancora trovato il testo della proposta Cossa-Mazzuca, ma solo una sintesi da lei riportata; sa dirmi dove posso trovare il testo completo di questa proposta?

Vorrei conoscere l'opinione della redazione di FORCES Italia, che legge per conoscenza questa mail e da anni è seriamente impegnata per la difesa dei diritti dei fumatori, in merito alla validità di un referendum che temo possa rivelarsi un vero e proprio autogol.

Personalmente, ritengo che quella per i diritti dei fumatori debba essere una battaglia e che, per far sentire la nostra voce, dobbiamo lottare uniti.
A tal proposito, la invito a visitare il sito di FORCES Italia (www.forcesitaly.org), associazione cui presto darò la mia adesione.

Cordialmente,

Luigi


Sig. Luigi,

la sua posizione è più che corretta e logica. I referendum si fanno quando si ha una buona possibilità di vincere. Sono anni che sentiamo questa storia del referendum ed abbiamo sempre pensato che sia una minaccia vuota che, anzi, scolpirebbe nel marmo la presente situazione. Inoltre per il referendum alla fine ci vogliono miliardi.

Capisco la necessità di far parlare dell'argomento, e il referendum non è da escludere a priori; solo che ora sarebbe certamente prematuro e dannoso nella mia opinione. Invece la chiave politica della minoranza è importante. Ma il problema è complesso e lungo. La scala delle priorità, a nostro avviso, deve essere la seguente:

  1. Prima di tutto trovare i SOLDI. Senza i soldi non si fa nulla, e anche la migliore idea è sprecata. Per soldi non intendiamo i 100 euro qua e i 200 la'. Intendiamo centinaia e centinaia di migliaia di euro, con i quali stabilire uffici, assumere personale che continuamente bombardi altri per denaro e supporto e soprattutto EDUCHI LA GENTE.

  2. Tramite l'EDUCAZIONE continua e incessante ed una campagna politica di sfida continua tramite la scienza alle truffe antifumo in particolare e salutiste in generale, sfatare la credibilità delle gang salutiste. La gente oggi è disinformata all'estremo, e istigata all'odio. Finché queste due ragioni sussisteranno, non ci sarà nulla da fare, e si può contare sul fatto che Sirchia e i suoi successori faranno di tutto per mantenere lo status quo.

  3. I soldi si possono accumulare o con sponsor privati (difficile oggigiorno), oppure con una martellante e capillare campagna che porti all'associazione diciamo 30.000 soci - una cifra ragionevole considerando i 14 milioni di fumatori in Italia, perché ciò rappresenterebbe lo 0,002% dei fumatori, ma a 30 euro l'uno costituirebbe la somma di 900.000 euro. Con una cifra del genere si potrebbe cominciare ad implementare (1) e (2).

  4. Dopo un anno o due ed entrate sempre più alte (una buona parte del denaro deve essere impegnato a tirar su più denaro) e di continuo, incessante martellamento educativo/informativo dei fumatori e non, dei media e dei politici, la situazione cambierebbe. Inoltre, non bisogna dimenticare che i fanatici non sanno fermarsi, e che quindi procederanno a tutto gas contro alcol e cibo come stanno già facendo. Ciò aumenterebbe i consensi al nostro movimento.

  5. A quel punto e SOLO A QUEL PUNTO si potrebbe concepire un referendum.

Di cosa abbiamo quindi bisogno? Prima di tutto, di aiuto tangibile. Ovvero: i supporti e le pacche sulle spalle sono sempre benvenuti, ma resteranno sempre insufficienti - e a meno che non si raggiunga una massa critica economica non si potrà raggiungere quella sociale: una legge newtoniana a cui non si può sfuggire, e che ignorare causa danno solamente al nostro lato.

Mettersi in questo ordine di idee è quindi priorità uno. Di tutto il resto abbiamo già fatto uno schizzo - solo per brevità, perché in realtà abbiamo tutto già chiaro su come procedere anche nei dettagli.

Finora il nostro movimento ha fallito miserevolmente perché si è sempre mancato il bersaglio:

  • Ci si è sempre rifiutati di smascherare pubblicamente la truffa istituzionale perché ciò costituisce sfidare l'autorità.

  • Ci si è sempre rifiutati di dipingere l'opposizione come pedina farmaceutica a dispetto dell'enorme evidenza che lo sono. Di nuovo, sfidare l'autorità che è infiltrata dalle lobby farmaceutiche fa paura perché, appunto, autorità. Ma l'arroganza e la posizione di gente come Sirchia (servo del pubblico che paga, vorrei ricordare) non deve spaventarci. Questa gente sa benissimo che sta disinformando il popolo, ed è per questa ragione che cerca di soffocarci.

  • Si è sempre rifiutato di mettere da parte le differenze: così abbiamo tre associazioni deboli invece di una forte. Il numero delle associazioni è irrilevante; è la forza che conta.

  • Si è sempre presa una posizione difensiva e mai aggressiva, e/o i movimenti (tranne il nostro) si sono presentati come un allegro, quasi spensierato "lifestyle" che VORREBBE un sottoscala dove nascondersi: un errore fondamentale, perché non si è mai presi sul serio e non si è meritevoli di dignità; e poi l'Italia del potere parla il politichese.

  • Si è sempre pensato che apparire "moderati" potesse vincere l'approvazione del pubblico. Ma la moderazione può esistere solo in presenza di due estremi opposti. Se c'è solo un estremo - quello antifumo - il medio diverrà l'estremo e non ci sarà null'altro.

  • Si è sempre pensato che l'industria del tabacco potesse "farci qualcosa" - chissà, forse con potenti manovre di corridoio - e quindi si è usato ciò come scusa per non fare nulla. Vediamo i risultati.

Infine, ci si è sempre masturbati con ottime idee che però non sono fattibili - come referendum prematuri e scioperi dei fumatori - per non parlare dei vari muri del pianto con infiniti lamenti, lamenti, lamenti; in alternativa, critiche, critiche, critiche. E tutto parlando sempre ai predicati invece che agli indecisi!!! Entrambi i modi ci tolgono solo la dignità mentre ci svuotano delle poche energie disponibili e necessarie per ottenere un primo nucleo di massa critica politica ed educativa.

In breve quindi, ci vogliono i seguenti elementi in ordine di priorità per vincere:

  1. Le idee chiare su come procedere.

  2. LA GRANA.

  3. Il tempo.

Con questi tre elementi, siamo pronti a scommettere tutto contro nulla che in 3 anni o giù di li si tornerà a fumare nei locali pubblici e al lavoro. Senza di essi, è meglio già smettere di fumare e di bere oggi e diventare vegetariani nel frattempo, (sperando che Big Pharma non abbia bisogno di mettere sul mercato un sostitutivo del caffè) perché, semplicemente, ogni sforzo sarà vano.

Saluti

Gian Turci

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