CONSEGUENZE
Vedere: Reciproca Indignazione
La ringrazio per aver pubblicato la mia
lettera su suo sito, vuol dire che meritava la giusta considerazione.... noto però con
rammarico che lo ha fatto senza chiedere il mio parere e questo, che non esiterei a
definire un gesto arbitrario, mi sa tanto di prevaricazione...
Apprezzo vivamente la sua ammissione in merito alla necessità che in tutti i luoghi
pubblici debbano esistere locali per fumatori e non fumatori, è esattamente questo
concetto alla base della mia lettera, non la repressione, il fascismo o quant'altro ha
citato nelle sue farneticanti elucubrazioni (mi passi il "farneticanti" me lo
deve, lei senza dubbio non è stato più tenero nei miei confronti). Io intendevo
semplicemente parlare di reciproco rispetto tra persone civili
e di null'altro.
Mi dispiace doverla informare che non ho una vettura diesel, ma una a benzina verde e le
garantisco che lo smog da fastidio anche a me, anzi oserei dire che ne da più a me che a
un fumatore considerato che i suoi polmoni sono senza dubbio più abituati a filtrare
qualcosa di diverso dall'aria pura.... sarei comunque curioso di sapere se lei normalmente
si
sposta a piedi o in bicicletta o con il monopattino.
Lei afferma di pagare più tasse di me, ma sinceramente non ricordo di averle mai inviato
la copia della mia dichiarazione dei redditi, comunque anche se così fosse, è questa
differenza che l'autorizzerebbe ad invitarmi ad uscire
dall'ufficio? I diritti si acquistano pagando più tasse degli altri? Quando ho detto che
io non do fastidio al mio collega, intendevo dire che io non faccio altro che fare il mio
lavoro dalla mattina alla sera e solo quello, cerco semplicemente di lavorare e basta,
quindi, con un simile comportamento non posso materialmente dare fastidio a chicchessia,
il mio collega ed amico fumatore, che accende una sigaretta dietro l'altra, sbattendosene
altamente delle mie opinioni, dovrebbe invece essere così educato da interrompere il suo
lavoro e uscire in corridoio a fumare.... io non ho mai detto che bisogna arrestarlo o
fucilarlo perché fuma in ufficio.... ho semplicemente detto che è un cafone, e così
tanti altri come lui, e mi creda, Dio solo sa quante volte gli ho chiesto gentilmente di
risparmiarmi quel supplizio senza ottenere il benché minimo risultato.
Leggendo la sua risposta è evidente che è lei che presume di sapere cosa mi passa per la
testa, io non ho mai invocato nessuna legge proibizionista, ho solo affermato che i
fumatori, se dotati di buon senso, non dovrebbero fumare addosso a chi non lo desidera. Il
mio rammarico è solo nella constatazione della mancanza di buon senso da parte di
moltissimi di questi... tutto quà. Che bisogno c'era di scomodarsi ad evocare fascismo,
nazismo, Hitler o Stalin, così facendo mi fa capire che conosce la storia, ma anche che
non ha minimamente afferrato il contenuto della mia lamentela.
L'esempio della bomba a mano era un paradosso utilizzato solo ed esclusivamente per far
capire che potrebbe risultare sgradita anche ad una sola delle persone che lo circondano
è meglio che la compia per conto suo o con altri che sicuramente gradiscono la sua
presenza e senza IMPORRE a chicchessia la propria volontà.
Se crede pubblichi anche questa, le do il permesso, se non altro per non sentire il peso
della prevaricazione.
Mamilio
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Caro signore,
guardi, noi non siamo qui a fare farneticazioni. Capisco la sua buona fede e mi creda, il
mio non era un attacco personale. Le sua era una bella - e tipica - lettera di coloro cui
non piace il fumo, con qualche giusta ragione, e tanti pericoli impliciti.
Io ho vissuto 24 anni in Nord America. Ho visto come queste cose evolvono, e sono
costantemente informato. Mentre lei, giustamente, chiede una separazione dei fumatori e
dei non fumatori, sfortunatamente la cosa non si ferma lì - MAI.
Sono certissimo che lei, come la stragrande maggioranza dei non fumatori, vuole solo un
po' d'aria senza fumo - e un po' di cortesia reciproca. Iniziò così anche negli USA, in
Australia, ed in molte altre nazioni. Si cominciò, giustamente, con sezioni fumatori e
non fumatori. Ma ciò fu l'inizio della fine. Ciò che sto per dirle sembrerà,
appropriatamente, un'esagerazione, ma è la triste verità: non si può avere solo un
po' di proibizione, un po' di fascismo, e così via. Se si socchiude la
porta alla proibizione, essa sarà spalancata dagli estremisti, travolgendo anche
coloro che volevano solo un limitato controllo.
Ha visto la storia dei medici australiani? Rifiutano la chirurgia ai fumatori, li
lasciano morire. Le piacerebbe ciò per sua sorella, o per il suo migliore amico? E'
già successo anche in Inghilterra. In Canada, malati terminali sono forzati ad andare
fuori a 40 sottozero per fumare, senza neanche una baracca per proteggerli dal vento.
Tanti muoiono di polmonite. E' di oggi la notizia che tra poco, in Giordania, fumare dove
è vietato costerà un anno di galera! Perché il profumo dà
fastidio a certi, nel Canada orientale, se ti profumi ti costa il lavoro! I ciccioni in
America sono, come i fumatori, all'indice dell'opinione pubblica, e sono sanzionati
severamente, nonché forzati a fare flessioni in ufficio, davanti a tutti, per far vedere al
mondo che intendono "risanarsi", altrimenti, via il lavoro, o l'assistenza
medica! Come nel caso dei nazisti, il credo ultimo dei salutisti è che essere sani
sia un dovere sociale che trascende considerazioni di scelta e libertà
personale. Punto. Fumare all'aperto è ora vietato in 15 stati USA perché "dà
il cattivo esempio ai bambini". Potrei continuare all'infinito. E, in tutti i casi,
questa pazzia cominciò solo ed esclusivamente con l'antifumo. Ciò è parte di un
programma internazionale ben definito sotto gli auspici dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità, ed i ministeri della sanità dei Paesi aderenti sono diventati null'altro che
marionette dell'OMS, che ha come partner ufficiale l'industria farmaceutica, che ha un
chiaro e tangibile interesse nell'antifumo.
Se deve esistere una legislazione che separi fumo da non fumo allora, in vista di quanto
succede all'estero, tale legislazione dev'essere anche volta a tutelare i
fumatori, stabilendone i diritti ed i doveri su una base di eguaglianza
con i non fumatori.
Non s'illuda che gli italiani siano diversi,
sono esseri umani, ed anche se la cultura è più tollerante, la potenza della propaganda
di stato e delle lobby salutiste, provviste di mezzi illimitati pubblici e privati, entrerà,
com'è già entrata, nella testa anche degli italiani - a meno che persone come lei non si
rendano conto che hanno il compito, come tutti, di almeno arginare questa pazzia, anche se
odiano il fumo, perché da esso si passa inevitabilmente a tutto il resto.
Si, sono stato duro nella mia risposta. Di nuovo, non è nulla di personale. Il fatto è
che vedo davanti ai miei occhi il ripetersi, anche nel nostro Paese, della pazzia che ha
già contagiato mezzo mondo, e che sta contagiando l'altra metà. Il fatto che uno, dieci
o cento fumatori siano cafoni non significa che tutti i fumatori siano cafoni,
questo lo sappiamo entrambi. E un cafone non è solo colui che fuma in faccia alla gente.
Ed è vero che io pago più tasse di lei, anche se lei fosse ricco e io fossi un
poverello. Ogni volta che io compro un pacchetto di sigarette, lo stato m'impone una tassa
che va dalle 2.000 alle 3.100 lire, e lei questi soldi non li paga, ma vanno anche a
beneficio suo. Lei potrà ribattere che ciò si applica anche alla benzina, e a tanti
altri beni. Ciò che è tassato dovrebbe andare a beneficiare solo i tassati e/o a
compensare per i REALI costi sociali del bene che si tassa, ma tutti sappiamo che invece
tutto sparisce nella foresta dell'erario di stato. E' proprio per questa ragione che la
tolleranza è necessaria: perché, vero o falso, è impossibile separare costi e benefici
per ogni singola tassa, e siamo tutti in qualche modo responsabili di "far del male
agli altri".
La sua affermazione che se a solo una delle persone presenti dà fastidio una cosa,
nessuno la deve fare, mi sembra fortemente contraria ad ogni principio maggioritario
democratico e questo, infatti, è uno dei tristi principi del salutismo: se a uno tra
dieci "dà fastidio" qualcosa, gli altri nove si devono adeguare.
Sarebbe interessante vedere che succede se a ognuno dei dieci "dà fastidio"
qualcosa di diverso.
Un ultimo esempio, prima di andarmene: negli USA, quando ai fumatori fu imposto di andare
fuori a fumare, il prossimo stadio della persecuzione fu che i fumatori "non
producevano abbastanza" perché prendevano gli "smoke breaks", quindi fu
vietato fumare entro 300 metri dagli edifici, pena migliaia di dollari di multa.
Quando i fumatori presero l'auto per passare rapidamente la zona "off-limit",
molte compagnie fecero sì che fosse vietato parcheggiare l'auto nella loro proprietà,
creando problemi anche per coloro che non fumavano!
Come vede, nell'agenda salutista c'è ben di più del suo sacrosanto diritto di avere una
sezione non fumatori, ma tutto comincia da lì.
Saluti.
Gian L. Turci |