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4 Maggio 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Ma bravi paladini di deboli ed oppressi che sono oppressori di loro stessi in primis e di chi li circonda!

premetto che fumo e bevo

ma non fumo in luoghi chiusi in presenza di altre persone perché una volta sono stato un non fumatore anch'io e mi ricordo bene il terribile fastidio causatomi dal fumo di sigaretta, perché anche tralasciando i danni o presunti tali sulla salute, il bruciore agli occhi o il semplice disgusto per l'odore "di sigaretta" erano per me motivo di malessere e non vedo con che diritto potrei pretendere di arrecare disagio a chi mi circonda per via di un mio vizio che di certo salutare non è.

E non finisco le mie serate ubriaco fradicio importunando chi mi circonda al quale nel migliore dei casi avrò rovinato la serata, i casi peggiori li conoscete benissimo... e le statistiche sul numero degli incidenti causati dal consumo eccessivo di alcolici non venitemi a raccontare che sono frutto di politiche terroristiche anti alcol, quindi il mio diritto a bere e fumare deve corrispondere al diritto degli altri a non pagarne le conseguenze, questa è libertà e civiltà tutto il resto sono solo arroganza egoismo e forse qualche maniuccia di persecuzione (le case farmaceutiche le industrie di tabacco e i governi compiacenti e complici non hanno di certo la mia stima e il mio appoggio).

Marco


Caro Marco,

il suo sarcasmo è proprio fuori luogo, perché oggigiorno i fumatori e chi beve e mangia sono veramente i deboli e gli oppressi (e i tassati), e sembra che lo diventino sempre più ogni giorno. Basta leggere i giornali.

Detto ciò, guardi che siamo della stessa opinione -- e per tale ragione sosteniamo sezioni separate ovunque, così anche il disagio arrecato ai fumatori dai non fumatori con le loro lamentele e rovinando spesso loro le serate è eliminato. Il che non è lo stesso del divieto universale imposto dallo stato. Con le sezioni separate, i diritti di entrambi sono tutelati - non solo quelli di chi non fuma.

Inoltre, una domanda viene alla mente. Concerne il diritto di fumare che "deve corrispondere al diritto degli altri a non pagarne le conseguenze". Il che significa (al di la del discorso che i "mali" del fumo passivo sono una truffa statistica) che dovunque esista un non fumatore che anche potenzialmente possa essere infastidito dal fumo non bisogna fumare. Ergo, siccome i non fumatori sono dappertutto, non si può fumare da nessuna parte. Dove resta il diritto di fumare con questa logica, Marco?

Vediamo: nascosti in un cesso? Forse nemmeno li, perché chi entra dopo di noi potrebbe essere "infastidito" dal fumo -- e infatti in molti cessi pubblici è vietato fumare, mentre i miasmi dello sterco passivo (molto reali e misurabili) emessi da quello che c'era prima vanno benone. Non a casa propria, se ci sono bambini o ospiti a cui "da fastidio" il fumo, ovviamente! Non sul poggiolo, se il vicino di poggiolo non gradisce il fumo. Non sull'auto, perché potrebbe "dare fastidio" al passeggero. In America (quindi presto anche in Italia), ormai non si fuma nemmeno all'aperto nei parchi, nelle spiagge e spesso nelle strade perché i non fumatori potrebbero essere "infastiditi" e "nauseati" dalle nuvole di fumo dei fumatori che non possono fumare dentro come hanno diritto da cittadili teoricamente liberi.

Allora, con questa logica ipocrita, siccome dappertutto i non fumatori "pagano le conseguenze" di chi fuma, non si può fumare in nessun luogo! Allora che male c'è ad essere onesti e dire: "I non fumatori oggi hanno i bastoni più grossi e i fumatori devono subire con la forza", invece di fare discorsi ipocriti "alla Sirchia" su diritti che non si intende né riconoscere, né tutelare? Glielo diciamo noi il perché: perché in tal caso è solo questione per fumatori, bevitori e per chi vuol vivere secondo il >suo< metro e non quello del vicino o dello stato, di provvedersi di bastoni grossi abbastanza per difendere i suoi diritti con la forza. E considerando che se solo un fumatore su venti decidesse di prendere in mano il bastone sarebbero problemi sociali seri, ecco che lo stato continua ad alimentare il senso di colpa come forma di controllo dei fumatori tramite campagne statali basate su truffe e istigazione dei non fumatori che costano a tutti miliardi di euro.

Circa l'alcol, non pensiamo che lei sia in grado di dimostrare che sosteniamo il diritto di guidare ubriachi. Altrimenti ci faccia vedere dove lo abbiamo scritto nel sito.

Infine, se secondo lei gente che è uccisa, pestata, insultata o cacciata fuori dai locali pubblici perché ha fumato è affetta da "maniucce di persecuzione", forse avrà bisogno di provare il peso di tali "maniucce" sulla sua persona. Ma probabilmente a lei non succederà, visto che sembra proprio che lo stato e la propaganda siano riusciti ad inculcarle per bene il dovuto senso di colpa, che lei convenientemente sembra rinominare "civismo" per evitare di dover difendere i diritti che lei ritiene, in fondo, di non avere -- forse perché "peccatore"?...

Infine, civismo ed anche egoismo funzionano a due sensi -- non a senso unico -- e sono comunque una cosa individuale e non di stato e su una base egalitaria, e non partendo dal principio che si abbia torto in partenza perché si fuma o si beve.

Saluti.

FORCES Italiana
La Redazione

 

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