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22 Novembre 2007

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E bravi!...

 

Prima lettera di contatto || La nostra risposta || La replica della lettrice || Risposta alla replica

Prima lettera di contatto

Buongiorno!

Invio la presente e-mail per dirvi che penso siate degli idioti!

Ho 36 anni, e mio marito è morto qualche mese fa per un tumore ai polmoni.

Aveva solo 37 anni, fumava 30 sigarette al giorno e fumava da quando aveva 15 anni.

Probabilmente se non avesse fumato avrebbe sviluppato ugualmente la malattia, ma invece di 37 anni ne avrebbe avuti 60 o magari anche 70.

Io non sputerei sopra a 23 anni di vita in più. Sapete come si è sentito quando gli hanno detto che era un tumore ai polmoni? Si è¨ sentito uno che ha rovinato la sua vita e anche quella di chi gli era intorno, uno che per un vizio idiota come quello di fumare abbandonava una figlia di 8 anni e una moglie che che lo amava da matti.

E per voi il fumo non è dannoso? Sapete che tipo di tumore era? Un adenocarcinoma, un tumore sviluppato dalle cellule che producono il muco dei bronchi. Ma no la sigaretta non centra nulla! Prendete un fazzoletto umidificato, tirate una bella boccata di fumo e  senza aspirarla sputatela fuori attraverso il fazzoletto poggiato sulle labbra.

Fatelo per un paio di volte e vedrete una macchia marrone sul fazzoletto.

Tutta quella sporcizia si deposita sui bronchi e sui polmoni di chi fuma, nicotina, catrame ammoniaca e altre schifezze.

Provate a mangiare una pallina di mercurio al giorno e se non morite subito allora aprite un sito web per dire che non è velenoso. Se vi fosse morto un marito, o una moglie o un figlio a causa di un tumore ai polmoni, tumore incurabile, leggendo un sito come il vostro pensereste, se siete gentili, "Ma chi sono questi idioti". E se poi non siete gentili, l'appellativo che usereste sarebbe ben diverso.

E per quanto riguarda il fumo passivo, può anche non essere dannoso, ma io quando entro in un luogo chiuso voglio poter respirare e non essere in una camera a gas.

Il vostro sito, oltre che essere brutto e idiota offende, offende il dolore e la disperazione.

Saluti - Marina

La nostra risposta

Sig.ra Marina, dal tono della sua mail si comprende l’odio sordo che accomuna tutte le persone che,  colpite da un gravissimo lutto, nel tentativo di elaborarlo, vanno alla disperata ricerca di un capro espiatorio sul quale scaricare la rabbia tipica  del senso di impotenza che ci coglie di fronte alla perdita di persone care.

Dice che suo marito è scomparso per causa di un adenocarcinoma bronchiale, purtroppo questo tipo di tumore, tristemente noto nella letteratura medica per essere difficile da curare chirurgicamente, è meno legato al fumo rispetto ad altri tipi di tumore. La prova che ci invita ad effettuare (la classica prova della boccata di fumo soffiata su un fazzoletto bianco),  tendente da parte sua ad ottenere la conferma inequivocabile che il fumo uccide sempre, comunque e chiunque.

Io la invito ad effettuare un’altra prova: sostituisca il filtro della cappa della cucina prima di effettuare una frittura di patate per quattro persone, dopodichè apra la cappa ed esplori il filtro. Potrà  vedere lei stessa che cosa si deposita sul filtro della cappa dopo una sola frittura.  Se volessimo leggere questo risultato con gli occhi dell’ “ncriminatore” potremmo dedurre che la frittura uccide due volte: 1) il cuoco che inala i vapori dell’olio; 2) coloro che mangiano le patate fritte. 

Per quanto concerne gli epiteti che lei rivolge al nostro sito, non vedo come attraverso di esso possiamo offendere il dolore delle persone. Non ridicolizziamo certo chi muore, specialmente chi muore precocemente. Inoltre non incoraggiamo la gente a fumare (o a bere o a mangiare smodatamente) bensì, penso che il nostro pensiero sia abbastanza chiaro, difendiamo il diritto

Dell’individuo alle proprie scelte di vita. Soprattutto siamo contro il cattivo uso che la “scienza” effettua di dati statistici finalizzati a perseguitare categorie di persone per il loro stile di vita.

Di fronte alla morte siamo impotenti e la scienza non riesce a darci risposte adeguate e, soprattutto, non riesce a consolarci quando siamo colpiti da gravi lutti. Scaricare la nostra rabbia verso un  nemico designato non ci aiuta nell’elaborazione del dolore, anzi può favorire l’escalation del sentimento di odio che nuoce soprattutto a chi lo prova.

Saluti – L’idiota della Redazione

La replica della lettrice

Leggo ora la risposta, che sinceramente non mi aspettavo e mi scuso per la mia e-mail.

Mi scuso per il tono non amichevole della mia e-mail, e per l'appellativo non gradevole, ma come lei dice, dentro di me c'è tanta rabbia.

Se è vero che il fumo non è la causa principale, è anche vero che aumenta le probabilità  di ammalarsi di tumore. Oltre a questo ci sono malattie che forse non fanno morire ma che sono debilitanti al punto tale

da incidere sulla qualità  della vita di chi si ammala e dei loro familiari, come ad esempio l'enfisema polmonare.

Se lei vedesse qualcuno bersi un bicchiere di acido, di soda caustica, o di veleno, o se vedesse qualcuno tagliarsi di netto una mano come reagirebbe?

Forse proverebbe ad impedirglielo, non penserebbe alla libertà di quella persona di operare le proprie scelte. Ecco, lo stesso impulso lo ho io quando vedo qualcuno fumare. Penso "non è pienamente consapevole di che atroce morte è quella per soffocamento, bisogna avvertirlo!"

Chi ha famiglia, moglie, o marito e figli, o anche chi ha semplicemente qualcuno che ama e che lo ama, dovrebbe pensarci bene prima di fumare, come anche prima di fare qualsiasi altra cosa che mette a rischio la  propria vita.

Se poi vogliamo essere fatalisti e credere che la malattia è solo un modo che la morte ha per prendersi le persone, credo che ci siano modi migliori di morire che debilitarsi a causa di un tumore ai polmoni e morire soffocati. E allora è meglio non dare alla morte la possibilità di scegliere proprio quello come modo.

Comunque ringrazio per la risposta e anche per la gentilezza usata.

Cordiali saluti – Marina

Risposta alla replica

Sig.ra Marina, non si scusi per la sua e-mail, anche se ad un occhio superficiale poteva apparire offensiva, da una lettura sensibile  si denota l’enorme sofferenza che colpisce tutti noi esseri umani di fronte a certe tragedie. Non si senta in colpa per non avere impedito a suo marito di fumare.

Non continui a tormentare l’anima di suo marito  con inutili sentimenti di colpevolizzazione. Come le abbiamo precedentemente scritto, i limiti della scienza medica sono tanti. In questo periodo storico, dominato dalla caduta delle religioni, si cerca nella scienza quelle risposte che essa non ci può dare. Gli “scienziati” hanno la supponenza di potere manipolare la vita e la morte e spiegano i loro fallimenti (la morte di un uomo di 37 anni per tumore per la scienza medica è un fallimento) con la colpevolizzazione del malcapitato che si ammala di una malattia incurabile. Malattie come il cancro e l’enfisema polmonare sono malattie multifattoriali, a differenza di malattie come la TBC che sono causate da  batteri specifici. Chiaro che un forte fumatore può² essere più soggetto ad ammalarsi delle succitate malattie, ma non è prevedibile con certezza matematica che si ammalerà.

Se si vede qualcuno bere acido cloridrico, ovviamente, per responsabilità  sociale, si è tenuti ad intervenire, ma ringraziamo  l’acido cloridrico se possiamo bere un bicchiere d’acqua dal rubinetto senza il rischio di contrarre pericolose infezioni.  E’ un problema di dosi: è la dose che fa il veleno.

Allo stesso modo se vediamo qualcuno che cerca di tagliarsi (volontariamente) una mano non

possiamo non intervenire, ma se vediamo un cuoco maneggiare un coltellaccio da cucina non siamo autorizzati a  togliergli lo strumento di lavoro per prevenire un possibile taglio di mani. I nostri comportamenti quotidiani, anche i più “innocenti”, come scendere le scale, mettono in pericolo la nostra vita. La prudenza e la moderazione dovrebbero essere un dovere verso noi stessi e verso coloro che amiamo, purtroppo, in quanto esseri umani  siamo fragili e non sempre riusciamo ad avere un controllo totale sulle cose di uso quotidiano.

Soprattutto se siamo particolarmente fragili rischiamo di cadere in comportamenti compulsivi. Uno degli scopi della nostra associazione è di invitare  ad un profondo esame di coscienza coloro i quali speculano sulla paura della morte (certi “scienziati”), comune ad ogni essere umano, e a discolpa dei loro fallimenti incriminano le vittime.

Un consiglio personale. Per amore verso se stessa, di sua figlia e per onorare la memoria di suo marito cerchi di superare la rabbia, ci sono dei gruppi di auto aiuto, se è credente si rivolga ad un buon padre spirituale. Nessuno potrà  restituirle suo marito, ma potranno aiutarla a vivere meglio.

Un saluto affettuoso - La Redazione


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