|
Prima
lettera di contatto ||
La nostra
risposta || La replica della lettrice ||
Risposta
alla replica
Prima lettera di contatto
Buongiorno!
Invio la presente e-mail per dirvi che penso siate degli idioti!
Ho
36 anni, e mio marito è morto qualche mese fa per un tumore ai polmoni.
Aveva solo 37 anni, fumava 30 sigarette al giorno e fumava da quando aveva
15 anni.
Probabilmente se non avesse fumato avrebbe sviluppato ugualmente la
malattia, ma invece di 37 anni ne avrebbe avuti 60 o magari anche 70.
Io
non sputerei sopra a 23 anni di vita in più. Sapete come si è sentito
quando gli hanno detto che era un tumore ai polmoni? Si è¨ sentito uno che
ha rovinato la sua vita e anche quella di chi gli era intorno, uno che per
un vizio idiota come quello di fumare abbandonava una figlia di 8 anni e
una moglie che che lo amava da matti.
E
per voi il fumo non è dannoso? Sapete che tipo di tumore era? Un
adenocarcinoma, un tumore sviluppato dalle cellule che producono il muco
dei bronchi. Ma no la sigaretta non centra nulla! Prendete un fazzoletto
umidificato, tirate una bella boccata di fumo e senza aspirarla sputatela
fuori attraverso il fazzoletto poggiato sulle labbra.
Fatelo per un paio di volte e vedrete una macchia marrone sul fazzoletto.
Tutta quella sporcizia si deposita sui bronchi e sui polmoni di chi fuma,
nicotina, catrame ammoniaca e altre schifezze.
Provate a mangiare una pallina di mercurio al giorno e se non morite
subito allora aprite un sito web per dire che non è velenoso. Se vi fosse
morto un marito, o una moglie o un figlio a causa di un tumore ai polmoni,
tumore incurabile, leggendo un sito come il vostro pensereste, se siete
gentili, "Ma chi sono questi idioti". E se poi non siete gentili,
l'appellativo che usereste sarebbe ben diverso.
E
per quanto riguarda il fumo passivo, può anche non essere dannoso, ma io
quando entro in un luogo chiuso voglio poter respirare e non essere in una
camera a gas.
Il
vostro sito, oltre che essere brutto e idiota offende, offende il dolore e
la disperazione.
Saluti - Marina
La nostra risposta
Sig.ra Marina, dal tono della sua mail si comprende l’odio sordo che
accomuna tutte le persone che, colpite da un gravissimo lutto, nel
tentativo di elaborarlo, vanno alla disperata ricerca di un capro
espiatorio sul quale scaricare la rabbia tipica del senso di impotenza
che ci coglie di fronte alla perdita di persone care.
Dice
che suo marito è scomparso per causa di un adenocarcinoma bronchiale,
purtroppo questo tipo di tumore, tristemente noto nella letteratura medica
per essere difficile da curare chirurgicamente, è meno legato al fumo
rispetto ad altri tipi di tumore. La prova che ci invita ad effettuare (la
classica prova della boccata di fumo soffiata su un fazzoletto bianco),
tendente da parte sua ad ottenere la conferma inequivocabile che il fumo
uccide sempre, comunque e chiunque.
Io
la invito ad effettuare un’altra prova: sostituisca il filtro della cappa
della cucina prima di effettuare una frittura di patate per quattro
persone, dopodichè apra la cappa ed esplori il filtro. Potrà vedere lei
stessa che cosa si deposita sul filtro della cappa dopo una sola
frittura. Se volessimo leggere questo risultato con gli occhi dell’
“ncriminatore” potremmo dedurre che la frittura uccide due volte: 1) il
cuoco che inala i vapori dell’olio; 2) coloro che mangiano le patate
fritte.
Per
quanto concerne gli epiteti che lei rivolge al nostro sito, non vedo come
attraverso di esso possiamo offendere il dolore delle persone. Non
ridicolizziamo certo chi muore, specialmente chi muore precocemente.
Inoltre non incoraggiamo la gente a fumare (o a bere o a mangiare
smodatamente) bensì, penso che il nostro pensiero sia abbastanza chiaro,
difendiamo il diritto
Dell’individuo alle proprie scelte di vita. Soprattutto siamo contro il
cattivo uso che la “scienza” effettua di dati statistici finalizzati a
perseguitare categorie di persone per il loro stile di vita.
Di
fronte alla morte siamo impotenti e la scienza non riesce a darci risposte
adeguate e, soprattutto, non riesce a consolarci quando siamo colpiti da
gravi lutti. Scaricare la nostra rabbia verso un nemico designato non ci
aiuta nell’elaborazione del dolore, anzi può favorire l’escalation del
sentimento di odio che nuoce soprattutto a chi lo prova.
Saluti – L’idiota della Redazione
La replica della lettrice
Leggo ora la risposta, che sinceramente non mi aspettavo e mi scuso per la
mia e-mail.
Mi
scuso per il tono non amichevole della mia e-mail, e per l'appellativo non
gradevole, ma come lei dice, dentro di me c'è tanta rabbia.
Se è
vero che il fumo non è la causa principale, è anche vero che aumenta le
probabilità di ammalarsi di tumore. Oltre a questo ci sono malattie che
forse non fanno morire ma che sono debilitanti al punto tale
da
incidere sulla qualità della vita di chi si ammala e dei loro familiari,
come ad esempio l'enfisema polmonare.
Se
lei vedesse qualcuno bersi un bicchiere di acido, di soda caustica, o di
veleno, o se vedesse qualcuno tagliarsi di netto una mano come reagirebbe?
Forse proverebbe ad impedirglielo, non penserebbe alla libertà di quella
persona di operare le proprie scelte. Ecco, lo stesso impulso lo ho io
quando vedo qualcuno fumare. Penso "non è pienamente consapevole di che
atroce morte è quella per soffocamento, bisogna avvertirlo!"
Chi
ha famiglia, moglie, o marito e figli, o anche chi ha semplicemente
qualcuno che ama e che lo ama, dovrebbe pensarci bene prima di fumare,
come anche prima di fare qualsiasi altra cosa che mette a rischio la
propria vita.
Se
poi vogliamo essere fatalisti e credere che la malattia è solo un modo
che la morte ha per prendersi le persone, credo che ci siano modi migliori
di morire che debilitarsi a causa di un tumore ai polmoni e morire
soffocati. E allora è meglio non dare alla morte la possibilità di
scegliere proprio quello come modo.
Comunque ringrazio per la risposta e anche per la gentilezza usata.
Cordiali saluti – Marina
Risposta alla replica
Sig.ra Marina, non si scusi per la sua e-mail, anche se ad un occhio
superficiale poteva apparire offensiva, da una lettura sensibile si
denota l’enorme sofferenza che colpisce tutti noi esseri umani di fronte a
certe tragedie. Non si senta in colpa per non avere impedito a suo marito
di fumare.
Non
continui a tormentare l’anima di suo marito con inutili sentimenti di
colpevolizzazione. Come le abbiamo precedentemente scritto, i limiti della
scienza medica sono tanti. In questo periodo storico, dominato dalla
caduta delle religioni, si cerca nella scienza quelle risposte che essa
non ci può dare. Gli “scienziati” hanno la supponenza di potere manipolare
la vita e la morte e spiegano i loro fallimenti (la morte di un uomo di 37
anni per tumore per la scienza medica è un fallimento) con la
colpevolizzazione del malcapitato che si ammala di una malattia
incurabile. Malattie come il cancro e l’enfisema polmonare sono malattie
multifattoriali, a differenza di malattie come la TBC che sono causate da
batteri specifici. Chiaro che un forte fumatore può² essere più soggetto
ad ammalarsi delle succitate malattie, ma non è prevedibile con certezza
matematica che si ammalerà.
Se
si vede qualcuno bere acido cloridrico, ovviamente, per responsabilità
sociale, si è tenuti ad intervenire, ma ringraziamo l’acido cloridrico se
possiamo bere un bicchiere d’acqua dal rubinetto senza il rischio di
contrarre pericolose infezioni. E’ un problema di dosi: è la dose che fa
il veleno.
Allo
stesso modo se vediamo qualcuno che cerca di tagliarsi (volontariamente)
una mano non
possiamo non intervenire, ma se vediamo un cuoco maneggiare un
coltellaccio da cucina non siamo autorizzati a togliergli lo strumento di
lavoro per prevenire un possibile taglio di mani. I nostri comportamenti
quotidiani, anche i più “innocenti”, come scendere le scale, mettono in
pericolo la nostra vita. La prudenza e la moderazione dovrebbero essere un
dovere verso noi stessi e verso coloro che amiamo, purtroppo, in quanto
esseri umani siamo fragili e non sempre riusciamo ad avere un controllo
totale sulle cose di uso quotidiano.
Soprattutto se siamo particolarmente fragili rischiamo di cadere in
comportamenti compulsivi. Uno degli scopi della nostra associazione è di
invitare ad un profondo esame di coscienza coloro i quali speculano sulla
paura della morte (certi “scienziati”), comune ad ogni essere umano, e a
discolpa dei loro fallimenti incriminano le vittime.
Un
consiglio personale. Per amore verso se stessa, di sua figlia e per
onorare la memoria di suo marito cerchi di superare la rabbia, ci sono dei
gruppi di auto aiuto, se è credente si rivolga ad un buon padre
spirituale. Nessuno potrà restituirle suo marito, ma potranno aiutarla a
vivere meglio.
Un
saluto affettuoso - La Redazione |