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30 Novembre 2005

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L'Armata Brancaleone all'assalto dell'alcol


Cari amici di Forces,

avrete senz'altro notato che, vinta la guerra contro il fumo, ora i talibani salutisti hanno aperto la nuova campagna: è guerra all'alcool. Dal tg3 di oggi 25 novembre 2005: "Morto George Best in conseguenza del suo alcoolismo, proprio quando la nuova legge inglese permette ai pub di tenere aperto oltre le 23" (aggiungo di mio: e per il momento si fuma pure!!!!!!!). Che brutto modo di onorare la memoria del notissimo calciatore!

Come si vede Forces ha sempre ragione. La responsabilità personale non esiste più.

Per questi idioti di giornalai (absit injuria verbis per i giornalai, ma a questi figuri nego la qualifica di giornalisti!) burattini di regime se il pub tiene aperto oltre le 23 (cosa normale dappertutto da sempre fuorché in UK) tutti per forza dovranno bere di più. Solo vietare risolve i problemi. Ovvio che tutto ciò viene presentato come un modo per tutelare i soliti "gggiovani" (è per la salute degli stessi che non permettono a noi maggiorenni di comperare le sigarette ai distributori di giorno) i quali cresceranno saldati per il culo ai binari imposti dallo Stato Totalitario Salutista (sieg heil!).

Poveri "ggiovani" che dovranno decidere ( parola ormai in disuso) se rincoglionire anzitempo o ribellarsi davvero a un mondo di vecchietti rompicoglioni.

Se tutto va bene (per i Codacons) prevedo un futuro di ubriaconi sovrappeso che fumano tre pacchetti di sigarette al giorno e si drogano con tutto quello che riescono a trovare.

Notare che di questi tempi l'anno scorso non c'era giorno che Dio mandasse in terra che non ci fosse un articolo sui giornali o telegiornali dove si parlava dei miliardi di persone che morivano o erano moriture di fumo attivo e passivo. Ora silenzio. Ora tutti i giorni abbiamo la nenia antialcool e i "ggiovani" che bevono.

Pronti alla nuova legge che introdurrà il proibizionismo?

Cari saluti.

L. Marinelli


Caro Sig. Marinelli,

siamo perfettamente d’accordo con lei sui commenti circa i media che – ormai lo sappiamo tutti – quando si parla di “salute” sono sempre e comunque ruffiani delle agende nazi-sanitarie. Ovviamente non in modo intelligente ma in modo cervellotico: qui si vuole stabilire un altro “nesso causale” da ciarlatani, come quello tra l’apertura dei bar e l’alcolismo. Ma scusi, dopo quello tra cancro e fumo passivo, che si aspettava? Il fatto è che – è storicamente stra-provato – la proibizione aumenta il consumo, sempre e comunque. I salutisti di regime questo lo sanno benissimo, ma oggi ciò che conta è che diminuisca il consumo ufficiale (cioè quello legale) così questi delinquenti possono dire di aver sprecato bene i miliardi pubblici e richiederne ancora per arricchirsi e vincere le loro “crociate” stercoree da Armata Brancaleone.

Ed è in questo che non siamo d’accordo con la sua frase di apertura “vinta la guerra contro il fumo”, perché la guerra contro il fumo non è affatto vinta, per fortuna. Attento a non credere lei stesso alla propaganda che sente. Attento anche a non essere “troppo italiano”: il fatto che ci sia una legge (in questo caso contro il fumo) non significa che la legge non possa essere cambiata o eliminata (o ignorata). Significa solo che la legge va combattuta con ogni mezzo disponibile, e a tale scopo bisogna scervellarsi per trovare sempre nuovi modi per rendere proibitiva l’applicazione della legge sotto tiro – in questo caso quella antifumo. Le leggi non sono i Dieci Comandamenti dati da Dio a Mosè sul monte Sinai – anche se bisogna ammettere che in Italia lo Stato (specialmente il ministero della “salute”) sembra aver rimpiazzato Dio in tutte le sue funzioni. Nel caso italiano però i comandamenti sono oltre un quarto di milione, e dati a noi pezzenti dal monte Citorio. Peccato solo che questo nuovo dio sia primariamente un ciarlatano.

Non si perda d’animo, dunque, che la guerra contro il fumo non è vinta: bisogna invece pensare a come vincere quella contro l’antifumo e tornare liberi e responsabili.

Saluti.

FORCES Italiana


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