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Cari amici di
Forces,
avrete
senz'altro notato che, vinta la guerra contro il fumo, ora i
talibani salutisti hanno aperto la nuova campagna: è guerra
all'alcool. Dal tg3 di oggi 25 novembre 2005:
"Morto George Best in conseguenza del suo alcoolismo, proprio quando
la nuova legge inglese permette ai pub
di tenere aperto oltre le 23"
(aggiungo di
mio: e per il momento si fuma pure!!!!!!!).
Che brutto modo di onorare la memoria del notissimo
calciatore!
Come si vede
Forces ha sempre ragione.
La responsabilità personale non
esiste più.
Per questi
idioti di giornalai (absit injuria verbis per i giornalai, ma a
questi figuri nego la qualifica di giornalisti!) burattini di regime
se il pub tiene aperto oltre le 23 (cosa normale dappertutto da
sempre fuorché in UK) tutti per forza dovranno bere di più. Solo
vietare risolve i problemi. Ovvio che tutto ciò viene presentato
come un modo per tutelare i soliti "gggiovani" (è per la salute
degli stessi che non permettono a noi maggiorenni di comperare le
sigarette ai distributori di giorno) i quali cresceranno saldati per
il culo ai binari imposti dallo Stato Totalitario Salutista (sieg
heil!).
Poveri "ggiovani"
che dovranno
decidere
( parola ormai
in disuso) se rincoglionire anzitempo o ribellarsi davvero a un
mondo di vecchietti rompicoglioni.
Se tutto va
bene (per i Codacons) prevedo un futuro di ubriaconi sovrappeso che
fumano tre pacchetti di sigarette al giorno e si drogano con tutto
quello che riescono a trovare.
Notare che di
questi tempi l'anno scorso non c'era giorno che Dio mandasse in
terra che non ci fosse un articolo sui giornali o telegiornali dove
si parlava dei miliardi di persone che morivano o erano moriture di
fumo attivo e passivo. Ora silenzio. Ora tutti i giorni abbiamo la
nenia antialcool e i "ggiovani" che bevono.
Pronti alla
nuova legge che introdurrà il proibizionismo?
Cari saluti.
L. Marinelli
Caro Sig.
Marinelli,
siamo
perfettamente d’accordo con lei sui commenti circa i media che –
ormai lo sappiamo tutti – quando si parla di “salute” sono sempre e
comunque ruffiani delle agende nazi-sanitarie. Ovviamente non in
modo intelligente ma in modo cervellotico: qui si vuole stabilire un
altro “nesso causale” da ciarlatani, come quello tra l’apertura dei
bar e l’alcolismo. Ma scusi, dopo quello tra cancro e fumo passivo,
che si aspettava? Il fatto è che – è storicamente stra-provato – la
proibizione aumenta il consumo, sempre e comunque. I
salutisti di regime questo lo sanno benissimo, ma oggi ciò che conta
è che diminuisca il consumo ufficiale (cioè quello legale)
così questi delinquenti possono dire di aver sprecato bene i
miliardi pubblici e richiederne ancora per arricchirsi e vincere le
loro “crociate” stercoree da Armata Brancaleone.
Ed è in questo
che non siamo d’accordo con la sua frase di apertura “vinta la
guerra contro il fumo”, perché la guerra contro il fumo non è
affatto vinta, per fortuna. Attento a non credere lei stesso
alla propaganda che sente. Attento anche a non essere “troppo
italiano”: il fatto che ci sia una legge (in questo caso contro il
fumo) non significa che la legge non possa essere cambiata o
eliminata (o ignorata). Significa solo che la legge va
combattuta con ogni mezzo disponibile, e a tale scopo bisogna
scervellarsi per trovare sempre nuovi modi per rendere proibitiva
l’applicazione della legge sotto tiro – in questo caso quella
antifumo. Le leggi non sono i Dieci Comandamenti dati da Dio a Mosè
sul monte Sinai – anche se bisogna ammettere che in Italia lo Stato
(specialmente il ministero della “salute”) sembra aver rimpiazzato
Dio in tutte le sue funzioni. Nel caso italiano però i comandamenti
sono oltre un quarto di milione, e dati a noi pezzenti dal monte
Citorio. Peccato solo che questo nuovo dio sia primariamente un
ciarlatano.
Non si perda
d’animo, dunque, che la guerra contro il fumo non è vinta: bisogna
invece pensare a come vincere quella contro l’antifumo e tornare
liberi e responsabili.
Saluti.
FORCES
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