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La scorrettezza politica dell'onestà
intellettuale Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106 ![]() |
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5 Luglio 2006 |
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Bellissimo l'articolo del lettore Marinelli e i miei omaggi al denaro pubblico buttato nelle propagande e nelle azioni anti fumatori. Io ho la netta impressione che chi manovra i fili del potere ben sappia a che cosa servono le propagande proibizioniste, l'importante è attirare l'attenzione su un qualcosa, parlandone bene o parlandone male, il risultato che si ottiene è lo stesso: le vendite del prodotto propagandato aumentano. Io stessa sono "vittima" della campagna contro il fumo di fine anni '70, quando ci si sparava per le strade, ma ciò che contava era il "chi fuma avvelena anche te, digli di smettere". Avevo provato la prima sigaretta all’età di 14 anni, una Pack alla menta offertami dalla compagna di scuola, lei portava già le scarpe col tacco, andava a ballare la domenica pomeriggio e nella borsa dei libri aveva il pacchetto delle sigarette e i “Minerva”. Il solo effetto che ne trassi fu quello di vomitare anche l'anima. Dopo quella tragica esperienza il fumo non mi interessava, anzi... Passarono un paio d’anni, finché un bel giorno, tra barricate, arresti e lacrimogeni, apparvero nelle scuole, nei cinema, negli ospedali i cartelli "Vietato fumare". Le mie compagne di scuola - e di battaglia - si rifugiavano nei cessi a fumare, io me ne restavo isolata, potendo contare nella compagnia della bruttina di parrocchia (in ogni classe ce n’è una!) con calzettoni, apparecchio ai denti, acne... ma senza "vizi". Erano state regalate a mio padre delle Gitanes senza filtro che lui non aveva mai osato assaggiare; io mi impossessai di quei pacchetti stantii ed ogni mattina passavo l'intervallo nei cessi con le mie compagne e la mia odorosissima Gitanes... Sfidare le autorità è, per gli adolescenti, “prova di forza”; è un modo per ostentare autonomia, l’opposizionismo adolescenziale è un passaggio indispensabile per accedere all’età adulta, e chi fabbrica i divieti queste cose le sa benissimo. Secondo il Dott. Marinelli il fumo rende coglioni? Secondo me piuttosto evidenzia la coglionaggine degli italioti e di coloro che soffrono di eterni complessi di inferiorità; su di loro, infatti, il mercato dell’inutile e le ideologie da bar hanno grande presa. Anche se queste caricature sono più frequenti fra gli anti fumo, se ne può trovare pure fra i fumatori, purtroppo non tutti i fumatori hanno una forte autostima. Non esiste ancora una alla coscienza di classe del fumatore. La propaganda tende a fare sentire il fumatore isolato, odiato da tutti, socialmente non desiderabile. Taglia i canali di comunicazione alle voci fuori dal coro, non è forse stato censurato da ogni mezzo di comunicazione di massa il Presidente di questa associazione? Questo martellamento ha raggiunto molti fumatori; come è possibile avere la coscienza di essere la spina dorsale dell'economia (quanto incassa annualmente lo stato dalle accise sui tabacchi?) se i mezzi di propaganda e i legislatori ti trattano come se tu fossi un criminale? - M. C.
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