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LA LIBERTA' E IL PIACERE DELLA CONTESA

Spett.le Redazione:

invio per conoscenza il testo della breve mail da me spedita alla redazione di Tiscali, dopo aver letto su quel sito le solite omelie antifumo.

"Grazie per avermi divertito, ci fumero' sopra.Come vostro 'utente' e (come piccolissimo azionista) troverei ancora piu' gratificante che Voi deste notizia anche "dell'opinione di quel trascurabile 40% della popolazione che non crede, e non intende conformarsi, alla mentalita' dell'inquisizione puritana, con le sue superstizioni statistiche, la sua cultura dei divieti, la sua fobia per tutto cio' che "e' piacere, ebbrezza, eccedenza. Per esempio, potreste riportare le posizioni espresse nel sito sottoindicato [forces.org], con il quale, beninteso, non "ho (ancora) alcun rapporto. O su certe questioni deve esistere solo una versione ufficiale? Cordialmente."

Come e' ovvio, non ho ottenuto alcuna risposta.

Approfitto dell' occasione per chiedere se Lei concorda con me nel ritenere che anche la pressante campagna contro le auto rientra nell'ossessione del politicamente corretto. Sul tema lo schema e il solito: manipolazione statistica, compressione del diritto individuale alla liberta' di spostamento, enfatizzazione di costi pretesamente sociali. Forse, sotto, anche odio per la vivacita' della vita metropolitana, con il tentativo di ridurre le citta' a campagne premoderne. La Cambogia di Pol Pot ha fatto scuola presso gli ultraecologisti d'Occidente.

Ogni singola tentazione repressiva riporta ad una matrice comune: verificare quest'assunto, con la dovuta leggerezza e senza dogmatismi, puo' essere utile per affinare la coscienza della liberta' e per far capire che, se stasera difendo il mio diritto di fumare o di usare la macchina, non intendo farlo per un atteggiamento estemporaneamente esibizionista ma per un impegno civile di ben piu' ampia e non episodica portata.

Piu' in generale, mi sembra che il tentativo di costruire un' opinione unica attraverso la mentalita' dei divieti corrisponda a una contrapposizione di lungo corso ed appartenga alla storia della cultura. 

Ad esempio, penso, per non risalire piu' indietro, alla energia liberatoria e creatrice sviluppata dal Rinascimento, e presto troncata dalla censura moralistica imposta sopratutto dalle correnti piu' radicali del Puritanesimo, quelle stesse che alimentano la struttura profonda del nuovo fondamentalismo salutista che oggi ha sopraffatto gli Stati Uniti, svuotando di senso la Costituzione americana. 
In prima appossimazione, e' l'ossessiva ricerca della 'purezza immunitaria' ( che letteralmente indica l'incapacita' di dare e ricevere) che ritorna sempre: come istanza teologica dapprima ( non si deve sporcare la parola del Libro); quindi come vocazione razziale (sono i bastardi che minano la sana normalita' del nostro popolo); da ultimo come feticismo salutista (in nome del popolo inquinato, dicono i Verdi, epigoni della "lotta di Hitler contro il cancro").

L' importante, pare, e' vietare comportamenti gratificanti, impedire ogni esperimento creativo, disincentivare ogni forma di piacere e di desiderio. Proprio per questo dobbiamo ringraziare i nostri avversari, perche' ingaggiare battaglia per la liberta' e' il piacere piu' intenso. E non si puo' vietarlo per decreto.

Con grande stima.

Giuseppe Nanni


Caro Sig. Nanni,

Non sono sorpreso del comportamento di Tiscali, che chiamerei tipico.

Sono assolutamente d'accordo con lei circa la campagna contro le auto, e non solo contro di esse, ma anche contro il grasso, e tutte le altre mille manifestazioni di un grande fenomeno culturale.

Si potrebbe speculare in abbondanza su ciò che ha portato a tale fenomeno; ma, partendo dalla realtà che esso esiste, io penso che alla base di tutto esista una profonda disonestà intellettuale. Una cosa, su cui la sua bellissima lettera non ha articolato, è una grave manifestazione di tale disonestà: l'uso della scienza di comodo, anche conosciuta come "scienza rottame", allo scopo di formare opinioni e credenze che cambino i valori morali, politici e culturali, e con ciò pilotando il comportamento dell'individuo. Sebbene esistano migliaia di esempi, rappresentati dalle migliaia di "allarmi sanitari" da cui siamo bombardati ogni anno, non posso pensare a nulla di più stridente e - purtroppo - di successo che quello del fumo passivo. Non esiste ASSOLUTAMENTE alcuna prova concreta che il fumo passivo sia di danno al non fumatore. È vero, siamo inondati di aneddoti e di affermazioni autorevoli a questo proposito; tantomeno, non esiste una singola prova attendibile.

La procedura è, fondamentalmente, molto semplice:

  • Prendere delle quantità infinitesimali di tossici - quantità che sono sotto ogni soglia di pericolo - e farle apparire come grande pericolo ambientale che causa un'epidemia nazionale.

  • Soffocare poi l'informazione dissenziente ignorandola completamente, e facendo così apparire che non esista dissenso.

  • Costruire quindi un castello di logica e di provvedimenti su tali basi fasulle, inducendo il popolo a credere che il solo fatto che esistono tali castelli dimostra la realtà delle loro basi.

  • In parallelo, confezionare la disinformazione sistematica come "educazione" che parte dalle scuole, sperando di creare una mentalità uniforme che non metta in questione il dogma ma, semmai, solo in che modo esso si deva implementare.

  • Infine, scopare via l'opposizione che resta, ridicolizzando l'opponente e rendendo politicamente scorretto il parlarne.

Il fatto che non si possa provare, a rigor di scienza -- e neppure per una singola persona -- che morte o malattie siano causate dal fumo, specialmente quello passivo, diventa quindi totalmente irrilevante al fenomeno.

Tale disonestà mina, alla base, la struttura delle istituzioni e dello stato stesso, e produce inevitabilmente fallimento, anche se, purtroppo, ciò può accadere nell'arco di generazioni. È successo così non solo per il fumo, ma per l'ecologia, e il riscaldamento planetario; ed ora ecco che succede per i cibi. In America, d'improvviso, il 61% della popolazione si è ritrovata obesa e bisognosa di "terapia", quindi abbiamo una "epidemia"; poco importa che, tre anni fa, la soglia dell'obesità sia stata abbassata arbitrariamente proprio per creare l'allarme odierno.

Il grande psichiatra americano Thomas Szasz, membro del Comitato d'Onore internazionale di FORCES, giustamente afferma: "Quando la salute è equiparata alla libertà, la libertà svanisce come concetto politico".

Benvenuto nello Stato Terapeutico e antifumo, creato dall'ideologia nazista. Sta a tutti noi diventare soldati della verità e combattere la disonestà istituzionalizzata, prima che sia troppo tardi.

Cordiali saluti.

Gian Turci

FORCES Italiana