LA LIBERTA' E IL PIACERE DELLA CONTESASpett.le Redazione: invio per conoscenza il testo della breve mail da me spedita alla redazione di Tiscali, dopo aver letto su quel sito le solite omelie antifumo. Come e' ovvio, non ho ottenuto alcuna risposta. Piu' in generale, mi sembra che il tentativo di costruire un' opinione unica attraverso la mentalita' dei divieti corrisponda a una contrapposizione di lungo corso ed appartenga alla storia della cultura. Ad esempio, penso, per non risalire piu' indietro, alla energia liberatoria e creatrice sviluppata dal Rinascimento, e presto troncata dalla censura moralistica imposta sopratutto dalle correnti piu' radicali del Puritanesimo, quelle stesse che alimentano la struttura profonda del nuovo fondamentalismo salutista che oggi ha sopraffatto gli Stati Uniti, svuotando di senso la Costituzione americana. L' importante, pare, e' vietare comportamenti gratificanti, impedire ogni esperimento creativo, disincentivare ogni forma di piacere e di desiderio. Proprio per questo dobbiamo ringraziare i nostri avversari, perche' ingaggiare battaglia per la liberta' e' il piacere piu' intenso. E non si puo' vietarlo per decreto. Caro Sig. Nanni, Non sono sorpreso del comportamento di Tiscali, che chiamerei tipico. Sono assolutamente d'accordo con lei circa la campagna contro le auto, e non solo contro di esse, ma anche contro il grasso, e tutte le altre mille manifestazioni di un grande fenomeno culturale. Si potrebbe speculare in abbondanza su ciò che ha portato a tale fenomeno; ma, partendo dalla realtà che esso esiste, io penso che alla base di tutto esista una profonda disonestà intellettuale. Una cosa, su cui la sua bellissima lettera non ha articolato, è una grave manifestazione di tale disonestà: l'uso della scienza di comodo, anche conosciuta come "scienza rottame", allo scopo di formare opinioni e credenze che cambino i valori morali, politici e culturali, e con ciò pilotando il comportamento dell'individuo. Sebbene esistano migliaia di esempi, rappresentati dalle migliaia di "allarmi sanitari" da cui siamo bombardati ogni anno, non posso pensare a nulla di più stridente e - purtroppo - di successo che quello del fumo passivo. Non esiste ASSOLUTAMENTE alcuna prova concreta che il fumo passivo sia di danno al non fumatore. È vero, siamo inondati di aneddoti e di affermazioni autorevoli a questo proposito; tantomeno, non esiste una singola prova attendibile. La procedura è, fondamentalmente, molto semplice:
Il fatto che non si possa provare, a rigor di scienza -- e neppure per una singola persona -- che morte o malattie siano causate dal fumo, specialmente quello passivo, diventa quindi totalmente irrilevante al fenomeno. Tale disonestà mina, alla base, la struttura delle istituzioni e dello stato stesso, e produce inevitabilmente fallimento, anche se, purtroppo, ciò può accadere nell'arco di generazioni. È successo così non solo per il fumo, ma per l'ecologia, e il riscaldamento planetario; ed ora ecco che succede per i cibi. In America, d'improvviso, il 61% della popolazione si è ritrovata obesa e bisognosa di "terapia", quindi abbiamo una "epidemia"; poco importa che, tre anni fa, la soglia dell'obesità sia stata abbassata arbitrariamente proprio per creare l'allarme odierno. Il grande psichiatra americano Thomas Szasz, membro del Comitato d'Onore internazionale di FORCES, giustamente afferma: "Quando la salute è equiparata alla libertà, la libertà svanisce come concetto politico". Benvenuto nello Stato Terapeutico e antifumo, creato dall'ideologia nazista. Sta a tutti noi diventare soldati della verità e combattere la disonestà istituzionalizzata, prima che sia troppo tardi. Cordiali saluti. Gian Turci FORCES Italiana |