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2 Aprile 2003
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

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Reportage esplosivo:
Chi paga la disinformazione su fumo e salute? Perchè? Quanto?

Multinazionali Farmaceutiche:
GOVERNI IN TASCA, ANTIFUMO IN VENDITA

IL DATABASE CHE SCARDINA 40 ANNI DI TRUFFE E SUPERSTIZIONI SUL FUMO. SEI PRONTO PER LA VERITA'?

THE EVIDENCE

Mille documenti scientifici che la cricca antifumo non vuole che tu conosca, e che espongono 40 anni di truffe e disinformazione sul fumo. Sei pronto per la verità?

NON ESISTONO MODI "SEMPLICI" PER STABILIRE CAUSALITA'

Cara FORCES,

Ho letto in un rapporto che il virus che causa il S.A.R.S. (Severe Acute Respiratory Syndrome) [l’influenza mortale che proviene dalla Cina, N.d.F.] è simile a quello che causa il raffreddore. Forse è una mutazione dello stesso virus.

Siccome c’è dell’evidenza che il fumo previene i raffreddori , esso potrebbe anche prevenire il S.A.R.S.

C’è un modo semplice per decidere se ciò è vero: contare il  numero delle vittime che fumano e il numero di quelle che non fumano, e ciò potrebbe darci una risposta.

Non ho idea di come si potrebbe trovare questa informazione, ma forse qualcuno dei vostri scienziati potrebbe essere in grado di farlo, forse qualche dottore o qualche professionista. Ci sarà pure qualche dipartimento di medicina che sia interessato… devono essere interessati, per salvare vite!

Se avessi più dimestichezza con i computer cercherei di infilarmi in qualche chat room medica e fare casino. Forse voi avete le risorse per fare una cosa del genere.

Saluti

Neskudla


Caro “Neskudla”,

grazie per averci scritto. Non siamo al corrente di alcun studio che indichi un effetto preventivo del fumo sul raffreddore. Se lei ne è a conoscenza, per favore ci invii citazioni e riferimenti.

Circa il “modo semplice” cui lei si riferisce, sfortunatamente esso non è così semplice. Anche nell’ipotesi che il numero delle vittime del S.A.R.S. (polmonite atipica) sia maggiore tra i non fumatori, ciò non dimostrerebbe una causalità (o un effetto protettivo del fumo); si osserverebbe semplicemente una prevalenza del S.A.R.S. tra i non fumatori. Per stabilire una causalità, bisognerebbe provare l’esistenza di qualche meccanismo biologico preferibilmente monofatoriale che, con un buon livello di prevedibilità, renda in qualche modo il fumo un agente protettivo (almeno nello stesso modo in cui è “dimostrato” con Parkinson e Alzeimer anche se, pure in quel caso, una causa-effetto biologica non è stata mai scoperta).  

A meno che non si possa fare quanto sopra, faremmo anche noi “associazioni” statistiche che non provano nulla se non la loro inutilità – e diventeremmo tanto disonesti quanto lo è la scienza rottame antifumo. Incidentalmente, anche se una prova fosse trovata, dato il corrente clima di intimidazione assoluta, nessuno oserebbe mai dichiarare che il fumo ha un effetto protettivo – a meno che non sia stanco della sua carriera!

Forse con disappunto, ma bisogna capire che la scienza vera è molto esigente (e speriamo che continui ad esserlo), e che per provare qualcosa ci vuole spesso un’intera vita dedicata a raccogliere prove e fare test e correlazioni per arrivare a conclusioni che possano essere quantificate, verificate e RIPETUTE da altri – e per essere assolutamente certi di sapere ciò che si è misurato.

È proprio per quella ragione che i truffatori antifumo hanno deciso di elevare epidemiologia multifattoriale basata su ipotesi statistiche al rango di scienza; così possono lanciare “allarmi” ogni giorno. Grazie a ciò ed alle vergognose scorciatoie che prendono, essi scavalcano la scienza vera, e fanno appello alle emozioni per soddisfare le loro agende politiche e farmaceutiche senza dover dimostrare la parte scientifica che inevitabilmente li elude, perché è impossibile da provare.

Dobbiamo fare attenzione a non usare gli stessi “metodi”, o si rischia di diventare tanto marci quanto lo sono loro.

Saluti

FORCES Italiana

La Redazione