Buongiorno,
innanzitutto vorrei scusarmi,
perché non ho ancora contribuito economicamente a FORCES. A mia (parzialissima)
discolpa posso solo portare la mia condizione di studente
mantenuto e una cronica incapacità di gestione monetaria (infatti
non dovrebbe essere cos?difficile risparmiare poche decine di
euro...).
Almeno su un punto perché cerco di essere utile come posso, e cioè informando
il più possibile quanti conosco (fumatori e non) sulle menzogne che
ci vengono propinate di continuo.
Il motivo per cui le scrivo
è che per due giorni consecutivi sul Giornale è riportata la
seguente frase: "DIVIETO ASSOLUTO: In tutti i locali chiusi,
eccetto se locali privati non aperti a utenti e locali pubblici
espressamente riservati ai fumatori".
Mi piacerebbe sapere se si
tratta di una delle solite imprecisioni giornalistiche o se
effettivamente c'è questa possibilità (ed eventualmente se comporti
comunque l'installazione di costosissimi impianti di depurazione
dell'aria).
Cordiali saluti
Nicola Barbieri
Caro
Sig. Nicola,
si figuri, non si deve certo scusare! Per rispondere alla sua
domanda e per quanto ne so io, è possibile avere club privati per
fumatori – infatti, è probabilmente la cosa più facile anche da un
punto di vista amministrativo. Basta far pagare diciamo un Euro di
membership e tenere la porta chiusa se non ai membri - che però
potrebbero essere anche 10.000! E' vera la storia dei locali
pubblici adibiti a fumatori, ma ciò che non si dice è
che la legge è fatta "alla mascalzona" – cioè si richiedono così
tante modifiche, spese, specifiche di superficie, limitazioni di
numero di persone nella sala, costosi impianti, ecc. da fare in modo
che il gestore "scelga" il vietato fumare - che è poi l'intento
della feccia che combattiamo.
C’è una cosa che non mi piace del club privato: l'idea va benissimo
e - ripeto – probabilmente è la cosa più pratica a breve termine per
fumare in pace. PERO':
-
In tal modo si
accetta di fatto la ghettizzazione e l'apartheid alla negro
sudafricano dei tempi andati.
-
Si accetta anche che
il fumo passivo debba essere isolato perché “fa male" mentre
si
tratta di una truffa. Quindi, indirettamente ed anche se con
la forza della polizia antifumo, si accetta di fatto che la
prepotenza regni tramite la truffa.
-
Se poi i club di
fumatori proliferano troppo, ci può scommettere l'anima che
Sirchia o il suo successore emenderanno la legge cosicché sia
vietato fumare anche nei club privati - attaccandosi senz'altro
alla "salute" dei lavoratori! So di fatto da fonti affidabili che
Sirchia ci ha già provato in fase di disegno di legge; e poi, è
scritto nei programmi del burattinaio farmaceutico di tutti i
ministeri della "salute": l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Anzi, lei ci può contare che rendere il fumo illegale ovunque
è il fine del salutismo - e il fine ultimo è quello di rendere il
tabacco illegale. A meno che non si stronchi sia il problema
salutista sia la truffa istituzionale alla base, i "clubbini"
privati saranno solamente un cerottino temporaneo che non solo non
guarirà la ferita, ma anzi la farà più grande e marcescente. Nel
frattempo, si vieterà il fumo in auto (prima fase: in presenza di
minori) e poi in strada, con la scusa che il fumo è un "cattivo
esempio" pubblico - particolarmente brutto per i bambini che sono
sempre stati eccellenti pedine degli antifumo ovunque nel mondo.
Possiamo già vedere una cosa del genere per i film in televisione:
si vuole proibire di far vedere i film dove si fuma.
La
casa, che sarà 'ultimo bastione del fumatore imbelle e che è già
penetrata dallo stupro della propaganda antifumo televisiva, sarà
prima assediata con la scusa dei bambini, poi con quella dei vecchi,
poi con quella del coniuge non fumatore, e da ultimo con quella
degli ospiti non fumatori che - se lei li vorrà a casa sua - avranno
il diritto LEGALE di esigere che lei non fumi quando ci sono loro,
perché loro hanno il “diritto” alla salute!
Non ci crede? Aspetti e vedrà: finora non ci siamo ancora sbagliati.
Si arriverà al punto di vietare persino il fumo in casa sua - per il
suo bene, naturalmente! E solo questione di anni: pochi, pochissimi
anni.
Aggirare i divieti dunque ha la stessa utilità che mettere una
monetina sotto le ruote del locomotore di un treno merci
sperando di fermare il treno senza macchinista. Se si vuol fermare
quel treno, bisogna deviarlo su un binario morto e farlo deragliare.
Per far ciò ci vuole unità, forza, determinazione, costanza, mezzi,
e conoscenza di come funziona la truffa del fumo. Ecco perché
esistiamo. La battaglia scientifica è finita - infatti, non è mai
esistita: il fumo passivo è una truffa che può essere dimostrata
in qualunque sede. Ecco perché i mass media non ci lasciano parlare
e i "professionisti della salute" (cioè della truffa) non accettano
le nostre sfide! La battaglia è ora squisitamente politica ed
economica. Se la si vuol fare, bisogna capire che nascondersi è
sempre il modo migliore per perdere.
Buon Natale, e cordiali saluti.
Gian Turci