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UNA DOMANDA SUI CLUB PRIVATI


21 Dicembre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Buongiorno,
 
innanzitutto vorrei scusarmi, perché non ho ancora contribuito economicamente a FORCES. A mia (parzialissima) discolpa posso solo portare la mia condizione di studente mantenuto e una cronica incapacità di gestione monetaria (infatti non dovrebbe essere cos?difficile risparmiare poche decine di euro...).

Almeno su un punto perché cerco di essere utile come posso, e cioè informando il più possibile quanti conosco (fumatori e non) sulle menzogne che ci vengono propinate di continuo.
 
Il motivo per cui le scrivo è che per due giorni consecutivi sul Giornale è riportata la seguente frase: "DIVIETO ASSOLUTO: In tutti i locali chiusi, eccetto se locali privati non aperti a utenti e locali pubblici espressamente riservati ai fumatori".
 
Mi piacerebbe sapere se si tratta di una delle solite imprecisioni giornalistiche o se effettivamente c'è questa possibilità (ed eventualmente se comporti comunque l'installazione di costosissimi impianti di depurazione dell'aria).
 
Cordiali saluti
 
Nicola Barbieri


Caro Sig. Nicola,

si figuri, non si deve certo scusare! Per rispondere alla sua domanda e per quanto ne so io, è possibile avere club privati per fumatori – infatti, è probabilmente la cosa più facile anche da un punto di vista amministrativo. Basta far pagare diciamo un Euro di membership e tenere la porta chiusa se non ai membri - che però potrebbero essere anche 10.000! E' vera la storia dei locali pubblici adibiti a fumatori, ma ciò che non si dice è che la legge è fatta "alla mascalzona" – cioè si richiedono così tante modifiche, spese, specifiche di superficie, limitazioni di numero di persone nella sala, costosi impianti, ecc. da fare in modo che il gestore "scelga" il vietato fumare - che è poi l'intento della feccia che combattiamo.

C’è una cosa che non mi piace del club privato: l'idea va benissimo e - ripeto – probabilmente è la cosa più pratica a breve termine per fumare in pace. PERO':

  • In tal modo si accetta di fatto la ghettizzazione e l'apartheid alla negro sudafricano dei tempi andati.

  • Si accetta anche che il fumo passivo debba essere isolato perché “fa male" mentre si tratta di una truffa. Quindi, indirettamente ed anche se con la forza della polizia antifumo, si accetta di fatto che la prepotenza regni tramite la truffa.

  • Se poi i club di fumatori proliferano troppo, ci può scommettere l'anima che Sirchia o il suo successore emenderanno la legge cosicché sia vietato fumare anche nei club privati - attaccandosi senz'altro alla "salute" dei lavoratori! So di fatto da fonti affidabili che Sirchia ci ha già provato in fase di disegno di legge; e poi, è scritto nei programmi del burattinaio farmaceutico di tutti i  ministeri della "salute": l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Anzi, lei ci può contare che rendere il fumo illegale ovunque è il fine del salutismo - e il fine ultimo è quello di rendere il tabacco illegale. A meno che non si stronchi sia il problema salutista sia la truffa istituzionale alla base, i "clubbini" privati saranno solamente un cerottino temporaneo che non solo non guarirà la ferita, ma anzi la farà più grande e marcescente. Nel frattempo, si vieterà il fumo in auto (prima fase: in presenza di minori) e poi in strada, con la scusa che il fumo è un "cattivo esempio" pubblico - particolarmente brutto per i bambini che sono sempre stati eccellenti pedine degli antifumo ovunque nel mondo. Possiamo già vedere una cosa del genere per i film in televisione: si vuole proibire di far vedere i film dove si fuma.

La casa, che sarà 'ultimo bastione del fumatore imbelle e che è già penetrata dallo stupro della propaganda antifumo televisiva, sarà prima assediata con la scusa dei bambini, poi con quella dei vecchi, poi con quella del coniuge non fumatore, e da ultimo con quella degli ospiti non fumatori che - se lei li vorrà a casa sua - avranno il diritto LEGALE di esigere che lei non fumi quando ci sono loro, perché loro hanno il “diritto” alla salute!

Non ci crede? Aspetti e vedrà: finora non ci siamo ancora sbagliati. Si arriverà al punto di vietare persino il fumo in casa sua - per il suo bene, naturalmente! E solo questione di anni: pochi, pochissimi anni.

Aggirare i divieti dunque ha la stessa utilità che mettere una monetina sotto le ruote del  locomotore di un treno merci sperando di fermare il treno senza macchinista. Se si vuol fermare quel treno, bisogna deviarlo su un binario morto e farlo deragliare. Per far ciò ci vuole unità, forza, determinazione, costanza, mezzi, e conoscenza di come funziona la truffa del fumo. Ecco perché esistiamo. La battaglia scientifica è finita - infatti, non è mai esistita: il fumo passivo è una truffa che può essere dimostrata in qualunque sede. Ecco perché i mass media non ci lasciano parlare e i "professionisti della salute" (cioè della truffa) non accettano le nostre sfide! La battaglia è ora squisitamente politica ed economica. Se la si vuol fare, bisogna capire che nascondersi è sempre il modo migliore per perdere.


Buon Natale, e cordiali saluti.

Gian Turci

 

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