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29 Aprile 2005

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AVETE DATI SUGLI EFFETTI ECONOMICI DELLA LEGGE ANTIFUMO?


Buongiorno,

volevo sapere se sono disponibili informazioni sull'effetto che ha avuto la legge sirchia (la minuscola non è un errore) sul volume d'affari dei locali PRIVATI (ora sotto il controllo dello stato) e sulla vendita dei prodotti di cessazione.

Lo chiedo a voi perché gli organi di informazione si sono mostrati abbastanza reticenti a riguardo.

Cordiali saluti

Nicola


Signor Nicola,

comprendiamo la sua curiosità e condividiamo senz’altro il suo uso della “S” minuscola.

Inquadriamo per un attimo il problema informatico italiano in generale e sul fumo in particolare. I mass media italiani sono prevalentemente servili al potere – particolarmente per quanto riguarda le SS (Salute e Sicurezza). La denuncia del concetto malato e irresponsabile secondo cui bisogna tacere le conseguenze negative e le informazioni che sono contrarie a provvedimenti unilateralmente proclamati di “salute pubblica” ma in realtà volti al controllo del comportamento personale è una delle ragioni principali dell’esistenza della nostra organizzazione.

Con una situazione del genere, in Italia non esistono dati affidabili e accessibili sulla caduta degli incassi e sui danni provocati dalla legge antifumo: di nuovo, il controllo dell’informazione e l’uso sistematico della disinformazione sono sempre stati – assieme al silenziamento dell’opposizione – le armi di ogni tiranno, nella fattispecie del salutismo. Confrontati con la posizione iniziale di Storace (posizione che è da dimostrare coi FATTI, non dimentichiamolo – perché di parlare sono capaci tutti!), già gli antifumo affermano che la legge sirchia è “intoccabile” perché "non ha avuto conseguenze negative". Dove sono i dati a supporto? Non ci sono, né sono menzionati! Quindi si tratta solo della loro affermazione, anche perché gli antifumo non procurano MAI dati e, alla meglio, danno una falsa rappresentazione degli stessi, come nel caso del fumo passivo.

Le possiamo solo dire che in TUTTI i Paesi del mondo dove il divieto è stato applicato si è INVARIABILMENTE e PREVEDIBILMENTE verificata una caduta generale degli incassi media del 25-30% - dall’Irlanda agli Stati Uniti, dal Canada all’Australia. In tutti questi Paesi si sono avute anche catene di bancarotte di ristoranti, pub, bar, e così via prima che l’economia si ristabilizzasse ad un livello più depresso come è successo in California dove, a dieci anni dal divieto, il numero degli establishment si è stabilizzato a circa il 75% di quello del 1995 con permanente calo di entrata all'erario di Stato che si è cercato di compensare tassando a morte le sigarette e aumentando quindi a dismisura contrabbando e criminalità!

Al contrario, in quegli stati/contee/municipalità americane dove il divieto è stato eliminato (proprio a causa dei danni economici causati) SEMPRE e PREVEDIBILMENTE gli incassi sono risaliti del 15-20% - ma mai ritornati al livello pre-divieto perché, dopo un certo tempo, molti fumatori semplicemente CAMBIANO ABITUDINI e scoprono che si fuma, beve e mangia  meglio a casa propria con amici o nei party privati con una frazione della spesa e senza essere sotto l’egida della Gestapo salutista.

Da quanto sopra, pensare che l'Italia sia l'unica eccezione nel mondo a questo trend è semplicemente illogico. Poi ci sono i danni non quantificabili in denaro come spaccature sociali, rancori, paure infondate, paranoia, risentimento, divisioni di famiglie, distruzione di amicizie, mancanza di godimento della vita, senso generale di intolleranza, inimicizie sul lavoro e così via – e quelli, siamo convinti, sono i danni permanenti più gravi di tutti, che sono irreparabili e per i quali, ironicamente, i malfattori salutisti la passeranno liscia come l’olio.

Cordiali saluti.

FORCES Italiana
La Redazione


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