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Signor Nicola,
comprendiamo
la sua curiosità e condividiamo senz’altro il suo uso della “S”
minuscola.
Inquadriamo
per un attimo il problema informatico italiano in generale e sul
fumo in particolare. I mass media italiani sono prevalentemente
servili al potere – particolarmente per quanto riguarda le SS (Salute
e Sicurezza). La denuncia del concetto malato e irresponsabile
secondo cui bisogna tacere le conseguenze negative e le informazioni
che sono contrarie a provvedimenti unilateralmente proclamati di
“salute pubblica” ma in realtà volti al controllo del comportamento
personale è una delle ragioni principali dell’esistenza
della nostra organizzazione.
Con una
situazione del genere, in Italia non esistono dati affidabili e
accessibili sulla caduta degli incassi e sui danni provocati dalla
legge antifumo: di nuovo, il controllo dell’informazione e l’uso
sistematico della disinformazione sono sempre stati – assieme al
silenziamento dell’opposizione – le armi di ogni tiranno, nella
fattispecie del salutismo. Confrontati con la posizione iniziale di
Storace (posizione che è da dimostrare coi FATTI, non
dimentichiamolo – perché di parlare sono capaci tutti!), già gli
antifumo affermano che la legge sirchia è “intoccabile” perché "non
ha avuto conseguenze negative". Dove sono i dati a supporto? Non
ci sono, né sono menzionati! Quindi si tratta solo della loro
affermazione, anche perché gli antifumo non procurano MAI dati e, alla
meglio, danno una falsa rappresentazione degli stessi, come
nel caso
del fumo passivo.
Le possiamo
solo dire che in TUTTI i Paesi del mondo dove il divieto è stato
applicato si è INVARIABILMENTE e PREVEDIBILMENTE verificata una
caduta generale degli incassi media del 25-30% - dall’Irlanda agli
Stati Uniti, dal Canada all’Australia. In tutti questi Paesi si sono
avute anche catene di bancarotte di ristoranti, pub, bar, e così via
prima che l’economia si ristabilizzasse ad un livello più depresso
come è successo in California dove, a dieci anni dal divieto, il
numero degli establishment si è stabilizzato a circa il 75%
di quello del 1995 con permanente calo di entrata all'erario di
Stato che si è cercato di compensare tassando a morte le sigarette e
aumentando quindi a dismisura contrabbando e criminalità!
Al contrario,
in quegli stati/contee/municipalità americane dove il divieto è
stato eliminato (proprio a causa dei danni economici causati)
SEMPRE e PREVEDIBILMENTE gli incassi sono risaliti del 15-20% -
ma mai ritornati al livello pre-divieto perché, dopo un certo
tempo, molti fumatori semplicemente CAMBIANO ABITUDINI e scoprono
che si fuma, beve e mangia meglio a casa propria con amici o nei
party privati con una frazione della spesa e senza essere sotto
l’egida della Gestapo salutista.
Da quanto
sopra, pensare che l'Italia sia l'unica eccezione nel mondo a questo
trend è
semplicemente illogico. Poi ci sono i danni non quantificabili in
denaro come spaccature sociali, rancori, paure infondate, paranoia,
risentimento, divisioni di famiglie, distruzione di amicizie,
mancanza di godimento della vita, senso generale di intolleranza,
inimicizie sul lavoro e così via – e quelli, siamo convinti, sono i
danni permanenti più gravi di tutti, che sono irreparabili e per i
quali, ironicamente, i malfattori salutisti la passeranno liscia
come l’olio.
Cordiali
saluti.
FORCES
Italiana
La Redazione |