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7 Gennaio 2005
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Buongiorno,

avendo letto la lettera del Sig. Ruggi ci tengo a comunicare il mio pieno accordo con quanto nella medesima sostenuto e proposto e con la relativa risposta di Forces. Due conticini "della serva" raccontano che anche solo un 20% di adesioni alla proposta provocherebbe un mancato introito per lo Stato Monopolista/Proibizionista dell'ordine di circa € 6.000.000,00 al GIORNO! Credo che su queste basi sarebbe sufficiente uno "sciopero" di un paio di settimane per provocare qualche "piccolo sconvolgimento" politico-economico-salutista: un "buchetto" finanziario di € 90.000.000,00!!!

Forse varrebbe la pena segnalare tali cifre ai vari Ministeri interessati.

In merito, alla ricerca di possibili alternative di acquisto, sono stato tentato dal sito "www.yesmoke.ch" dove le sigarette costano assai meno che dai nostri tabaccai, ma, ahimé, nei paesi serviti (salvo modifiche recenti) non compare l'Italia, credo proprio a causa del Monopolio di Stato.

Con l'occasione mi sento comunque di rinnovare la mia precedente proposta, per quanto opinabile per molti aspetti mi rendo conto, relativa alla segnalazione-divulgazione di locali, bar, ristoranti ecc. che continuano a consentire spazi per fumatori. Un'azione di questo genere avrebbe il senso, oltreché di fornire a noi fumatori degli indirizzi praticabili, soprattutto di rendere percepibile la capacit¨¤ di organizzarci e rispondere e, attraverso questa capacità, di rendere "'organizzato" e tangibile il danno economico determinato non tanto da noi fumatori, quanto da una legge concepita e congegnata come solo dei fanatici ed incompetenti possono arrivare a pensare.

Grazie per l'attenzione, con i miei più cordiali saluti,

Paolo


Caro Paolo,

come avrà visto dal sito, abbiamo accolto ben volentieri la sua proposta per la lista dei locali e - anzi - invitiamo anche lei come tutti a segnalarceli all'apposito indirizzo e-mail.

Circa i "conti della serva" essi sono, ovviamente, accurati, e non c'è dubbio sul potenziale economico-politico di uno sciopero dei fumatori. Anche MENO di due settimane sarebbe persuasivo!

Il problema esiste PRIMA di raggiungere tale risultato, e si articola così:

  1. Per istituire uno sciopero, la prima cosa che serve è la comunicazione di massa per istigare milioni di persone a farlo allo stesso tempo, giusto? Questo ci porta al punto seguente:

  2. Dov'è questo mezzo? Lei ce li vede, per esempio, la RAI e il Corriere della Sera, finora asserviti assolutamente al regime salutista e massimi diffusori di disinformazione sull'argomento pubblicare per - diciamo una settimana - annunci come: "Fumatori, dal giorno X al giorno Y non comprate sigarette!". Altri media - come il nostro - sono decisamente insufficienti a raggiungere le masse ed a coordinarne l'azione. Altrimenti bisognerebbe amplificare i nostri mezzi alla grande - e per ciò ci vorrebbero delle milionate di Euro come quelle di Big Tobacco che (nonostante le accuse e illazioni) invece si guarda bene dal darci una mano.

  3. Anche ipotizzando il punto (2) come risolto, ci sarebbe ancora un ostacolo (anche se sarebbe sormontabile coi mezzi economici adeguati). Un vasto numero di fumatori è stato convinto di essere malato, assassino e irrimediabilmente "dipendente", ed è convinto di non poter smettere da una parte, mentre dall'altra gli si promette (intuitivamente) la vita quasi-eterna (o comunque più "sana" e più lunga) se smette - magari tentando con le porcherie farmaceutiche pubblicizzate dalla "salute pubblica" oppure con le "terapie" dell'industria della cessazione, che funzionano pochissimo perché il fumatore in realtà VUOLE fumare - ma si sente colpevole.

Ha mai visto il film Fahrenheit 911? Si, in esso c'è tanta propaganda anti-Bush, ma una cosa è assolutamente vera: informazioni conflittuali sono un mezzo sofisticatissimo ed efficace per controllare e fiaccare il pubblico. Vediamone alcune propinate dalle gang antifumo:

  • Il tabacco (nicotina) crea una tremenda morsa di dipendenza - pari all'eroina: smetti di fumare (pensi quanto è difficile smettere l'eroina).

  • Ancora, la nicotina crea una tremenda morsa di dipendenza: ma eccoti la (identica) nicotina farmaceutica che ti libera dalla dipendenza.

  • "Il fumo uccide" - te lo dice lo Stato che te lo vende.

  • Le "morti da tabagismo" in Italia sono 70.000; anzi: 53.000. No, aspetta: 90.000.

  • "Anche le multinazionali del tabacco" (leggi: solo la Philip Morris) dicono che il fumo fa male e uccide: odiamo le multinazionali del tabacco.

L'incoerenza è apparente, ma è spesso calcolata. Il fumatore colpevolizzato, confuso, ghettizzato e odiato non sa cosa fare e diventa incapace di organizzarsi e/o di essere organizzato politicamente perché la sua volontà è fiaccata, e quindi diventa tollerante degli abusi di chi semplicemente afferma di voler "tutelare la salute sua e quella altrui".

Diverso e più fattibile è il discorso di boicottare i ristoranti e bar perch?

  • Non richiede organizzazione né disponibilità di fondi per la stessa.

  • Non richiede uno sforzo di volontà.

  • Non richiede un carattere forte ed una motivazione ideologica.

  • Molta gente ha già deciso unilateralmente di starsene a casa.

  • Si può continuare a fumare.

  • E' economico - infatti, si scopre che si risparmia un sacco!

  • Ha un effetto economico "persuasivo" - anche se indiretto - sullo Stato.

In breve, ai fumatori si chiede di fare ciò che purtroppo sembra essere diventata l'attività prediletta (anche dai non fumatori) quando si parla di libertà principi, e difesa dei propri diritti: NULLA.

Avendo esaminato quanto sopra, restiamo aperti ad ogni tipo di suggerimento praticabile. Diciamo questo a lei e a tutti i lettori perché crediamo che a questo stadio della triste partita solo la forza può creare lo spazio per chi sceglie uno stile di vita personale che non è gradito al ministro della "salute".

Abbiamo dimostrato a bizzeffe la truffa sul fumo attivo, quella dei costi economici e quella sul fumo passivo con dati che sono disponibili a tutti. Fatto ciò è chiaro che chi continua a sostenere il divieto assoluto ed il paternalismo lo fa per ragioni emozionali, di egoismo e prepotenza o per disonestà incallita - e quindi con gente del genere bisogna usare la forza, perché la ragione non serve a nulla.

Cordiali saluti.

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