Buongiorno,
avendo letto
la
lettera del Sig. Ruggi ci tengo a comunicare il mio pieno
accordo con quanto nella medesima sostenuto e proposto e con la
relativa risposta di Forces. Due conticini "della serva" raccontano
che anche solo un 20% di adesioni alla proposta provocherebbe un
mancato introito per lo Stato Monopolista/Proibizionista dell'ordine
di circa € 6.000.000,00 al GIORNO! Credo che su queste basi sarebbe
sufficiente uno "sciopero" di un paio di settimane per provocare
qualche "piccolo sconvolgimento" politico-economico-salutista: un
"buchetto" finanziario di € 90.000.000,00!!!
Forse varrebbe la pena segnalare tali cifre ai vari Ministeri
interessati.
In merito, alla ricerca di possibili alternative di acquisto, sono
stato tentato dal sito "www.yesmoke.ch" dove le sigarette costano
assai meno che dai nostri tabaccai, ma, ahimé, nei paesi serviti
(salvo modifiche recenti) non compare l'Italia, credo proprio a
causa del Monopolio di Stato.
Con l'occasione mi sento comunque di rinnovare la mia precedente
proposta, per quanto opinabile per molti aspetti mi rendo conto,
relativa alla segnalazione-divulgazione di locali, bar, ristoranti
ecc. che continuano a consentire spazi per fumatori. Un'azione di
questo genere avrebbe il senso, oltreché di fornire a noi fumatori
degli indirizzi praticabili, soprattutto di rendere percepibile la
capacit¨¤ di organizzarci e rispondere e, attraverso questa
capacità, di rendere "'organizzato" e tangibile il danno economico
determinato non tanto da noi fumatori, quanto da una legge concepita
e congegnata come solo dei fanatici ed incompetenti
possono arrivare a pensare.
Grazie per l'attenzione, con i miei più cordiali saluti,
Paolo
Caro Paolo,
come avrà visto dal sito,
abbiamo accolto ben volentieri la sua proposta per la lista dei
locali e - anzi - invitiamo anche lei come tutti a
segnalarceli all'apposito
indirizzo e-mail.
Circa i "conti della serva" essi sono, ovviamente, accurati, e non
c'è dubbio sul potenziale economico-politico di uno sciopero dei
fumatori. Anche MENO di due settimane sarebbe persuasivo!
Il problema esiste PRIMA di raggiungere tale risultato, e si
articola così:
-
Per istituire uno sciopero, la prima cosa che serve è la
comunicazione di massa per istigare milioni di persone a farlo
allo stesso tempo, giusto? Questo ci porta al punto seguente:
-
Dov'è questo mezzo? Lei ce li vede, per esempio, la RAI e il
Corriere della Sera, finora asserviti assolutamente al regime salutista e massimi
diffusori di disinformazione sull'argomento
pubblicare per - diciamo una settimana - annunci come: "Fumatori, dal
giorno X al giorno Y non comprate sigarette!". Altri media - come
il nostro - sono decisamente insufficienti a raggiungere le
masse ed a coordinarne l'azione. Altrimenti bisognerebbe
amplificare i nostri mezzi alla grande - e per ciò ci vorrebbero
delle milionate di Euro come quelle di Big Tobacco che (nonostante
le accuse e illazioni) invece si guarda bene dal darci una mano.
-
Anche ipotizzando il punto (2) come risolto, ci sarebbe ancora
un ostacolo (anche se sarebbe sormontabile coi mezzi economici
adeguati). Un vasto numero di fumatori è stato convinto di essere
malato, assassino e irrimediabilmente "dipendente", ed è convinto
di non poter smettere da una parte, mentre dall'altra gli si
promette (intuitivamente) la vita quasi-eterna (o comunque più "sana"
e più lunga) se smette - magari tentando con le porcherie
farmaceutiche pubblicizzate dalla "salute pubblica" oppure con le
"terapie" dell'industria della cessazione, che funzionano
pochissimo perché il fumatore in realtà VUOLE fumare - ma si sente
colpevole.
Ha mai visto il film Fahrenheit 911? Si, in esso c'è tanta
propaganda anti-Bush, ma una cosa è assolutamente vera:
informazioni conflittuali sono un mezzo sofisticatissimo ed
efficace per controllare e fiaccare il pubblico. Vediamone alcune
propinate dalle gang antifumo:
-
Il tabacco
(nicotina) crea una tremenda morsa di dipendenza - pari
all'eroina: smetti di fumare (pensi quanto è difficile
smettere l'eroina).
-
Ancora, la nicotina crea una
tremenda morsa di dipendenza: ma eccoti la (identica) nicotina
farmaceutica che ti libera dalla dipendenza.
-
"Il fumo uccide" -
te lo dice lo Stato che te lo vende.
-
Le "morti da
tabagismo" in Italia sono 70.000; anzi: 53.000. No,
aspetta: 90.000.
-
"Anche le
multinazionali del tabacco" (leggi: solo la Philip Morris) dicono
che il fumo fa male e uccide: odiamo le multinazionali del
tabacco.
L'incoerenza
è apparente, ma è spesso calcolata. Il fumatore colpevolizzato,
confuso, ghettizzato e odiato non sa cosa fare e diventa incapace di
organizzarsi e/o di essere organizzato politicamente perché la sua volontà
è fiaccata, e quindi diventa tollerante degli abusi di chi
semplicemente afferma di voler "tutelare la salute sua e quella
altrui".
Diverso e più fattibile è il discorso di boicottare i ristoranti e bar perch?
-
Non richiede
organizzazione né disponibilità di fondi per la stessa.
-
Non richiede uno
sforzo di volontà.
-
Non richiede un
carattere forte ed una motivazione ideologica.
-
Molta gente ha
già deciso unilateralmente di starsene a casa.
-
Si può continuare a
fumare.
-
E' economico -
infatti, si scopre che si risparmia un sacco!
-
Ha un effetto
economico "persuasivo" - anche se indiretto - sullo Stato.
In breve, ai fumatori
si chiede di fare ciò che purtroppo sembra essere diventata l'attività prediletta
(anche dai non fumatori) quando si parla di libertà principi, e
difesa dei propri diritti: NULLA.
Avendo esaminato quanto sopra, restiamo aperti ad ogni tipo di
suggerimento praticabile. Diciamo questo a lei e a tutti i lettori
perché crediamo che a questo stadio della triste partita solo la
forza può creare lo spazio per chi sceglie uno stile di vita
personale che non è gradito al ministro della "salute".
Abbiamo dimostrato a bizzeffe la truffa sul fumo attivo, quella dei
costi economici e quella sul fumo passivo
con dati che sono
disponibili a tutti. Fatto ciò è chiaro che chi continua a sostenere
il divieto assoluto ed il paternalismo lo fa per ragioni emozionali,
di egoismo e prepotenza o per disonestà incallita - e quindi con
gente del genere bisogna usare la forza, perché la ragione non serve a
nulla.
Cordiali saluti.
FORCES Italiana
La Redazione