Buongiorno,
un caloroso
applauso per la Vs. manifestazione del "luttuoso" 10/01/05. Per
manifestare concretamente il mio contributo e sostegno a FORCES
Italiana ho effettuato un piccolo versamento corrispondente alla
quota associativa, nonché ad una cena disertata in un ristorante, il
giorno 13/01/05; con tutto il mio senso di solidarietà per il Vs.
non facile impegno.
Riporto le
seguenti citazioni tratte dal romanzo "Amici assoluti" di John le
Carrè (sperando che l'autore non se ne abbia a male!), in quanto le
ritengo oltremodo adatte alla situazione presente, sia in generale,
sia nello specifico per quanto riguarda l'attuale legge e campagna
contro il fumo:
..."A forza di
essere ripetuta, ogni bugia diventa un fatto irreversibile sopra il
quale vengono stratificate altre menzogne. Poi si scatena una
guerra. Questa guerra."...
..."Il
processo è incrementale. Più menzogne diventano necessarie, più
servono guerre per giustificarle."...
..."Il trucco
più facile e a buon mercato per qualsiasi leader politico è quello
di trascinare il suo paese in guerra usando dei falsi pretesti.
Chiunque faccia una cosa simile dovrebbe essere defenestrato per
sempre."...
È chiaro che
queste citazioni sono tratte da un contesto che nulla ha a che
vedere con il problema del fumo e si riferiscono piuttosto a
questioni decisamente di più ampia portata (v. ad es. guerra del
golfo ecc.), ma, ahimè, anche quella scatenata nel nostro paese con
questa legge anti-fumatori è in sè una piccola guerra: legittimi (in
quanto pagano un prodotto di Stato!) fumatori, come il sottoscritto,
sempre più incarogniti in quanto esclusi da tutte le parti,
letteralmente perseguitati da (alcuni, perché non sono tutti così)
non-fumatori sempre più fanatici e aizzati dalla legge e dal suo
Ministro alla delazione. Il tutto, ed ecco il nesso, come ben
documentato da FORCES, basato sulle bugie e sulla manipolazione
della cosiddetta pubblica opinione. Che in altri tempi si chiamava
"credenza popolare": come, per citare un esempio anche abusato ma
sempre illuminante, ai tempi della caccia alle streghe, dove, con
gli stessi metodi, con la stessa mancanza di rispetto per la
semplice verità e per l'approccio scientifico, il potere usava
alcune caratteristiche femminili per alimentare e scatenare le
credenze e superstizioni popolari contro "una parte" delle donne (ma
con ciò riportandole tutte ad una condizione di estrema
sottomissione): non tutti forse sanno che questa storia ha ucciso
5.000.000 di donne: non tutti sanno che tutte queste donne non
avevano nulla di diverso, in quanto a personalità e carattere, dalla
maggior parte delle donne attuali! È forse un paragone improprio,
anche per la tragicità dell'esempio, ma è appropriato per illustrare
i meccanismi perversi che agiscono, opportunamente manovrati, su
quelle che preferisco definire "credenze e superstizioni popolari",
e di cui la storia è piena.
Le notizie di
questi giorni sono da incubo: coniugi che denunciano i rispettivi
compagni perché fumano in casa, altri, peraltro separati, che
rifiutano la figlia perché fumatrice, fumatori esasperati che
reagiscono anche violentemente, squadre di "smokebusters" ( Codacons,
associazione tutela consumatori, v. La Stampa del 16/01/05) che
girano in incognito a verificare l'applicazione della legge, squadre
dei NAS, che evidentemente non hanno niente di più utile da fare che
correre dietro ad innocui cittadini con la sigaretta accesa, solerti
magistrati che dirottano allegramente le forze dell'ordine dalle
loro naturali funzioni di contrasto della criminalità vera, a questa
ignobile caccia. Consola sapere che l'Italia è un paese libero dalla
criminalità, dalle mafie di tutti i generi, dagli scippatori
quotidiani, dai ladri d'auto e d'alloggi, da assassini ladri e
truffatori d'ogni specie, dove la magistratura e le forze
dell'ordine possono dedicarsi alla redenzione dei fumatori!
Ed è
effettivamente un incubo per l'onesto, tranquillo, innocuo cittadino
che fuma: un incubo venato di sofferenza e tormento in tutte quelle
situazioni in cui normalmente il fumo è una componente psico-fisica
significativa di espressione, di comunicazione di vita sociale e
conviviale. Non è questa una legge volta alla dissuasione, al
civismo dei rapporti sociali ed al buon senso: è invece decisamente
e nettamente persecutoria e discriminatoria e socialmente
irresponsabile e pericolosa nella sua generalizzazione che alimenta
la radicalizzazione di un conflitto sociale inventato e totalmente
ingiustificato.
Proporrei, tra
il serio e l'ironico, una bella denuncia per il responsabile di
tutto ciò per crimini contro l'umanità a mezzo di prolungata
procurata sofferenza e tortura psico-fisica a milioni di cittadini
non allineati, per istigazione a delinquere a mezzo di provvedimenti
atti ad innescare processi delatori anche repressivi e violenti ed
infine per complicità con le organizzazioni criminali a mezzo di
provvedimenti atti a distogliere le forze dell'ordine dai compiti di
individuazione e denuncia delle attività delle citate
organizzazioni.
Concludo la
presente con una proposta seria: in quanto architetto e fumatore mi
vien voglia di proporre, coerentemente con lo spirito di
radicalizzazione generato da questa assurda legge, che le aree per
fumatori da realizzare nei cosiddetti locali pubblici siano
concepite più belle, accattivanti ed accoglienti di quelle per i non
fumatori. per quello che vedo in giro, la maggior parte dei locali
possono dotarsi di tale area, così com'è possibile in molte
situazioni "inventarsi" degli spazi appositi, fantasiosi e creativi
dedicati al "vizio". Ricorrendo a pareti divisorie che possono
andare dal più economico cartongesso, al policarbonato, a più
sofisticate pareti vetrate in vari stili e composizioni, nonché agli
arredi, accessori ecc. è fattibilissimo realizzare tali aree senza
intervenire pesantemente sui locali esistenti. Sono perciò tentato
di proporre, in analogia all'assistenza legale già presente sul V.s
sito, un'assistenza tecnica ed architettonica (5 consulenze
gratuite?) su questi temi (ovviamente con dei limiti: di tempo,
logistici e di competenze), ad opera del sottoscritto e di quanti
altri tecnici del settore, frequentatori del sito, si diano
eventualmente disponibili. Lascio alla V.s cortese
Redazione/Organizzazione valutare l'eventuale validità e fattibilità
della proposta.
Ringrazio per
l'attenzione e per aver già ospitato i miei "sfoghi" in altre
occasioni.
Con i miei più
cordiali saluti,
Paolo
P.S.:
di seguito riporto notizie apparse su Tiscali il 10/01/05, che, per
correttezza, espongo nella loro completezza; la domanda in merito è:
se ne sa qualcosa di più della notizia sottolineata che ho
evidenziato in blu?
Le polemiche:
parla Sirchia - Intanto non accennano a calmarsi le polemiche dopo
che, in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il
ministro critica duramente la puntata di Domenica In andata in onda
il 9 gennaio su Raiuno. "Domenica In è una trasmissione vista da
milioni di persone - ha tuonato il ministro -, ed invece di chiarire
le cose crea una confusione pazzesca. C'è un signore che afferma la
non nocività del fumo passivo (...). Un altro urla che la legge
viola la libertà d'impresa e quella personale. Un altro ancora dice
che le spese per purificare l'aria nei locali se le deve accollare
lo Stato. E il conduttore che fa? Nulla. E la Rai fa da megafono a
questa gazzarra indegna, dove ci sono persone che parlano di cose
che non conoscono se non per sentito dire". Intanto il divieto è
entrato in vigore, mentre le associazioni degli esercenti annunciano
ricorsi al Tar. Minacce che non spaventano il ministro che
chiarisce: "Facciano quello che vogliono. Tutti questi movimenti,
anche in Parlamento, sono nati da un motivo chiaro: si venderanno
meno sigarette, quindi calerà anche il fatturato e si trovano, dopo
aver investito più di due miliardi di euro, assieme alla
multinazionale del tabacco ed agli altri soci, come il pesce
attaccato all'amo. È ovvio che tentino di reagire muovendo gruppi di
pressione e usando il fronte trasversale che esiste in Parlamento".
E snocciola dati e risultati statistici che, dice, gli danno tutti
ragione. "Per fortuna l'80 per cento degli italiani è d'accordo con
me" precisa.
Numero verde -
Il ministero della Salute metterà a disposizione dei cittadini un
numero verde (800571661) per rispondere a tutti i quesiti posti
dall'entrata in vigore della nuova normativa antifumo. Attivo dal
lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, il numero verde potrà essere
utilizzato da tutti coloro che desiderano avere delucidazioni sulle
nuove regole e altre informazioni utili. A disposizione degli utenti
ci sarà un team di medici ed operatori appositamente formati.
Nata già la prima associazione: chiederemo referendum. Si chiama "Io
fumo" e intende raccogliere le firme necessarie per proporre il
referendum abrogativo non solo di quest'ultima norma, ma anche di
quella che vieta la pubblicità del fumo. L'associazione, fondata da
cinque soci, propone l'iscrizione a tutti i fumatori e ai ''non
fumatori democratici'' con una quota annua di 20 euro, per poter
sostenere le spese per la campagna referendaria. ''Rispettiamo
l'assunto - spiega il presidente dell'associazione Marino Pessina -
secondo cui la libertà personale finisce dove inizia la libertà
dell'altro. Per questo chiediamo che sia il libero mercato e non
l'inquisizione di Stato, a decidere cosa accadrà. Nel promuovere il
referendum abrogativo, chiediamo che siano i singoli titolari dei
locali pubblici a decidere se nei loro esercizi si potrà o meno
fumare, oppure se vorranno avere due sale. Gli utenti saranno così
informati e potranno liberamente decidere quali locali frequentare.
E' una grande battaglia di libertà, nella quale coinvolgeremo anche
i non fumatori. Se ogni fumatore italiano troverà un non fumatore
democratico e rispettoso delle libertà personali da portare alle
urne, vincere il referendum e' una cosa possibile''.
Prossima tappa
l'alcol. E, già nel piano sanitario nazionale 2003-2005 vengono
previste alcune azioni contro l'abuso dell'alcol, con campagne di
comunicazione mirate e spot sui rischi legati all'alcol, sulla scia
degli obiettivi dell'Oms. Anche dall'Unione Europea viene una
specifica strategia con "who declaration on alcohol and young
people", stilata a Stoccolma con tre obiettivi specifici: evitare il
consumo di alcol nei giovanissimi, evitare l'abuso e ridurre il
rischio correlato a comportamenti sbagliati. La prossima campagna
contro l'alcol prevede spot televisivi da 30 secondi, radiofonici da
10-15 secondi, un numero verde (800632000), internet, affissioni e
opuscoli informativi nelle farmacie. Lo spot del ministero, in
particolare, cita "amici, ma non dell'alcol".
Sig. Paolo,
Grazie per il suo
contributo! Circa Io Fumo, può vedere il loro sito a
http://www.iofumo.it/.
Nella nostra opinione loro sono bene intenzionati, ma non
realisti. Con la situazione di lavaggio del cervello che c'è oggi,
in referendum non ce la farebbe. A parte che tali iniziative
tendono a fallire perché non si raggiunge la massa critica ed
economica necessaria. Per il successo di un referendum, grossi
fondi di preparazione pubblicitaria sono necessari oltre le spese
per il referendum stesso, che sono molto salate.
Sebbene apprezziamo quindi lo sforzo per mantenere l'argomento
vivo agli occhi del pubblico, abbiamo seri dubbi che un referendum
possa avere successo a questo punto. "Io Fumo", come del resto
l'AIF, sembrano rifiutarsi ostinatamente di indirizzare i due
punti cruciali: la truffa del fumo passivo ed il coinvolgimento
delle multinazionali farmaceutiche. Finché la gente si sentirà
minacciata dal fumo passivo e non sarà educata sull'inganno da una
parte e sul servilismo della "salute pubblica" a Big Pharma
dall'altra, ogni considerazione di libertà di economia e persino
di costituzione passerà in secondo piano, perché varrà la regola -
in se stessa giusta - che la tua libertà non può uccidere me.
Ma questo discorso basilare sembra essere recepito da molto pochi
- forse perché è più facile indirizzare gli effetti piuttosto che
le cause. E poi educarsi significa lavorare sodo.
Saluti.
FORCES Italiana
La Redazione