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RENDIAMO PIU' BELLE LE AREE PER FUMATORI


21 Gennaio 2005
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Buongiorno,

un caloroso applauso per la Vs. manifestazione del "luttuoso" 10/01/05. Per manifestare concretamente il mio contributo e sostegno a FORCES Italiana ho effettuato un piccolo versamento corrispondente alla quota associativa, nonché ad una cena disertata in un ristorante, il giorno 13/01/05; con tutto il mio senso di solidarietà per il Vs. non facile impegno.

Riporto le seguenti citazioni tratte dal romanzo "Amici assoluti" di John le Carrè (sperando che l'autore non se ne abbia a male!), in quanto le ritengo oltremodo adatte alla situazione presente, sia in generale, sia nello specifico per quanto riguarda l'attuale legge e campagna contro il fumo:

..."A forza di essere ripetuta, ogni bugia diventa un fatto irreversibile sopra il quale vengono stratificate altre menzogne. Poi si scatena una guerra. Questa guerra."...

..."Il processo è incrementale. Più menzogne diventano necessarie, più servono guerre per giustificarle."...

..."Il trucco più facile e a buon mercato per qualsiasi leader politico è quello di trascinare il suo paese in guerra usando dei falsi pretesti. Chiunque faccia una cosa simile dovrebbe essere defenestrato per sempre."...

È chiaro che queste citazioni sono tratte da un contesto che nulla ha a che vedere con il problema del fumo e si riferiscono piuttosto a questioni decisamente di più ampia portata (v. ad es. guerra del golfo ecc.), ma, ahimè, anche quella scatenata nel nostro paese con questa legge anti-fumatori è in sè una piccola guerra: legittimi (in quanto pagano un prodotto di Stato!) fumatori, come il sottoscritto, sempre più incarogniti in quanto esclusi da tutte le parti, letteralmente perseguitati da (alcuni, perché non sono tutti così) non-fumatori sempre più fanatici e aizzati dalla legge e dal suo Ministro alla delazione. Il tutto, ed ecco il nesso, come ben documentato da FORCES, basato sulle bugie e sulla manipolazione della cosiddetta pubblica opinione. Che in altri tempi si chiamava "credenza popolare": come, per citare un esempio anche abusato ma sempre illuminante, ai tempi della caccia alle streghe, dove, con gli stessi metodi, con la stessa mancanza di rispetto per la semplice verità e per l'approccio scientifico, il potere usava alcune caratteristiche femminili per alimentare e scatenare le credenze e superstizioni popolari contro "una parte" delle donne (ma con ciò riportandole tutte ad una condizione di estrema sottomissione): non tutti forse sanno che questa storia ha ucciso 5.000.000 di donne: non tutti sanno che tutte queste donne non avevano nulla di diverso, in quanto a personalità e carattere, dalla maggior parte delle donne attuali! È forse un paragone improprio, anche per la tragicità dell'esempio, ma è appropriato per illustrare i meccanismi perversi che agiscono, opportunamente manovrati, su quelle che preferisco definire "credenze e superstizioni popolari", e di cui la storia è piena.

Le notizie di questi giorni sono da incubo: coniugi che denunciano i rispettivi compagni perché fumano in casa, altri, peraltro separati, che rifiutano la figlia perché fumatrice, fumatori esasperati che reagiscono anche violentemente, squadre di "smokebusters" ( Codacons, associazione tutela consumatori, v. La Stampa del 16/01/05) che girano in incognito a verificare l'applicazione della legge, squadre dei NAS, che evidentemente non hanno niente di più utile da fare che correre dietro ad innocui cittadini con la sigaretta accesa, solerti magistrati che dirottano allegramente le forze dell'ordine dalle loro naturali funzioni di contrasto della criminalità vera, a questa ignobile caccia. Consola sapere che l'Italia è un paese libero dalla criminalità, dalle mafie di tutti i generi, dagli scippatori quotidiani, dai ladri d'auto e d'alloggi, da assassini ladri e truffatori d'ogni specie, dove la magistratura e le forze dell'ordine possono dedicarsi alla redenzione dei fumatori!

Ed è effettivamente un incubo per l'onesto, tranquillo, innocuo cittadino che fuma: un incubo venato di sofferenza e tormento in tutte quelle situazioni in cui normalmente il fumo è una componente psico-fisica significativa di espressione, di comunicazione di vita sociale e conviviale. Non è questa una legge volta alla dissuasione, al civismo dei rapporti sociali ed al buon senso: è invece decisamente e nettamente persecutoria e discriminatoria e socialmente irresponsabile e pericolosa nella sua generalizzazione che alimenta la radicalizzazione di un conflitto sociale inventato e totalmente ingiustificato.

Proporrei, tra il serio e l'ironico, una bella denuncia per il responsabile di tutto ciò per crimini contro l'umanità a mezzo di prolungata procurata sofferenza e tortura psico-fisica a milioni di cittadini non allineati, per istigazione a delinquere a mezzo di provvedimenti atti ad innescare processi delatori anche repressivi e violenti ed infine per complicità con le organizzazioni criminali a mezzo di provvedimenti atti a distogliere le forze dell'ordine dai compiti di individuazione e denuncia delle attività delle citate organizzazioni.

Concludo la presente con una proposta seria: in quanto architetto e fumatore mi vien voglia di proporre, coerentemente con lo spirito di radicalizzazione generato da questa assurda legge, che le aree per fumatori da realizzare nei cosiddetti locali pubblici siano concepite più belle, accattivanti ed accoglienti di quelle per i non fumatori. per quello che vedo in giro, la maggior parte dei locali possono dotarsi di tale area, così com'è possibile in molte situazioni "inventarsi" degli spazi appositi, fantasiosi e creativi dedicati al "vizio". Ricorrendo a pareti divisorie che possono andare dal più economico cartongesso, al policarbonato, a più sofisticate pareti vetrate in vari stili e composizioni, nonché agli arredi, accessori ecc. è fattibilissimo realizzare tali aree senza intervenire pesantemente sui locali esistenti. Sono perciò tentato di proporre, in analogia all'assistenza legale già presente sul V.s sito, un'assistenza tecnica ed architettonica (5 consulenze gratuite?) su questi temi (ovviamente con dei limiti: di tempo, logistici e di competenze), ad opera del sottoscritto e di quanti altri tecnici del settore, frequentatori del sito, si diano eventualmente disponibili. Lascio alla V.s cortese Redazione/Organizzazione valutare l'eventuale validità e fattibilità della proposta.

Ringrazio per l'attenzione e per aver già ospitato i miei "sfoghi" in altre occasioni.

Con i miei più cordiali saluti,

Paolo

P.S.: di seguito riporto notizie apparse su Tiscali il 10/01/05, che, per correttezza, espongo nella loro completezza; la domanda in merito è: se ne sa qualcosa di più della notizia sottolineata che ho evidenziato in blu?

Le polemiche: parla Sirchia - Intanto non accennano a calmarsi le polemiche dopo che, in un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il ministro critica duramente la puntata di Domenica In andata in onda il 9 gennaio su Raiuno. "Domenica In è una trasmissione vista da milioni di persone - ha tuonato il ministro -, ed invece di chiarire le cose crea una confusione pazzesca. C'è un signore che afferma la non nocività del fumo passivo (...). Un altro urla che la legge viola la libertà d'impresa e quella personale. Un altro ancora dice che le spese per purificare l'aria nei locali se le deve accollare lo Stato. E il conduttore che fa? Nulla. E la Rai fa da megafono a questa gazzarra indegna, dove ci sono persone che parlano di cose che non conoscono se non per sentito dire". Intanto il divieto è entrato in vigore, mentre le associazioni degli esercenti annunciano ricorsi al Tar. Minacce che non spaventano il ministro che chiarisce: "Facciano quello che vogliono. Tutti questi movimenti, anche in Parlamento, sono nati da un motivo chiaro: si venderanno meno sigarette, quindi calerà anche il fatturato e si trovano, dopo aver investito più di due miliardi di euro, assieme alla multinazionale del tabacco ed agli altri soci, come il pesce attaccato all'amo. È ovvio che tentino di reagire muovendo gruppi di pressione e usando il fronte trasversale che esiste in Parlamento". E snocciola dati e risultati statistici che, dice, gli danno tutti ragione. "Per fortuna l'80 per cento degli italiani è d'accordo con me" precisa.

Numero verde - Il ministero della Salute metterà a disposizione dei cittadini un numero verde (800571661) per rispondere a tutti i quesiti posti dall'entrata in vigore della nuova normativa antifumo. Attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, il numero verde potrà essere utilizzato da tutti coloro che desiderano avere delucidazioni sulle nuove regole e altre informazioni utili. A disposizione degli utenti ci sarà un team di medici ed operatori appositamente formati.

Nata già la prima associazione: chiederemo referendum. Si chiama "Io fumo" e intende raccogliere le firme necessarie per proporre il referendum abrogativo non solo di quest'ultima norma, ma anche di quella che vieta la pubblicità del fumo. L'associazione, fondata da cinque soci, propone l'iscrizione a tutti i fumatori e ai ''non fumatori democratici'' con una quota annua di 20 euro, per poter sostenere le spese per la campagna referendaria. ''Rispettiamo l'assunto - spiega il presidente dell'associazione Marino Pessina - secondo cui la libertà personale finisce dove inizia la libertà dell'altro. Per questo chiediamo che sia il libero mercato e non l'inquisizione di Stato, a decidere cosa accadrà. Nel promuovere il referendum abrogativo, chiediamo che siano i singoli titolari dei locali pubblici a decidere se nei loro esercizi si potrà o meno fumare, oppure se vorranno avere due sale. Gli utenti saranno così informati e potranno liberamente decidere quali locali frequentare. E' una grande battaglia di libertà, nella quale coinvolgeremo anche i non fumatori. Se ogni fumatore italiano troverà un non fumatore democratico e rispettoso delle libertà personali da portare alle urne, vincere il referendum e' una cosa possibile''.

Prossima tappa l'alcol. E, già nel piano sanitario nazionale 2003-2005 vengono previste alcune azioni contro l'abuso dell'alcol, con campagne di comunicazione mirate e spot sui rischi legati all'alcol, sulla scia degli obiettivi dell'Oms. Anche dall'Unione Europea viene una specifica strategia con "who declaration on alcohol and young people", stilata a Stoccolma con tre obiettivi specifici: evitare il consumo di alcol nei giovanissimi, evitare l'abuso e ridurre il rischio correlato a comportamenti sbagliati. La prossima campagna contro l'alcol prevede spot televisivi da 30 secondi, radiofonici da 10-15 secondi, un numero verde (800632000), internet, affissioni e opuscoli informativi nelle farmacie. Lo spot del ministero, in particolare, cita "amici, ma non dell'alcol".


Sig. Paolo,

Grazie per il suo contributo! Circa Io Fumo, può vedere il loro sito a http://www.iofumo.it/.

Nella nostra opinione loro sono bene intenzionati, ma non realisti. Con la situazione di lavaggio del cervello che c'è oggi, in referendum non ce la farebbe. A parte che tali iniziative tendono a fallire perché non si raggiunge la massa critica ed economica necessaria. Per il successo di un referendum, grossi fondi di preparazione pubblicitaria sono necessari oltre le spese per il referendum stesso, che sono molto salate.

Sebbene apprezziamo quindi lo sforzo per mantenere l'argomento vivo agli occhi del pubblico, abbiamo seri dubbi che un referendum possa avere successo a questo punto. "Io Fumo", come del resto l'AIF, sembrano rifiutarsi ostinatamente di indirizzare i due punti cruciali: la truffa del fumo passivo ed il coinvolgimento delle multinazionali farmaceutiche. Finché la gente si sentirà minacciata dal fumo passivo e non sarà educata sull'inganno da una parte e sul servilismo della "salute pubblica" a Big Pharma dall'altra, ogni considerazione di libertà di economia e persino di costituzione passerà in secondo piano, perché varrà la regola - in se stessa giusta - che la tua libertà non può uccidere me.

Ma questo discorso basilare sembra essere recepito da molto pochi - forse perché è più facile indirizzare gli effetti piuttosto che le cause. E poi educarsi significa lavorare sodo.

Saluti.

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