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COSA FARE PER DIFENDERCI? |
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Buongiorno,
cosa fare per difenderci?
A
inizio primavera sono andato a Parigi e sono rimasto allibito: non
ho trovato un locale, bar, bistrot, ristorante,ecc. in cui fosse
proibito fumare! Addirittura in pieno Beaubourg, al bar del
mezzanino, nel grande salone d’ingresso la gente fumava
tranquillamente seduta ai tavolini. Roba dell’altro mondo, come si
suol dire, mi sembrava di sognare; letteralmente un “altro mondo”.
Poco tempo fa sono andato a Venezia in treno, scoprendo così che
esistono ancora (non so per quanto tempo) dei treni (intercity ed
eurostar) con carrozze fumatori.
Piccolo dettaglio di esibita magnanima cortesia di Trenitalia: le
carrozze per fumatori su cui sono salito, sia all’andata che al
ritorno, erano graziosamente e fittamente corredate degli ormai
diffusissimi segnali “crociati”, vietato fumare!!! Ovvie e scontate
le situazioni a dir poco imbarazzanti, o, più propriamente,
mortificanti: l’annuncio dei “serragli” riservati ai fumatori viene
dato, se va bene, all’inizio del viaggio, ma, al di là di questo, i
viaggiatori “antifumo” vedendo i loro amati segnali “crociati”
salgono su queste carrozze del tutto ignari del perverso destino
riservato a loro. Naturalmente il fumatore che si è premurato di
prenotare con congruo anticipo il suo diritto a fumare si accende
tranquillamente (si fa per dire!) la sua sigaretta.. e a quel punto
lascio immaginare a chi legge le scene grottesche e fantozziane: …ma
come, c’è il divieto di fumo qui…no, guardi che questa è una
carrozza fumatori…ma c’è il cartello del divieto, guardi che chiamo
il controllore… e via di questo passo.
A Venezia non sono riuscito a trovare un bar o trattoria o
ristorante privo dell’odiato segnale “crociato”, idem quest’estate
nella maremma toscana: fortuna vuole che fosse appunto estate e
dunque che ci fossero dehors ecc.!
Adesso anche quelli che fin’ora hanno consentito il fumo si stanno
preparando, da gennaio, a bandirlo in ossequio alla legge…io mi
sento un “fuorilegge”. Mi sembra che si stia profilando, per noi
fumatori, una situazione davvero difficile, mortificante, che
rasenta la persecuzione e, in ogni caso, fortemente discriminatoria.
Mi chiedo: ma non c’è contraddizione nel fatto che uno Stato da un
lato sancisca il diritto di fumare, arrogandosi il monopolio dei
tabacchi e vendendoli (tra l’altro a caro prezzo!) sul mercato
ufficiale, e dall’altro, sempre lo stesso Stato, ne proibisca l’uso
praticamente dappertutto? Non c’è forse anche una sottile questione
legale o comunque di principio?
Per queste ragioni e altre mille di cui il Vs sito è lodevole
testimonianza, mi chiedo e chiedo: cosa fare per difenderci?
Mi viene in mente di diffondere, ad esempio proprio attraverso il Vs
sito ed ovviamente ad opera di abbonati, simpatizzanti ecc., e
segnalare, a partire dal fatidico gennaio 2005, bar, ristoranti,
locali ecc. in cui si possa ancora fumare, della serie cerchiamo di
aiutarci tra noi!
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti,
Paolo P.
Signor Paolo P.,
La primissima cosa da fare è non scoraggiarsi. Tutto quello che ha
detto è vero: le contraddizioni di stato, le carrozze fumatori con
la "svastica" messa apposta per creare disguidi, liti, situazioni
imbarazzanti, e distruggere il tessuto sociale. Citiamo Sirchia,
oscurantista e massimo rappresentate del nazionalsalutismo: "Il
fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a
smettere". Su questa base, tutto sarà lecito.
Il verbo magico l'ha menzionato lei: "FARE".
Finora a tutti i livelli non si è fatto nulla per difenderci se non
piagnucolare, nascondersi e scusarsi, tenere i piedi in dieci scarpe
facendo i giocolieri all'italiana, raccontarsi l'un l'altro quanto
gli antifumo sono stupidi/illogici/bastardi/ ecc. con aneddoti e
formulando previsioni "di fallimento" e giudizi alla "qui non
succederà" volti più a rassicurare chi li passa che a una fredda
analisi della realtà. Ma la realtà è che, in fondo, non si sa ancora
né >chi< si combatte veramente, né i termini della lotta
(quindi come combattere), tra i quali è indisputabile che ci
siano i seguenti:
-
La
legge antifumo è basata sulla premessa che il fumo passivo è nocivo
agli altri.
-
L'asserzione sopra costituisce una
intenzionalmente falsa rappresentazione dell'evidenza epidemiologica
da parte delle autorità di stato e private.
-
Tale
falsa rappresentazione è un grave reato penale e può essere
perseguita legalmente. Inoltre, è facile dimostrare in tribunale che
il fumo passivo è una truffa.
-
Il
salutismo in generale e l'antifumo in particolare sono parte dell'ideologia
nazista, e ciò è dimostrabile inconfutabilmente e senza
spazio per opinioni, interpretazioni e dissenso perché la storia non
si può cambiare.
-
La
logica e la storia insegnano che non è possibile adottare parte
di un'ideologia senza accettarne i concetti di base - anche se
permutati/adattati a differenti tempi e realtà.
-
Ne
segue che il problema antifumo concerne il fumo solo come
rompighiaccio per l'adozione di un profondo cambio sociale e
strutturale della funzione dello stato, al quale si permetterà
sempre più di adottare metodi, leggi e filosofia totalitaria
contrabbandando tutto come "salute pubblica" - una cosa
fattibilissima perché: a) la salute è un diritto costituzionale; b)
tutto, sempre, può essere ricondotto alla salute.
-
Per
tali ragioni è necessaria un'opposizione legale e politica
volta non solo a rallentare o fermare l'avanzata nazionalsalutista,
ma a distruggere la macchina ideologica e quelle strutture
che sono state sviluppate apposta per sostenerla - conseguenza della
negligenza, indolenza e incompetenza parzialmente descritta in
questa lista - rendendo illegale/non costituzionale fondare
politiche statali sui metodi epidemiologici di scienza rottame usati
anche (ma certo non solamente) per il fumo.
Il
tutto si riduce ad una domanda fondamentale che rivolgiamo non solo
a lei, ma a tutti i lettori: cosa siamo disposti a fare? Il
prezzo da pagare per liberarci del nazionalsalutismo è alto
economicamente e moralmente.
E' inutile:
-
Lamentarsi.
-
Sperare che l'ondata si fermi. Non si fermerà. Leggiamo anche
dell'anticaffè,
dell'antigrasso,
dell'antialcol,
dell'antiprofumo,
dell'antitelefonino; del condizionamento salutista nelle scuole, sul lavoro, nella famiglia tramite ogni mezzo inclusa
sorveglianza, intimidazione, frode. Lo vediamo sui cartelloni
luminosi e paternalisti sulle autostrade, completi di statistiche
grossolanamente fasulle (vedi
aggiornamento 4 Ottobre 2004 nel pezzo "stupidità e paternalismo di
stato"). La filosofia di stato è diventata quella di governare
tramite paternalismo, truffa, repressione, paura, colpa e
intimidazione.
-
Sperare che ciò cambi con un nuovo governo. Il nazionalsalutismo
è trans-partitico e trans-sociale, e per tale ragione non è
identificato come politica. Ciò è un errore fatale,
perché esso è in realtà la più potente arma politica mai esistita,
in quanto va direttamente al condizionamento dell'individuo e
trasforma la persona in "poliziotto" contro coloro che non sono
ancora condizionati o sottomessi, come succedeva sotto Hiltler e
Stalin.
-
Cercare un compromesso e un modus vivendi con i nazionalsalutisti.
La loro dottrina ideologica e politica non è e non può essere
aperta a compromessi se non in presenza di una forza pari o
superiore, ed in funzione della presenza della stessa. I
salutisti sono convinti che il fine giustifica i mezzi e i costi -
qualsiasi mezzo e qualunque costo.
-
Sperare che il buon senso prevalga - un giorno. Come i loro
predecessori nazisti, i nazionalsalutisti intendono cambiare la
cultura alla radice, e giustificano discriminazione e
ghettizzazioni a catena sulla base dello stile di vita - preludio
all'inevitabile terapia coatta di fumatori ed altri "malati" con
mezzi farmaceutici, visto che gli immensi interessi di Big
Pharma giocano un ruolo fondamentale in questa politica. Abbiamo un
altro esempio di questa tendenza proprio in questi giorni con la
castrazione chimica proposta da Sirchia per gli aggressori sessuali.
La "medicina" in questione - spera dichiaratamente Big Pharma - sarà
un giorno disponibile sul mercato. A quando la castrazione a
scopo di prevenzione?
-
Vedere il fumo come un argomento isolato. Chi è contento della nuova
legge antifumo perché "infastidito" dal fumatore ma è opposto
all'antigrasso, per esempio, è solo un ingenuo ed un incompetente
sulla filosofia di base che muove il salutismo.
Bisogna:
-
Capire che questa è una lotta politica che non ha nulla a che
vedere con la salute e, di questi tempi, percepire i santoni
medici della "salute pubblica" come avversari politici da battere
- non come caritatevoli, brave persone che vogliono "solo il nostro
bene". Se non ci fosse potere e denaro in ballo, può stare sicuro
che se ne fregherebbero altamente della nostra salute!
-
Accettare che i "santoni" suddetti ci stanno truffando consciamente
con falsa rappresentazione dell'evidenza scientifica e statistica.
Tale convinzione è essenziale per mettere in moto le
dinamiche psicologiche individuali e di massa volte
all'implementazione di una risultante azione politica.
-
Lavorare alla radice contro il nazionalsalutismo in generale, non
solo contro l'antifumo.
Essere disposti a dedicare seriamente tempo e risorse personali
in modo coordinato da un'organizzazione come la nostra. Aspettare
che "qualcuno faccia qualcosa" in queste condizioni è come aspettare
che la manna cada dal cielo.
-
Se
il tempo non è disponibile, essere disposti a
sostenere
economicamente organizzazioni come la nostra, che non sono
legate a interessi particolari come le case del tabacco o quelle
farmaceutiche, ed hanno veramente e solamente a cuore la
libertà del cittadino e l'etica delle istituzioni. I fondi sono
essenziali per iniziare azioni legali contro la truffa
antifumo in particolare ed epidemiologica in generale, azioni
educative a livello individuale e di massa come produzione di
documentari che spieghino come funziona
la
truffa, quando e perché.
-
Essere disposti al rischio e alla rinuncia per la libertà nostra
e per quella dei nostri figli. Come? Ecco qualche esempio a caso:
| a) Invasione
pacifica di sedi comunali o del parlamento, dove si accende
una sigaretta in protesta e si è disposti ad essere portati in
questura a corpo morto.
b) Boicottaggio assoluto quando non indispensabile di
ristoranti, bar, cinema, ed ogni altro luogo pubblico
forzato dalla legge nazionalsalutista ad esporre la "croce
uncinata" del 21° secolo. Il danno economico che ne deriva
istigherà i bersagli a "fare qualcosa" e creare pressioni sullo
stato.
c) Trascorrere tempo sul nostro
sito per capire
la
truffa ed educare amici e conoscenti.
d) Cominciare a trasformare
il discorso fumo/salutismo in un discorso elettorale, visto
che le elezioni si stanno avvicinando, e non aver paura di
chiedere pubblicamente ai politici quale è la loro posizione sulla libertà
di stile di vita in generale e sul fumo in particolare, e
far capire che il discorso fumo è un punto essenziale sulla
nostra decisione di voto. Se solo il 10% dei fumatori facesse
ciò, ciò significherebbe 1,4 milioni di potenziali voti - più
che sufficienti a fare la differenza tra un governo e un altro. |
Come
vede, sig. Perotti, tanto può essere fatto - e quanto sopra è
solo l'inizio. Ma - di nuovo - tutto parte dalla domanda sopra:
cosa siamo disposti a fare - oltre che a lamentarci l'un
con l'altro di quanto mala è diventata la pubblica vita?
Cordiali saluti.
FORCES Italiana
La Redazione |
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