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COSA FARE PER DIFENDERCI?


12 Novembre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Buongiorno,

cosa fare per difenderci?

A inizio primavera sono andato a Parigi e sono rimasto allibito: non ho trovato un locale, bar, bistrot, ristorante,ecc. in cui fosse proibito fumare! Addirittura in pieno Beaubourg, al bar del mezzanino, nel grande salone d’ingresso la gente fumava tranquillamente seduta ai tavolini. Roba dell’altro mondo, come si suol dire, mi sembrava di sognare; letteralmente un “altro mondo”.

Poco tempo fa sono andato a Venezia in treno, scoprendo così che esistono ancora (non so per quanto tempo) dei treni (intercity ed eurostar) con carrozze fumatori.

Piccolo dettaglio di esibita magnanima cortesia di Trenitalia: le carrozze per fumatori su cui sono salito, sia all’andata che al ritorno, erano graziosamente e fittamente corredate degli ormai diffusissimi segnali “crociati”, vietato fumare!!! Ovvie e scontate le situazioni a dir poco imbarazzanti, o, più propriamente, mortificanti: l’annuncio dei “serragli” riservati ai fumatori viene dato, se va bene, all’inizio del viaggio, ma, al di là di questo, i viaggiatori “antifumo” vedendo i loro amati segnali “crociati” salgono su queste carrozze del tutto ignari del perverso destino riservato a loro. Naturalmente il fumatore che si è premurato di prenotare con congruo anticipo il suo diritto a fumare si accende tranquillamente (si fa per dire!) la sua sigaretta.. e a quel punto lascio immaginare a chi legge le scene grottesche e fantozziane: …ma come, c’è il divieto di fumo qui…no, guardi che questa è una carrozza fumatori…ma c’è il cartello del divieto, guardi che chiamo il controllore… e via di questo passo.

A Venezia non sono riuscito a trovare un bar o trattoria o ristorante privo dell’odiato segnale “crociato”, idem quest’estate nella maremma toscana: fortuna vuole che fosse appunto estate e dunque che ci fossero dehors ecc.!

Adesso anche quelli che fin’ora hanno consentito il fumo si stanno preparando, da gennaio, a bandirlo in ossequio alla legge…io mi sento un “fuorilegge”. Mi sembra che si stia profilando, per noi fumatori, una situazione davvero difficile, mortificante, che rasenta la persecuzione e, in ogni caso, fortemente discriminatoria.

Mi chiedo: ma non c’è contraddizione nel fatto che uno Stato da un lato sancisca il diritto di fumare, arrogandosi il monopolio dei tabacchi e vendendoli (tra l’altro a caro prezzo!) sul mercato ufficiale, e dall’altro, sempre lo stesso Stato, ne proibisca l’uso praticamente dappertutto? Non c’è forse anche una sottile questione legale o comunque di principio?

Per queste ragioni e altre mille di cui il Vs sito è lodevole testimonianza, mi chiedo e chiedo: cosa fare per difenderci?

Mi viene in mente di diffondere, ad esempio proprio attraverso il Vs sito ed ovviamente ad opera di abbonati, simpatizzanti ecc., e segnalare, a partire dal fatidico gennaio 2005, bar, ristoranti, locali ecc. in cui si possa ancora fumare, della serie cerchiamo di aiutarci tra noi!

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti,

Paolo P.


Signor Paolo P.,

La primissima cosa da fare è non scoraggiarsi. Tutto quello che ha detto è vero: le contraddizioni di stato, le carrozze fumatori con la "svastica" messa apposta per creare disguidi, liti, situazioni imbarazzanti, e distruggere il tessuto sociale. Citiamo Sirchia, oscurantista e massimo rappresentate del nazionalsalutismo: "Il fumatore deve sentire la pressione sociale che lo induce a smettere". Su questa base, tutto sarà lecito.

Il verbo magico l'ha menzionato lei: "FARE". Finora a tutti i livelli non si è fatto nulla per difenderci se non piagnucolare, nascondersi e scusarsi, tenere i piedi in dieci scarpe facendo i giocolieri all'italiana, raccontarsi l'un l'altro quanto gli antifumo sono stupidi/illogici/bastardi/ ecc. con aneddoti e formulando previsioni "di fallimento" e giudizi alla "qui non succederà" volti più a rassicurare chi li passa che a una fredda analisi della realtà. Ma la realtà è che, in fondo, non si sa ancora né >chi< si combatte veramente, né i termini della lotta (quindi come combattere), tra i quali è indisputabile che ci siano i seguenti:

  • La legge antifumo è basata sulla premessa che il fumo passivo è nocivo agli altri.

  • L'asserzione sopra costituisce una intenzionalmente falsa rappresentazione dell'evidenza epidemiologica da parte delle autorità di stato e private.

  • Tale falsa rappresentazione è un grave reato penale e può essere perseguita legalmente. Inoltre, è facile dimostrare in tribunale che il fumo passivo è una truffa.

  • Il salutismo in generale e l'antifumo in particolare sono parte dell'ideologia nazista, e ciò è dimostrabile inconfutabilmente e senza spazio per opinioni, interpretazioni e dissenso perché la storia non si può cambiare.

  • La logica e la storia insegnano che non è possibile adottare parte di un'ideologia senza accettarne i concetti di base - anche se permutati/adattati a differenti tempi e realtà.

  • Ne segue che il problema antifumo concerne il fumo solo come rompighiaccio per l'adozione di un profondo cambio sociale e strutturale della funzione dello stato, al quale si permetterà sempre più di adottare metodi, leggi e filosofia totalitaria contrabbandando tutto come "salute pubblica" - una cosa fattibilissima perché: a) la salute è un diritto costituzionale; b) tutto, sempre, può essere ricondotto alla salute.

  • Per tali ragioni è necessaria un'opposizione legale e politica volta non solo a rallentare o fermare l'avanzata nazionalsalutista, ma a distruggere la macchina ideologica e quelle strutture che sono state sviluppate apposta per sostenerla - conseguenza della negligenza, indolenza e incompetenza parzialmente descritta in questa lista - rendendo illegale/non costituzionale fondare politiche statali sui metodi epidemiologici di scienza rottame usati anche (ma certo non solamente) per il fumo.

Il tutto si riduce ad una domanda fondamentale che rivolgiamo non solo a lei, ma a tutti i lettori: cosa siamo disposti a fare? Il prezzo da pagare per liberarci del nazionalsalutismo è alto economicamente e moralmente.

E' inutile:

  • Lamentarsi.

  • Sperare che l'ondata si fermi. Non si fermerà. Leggiamo anche dell'anticaffè, dell'antigrasso, dell'antialcol, dell'antiprofumo, dell'antitelefonino; del condizionamento salutista nelle scuole, sul lavoro, nella famiglia tramite ogni mezzo inclusa sorveglianza, intimidazione, frode. Lo vediamo sui cartelloni luminosi e paternalisti sulle autostrade, completi di statistiche grossolanamente fasulle (vedi aggiornamento 4 Ottobre 2004 nel pezzo "stupidità e paternalismo di stato"). La filosofia di stato è diventata quella di governare tramite paternalismo, truffa, repressione, paura, colpa e intimidazione.

  • Sperare che ciò cambi con un nuovo governo. Il nazionalsalutismo è trans-partitico e trans-sociale, e per tale ragione non è identificato come politica. Ciò è un errore fatale, perché esso è in realtà la più potente arma politica mai esistita, in quanto va direttamente al condizionamento dell'individuo e trasforma la persona in "poliziotto" contro coloro che non sono ancora condizionati o sottomessi, come succedeva sotto Hiltler e Stalin.

  • Cercare un compromesso e un modus vivendi con i nazionalsalutisti. La loro dottrina ideologica e politica non è e non può essere aperta a compromessi se non in presenza di una forza pari o superiore, ed in funzione della presenza della stessa. I salutisti sono convinti che il fine giustifica i mezzi e i costi - qualsiasi mezzo e qualunque costo.

  • Sperare che il buon senso prevalga - un giorno. Come i loro predecessori nazisti, i nazionalsalutisti intendono cambiare la cultura alla radice, e giustificano discriminazione e ghettizzazioni a catena sulla base dello stile di vita - preludio all'inevitabile terapia coatta di fumatori ed altri "malati" con mezzi farmaceutici, visto che gli immensi interessi di Big Pharma giocano un ruolo fondamentale in questa politica. Abbiamo un altro esempio di questa tendenza proprio in questi giorni con la castrazione chimica proposta da Sirchia per gli aggressori sessuali. La "medicina" in questione - spera dichiaratamente Big Pharma - sarà un giorno disponibile sul mercato. A quando la castrazione a scopo di prevenzione?

  • Vedere il fumo come un argomento isolato. Chi è contento della nuova legge antifumo perché "infastidito" dal fumatore ma è opposto all'antigrasso, per esempio, è solo un ingenuo ed un incompetente sulla filosofia di base che muove il salutismo.

Bisogna:

  1. Capire che questa è una lotta politica che non ha nulla a che vedere con la salute e, di questi tempi, percepire i santoni medici della "salute pubblica" come avversari politici da battere - non come caritatevoli, brave persone che vogliono "solo il nostro bene". Se non ci fosse potere e denaro in ballo, può stare sicuro che se ne fregherebbero altamente della nostra salute!

  2. Accettare che i "santoni" suddetti ci stanno truffando consciamente con falsa rappresentazione dell'evidenza scientifica e statistica. Tale convinzione è essenziale per mettere in moto le dinamiche psicologiche individuali e di massa volte all'implementazione di una risultante azione politica.

  3. Lavorare alla radice contro il nazionalsalutismo in generale, non solo contro l'antifumo.
    Essere disposti a dedicare seriamente tempo e risorse personali in modo coordinato da un'organizzazione come la nostra. Aspettare che "qualcuno faccia qualcosa" in queste condizioni è come aspettare che la manna cada dal cielo.

  4. Se il tempo non è disponibile, essere disposti a sostenere economicamente organizzazioni come la nostra, che non sono legate a interessi particolari come le case del tabacco o quelle farmaceutiche, ed hanno veramente e solamente a cuore la libertà del cittadino e l'etica delle istituzioni. I fondi sono essenziali per iniziare azioni legali contro la truffa antifumo in particolare ed epidemiologica in generale, azioni educative a livello individuale e di massa come produzione di documentari che spieghino come funziona la truffa, quando e perché.

  5. Essere disposti al rischio e alla rinuncia per la libertà nostra e per quella dei nostri figli. Come? Ecco qualche esempio a caso:

a) Invasione pacifica di sedi comunali o del parlamento, dove si accende una sigaretta in protesta e si è disposti ad essere portati in questura a corpo morto.

b) Boicottaggio assoluto quando non indispensabile di ristoranti, bar, cinema, ed ogni altro luogo pubblico forzato dalla legge nazionalsalutista ad esporre la "croce uncinata" del 21° secolo. Il danno economico che ne deriva istigherà i bersagli a "fare qualcosa" e creare pressioni sullo stato.

c) Trascorrere tempo sul nostro sito per capire la truffa ed educare amici e conoscenti.

d) Cominciare a trasformare il discorso fumo/salutismo in un discorso elettorale, visto che le elezioni si stanno avvicinando, e non aver paura di chiedere pubblicamente ai politici quale è la loro posizione sulla libertà di stile di vita in generale e sul fumo in particolare, e far capire che il discorso fumo è un punto essenziale sulla nostra decisione di voto. Se solo il 10% dei fumatori facesse ciò, ciò significherebbe 1,4 milioni di potenziali voti - più che sufficienti a fare la differenza tra un governo e un altro.

Come vede, sig. Perotti, tanto può essere fatto - e quanto sopra è solo l'inizio. Ma - di nuovo - tutto parte dalla domanda sopra: cosa siamo disposti a fare - oltre che a lamentarci l'un con l'altro di quanto mala è diventata la pubblica vita?

Cordiali saluti.

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