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12 Ottobre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Sono arrivato per caso nel vostro sito facendo una ricerca sul principio di precauzione e sono rimasto abbastanza spiacevolmente sorpreso dall'atteggiamento dell'articolista verso tale principio non tanto e non solo per una questione di sostanza ma anche per una questione di metodo.

Mi spiego, attorno al PP è da anni in corso un vivace dibattito sia nel mondo scientifico che in quello politico e le posizioni al riguardo sono molte, articolate e anche se contrastanti sono spesso altrettanto legittime in quanto espressione di legittime aspettative come di legittimi timori. Come ogni principio di portata generale, anche il PP, è estremamente inclusivo nel senso che, potenzialmente è soggetto ad un ventaglio di interpretazioni molto ampio. E' anche naturalmente soggetto a strumentalizzazioni di ogni tipo sia da parte dell'establishment economico-scientifico che da parte delle organizzazioni ambientaliste. E' evidente che non è augurabile che nessuna delle interpretazioni più estreme prevalga ma che, bensì si arrivi ad un accordo ragionevole mirante ad un'applicazione equilibrata del PP; e arrivo ora alla questione di metodo.

Affinché ciò possa avvenire è necessario che le parti del dibattito prendano in considerazione le ragioni migliori della parte avversa e non come nel vostro articolo, le peggiori. Va da se che un simile atteggiamento non fa che polarizzare le posizioni e può avere come unico risultato l'emergere proprio della posizione da voi giustamente temuta e messa in evidenza. Perché, di posizione si tratta dal momento che voi avete mostrato solo le (possibili) derive dell'applicazione del PP epurando tutte le altre posizioni che sono molte e molto più sfumate. Non mi sembra molto corretto sostenere che il risultato inevitabile dell'applicazione del PP sia quello da voi descritto dal momento che ancora non c'è praticamente giurisprudenza in materia e che non tutte le parti (anzi solo una minoranza) che sostengono il PP hanno come finalità quelle da voi descritte.

Da fumatore incallito mi trovo d'accordo con la vostra campagna a difesa dei diritti dei fumatori e contro l'imposizione di divieti da parte degli Stati ma non bisogna far di ogni erba un fascio tanto più in relazione al PP che data la complessità della materia merita un'analisi più approfondita e di sicuro meno sguaiata.

Cordiali saluti,
rb


Caro signor Rocco,

Le sue osservazioni sono ben focalizzate, e certo meritevoli di considerata risposta.

Il problema col PP è che, come tutti i principi generali, può essere ampiamente abusato - ed infatti lo è. Lei sarà d'accordo con noi quando diciamo che nessun argine è stato messo a questo principio che - attenzione - intende formare una mentalità a sostegno di una legge e non viceversa, come dovrebbe essere.

Non esistono argini legali, di giurisprudenza e nemmeno di buon senso che ne limitino l'applicazione, e siamo convinti che ciò sia intenzionale - specialmente quando si tratta di un principio che inverte l'onere della prova sull'accusato! Al di la di ogni altra considerazione, questo terrificante elemento da solo dovrebbe essere sufficiente per respingere l'intero pacchetto. L'inversione dell'onere della prova, infatti, è sempre e solo stata usata dai regimi e dai tempi più bui e meno razionali per implementare oppressioni e abusi di tutti i tipi, e l'Inquisizione ne è stata l'esempio più lampante. Inoltre, le ricordiamo che i progressi dell'Umanità sono stati fatti, finora, senza bisogno di questo oscurantista principio, che li avrebbe infatti repressi perché pericolosi!

Inoltre è nostra esperienza che, ai tempi d'oggi, una posizione logica e ragionata come la sua non ottiene politicamente i risultati sperati. Perché diciamo questo? Perché abbiamo già visto come tali posizioni moderate ed eque non abbiamo fatto alcuna differenza nella marcia contro il tabacco, nella marcia della scienza rottame applicata dovunque ci sia da arraffare denaro, potere, tasse e sorvegliare, pilotare e controllare. Molte associazioni, giornalisti ed altre entità che comunque difendono la libera scelta e che lottano contro la scienza rottame come strumento politico continuano a illudersi che le masse siano ricettive ad argomenti bilanciati e moderati, e sperano che tali masse finiscano per condannare gli estremisti. Ma per le masse è assai più facile essere ricettive a delirante isterismo collettivo derivante da paure ancestrali - e ciò è inequivocabilmente dimostrato dalla storia. E oggi l'evocazione di quelle paure è fatta con una finezza subliminale sofisticatissima, attraverso un network informatico senza precedenti storici, e con mezzi economici praticamente illimitati (spesso quelli delle nostre tasse). Per questa ragione, ahinoi, l'approccio suddetto è senza speranza, e i fallimenti a catena politici e di relazioni pubbliche accumulati finora (ovvero le vittorie dell'oppressione, paternalismo e della scienza rottame) ne dimostrano l'inefficacia. Perché?

Perché se il mondo di oggi fosse dominato da gente pacata e bilanciata come lei sembra essere a giudicare dalla sua lettera, allora non esisterebbero le campagne salutiste e ambientaliste, che sarebbero facilmente sgominate dalla mancanza di solida evidenza scientifica, che emergerebbe senza problemi in assenza della cortina fumogena creata dagli attivisti. Allora esisterebbe il giusto mezzo, e principi come il PP, per il quale l'applicazione del buonsenso e della giustizia è essenziale in mancanza di stretta legislazione che ne regoli l'uso, potrebbero anche significare un ragionevole moderatore.

Invece viviamo in una società dominata dall'isterismo, dove pericoli ridicoli come quelli del fumo passivo sono pompati a dismisura da politici e da media irresponsabili che affermano di agire responsabilmente. Negli ultimi anni abbiamo visto una lista infinita di "pericoli" che, fino a qualche anno fa, erano considerati una normalissima parte della vita - e si invoca tutte le volte il PP quando si obietta a questi infinitesimali e non quantificabili pericoli. Il PP è diventato la fossa nella quale si trincerano i truffatori epidemiologici e ambientalisti, i ministri e i politici senza scrupoli, che si sono costruiti l'impenetrabile scafandro del "just in case".

In una situazione del genere, purtroppo, la moderazione, l'obiettività e il giusto mezzo che dovrebbero caratterizzare la gestione della vita pubblica e personale non trovano posto. L'unico modo per farli esistere è di usare un poco conosciuto principio, che afferma:

"Il medio può solo esistere come risultante di due forze estreme e opposte. Se una delle due forze si indebolisce, il medio si sposterà verso la forza preponderante. Se una delle due forze sparisce, il medio diventerà l'estremo".

Stranamente questo lampante concetto, che è parte integrante della fisica, sembra essere assai difficile da capire quando si cerca di applicarlo alle forze della vita sociale, perché si continua a mancare il bersaglio pensando che la saggezza del collettivo parta dal medio invece che risultare da estremi contrapposti.

Se si vuole ottenere l'illuminata obiettività di cui lei sembra essere campione, signor Rocco, in un mondo emozionale come quello di oggi dove le leggi sono fatte per rispondere a paure più che a realtà oggettive, è necessario quindi porsi incondizionatamente all'altro estremo in modo da opporre, si spera, una forza politica e di pensiero uguale e contraria a quella isterica, corrotta ed emozionale che propone se stessa come normale mentre istituzionalizza l'estremo come medio. Quando ciò sarà ottenuto, allora si che sarà il caso di usare l'obiettività di cui lei parla; ma prima bisogna stabilizzare la polarizzazione, o finiamo tutti a ramengo nell'estremismo più cieco e negli abusi più sinistri.

Crediamo di avere dimostrato appieno il ns. rispetto per le sue posizioni. Speriamo quindi che lei non ce ne voglia se affermiamo che, al momento, il suo approccio equivale ad applicare la pomatina dermatologica alla mano del paziente che sta morendo di vaiolo. Naturalmente lei potrebbe non essere d'accordo con la nostra posizione. D'altra parte con la nostra posizione radicale non erano d'accordo nemmeno gli eunuchi perdenti di certe "associazioni fumatori" che hanno sperperato milioni di euro di Big Tobacco con campagne di "tolleranza e cortesia" che hanno dimostrato solo la debolezza della loro posizione e prevenuto ogni sana ribellione da parte dei fumatori. Mentre continuavano a tacciarci di "estremismo" e di "scompostezza", speravano di ingraziarsi un pubblico che, terrorizzato dalle campagne applicava il PP, e perdevano ogni singola battaglia. I risultati della loro "compostezza" e "moderazione" sono oggi visibili a tutti.

E circa la "sguaiatezza", quella l'abbiamo imparata da molti dei proponenti del PP e del salutismo, che con essa hanno avuto, purtroppo, notevoli successi in questo mondo isterico; e non bisogna mai discutere con ciò che funziona - bisogna usarlo!

Grazie per averci scritto, e cordiali saluti.

FORCES Italiana
Gian Turci per La Redazione

 

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