Sono
arrivato per caso nel vostro sito facendo una ricerca sul
principio di precauzione e sono rimasto abbastanza
spiacevolmente sorpreso dall'atteggiamento dell'articolista verso
tale principio non tanto e non solo per una questione di sostanza ma
anche per una questione di metodo.
Mi spiego, attorno al PP è da anni in corso un vivace dibattito sia
nel mondo scientifico che in quello politico e le posizioni al
riguardo sono molte, articolate e anche se contrastanti sono spesso
altrettanto legittime in quanto espressione di legittime aspettative
come di legittimi timori. Come ogni principio di portata generale,
anche il PP, è estremamente inclusivo nel senso che, potenzialmente
è soggetto ad un ventaglio di interpretazioni molto ampio. E' anche
naturalmente soggetto a strumentalizzazioni di ogni tipo sia da
parte dell'establishment economico-scientifico che da parte delle
organizzazioni ambientaliste. E' evidente che non è augurabile che
nessuna delle interpretazioni più estreme prevalga ma che, bensì si
arrivi ad un accordo ragionevole mirante ad un'applicazione
equilibrata del PP; e arrivo ora alla questione di metodo.
Affinché ciò possa avvenire è necessario che le parti del dibattito
prendano in considerazione le ragioni migliori della parte avversa e
non come nel vostro articolo, le peggiori. Va da se che un simile
atteggiamento non fa che polarizzare le posizioni e può avere come
unico risultato l'emergere proprio della posizione da voi
giustamente temuta e messa in evidenza. Perché, di posizione si
tratta dal momento che voi avete mostrato solo le (possibili) derive
dell'applicazione del PP epurando tutte le altre posizioni che sono
molte e molto più sfumate. Non mi sembra molto corretto sostenere
che il risultato inevitabile dell'applicazione del PP sia quello da
voi descritto dal momento che ancora non c'è praticamente
giurisprudenza in materia e che non tutte le parti (anzi solo una
minoranza) che sostengono il PP hanno come finalità quelle da voi
descritte.
Da fumatore incallito mi trovo d'accordo con la vostra campagna a
difesa dei diritti dei fumatori e contro l'imposizione di divieti da
parte degli Stati ma non bisogna far di ogni erba un fascio tanto
più in relazione al PP che data la complessità della materia merita
un'analisi più approfondita e di sicuro meno sguaiata.
Cordiali saluti,
rb
Caro
signor Rocco,
Le sue osservazioni sono ben focalizzate, e certo meritevoli di
considerata risposta.
Il problema col
PP è che, come tutti i principi generali, può essere ampiamente
abusato - ed infatti lo è. Lei sarà d'accordo con noi quando diciamo
che nessun argine è stato messo a questo principio che - attenzione
- intende formare una mentalità a sostegno di una legge e non
viceversa, come dovrebbe essere.
Non esistono argini legali, di giurisprudenza e nemmeno di buon
senso che ne limitino l'applicazione, e siamo convinti che ciò sia
intenzionale - specialmente quando si tratta di un principio che
inverte l'onere della prova sull'accusato! Al di la di ogni
altra considerazione, questo terrificante elemento da solo dovrebbe
essere sufficiente per respingere l'intero pacchetto. L'inversione
dell'onere della prova, infatti, è sempre e solo stata usata dai
regimi e dai tempi più bui e meno razionali per implementare
oppressioni e abusi di tutti i tipi, e l'Inquisizione ne è stata
l'esempio più lampante. Inoltre, le ricordiamo che i progressi
dell'Umanità sono stati fatti, finora, senza bisogno di questo
oscurantista principio, che li avrebbe infatti repressi perché
pericolosi!
Inoltre è nostra esperienza che, ai tempi d'oggi, una posizione
logica e ragionata come la sua non ottiene politicamente i risultati
sperati. Perché diciamo questo? Perché abbiamo già visto come tali
posizioni moderate ed eque non abbiamo fatto alcuna differenza nella
marcia contro il tabacco, nella marcia della scienza rottame
applicata dovunque ci sia da arraffare denaro, potere, tasse e
sorvegliare, pilotare e controllare. Molte associazioni, giornalisti
ed altre entità che comunque difendono la libera scelta e che
lottano contro la scienza rottame come strumento politico continuano
a illudersi che le masse siano ricettive ad argomenti bilanciati e
moderati, e sperano che tali masse finiscano per condannare gli
estremisti. Ma per le masse è assai più facile essere ricettive a
delirante isterismo collettivo derivante da paure ancestrali - e ciò
è inequivocabilmente dimostrato dalla storia. E oggi l'evocazione di
quelle paure è fatta con una finezza subliminale sofisticatissima,
attraverso un network informatico senza precedenti storici, e con
mezzi economici praticamente illimitati (spesso quelli delle nostre
tasse). Per questa ragione, ahinoi, l'approccio suddetto è senza
speranza, e i fallimenti a catena politici e di relazioni pubbliche
accumulati finora (ovvero le vittorie dell'oppressione, paternalismo
e della scienza rottame) ne dimostrano l'inefficacia. Perché?
Perché se il mondo di oggi fosse dominato da gente pacata e
bilanciata come lei sembra essere a giudicare dalla sua lettera,
allora non esisterebbero le campagne salutiste e ambientaliste, che
sarebbero facilmente sgominate dalla mancanza di solida evidenza
scientifica, che emergerebbe senza problemi in assenza della cortina
fumogena creata dagli attivisti. Allora esisterebbe il giusto mezzo,
e principi come il
PP, per il quale l'applicazione del buonsenso e della giustizia
è essenziale in mancanza di stretta legislazione che ne regoli
l'uso, potrebbero anche significare un ragionevole moderatore.
Invece viviamo in una società dominata dall'isterismo, dove pericoli
ridicoli come
quelli
del fumo passivo sono pompati a dismisura da politici e da media
irresponsabili che affermano di agire responsabilmente. Negli ultimi
anni abbiamo visto una lista infinita di "pericoli" che, fino a
qualche anno fa, erano considerati una normalissima parte della vita
- e si invoca tutte le volte il
PP quando si obietta a questi infinitesimali e non
quantificabili pericoli. Il
PP è diventato la fossa nella quale si trincerano i truffatori
epidemiologici e ambientalisti, i ministri e i politici senza
scrupoli, che si sono costruiti l'impenetrabile scafandro del
"just in case".
In una situazione del genere, purtroppo, la moderazione,
l'obiettività e il giusto mezzo che dovrebbero caratterizzare la
gestione della vita pubblica e personale non trovano posto. L'unico
modo per farli esistere è di usare un poco conosciuto principio, che
afferma:
"Il medio può solo esistere come risultante di due forze estreme
e opposte. Se una delle due forze si indebolisce, il medio si
sposterà verso la forza preponderante. Se una delle due forze
sparisce, il medio diventerà l'estremo".
Stranamente questo lampante concetto, che è parte integrante della
fisica, sembra essere assai difficile da capire quando si cerca di
applicarlo alle forze della vita sociale, perché si continua a
mancare il bersaglio pensando che la saggezza del collettivo
parta dal medio invece che risultare da estremi contrapposti.
Se si vuole ottenere l'illuminata obiettività di cui lei sembra
essere campione, signor Rocco, in un mondo emozionale come quello di
oggi dove le leggi sono fatte per rispondere a paure più che a
realtà oggettive, è necessario quindi porsi incondizionatamente
all'altro estremo in modo da opporre, si spera, una forza politica e
di pensiero uguale e contraria a quella isterica, corrotta ed
emozionale che propone se stessa come normale mentre
istituzionalizza l'estremo come medio. Quando ciò sarà ottenuto,
allora si che sarà il caso di usare l'obiettività di cui lei parla;
ma prima bisogna stabilizzare la polarizzazione, o finiamo tutti a
ramengo nell'estremismo più cieco e negli abusi più sinistri.
Crediamo di avere dimostrato appieno il ns. rispetto per le sue
posizioni. Speriamo quindi che lei non ce ne voglia se affermiamo
che, al momento, il suo approccio equivale ad applicare la pomatina
dermatologica alla mano del paziente che sta morendo di vaiolo.
Naturalmente lei potrebbe non essere d'accordo con la nostra
posizione. D'altra parte con la nostra posizione radicale non erano
d'accordo nemmeno gli eunuchi perdenti di certe "associazioni
fumatori" che hanno sperperato milioni di euro di Big Tobacco con
campagne di "tolleranza e cortesia" che hanno dimostrato solo la
debolezza della loro posizione e prevenuto ogni sana ribellione da
parte dei fumatori. Mentre continuavano a tacciarci di "estremismo"
e di "scompostezza", speravano di ingraziarsi un pubblico che,
terrorizzato dalle campagne applicava il
PP, e perdevano ogni singola battaglia. I risultati della loro
"compostezza" e "moderazione" sono oggi visibili a tutti.
E
circa la "sguaiatezza", quella l'abbiamo imparata da molti dei
proponenti del
PP e del salutismo, che con essa hanno avuto, purtroppo,
notevoli successi in questo mondo isterico; e non bisogna mai
discutere con ciò che funziona - bisogna usarlo!
Grazie per averci scritto, e cordiali saluti.
FORCES Italiana
Gian Turci per La Redazione