Cara FORCES,
Sono un
fumatore e quindi non mi dispiace affatto quello che scrivete. Ma
vorrei capire perché viene attaccato così ferocemente il tabacco.
CHI ha
interesse a farlo?
Grazie per
l'attenzione e cordiali saluti.
Rolando
Caro
Rolando,
lei dovrebbe leggere
il nostro sito più approfonditamente, perché è frutto di quasi
dieci anni di lavoro e seria ricerca internazionale proprio su questa
aberrazione socio-politica.
Come per tutti i
fenomeni sociali, la causa non è mai una sola, e il tentativo di
attribuire una causa piuttosto che un'altra ad un fenomeno creato
esclusivamente dall'interazione delle cause ci farebbe cadere nella
stessa disonestà degli antifumo, che arbitrariamente attribuiscono
le morti di cancro al fumo per scopi politici quando in realtà il
cancro in generale ha centinaia di cause, spesso inseparabili.
L'esame della singola causa quindi diminuisce la potenza dell’argomento anche se ne
semplifica la comprensione a scopo di analisi. Per lei e per i nostri lettori
tenteremo comunque di fare un brevissimo e incompleto riassunto per punti.
a)
La gente ha
bisogno di odiare
– Una forma di schizofrenia filosofica un po' hollywoodiana è di isolare un
sentimento “positivo” ignorandone il suo opposto. Come la gente ha
disperatamente bisogno di amare, ha un uguale bisogno di odiare.
Senza odio, l'amore non potrebbe esistere e viceversa. Ogni epoca è piena di capri espiatori.
Senza capire il problema di base, governi e gruppi d’interesse hanno reso politicamente scorrette
vecchie forme
di odio: odiare gli ebrei, i negri, le donne e i gay oggi è un vero
no-no; ma la realtà di base resta. E allora, come soddisfiamo il nostro bisogno di
odiare? Odiando e punendo i fumatori, i grassoni, i drogati, i
bevitori, chi non si mette la cintura di sicurezza, chi fa sporcare
il cane per strada… e distribuendo questo bisogno emozionale su
gruppi multipli, che possono anche odiarsi tra di loro,
ulteriormente indebolendo la potenziale resistenza contro i poteri
che promulgano l'odio, spesso accentrati nelle "autorità" di stato o
"morali" - nel nostro caso la "salute pubblica". Sta dunque anche a
questi bersagli farsi rispettare con la forza come
hanno fatto le categorie che li hanno preceduti (e che magari oggi
odiano i nuovi bersagli!). Bisogna accettare che gli "odiatori",
siccome obbediscono ad un bisogno insito nella natura umana, ci
saranno sempre, come ci saranno sempre i mascalzoni che
profitteranno dall'isterizzare questo bisogno.
b) La gente ha
bisogno di sentirsi sicura di se stessa
– Esiste un modo sano e un modo malato per sentirsi sicuri di se
stessi: quello sano è conquistare le proprie paure e limitazioni
fisiche e intellettuali con un processo di crescita che dura una
vita e che non finisce mai. Quello malato è di sminuire e togliere la dignità a
determinati bersagli in modo che, per differenza, ci sentiamo superiori
e magari diventiamo anche dei miti nella nostra stessa mente!
E così il povero mentecatto ex/non fumatore, magari già ultimo
anello della catena
dell’umiliazione sociale e che deve sempre dire di si a tutti – dal
capo ufficio allo stato alla moglie – e che si sente sul collo il
fiato fetido dello stato con telecamere, regolamenti, multe, tasse,
infiniti divieti e obblighi e lavaggi di cervello, finalmente ha lui stesso
qualcuno da umiliare e su cui avere potere, e quindi sentirsi
relativamente superiore (o “meglio”). E con tanto di approvazione dello
stato, che rappresenta una potenza che lui può invocare
semplicemente pronunciando le paroline magiche "mi da fastidio",
"mi fa male", oppure semplicemente definendo se stesso:
"sono più debole!" Questa è una delle ragioni per cui gli
antifumo perdono le staffe quando noi li mandiamo a quel paese in
modo proporzionale all’offesa che ci hanno recato; è perché togliamo
loro il senso di superiorità! Infine, questa è una ragione
fondamentale per cui uno stato che sia veramente etico
(contraddizione in termini con "stato etico" italiano) dovrebbe
sempre astenersi dal prendere le parti di (eufemismo:
"tutelare") un gruppo di popolazione contro un altro - condotta di
cui la storia ha sempre dimostrato le funeste conseguenze, dalla
Germania
nazista al Sudafrica agli Stati Uniti.
c) La gente ha
bisogno di una bussola
morale – (a) e (b) hanno bisogno di una giustificazione morale,
altrimenti sarebbero “ingiuste”. Oggi, valori come
religione, patriottismo, integrità morale e della parola, ecc. sono
“indietro”, oppure di fatto abbandonati ed esistenti solo in teoria;
però non sono stati sostituiti da altri solidi valori. Che fare?
Prendere a prestito quelli preconfezionati come il salutismo e poi
fare la morale agli altri: e più marci si è, più morale si fa. Avrà notato che gli antifumo fanno sempre la morale
da dietro il dito della scienza (rottame, non quella vera perché non
prova ma smentisce le loro asserzioni) – e quando
si dimostra loro inconfutabilmente che partono da
truffe scientifiche e
statistiche sul fumo attivo e passivo (che, in quanto tali, sono
implicitamente immorali), loro negano che sono truffe con tutta la
loro forza, oppure fanno finta di non sentire (e aumentano il tenore
della propaganda) - ma non accettano mai un
dibattito scientifico con l'opposizione. Ciò perché allo stesso tempo si rimuove sia la
loro scusa di
copertura, sia la credibilità dei loro leader – veri
delinquenti in guanti (e camici) bianchi che si arricchiscono
politicamente ed economicamente con tali truffe.
d) Lo stato ha
bisogno di fondi
– Lo stato inefficiente e vorace non è mai sazio di denaro e di potere.
Ecco dunque che rubare il sudato denaro dalle tasche dei cittadini
tramite supertasse su sigarette e, presto, sui cibi ipercalorici diventa una “terapia” per
"liberarli dai loro vizi“ - primo tra tutti
il fumo - mentre si ammanta di moralismo e di "tutela della salute"
un'estorsione. I veri cattivi (che ci devono essere sempre) non sono
i fumatori (che sono le "vittime" - altra deflessione della
responsabilità personale per fare accettare al fumatore il suo fato)
ma l'industria delle sigarette che, oggi spesso capeggiata
dalla
Philip Morris, fa come frate Remigio di Baràgine ne Il nome
della Rosa di fronte all'Inquisizione: anche se innocente, si
auto-accusa di satanismo in un grottesco atto di
auto-preservazione, stress e protesta ultima e, per evitare la
tortura, conferma tutte le accuse dell'Inquisitore - non importa
quanto assurde. Il fumo è sempre stato il rompighiaccio del salutismo –
anche perché sono quasi 50 anni che si è costruito un edificio di
truffe scientifiche che non sono mai state sufficientemente
denunciate, e quindi ora sono diventate istituzionalizzate e
dogmatiche. Chi le sfida con la scienza vera come minimo non è
credibile, perché ormai l'ambiguo “Il fumo fa male” è
diventato una fede inconfutabile le cui basi d’argilla assolutamente non
possono
essere messe in questione - pena l'accusa di eresia e il conseguente
rogo sociale, finanziario e professionale. Ergo, ogni articolo anche
in difesa dei fumatori deve essere corredato delle indimostrabili
cifre di morti e malattie o di varie altre note negative per
assicurarsi le orecchie del lettore - e come atto di sottomissione
incondizionata alla superstizione "sanitaria" e nazionale.
e)
Lo stato ha
bisogno di distrarre il popolo
– Lo stato odierno ha ereditato gli atti di follia commessi 30-40
anni fa per
convenienza politica: espansione smodata delle pensioni e delle
mutue sanitarie, nonché l’istituzione del “diritto alla salute”, per esempio, che si
sono combinate con una vita media più lunga di quasi 10 anni (ma abbiamo solo allungato la
vecchiaia, non la produttiva gioventù - e, guarda caso, succede
proprio alla generazione che ha fumato di più nella storia: ancora
assai che il fumo fa male!...). A tali follie gli stati
contemporanei stanno aggiungendo le proprie. L’accanimento contro il
fumo (a dispetto dell’accecante evidenza che non si possa provare
scientificamente una sola morte al mondo per via del tabacco) ha quindi la doppia
funzione di distrarre il popolo da problemi politici seri (esempio:
in funzione di come si svilupperà la situazione in Iraq,
l’Inghilterra deciderà se imporre un divieto di fumo totale o lasciare
la gestione del divieto alle municipalità locali entro il 24 Giugno), e
quello di deflettere la responsabilità dei propri fallimenti sui
cittadini stessi con l'uso delle truffe scientifiche. “Ragazzi, grazie a promesse assurde, a diritti
campati in aria e che ormai non possiamo più ritrattare, e
specialmente grazie alla nostra corruzione e scellerata incompetenza
nella gestione della pubblica sanità, la colpa delle condizioni di
bancarotta della stessa è >>vostra<< perché fumate, mangiate troppo, bevete, ecc.” Questo è il messaggio implicito di mascalzoni che
usano truffe per deflettere l’ira del popolo contro se stesso invece
che affrontarla con soluzioni che richiedono una visione ed una
competenza che non hanno. E la gente babbea ci cade!
f) Le
multinazionali farmaceutiche hanno bisogno di vendere
– L’investimento
delle multinazionali farmaceutiche nelle campagne e nelle
organizzazioni antifumo (e anche anticibo e antialcol) è
enorme e
ben documentato. Solo un disonesto, un incompetente o un idiota, oggigiorno, potrebbe
negarlo. Ma chi difende il fumo è un venduto alle multinazionali del
tabacco, quindi immorale e non credibile; chi invece promuove
le
truffe antifumo ed è venduto a certe multinazionali del farmaco
è invece morale e credibile. Ergo, la Destra che ideologicamente è
pro-multinazionale e pro-individualista ha convenienza ad ignorare
la corruzione della "salute pubblica" per ragioni di salute
pubblica; la Sinistra che ideologicamente è anti-multinazionale e
pro-collettivista ignora la corruzione della "salute pubblica" per
ragioni di salute pubblica: e mentre si confonde la statistica con
la scienza, quando si parla di salute pubblica anche le truffe e
l'ingerenza delle multinazionali vanno benissimo, e i
collettivisti obbediscono tutti - scegliendo di vedere solo le
multinazionali del tabacco!
Le aziende farmaceutiche non investono miliardi di dollari
in campagne umanitarie: lo fanno per tornaconto. Qual è il
tornaconto? La vendita di prodotti di cessazione da fumo (ampiamente
pubblicizzati dai ministeri della “salute” coi soldi dei
cittadini; però l’ignobile fatto che il ministero della “salute” sia
diventato un venditore di farmaceutici è accuratamente ignorato) ed anche e specialmente dall'enorme vendita di
antidepressivi - mercati da miliardi di dollari all'anno. Le multinazionali farmaceutiche hanno un’immensa
influenza e potere nell’Organizzazione Mondiale della Sanità – il
pinnacolo della corruzione dell'oligarchia medico-sanitaria e, non a
caso, quello dell’antifumo – che ha classificato gli stili di vita
come “malattie non comunicabili” per una ragione ben precisa: terapizzare il comportamento sociale significa
vendere i farmaci dei suoi partner ufficiali ed
acquistare un immenso potere politico che scavalca costituzioni e
democrazia, e sfruttando aree sociali e di tassazione altrimenti
intoccabili da qualsiasi politico convenzionale.
g)
I media hanno bisogno di materiale – Il fumo riempie le
pagine dei giornali e le ore della televisione. Studi antifumo con
metodologia truffaldina spesso finanziati
direttamente o indirettamente dall’industria
farmaceutica e pubblicati da riviste scientifiche economicamente
controllate dalla stessa sono prodotti in serie, mentre rifiutare la
pubblicazione di studi che dimostrano che il fumo non è una piaga
sociale è diventata la “standard policy” di dette pubblicazioni. La
pubblicazione di informazione falsa e tendenziosa e l’istigazione
all’odio contro il tabacco e i fumatori garantisce facile e sicuro
successo, che fa anche vedere che i media fanno “la loro parte
responsabile” per “far sentire al fumatore la pressione sociale che
lo induce a smettere”, come predica Sirchia. Inoltre diffondere
questa disinformazione è anche
molto economico, perché essa arriva pre-formattata e pre-digerita nei fax redazionali direttamente dalle
agenzie stampa: un copia e incolla e voilà! D’altro canto,
pubblicare informazione che dimostri che i pericoli del fumo sono
una truffa al 90% sarebbe politicamente scorretto, rischierebbe
lettori/ascoltatori e disferebbe un castello di menzogne costruito negli ultimi 20-30 anni,
mentre distruggerebbe la
credibilità di influenti “santoni” medici che sono diventati potenti
e
famosi truffando il popolo sul fumo.
h)
I media,
le istituzioni private e i "think tank" hanno bisogno di fondi
- Ma i media hanno una ragione ancora più importante dietro il loro
comportamento: diffondere allarmismo e anti-fumo (anti-grasso,
anti-alcol...)
significa anche beneficiare degli immensi budget pubblicitari di Big
Pharma, il cui bombardamento promozionale è visibile a tutti
ovunque. Un settimanale che rivelasse con documentazione che
la
Johnson & Johnson investe centinaia di milioni di dollari all'anno
in università, mezzi di comunicazione e movimenti di "salute
pubblica" (per cui i prodotti di queste entità sono
inevitabilmente influenzati) che speranza avrebbe di ottenere
pubblicità dalla J&J? Infine - e molto astutamente - queste
multinazionali sono generosi sponsor di istituzioni private e di "think
tank" intellettuali di tutte le confessioni ideologiche. E siccome
non si morde la mano che ti da il cibo, ecco che questi gruppi -
spesso anche molto liberali ed intellettualmente integri - quando
non parlano male del fumo, o riportano pari pari i luoghi comuni
della "salute pubblica" (quindi confermando informazione falsa come
vera), oppure scelgono di ignorare le truffe scientifiche perché
esse sono finanziate in gran parte dai loro benefattori. Una
volta sviluppata la dipendenza dal denaro (e non potendo
aspettarselo dalla demonizzata industria del tabacco) voltarsi
dall'altra parte per questo argomento (già scelto come capro
espiatorio sociale, quindi "poco male") significa assicurarsi
un'importante fonte di sopravvivenza. La realtà che questi gruppi
scelgono di ignorare è che esiste un'intera batteria di bersagli
che seguirà il fumo.
Caro Rolando,
questi sono solo alcuni dei più importanti aspetti che spiegano
l’accanimento contro il fumo. Come vede, si tratta di un'aberrazione
sociale molto, molto complessa. Per maggiori approfondimenti, legga il
sito! Ma le rammentiamo di nuovo che il fumo è ciò che permette
l’istituzione della micro gestione della “salute pubblica” non solo
sulle nostre sigarette, ma su tutti gli aspetti della nostra vita,
perché tutti concernono la “salute”. Quindi non smetta di fumare
sperando di evitare la persecuzione. Presto, la nostra stessa
esistenza sarà l’oggetto di qualche terapia. Invece, fumi pure in
pubblico e senza
vergogna e, con la sua nuova consapevolezza, diffonda il messaggio di FORCES a tutti quelli che conosce:
insieme e col tempo, potremo sconfiggere lo Stato terapeutico e
tornare a vivere liberi e in pace. Perché non importa quanto grossi
siano i suoi budget: le menzogne hanno sempre le gambe corte, e le
tasche dei cittadini sono quasi vuote.
Un'ultima, piccola nota: ciò che scriviamo non
dovrebbe dispiacerle affatto perché è logico, documentato
e vero -- non perché lei fuma!
Un cordiale saluto.
FORCES Italiana
La Redazione