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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo



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FUMATORI: CHI HA INTERESSE A PERSEGUITARLI?


27 Maggio 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Cara FORCES,

Sono un fumatore e quindi non mi dispiace affatto quello che scrivete. Ma vorrei capire perché viene attaccato così ferocemente il tabacco.

CHI ha interesse a farlo?

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

Rolando


Caro Rolando,

lei dovrebbe leggere il nostro sito più approfonditamente, perché è frutto di quasi dieci anni di lavoro e seria ricerca internazionale proprio su questa aberrazione socio-politica.

Come per tutti i fenomeni sociali, la causa non è mai una sola, e il tentativo di attribuire una causa piuttosto che un'altra ad un fenomeno creato esclusivamente dall'interazione delle cause ci farebbe cadere nella stessa disonestà degli antifumo, che arbitrariamente attribuiscono le morti di cancro al fumo per scopi politici quando in realtà il cancro in generale ha centinaia di cause, spesso inseparabili. L'esame della singola causa quindi diminuisce la potenza dell’argomento anche se ne semplifica la comprensione a scopo di analisi. Per lei e per i nostri lettori tenteremo comunque di fare un brevissimo e incompleto riassunto per punti.

a)    La gente ha bisogno di odiare – Una forma di schizofrenia filosofica un po' hollywoodiana è di isolare un sentimento “positivo” ignorandone il suo opposto. Come la gente ha disperatamente bisogno di amare, ha un uguale bisogno di odiare. Senza odio, l'amore non potrebbe esistere e viceversa. Ogni epoca è piena di capri espiatori. Senza capire il problema di base, governi e gruppi d’interesse hanno reso politicamente scorrette vecchie forme di odio: odiare gli ebrei, i negri, le donne e i gay oggi è un vero no-no; ma la realtà di base resta. E allora, come soddisfiamo il nostro bisogno di odiare? Odiando e punendo i fumatori, i grassoni, i drogati, i bevitori, chi non si mette la cintura di sicurezza, chi fa sporcare il cane per strada… e distribuendo questo bisogno emozionale su gruppi multipli, che possono anche odiarsi tra di loro, ulteriormente indebolendo la potenziale resistenza contro i poteri che promulgano l'odio, spesso accentrati nelle "autorità" di stato o "morali" - nel nostro caso la "salute pubblica". Sta dunque anche a questi bersagli farsi rispettare con la forza come hanno fatto le categorie che li hanno preceduti (e che magari oggi odiano i nuovi bersagli!). Bisogna accettare che gli "odiatori", siccome obbediscono ad un bisogno insito nella natura umana, ci saranno sempre, come ci saranno sempre i mascalzoni che profitteranno dall'isterizzare questo bisogno.

b)   La gente ha bisogno di sentirsi sicura di se stessa – Esiste un modo sano e un modo malato per sentirsi sicuri di se stessi: quello sano è conquistare le proprie paure e limitazioni fisiche e intellettuali con un processo di crescita che dura una vita e che non finisce mai. Quello malato è di sminuire e togliere la dignità a determinati bersagli in modo che, per differenza, ci sentiamo superiori e magari diventiamo anche dei miti nella nostra stessa mente! E così il povero mentecatto ex/non fumatore, magari già ultimo anello della catena dell’umiliazione sociale e che deve sempre dire di si a tutti – dal capo ufficio allo stato alla moglie – e che si sente sul collo il fiato fetido dello stato con telecamere, regolamenti, multe, tasse, infiniti divieti e obblighi e lavaggi di cervello, finalmente ha lui stesso qualcuno da umiliare e su cui avere potere, e quindi sentirsi relativamente superiore (o “meglio”). E con tanto di approvazione dello stato, che rappresenta una potenza che lui può invocare semplicemente pronunciando le paroline magiche "mi da fastidio", "mi fa male", oppure semplicemente definendo se stesso: "sono più debole!" Questa è una delle ragioni per cui gli antifumo perdono le staffe quando noi li mandiamo a quel paese in modo proporzionale all’offesa che ci hanno recato; è perché togliamo loro il senso di superiorità! Infine, questa è una ragione fondamentale per cui uno stato che sia veramente etico (contraddizione in termini con "stato etico" italiano) dovrebbe sempre astenersi dal prendere le parti di (eufemismo: "tutelare") un gruppo di popolazione contro un altro - condotta di cui la storia ha sempre dimostrato le funeste conseguenze, dalla Germania nazista al Sudafrica agli Stati Uniti.

c)   La gente ha bisogno di una bussola morale – (a) e (b) hanno bisogno di una giustificazione morale, altrimenti sarebbero “ingiuste”. Oggi, valori come religione, patriottismo, integrità morale e della parola, ecc. sono “indietro”, oppure di fatto abbandonati ed esistenti solo in teoria; però non sono stati sostituiti da altri solidi valori. Che fare? Prendere a prestito quelli preconfezionati come il salutismo e poi fare la morale agli altri: e più marci si è, più morale si fa. Avrà notato che gli antifumo fanno sempre la morale da dietro il dito della scienza (rottame, non quella vera perché non prova ma smentisce le loro asserzioni) – e quando si dimostra loro inconfutabilmente che partono da truffe scientifiche e statistiche sul fumo attivo e passivo (che, in quanto tali, sono implicitamente immorali), loro negano che sono truffe con tutta la loro forza, oppure fanno finta di non sentire (e aumentano il tenore della propaganda) - ma non accettano mai un dibattito scientifico con l'opposizione. Ciò perché allo stesso tempo si rimuove sia la loro scusa di copertura, sia la credibilità dei loro leader – veri  delinquenti in guanti (e camici) bianchi che si arricchiscono politicamente ed economicamente con tali truffe.

d)   Lo stato ha bisogno di fondi – Lo stato inefficiente e vorace non è mai sazio di denaro e di potere. Ecco dunque che rubare il sudato denaro dalle tasche dei cittadini tramite supertasse su sigarette e, presto, sui cibi ipercalorici diventa una “terapia” per "liberarli dai loro vizi“ - primo tra tutti il fumo - mentre si ammanta di moralismo e di "tutela della salute" un'estorsione. I veri cattivi (che ci devono essere sempre) non sono i fumatori (che sono le "vittime" - altra deflessione della responsabilità personale per fare accettare al fumatore il suo fato) ma l'industria delle sigarette che, oggi spesso capeggiata dalla Philip Morris, fa come frate Remigio di Baràgine ne Il nome della Rosa di fronte all'Inquisizione: anche se innocente, si auto-accusa di satanismo in un  grottesco atto di auto-preservazione, stress e protesta ultima e, per evitare la tortura, conferma tutte le accuse dell'Inquisitore - non importa quanto assurde. Il fumo è sempre stato il rompighiaccio del salutismo – anche perché sono quasi 50 anni che si è costruito un edificio di truffe scientifiche che non sono mai state sufficientemente denunciate, e quindi ora sono diventate istituzionalizzate e dogmatiche. Chi le sfida con la scienza vera come minimo non è credibile, perché ormai l'ambiguo “Il fumo fa male” è diventato una fede inconfutabile le cui basi d’argilla assolutamente non possono essere messe in questione - pena l'accusa di eresia e il conseguente rogo sociale, finanziario e professionale. Ergo, ogni articolo anche in difesa dei fumatori deve essere corredato delle indimostrabili cifre di morti e malattie o di varie altre note negative per assicurarsi le orecchie del lettore - e come atto di sottomissione incondizionata alla superstizione "sanitaria" e nazionale.

e)   Lo stato ha bisogno di distrarre il popolo – Lo stato odierno ha ereditato gli atti di follia commessi 30-40 anni fa per convenienza politica: espansione smodata delle pensioni e delle mutue sanitarie, nonché l’istituzione del “diritto alla salute”, per esempio, che si sono combinate con una vita media più lunga di quasi 10 anni (ma abbiamo solo allungato la vecchiaia, non la produttiva gioventù - e, guarda caso, succede proprio alla generazione che ha fumato di più nella storia: ancora assai che il fumo fa male!...). A tali follie gli stati contemporanei stanno aggiungendo le proprie. L’accanimento contro il fumo (a dispetto dell’accecante evidenza che non si possa provare scientificamente una sola morte al mondo per via del tabacco) ha quindi la doppia funzione di distrarre il popolo da problemi politici seri (esempio: in funzione di come si svilupperà la situazione in Iraq, l’Inghilterra deciderà se imporre un divieto di fumo totale o lasciare la gestione del divieto alle municipalità locali entro il 24 Giugno), e quello di deflettere la responsabilità dei propri fallimenti sui cittadini stessi con l'uso delle truffe scientifiche. “Ragazzi, grazie a promesse assurde, a diritti campati in aria e che ormai non possiamo più ritrattare, e specialmente grazie alla nostra corruzione e scellerata incompetenza nella gestione della pubblica sanità, la colpa delle condizioni di bancarotta della stessa è >>vostra<< perché fumate, mangiate troppo, bevete, ecc.” Questo è il messaggio implicito di mascalzoni che usano truffe per deflettere l’ira del popolo contro se stesso invece che affrontarla con soluzioni che richiedono una visione ed una competenza che non hanno. E la gente babbea ci cade!

f)     Le multinazionali farmaceutiche hanno bisogno di vendere – L’investimento delle multinazionali farmaceutiche nelle campagne e nelle organizzazioni antifumo (e anche anticibo e antialcol) è enorme e ben documentato. Solo un disonesto, un incompetente o un idiota, oggigiorno, potrebbe negarlo. Ma chi difende il fumo è un venduto alle multinazionali del tabacco, quindi immorale e non credibile; chi invece promuove le truffe antifumo ed è venduto a certe multinazionali del farmaco è invece morale e credibile. Ergo, la Destra che ideologicamente è pro-multinazionale e pro-individualista ha convenienza ad ignorare la corruzione della "salute pubblica" per ragioni di salute pubblica; la Sinistra che ideologicamente è anti-multinazionale e pro-collettivista ignora la corruzione della "salute pubblica" per ragioni di salute pubblica: e mentre si confonde la statistica con la scienza, quando si parla di salute pubblica anche le truffe e l'ingerenza delle multinazionali vanno benissimo, e i collettivisti obbediscono tutti - scegliendo di vedere solo le multinazionali del tabacco! Le aziende farmaceutiche non investono miliardi di dollari in campagne umanitarie: lo fanno per tornaconto. Qual è il tornaconto? La vendita di prodotti di cessazione da fumo (ampiamente pubblicizzati dai ministeri della “salute” coi soldi dei cittadini; però l’ignobile fatto che il ministero della “salute” sia diventato un venditore di farmaceutici è accuratamente ignorato) ed anche e specialmente dall'enorme vendita di antidepressivi - mercati da miliardi di dollari all'anno. Le multinazionali farmaceutiche hanno un’immensa influenza e potere nell’Organizzazione Mondiale della Sanità – il pinnacolo della corruzione dell'oligarchia medico-sanitaria e, non a caso, quello dell’antifumo – che ha classificato gli stili di vita come “malattie non comunicabili” per una ragione ben precisa: terapizzare il comportamento sociale significa vendere i farmaci dei suoi  partner ufficiali ed acquistare un immenso potere politico che scavalca costituzioni e democrazia, e sfruttando aree sociali e di tassazione altrimenti intoccabili da qualsiasi politico convenzionale.

g)   I media hanno bisogno di materiale – Il fumo riempie le pagine dei giornali e le ore della televisione. Studi antifumo con metodologia truffaldina spesso finanziati direttamente o indirettamente dall’industria farmaceutica e pubblicati da riviste scientifiche economicamente controllate dalla stessa sono prodotti in serie, mentre rifiutare la pubblicazione di studi che dimostrano che il fumo non è una piaga sociale è diventata la “standard policy” di dette pubblicazioni. La pubblicazione di informazione falsa e tendenziosa e l’istigazione all’odio contro il tabacco e i fumatori garantisce facile e sicuro successo, che fa anche vedere che i media fanno “la loro parte responsabile” per “far sentire al fumatore la pressione sociale che lo induce a smettere”, come predica Sirchia. Inoltre diffondere questa disinformazione è anche molto economico, perché essa arriva pre-formattata e pre-digerita nei fax redazionali direttamente dalle agenzie stampa: un copia e incolla e voilà! D’altro canto, pubblicare informazione che dimostri che i pericoli del fumo sono una truffa al 90% sarebbe politicamente scorretto, rischierebbe lettori/ascoltatori e disferebbe un castello di menzogne costruito negli ultimi 20-30 anni, mentre distruggerebbe la credibilità di influenti “santoni” medici che sono diventati potenti e famosi truffando il popolo sul fumo.

h)  I media, le istituzioni private e i "think tank" hanno bisogno di fondi - Ma i media hanno una ragione ancora più importante dietro il loro comportamento: diffondere allarmismo e anti-fumo (anti-grasso, anti-alcol...) significa anche beneficiare degli immensi budget pubblicitari di Big Pharma, il cui bombardamento promozionale è visibile a tutti ovunque. Un settimanale che rivelasse con documentazione che la Johnson & Johnson investe centinaia di milioni di dollari all'anno in università, mezzi di comunicazione e movimenti di "salute pubblica" (per cui i prodotti di queste entità sono inevitabilmente influenzati) che speranza avrebbe di ottenere pubblicità dalla J&J? Infine - e molto astutamente - queste multinazionali sono generosi sponsor di istituzioni private e di "think tank" intellettuali di tutte le confessioni ideologiche. E siccome non si morde la mano che ti da il cibo, ecco che questi gruppi - spesso anche molto liberali ed intellettualmente integri - quando non parlano male del fumo, o riportano pari pari i luoghi comuni della "salute pubblica" (quindi confermando informazione falsa come vera), oppure scelgono di ignorare le truffe scientifiche perché esse sono finanziate in gran parte dai loro benefattori. Una volta sviluppata la dipendenza dal denaro (e non potendo aspettarselo dalla demonizzata industria del tabacco) voltarsi dall'altra parte per questo argomento (già scelto come capro espiatorio sociale, quindi "poco male") significa assicurarsi un'importante fonte di sopravvivenza. La realtà che questi gruppi scelgono di ignorare è che esiste un'intera batteria di bersagli che seguirà il fumo.

Caro Rolando, questi sono solo alcuni dei più importanti aspetti che spiegano l’accanimento contro il fumo. Come vede, si tratta di un'aberrazione sociale molto, molto complessa. Per maggiori approfondimenti, legga il sito! Ma le rammentiamo di nuovo che il fumo è ciò che permette l’istituzione della micro gestione della “salute pubblica” non solo sulle nostre sigarette, ma su tutti gli aspetti della nostra vita, perché tutti concernono la “salute”. Quindi non smetta di fumare sperando di evitare la persecuzione. Presto, la nostra stessa esistenza sarà l’oggetto di qualche terapia. Invece, fumi pure in pubblico e senza vergogna e, con la sua nuova consapevolezza, diffonda il messaggio di FORCES a tutti quelli che conosce: insieme e col tempo, potremo sconfiggere lo Stato terapeutico e tornare a vivere liberi e in pace. Perché non importa quanto grossi siano i suoi budget: le menzogne hanno sempre le gambe corte, e le tasche dei cittadini sono quasi vuote.

Un'ultima, piccola nota: ciò che scriviamo non dovrebbe dispiacerle affatto perché è logico, documentato e vero -- non perché lei fuma!

Un cordiale saluto.

FORCES Italiana
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