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Beh, che dirvi? Grazie! Ecco,
grazie è tutto quello che sintetizza otto anni di frustrazione.
Eh si, perché sono già otto anni che ho smesso di fumare 30/40
sigarette al giorno, passando dalla condizione di drogato a quella
sano cittadino. Ma vi assicuro che è dura frequentare fumatori e
subire assieme a loro la ghettizzazione imposta e coercitiva,
assistere ai comportamenti sprezzanti della gente salutista e vedersi
osservato come il "poverino" che subisce la prepotenza altrui.
Purtroppo il razzismo perpetrato nei confronti dei fumatori colpisce
anche i collaborazionisti come me con epiteti raramente velati
anelanti l'idiozia e la stupidità.
In coscienza ho provato alcune volte (quando l'elasticità mentale del
mio interlocutore sembrava permetterlo) a spiegare che, svolgendo per
lavoro vari campionamenti ambientali, la presenza di sostanze
inalabili è naturale, che l’apporto del fumo passivo a queste quantità
è difficilmente rilevabile, che i normali filtri del nostro corpo
funzionano bene e che è molto più dannoso respirare la polvere e le
esalazioni chimiche delle pulizie domestiche del fumo di sigaretta… ma
mi vedevo immancabilmente osservato come un farneticante. In alcune
dei miei migliori monologhi sono arrivato addirittura ad accusare lo
stato che, invece di lenire la piaga sociale del fumo, lucra sullo
spaccio della nicotina e a considerare che i fumatori sono l’unica
minoranza in Italia non beneficia della legge che impone il rispetto e
l’aiuto delle minoranze stesse.
Lo stesso vale per i presunti danni indotti dalla presenza di campi
elettromagnetici, rischi che tutti temono ma che non fermano nessuno
di fronte alle radiazioni sparate da un telefono cellulare in fase di
trasmissione, tutti se ne infischiano della salute del vicino, e
sbraitano isterici perché egli sta fumando.
Si signori, avete ragione, anzi AVETE RAGIONE, e avete anche un altro
merito: quello di aver spezzato la mia solitudine da alieno
travisatore, visto che da tempo mi ero imposto il silenzio sulle mie
considerazioni.
Francesco Scappini
Caro Signor Scappini,
prego! Facciamo solo il nostro dovere. Tale dovere, però, non è
ambiguo come la lettera che ci ha mandato - forse ironica, forse
sincera, non lo sappiamo. E di questa lettera la ringraziamo, perché
illustra superbamente lo stato confusionale su praticamente ogni
argomento dei giorni nostri. Se avessimo voluto scriverla noi come
esempio, confessiamo che non ci saremmo riusciti.
Il nostro dovere, dicevamo, non è quello di esprimere frustrazione, né
intendiamo essere il Muro del Pianto per fumatori, ex-fumatori,
oppressi e ghettizzati perché, da buoni darwinisti, crediamo che gli
oppressi e i ghettizzati, gli odiati e i segregati si meritino il
trattamento che ricevono finché non si fanno rispettare con la forza
- e la storia ci da ragione. Noi invece siamo qui per denunciare non solo la
delinquenza che porta a basare leggi, divieti e regolamenti su
truffe
scientifiche ed epidemiologiche; siamo anche qui per avere le idee
chiare, puntare chiaramente a una direzione -- e per stimolare un piano d'azione intransigente, limpido e
implementabile contro la suddetta delinquenza. Siamo qui per portare
un giorno quella gentaglia in tribunale. Senza compromessi; senza
risentita sottomissione o vari gradi di arruffianamento ai potenti in
camice bianco o di altro colore. Senza falso rispetto per
delle "autorità" che starebbero meglio a Regina Cieli piuttosto che al
timone dello stato. Ecco perché gli antifumo e i loro leccapiedi ci
odiano al punto da far finta ignorarci: sanno che le truffe che
vomitano al pubblico grazie ai loro mezzi non potrebbero mai farla
franca in un forum pubblico contro la verità che rappresentiamo. Ecco, infine, perché
o ci amate o ci
odiate - e in entrambi i casi ci fate solo onore.
Quando si arriva a questi punti in una società, i compromessi, le vie
di mezzo e le riforme non funzionano perché non si raddrizza la torre
di Pisa: o la si tiene storta finché non ci crolla addosso, oppure la si
demolisce e la si ricostruisce diritta.
Ci permettiamo di darle pochi chiari consigli e non equivoci
chiarimenti - qualunque sia stato l'intento della sua lettera.
- I pericoli del fumo attivo e
specialmente passivo sono una
truffa epidemiologica
dimostrabile in qualsiasi tribunale, di cui si
fa complice la "salute pubblica" per controllare il comportamento
delle sue vittime con la forza e per facilitare la vendita di
antidepressivi e di prodotti di cessazione. Chi truffa o fa uso di
truffe è un truffatore. I truffatori sono delinquenti.
I delinquenti si mettono in galera, non ai ministeri. La
legge (teoricamente) è uguale per tutti, e non fa distinzione tra le
truffe dei potenti e quelle dei poveracci. Accettare diversamente
significa accettare ed essere parte del marciume etico e sociale che ha permesso
l'emergere dell'antifumo, della scienza rottame e del salutismo.
- Perché non portiamo i truffatori
in tribunale noi stessi? Perché siamo poveri - ma non per questo
accettiamo di sottometterci alla frode di stato. Forse lei vorrà
farci una donazione.
- I pericoli dei campi elettromagnetici, nella intensità di tutti i
giorni, sono un'altra frode e paranoia che è ben dimostrata. Vivere
vicino ad una centrale elettrica non fa male a nessuno - eccetto per
il cattivo panorama e per la più alta probabilità di fastidiosi fulmini
che colpiscono la centrale.
- I telefoni cellulari sono parte della stessa paranoia. 0,75W di
microonde non fanno male a nessuno, nemmeno con esposizione costante.
Non esiste alcuna prova scientifica a tale effetto: solo
scienza rottame statistica basata su questionari, interviste, e
topolini geneticamente selezionati per sviluppare il cancro anche se
solo li guardi. Circa i ripetitori, è tanto improbabile che la gente tenga la testa
ferma vicino a un'antenna
ripetitrice quanto che la ficchi in un forno a microonde, scassi la sicura e
schiacci il bottone "full power".
- La sua autodefinizione di "drogato" dimostra
chiaramente il nefando lavaggio di cervello della propaganda truffaldina del salutismo, volta a
distruggere l'autostima e a far sentire tutti "malati", così ci si sottomette al
fascismo bianco e si corre in farmacia a far ricche le multinazionali
farmaceutiche mentre si accetta che la "sanità" stabilisca i nostri
valori di vita e di famiglia. Non esistono i "drogati di sigarette": esistono
fumatori che si godono la vita. Quando il fumatore decide che la
sigaretta non lo fa più godere (si spera non perché si sente in colpa, o perché crede
alla ciance di Sirchia) egli smette di fumare, proprio come ha fatto
lei.
- La piaga sociale non è il fumo, ma
il salutismo
e l'antifumo con le imposizioni, il sadismo, le
truffe e la corruzione che lo accompagnano l'operato di questi
mascalzoni. Se lei vuole eliminare questa
piaga sociale che continua a dilagare, allora ci dia una mano invece di scriverci lettere
ambigue. Ci dia una mano a mettere in galera chi ci
disinforma sul fumo, sui campi magnetici, sul cibo, alcol,
automobili - e praticamente su ogni altra cosa che si fa nella vita.
Vedrà quante "piaghe" spariranno se si potrà sconfiggere la
"salute pubblica" nella sua corrente, diabolica incarnazione. E la gente potrà tornare a vivere
libera, serena - e con assai più denaro in tasca, in questi
tempi di magra economia - causata proprio dagli obblighi di
conformarsi a mille regolamenti SS (Salute & Sicurezza) che non sono
mai esistiti prima e si andava benissimo. E i nostri bambini cresceranno dritti, non
paranoici - e, certamente, assai meno ignoranti.
Cordiali saluti - e se ne accenda "una": l'aiuterà a sentirsi meglio.
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