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5 Settembre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Beh, che dirvi? Grazie! Ecco, grazie è tutto quello che sintetizza otto anni di frustrazione.

Eh si, perché sono già otto anni che ho smesso di fumare 30/40 sigarette al giorno, passando dalla condizione di drogato a quella sano cittadino. Ma vi assicuro che è dura frequentare fumatori e subire assieme a loro la ghettizzazione imposta e coercitiva, assistere ai comportamenti sprezzanti della gente salutista e vedersi osservato come il "poverino" che subisce la prepotenza altrui. Purtroppo il razzismo perpetrato nei confronti dei fumatori colpisce anche i collaborazionisti come me con epiteti raramente velati anelanti l'idiozia e la stupidità.

In coscienza ho provato alcune volte (quando l'elasticità mentale del mio interlocutore sembrava permetterlo) a spiegare che, svolgendo per lavoro vari campionamenti ambientali, la presenza di sostanze inalabili è naturale, che l’apporto del fumo passivo a queste quantità è difficilmente rilevabile, che i normali filtri del nostro corpo funzionano bene e che è molto più dannoso respirare la polvere e le esalazioni chimiche delle pulizie domestiche del fumo di sigaretta… ma mi vedevo immancabilmente osservato come un farneticante. In alcune dei miei migliori monologhi sono arrivato addirittura ad accusare lo stato che, invece di lenire la piaga sociale del fumo, lucra sullo spaccio della nicotina e a considerare che i fumatori sono l’unica minoranza in Italia non beneficia della legge che impone il rispetto e l’aiuto delle minoranze stesse.

Lo stesso vale per i presunti danni indotti dalla presenza di campi elettromagnetici, rischi che tutti temono ma che non fermano nessuno di fronte alle radiazioni sparate da un telefono cellulare in fase di trasmissione, tutti se ne infischiano della salute del vicino, e sbraitano isterici perché egli sta fumando.

Si signori, avete ragione, anzi AVETE RAGIONE, e avete anche un altro merito: quello di aver spezzato la mia solitudine da alieno travisatore, visto che da tempo mi ero imposto il silenzio sulle mie considerazioni.

Francesco Scappini
 


Caro Signor Scappini,

prego! Facciamo solo il nostro dovere. Tale dovere, però, non è ambiguo come la lettera che ci ha mandato - forse ironica, forse sincera, non lo sappiamo. E di questa lettera la ringraziamo, perché illustra superbamente lo stato confusionale su praticamente ogni argomento dei giorni nostri. Se avessimo voluto scriverla noi come esempio, confessiamo che non ci saremmo riusciti.

Il nostro dovere, dicevamo, non è quello di esprimere frustrazione, né intendiamo essere il Muro del Pianto per fumatori, ex-fumatori, oppressi e ghettizzati perché, da buoni darwinisti, crediamo che gli oppressi e i ghettizzati, gli odiati e i segregati si meritino il trattamento che ricevono finché non si fanno rispettare con la forza - e la storia ci da ragione. Noi invece siamo qui per denunciare non solo la delinquenza che porta a basare leggi, divieti e regolamenti su truffe scientifiche ed epidemiologiche; siamo anche qui per avere le idee chiare, puntare chiaramente a una direzione -- e per stimolare un piano d'azione intransigente, limpido e implementabile contro la suddetta delinquenza. Siamo qui per portare un giorno quella gentaglia in tribunale. Senza compromessi; senza risentita sottomissione o vari gradi di arruffianamento ai potenti in camice bianco o di altro colore. Senza falso rispetto per delle "autorità" che starebbero meglio a Regina Cieli piuttosto che al timone dello stato. Ecco perché gli antifumo e i loro leccapiedi ci odiano al punto da far finta ignorarci: sanno che le truffe che vomitano al pubblico grazie ai loro mezzi non potrebbero mai farla franca in un forum pubblico contro la verità che rappresentiamo. Ecco, infine, perché o ci amate o ci odiate - e in entrambi i casi ci fate solo onore.

Quando si arriva a questi punti in una società, i compromessi, le vie di mezzo e le riforme non funzionano perché non si raddrizza la torre di Pisa: o la si tiene storta finché non ci crolla addosso, oppure la si demolisce e la si ricostruisce diritta.

Ci permettiamo di darle pochi chiari consigli e non equivoci chiarimenti - qualunque sia stato l'intento della sua lettera.

  • I pericoli del fumo attivo e specialmente passivo sono una truffa epidemiologica dimostrabile in qualsiasi tribunale, di cui si fa complice la "salute pubblica" per controllare il comportamento delle sue vittime con la forza e per facilitare la vendita di antidepressivi e di prodotti di cessazione. Chi truffa o fa uso di truffe è un truffatore. I truffatori sono delinquenti. I delinquenti si mettono in galera, non ai ministeri. La legge (teoricamente) è uguale per tutti, e non fa distinzione tra le truffe dei potenti e quelle dei poveracci. Accettare diversamente significa accettare ed essere parte del marciume etico e sociale che ha permesso l'emergere dell'antifumo, della scienza rottame e del salutismo.
  • Perché non portiamo i truffatori in tribunale noi stessi? Perché siamo poveri - ma non per questo accettiamo di sottometterci alla frode di stato. Forse lei vorrà farci una donazione.
  • I pericoli dei campi elettromagnetici, nella intensità di tutti i giorni, sono un'altra frode e paranoia che è ben dimostrata. Vivere vicino ad una centrale elettrica non fa male a nessuno - eccetto per il cattivo panorama e per la più alta probabilità di fastidiosi fulmini che colpiscono la centrale.
  • I telefoni cellulari sono parte della stessa paranoia. 0,75W di microonde non fanno male a nessuno, nemmeno con esposizione costante. Non esiste alcuna prova scientifica a tale effetto: solo scienza rottame statistica basata su questionari, interviste, e topolini geneticamente selezionati per sviluppare il cancro anche se solo li guardi. Circa i ripetitori, è tanto improbabile che la gente tenga la testa ferma vicino a un'antenna ripetitrice quanto che la ficchi in un forno a microonde, scassi la sicura e schiacci il bottone "full power".
  • La sua autodefinizione di "drogato" dimostra chiaramente il nefando lavaggio di cervello della propaganda truffaldina del salutismo, volta a distruggere l'autostima e a far sentire tutti "malati", così ci si sottomette al fascismo bianco e si corre in farmacia a far ricche le multinazionali farmaceutiche mentre si accetta che la "sanità" stabilisca i nostri valori di vita e di famiglia. Non esistono i "drogati di sigarette": esistono fumatori che si godono la vita. Quando il fumatore decide che la sigaretta non lo fa più godere (si spera non perché si sente in colpa, o perché crede alla ciance di Sirchia) egli smette di fumare, proprio come ha fatto lei.
  • La piaga sociale non è il fumo, ma il salutismo e l'antifumo con le imposizioni, il sadismo, le truffe e la corruzione che lo accompagnano l'operato di questi mascalzoni. Se lei vuole eliminare questa piaga sociale che continua a dilagare, allora ci dia una mano invece di scriverci lettere ambigue. Ci dia una mano a mettere in galera chi ci disinforma sul fumo, sui campi magnetici, sul cibo, alcol, automobili - e praticamente su ogni altra cosa che si fa nella vita.

Vedrà quante "piaghe" spariranno se si potrà sconfiggere la "salute pubblica" nella sua corrente, diabolica incarnazione. E la gente potrà tornare a vivere libera, serena - e con assai più denaro in tasca, in questi tempi di magra economia - causata proprio dagli obblighi di conformarsi a mille regolamenti SS (Salute & Sicurezza) che non sono mai esistiti prima e si andava benissimo. E i nostri bambini cresceranno dritti, non paranoici - e, certamente, assai meno ignoranti.

Cordiali saluti - e se ne accenda "una": l'aiuterà a sentirsi meglio.

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