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13 Maggio 2002
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SIGARETTE NORMALI E LEGGERE: ESISTONO DIFFERENZE?

Gentile redazione, volevo gentilmente chiedervi in base alle vostre conoscenze se esistono differenze sostanziali per quanto riguarda la salute, tra le sigarette normali a contenuto 12 mg di condensato, le light a circa 8 mg di condensato e le ultra light a 4 mg di condensato?

Per quanto concerne il consumo è vero che meno condensato c' è più sono delicate per il fumatore attivo specialmente per i suoi polmoni?

Ma è anche vero che le sigarette light subiscono lavorazioni discutibili che possono renderle anche più dannose?

In attesa di una vostra cordiale risposta ringrazio la redazione e saluto distintamente.

 


Gentile lettore,

I dati epidemiologici degli scorsi 30 anni tendono ad indicare che, in media, le sigarette a bassa resa di condensato (catrame) sono un po’ meno rischiose. Esattamente quanto meno non si può dire, ma probabilmente dal 10% al 20% meno che le sigarette ad alta resa. Quindi la differenza, media o generica, tra 12 e 8 mg di condensato è probabilmente poca. Tra 12 e 4 mg la differenza dovrebbe essere reale, anche se non molto grande, e non definibile con precisione.

Le incertezze sono dovute alle condizioni momentanee d’aspirazione e inalazione - condizioni che sono diverse per ogni fumatore e anche per lo stesso fumatore in tempi diversi. In altre parole c’è chi fuma più o meno aggressivamente, e quindi inala una dose più o meno grande. Si dà quindi il caso che sigarette a bassa resa possano risultare in dosi maggiori che sigarette ad alta resa, a ragione di come il fumatore le consumi.

Nel considerare una sigaretta particolare, la scelta non dovrebbe basarsi sulla resa stessa, ma piuttosto sul rapporto di condensato e nicotina. Questo perché la nicotina controlla la dose di fumo, in quanto l’inalazione è inibita quando una desiderata dose di nicotina sia inalata. Se questa dose di nicotina fosse superata, l’inalazione si blocca perché il fumare diventa istantaneamente avverso e non più piacevole.

La nicotina non è l’elemento pericoloso nel fumo a detta delle maggiori autorità mediche: vedi l’Istituto di Medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, e la permessa e libera vendita di forti preparati di nicotina da usarsi per smettere di fumare. Su questa base il rischio verrebbe ridotto non riducendo la nicotina che è essenziale al piacere del fumare, ma piuttosto riducendo il resto del fumo. Quindi, un fumo meno rischioso avrebbe una maggiore concentrazione di nicotina rispetto al resto, vale a dire un più basso rapporto tra la resa del condensato e quella della nicotina.

Infatti, la modesta riduzione del rischio tra le sigarette ad alta e bassa resa è molto probabilmente dovuta al fatto che le sigarette leggere hanno un più basso rapporto tra condensato e nicotina. Per definizione, le sigarette a bassa resa di condensato producono un fumo meno denso e probabilmente più delicato. Ovviamente il fumo di tali sigarette potrebbe essere maggiormente inalato, a meno che non abbia un’alta concentrazione di nicotina relativamente al condensato, come si è detto sopra. Quanto alla lavorazione di sigarette a bassa resa, non c’è evidenza che sia più o meno discutibile della lavorazione di altre sigarette.

Un'ultima nota: pochi sanno che l'introduzione delle sigarette "light" fu dovuta principalmente alle pressioni politiche del cartello antifumo diversi anni fa' sulla base che, essendo più leggere, facevano meno male. Lo stesso cartello ora rinnega le sue affermazioni, ed esige l'abolizione della distinzione tra "light" e "normali".

Ci auguriamo che queste informazioni le possano essere di aiuto.

La redazione