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Cara FORCES,
come prima
cosa, devo dire che mi avete cambiato la vita.
Da quando sono
capitato, per caso, su questo sito, la battaglia contro i
nazionalsalutisti è diventata anche la mia crociata. Sono in
procinto di provare a fondare un'associazione anti-antifumo nella
mia città, Salerno, nella speranza di organizzare riunioni di
informazione e atti di ribellione organizzata (come prenotare 40
posti in un locale, fumare tutti insieme e anche chiamare la
polizia).
Perché voi non
ne organizzate? Dovremmo cominciare ad agire insieme.
Come ultima
cosa, volevo farvi partecipi della mia condizione di asmatico. Io
sono sempre stato asmatico, e da quando ho iniziato a fumare (5 anni
fa), giungendo fino alle 20 sigarette al giorno, NON ho più avuto
crisi d'asma. Per le quali mi era capitato anche di andare in
ospedale. Perciò non venissero gli asmatici a piagnucolare e a
rompere le palle.
Vi segnalo
anche la risposta ad una mia richiesta di delucidazioni ad un sito
antifumo:
"Presenti una
metanalisi dei suoi studi ad un prossimo convegno scientifico e ci
confronteremo da uomini di scienza, senza problemi.
Cordialmente,
Dott. Mauro Nanni
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Ricercatore Genetista Universita' La Sapienza, Roma
Presidente GEA"
Eppure non
credo sia necessario essere uomini di scienza per effettuare
l'operazione di media aritmetica, sommando le elevazioni di rischio
mostrate dagli studi e poi dividendo il risultato per il numero di
questi ultimi. Mah......
Ho provato
anche a rivolgermi al giornale "Le scienze", e non ho ottenuto
alcuna risposta (il che è comunque peggio di quanto fatto dal
"dottor" Nanni).
Comunque, mi
fareste un grande piacere facendomi conoscere la vostra opinione
sulla mia idea di sopra, e dandomi qualche suggerimento su come
realizzarla.
Grazie di tutto,
Francesco Spirito |
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Caro
Sig. Spirito,
Grazie della
sua lettera di solidarietà. Innanzitutto, suggeriamo che, invece di
fondare un’associazione anti-antifumo, lei piuttosto crei una
filiale di FORCES nella sua area, lavorando in seno ad
un’organizzazione già legalmente costituita e in piena regola.
Diciamo ciò per la sua protezione, perché gli antifumo non badano a
mezzi e metodi per distruggere chiunque li oppone. Bisogna accettare
una cosa che ancora sembra estrema e difficile da digerire: stiamo
combattendo, per la più parte, contro una forma di mafia organizzata ad
alti livelli – non contro persone "normali" con cui si ha una
differenza di opinione. Saremo quindi lieti di comunicare con lei per ulteriori azioni.
Circa l’asma,
è un fatto che il fumo ha
effetti zero (o lievemente benefici) sulla condizione, grazie al
monossido di azoto in esso contenuto, che è un noto vasodilatatore
(e rilassante muscolare), per cui compensa pienamente la
vasocostrizione indotta dalla nicotina. Questa è proprio la ragione
per cui le “terapie sostitutive” farmaceutiche, basate invece su
nicotina pura, sono pericolose assai più delle sigarette.
E’ singolare
che il presidente della GEA le abbia risposto a quel modo, perché
l’ordine perentorio e centralizzato a livello mondiale agli antifumo
è di non rispondere mai alle sfide sulla disinformazione epidemiologica sul
fumo. Le sue osservazioni sulla media aritmetica
sono più che corrette. Ma bisogna capire alcune cose fondamentali su
questa “scienza” che scienza non è.
La
truffa
sul fumo (specialmente
quello passivo) è una delle più elaborate mai concepite, che
conta fondamentalmente sull’ignoranza popolare e sulla paura indotta
per andare avanti; è quella che in inglese è chiamata nested
fraud, ovvero una truffa dentro l’altra proprio come le scatole
cinesi. In tal modo, coloro che l’hanno concepita e quelli
che la portano avanti si assicurano che molto tempo passi prima che
il popolo riesca ad aprire le diverse scatole; nel frattempo, essi
intendono sradicare il fumo dalla cultura e trasformare i fumatori
in colpevoli clienti farmaceutici, soddisfacendo
i loro
finanziatori. Lo stesso si applicherà ad alcol e alimentazione.
Brevemente, la
frode di queste scatole cinesi funziona così:
-
Scatola
uno:
l'ampia prevalenza degli studi non è statisticamente significativa,
perché fa vedere benefici e rischi allo stesso tempo; diversi
studi fanno vedere solo elevazioni di rischio; altri fanno vedere
solo elevazioni di beneficio.
-
Scatola
due:
Gli studi
non sono omogenei, quindi le meta-analisi di cui parla il
Dott. Nanni non sono possibili dal punto di vista
epidemiologico-statistico, perché la meta-analisi, per
definizione, richiede omogeneità, altrimenti si mescolano mele,
pere e arance, e si afferma che ciò va benone perché è tutta
frutta! Quindi, a meno che non si voglia intrattenere l’ipotesi
che il Dott. Nanni sia un incompetente in materia per non
sapere una cosa così basilare (in tal caso che ci fa a La
Sapienza?), non resta che optare la malafede.
-
Scatola
tre:
anche se la scatola uno e due fossero soddisfacenti (studi
statisticamente significativi ed omogenei), l’elevazione di
rischio è così minima da rendere ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE
evidenziare il fumo passivo come fattore della minuta elevazione
di rischio. Anche ciò è alla base dell’epidemiologia.
Rischi relativi inferiori a 3 sono scartati di routine –
eccetto che per il fumo passivo, perché bisogna truffare la gente.
-
Scatola
quattro:
anche se tutte le scatole precedenti fossero valide ed il rischio
relativo fosse non 1,2 ma 20, la metodologia della raccolta dati,
basata su questionari a vaghe memorie che comparano, tra
l’altro, gente esposta a fumo passivo senza cancro con
gente esposta al fumo passivo già col cancro (un
assoluto no-no epidemiologico/metodologico), sono vera (si perdoni
il termine) merda statistica, quindi con tale merda non
si sa cosa si è misurato in primo luogo. Ergo tutti le scatole
precedenti, anche se fossero piene dei necessari crismi
statistici, diventano assolutamente vuote e invalide.
-
Scatola
cinque:
la spazzatura sopradescritta non è scienza e non è medicina;
semmai è epidemiologia – quindi statistica. Ma si
sarebbe troppo generosi a degnarla anche di tale nome, perché – di
nuovo - si tratta di vera spazzatura, di una cozzaglia di dati mal
digeriti senza senso e senza una vera referenza, che
azzeccagarbugli
professionisti e ben organizzati fanno passare per scienza
ingannando media, popolo, politici (spesso persino i loro stessi
attivisti) – e rifiutando per ovvie ragioni ogni
confronto scientifico che esporrebbe senz'altro la verità.
Ecco che cosa
bisogna veramente combattere, signor Spirito, e l’arma migliore
è l’educazione. Dopo che la verità è venuta a galla, allora si potrà parlare di libertà, di economia,
di scelta e persino di garanzie costituzionali; ma prima bisogna
togliere questa forma di politica corrotta dalle istituzioni e dai
ministeri, e lavorare sodo per scuotere la rassegnazione delle
vittime di questo inganno.
Gli atti di
disobbedienza civile (fatti
da noi stessi il 10 Gennaio scorso) sono ottimi perché lanciano
un messaggio politico ma – a meno che non si riesca a farli a
livello di massa – non saranno sufficienti, da soli, a cambiare le
cose, perché la gente di cui sopra è arrivata al potere
politico, e conseguentemente è capace di effettuare
repressione possibilmente sostenuta da un’opinione
pubblica a cui si continua a mentire a tamburo battente per
sostenere la repressione stessa.
Speriamo di
essere stati esaurienti. Ribadiamo che restiamo disponibili ad una
comunicazione personale e anche ad un incontro per organizzare
resistenza e educazione popolare e dei media. I nostri numeri
telefonici
sono
pubblicati.
Cordiali saluti.
FORCES Italiana
La Redazione |