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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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21 Febbraio 2005

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MI AVETE CAMBIATO LA VITA


Cara FORCES,

come prima cosa, devo dire che mi avete cambiato la vita.

Da quando sono capitato, per caso, su questo sito, la battaglia contro i nazionalsalutisti è diventata anche la mia crociata. Sono in procinto di provare a fondare un'associazione anti-antifumo nella mia città, Salerno, nella speranza di organizzare riunioni di informazione e atti di ribellione organizzata (come prenotare 40 posti in un locale, fumare tutti insieme e anche chiamare la polizia).

Perché voi non ne organizzate? Dovremmo cominciare ad agire insieme.

Come ultima cosa, volevo farvi partecipi della mia condizione di asmatico. Io sono sempre stato asmatico, e da quando ho iniziato a fumare (5 anni fa), giungendo fino alle 20 sigarette al giorno, NON ho più avuto crisi d'asma. Per le quali mi era capitato anche di andare in ospedale. Perciò non venissero gli asmatici a piagnucolare e a rompere le palle.

Vi segnalo anche la risposta ad una mia richiesta di delucidazioni ad un sito antifumo:

"Presenti una metanalisi dei suoi studi ad un prossimo convegno scientifico e ci confronteremo da uomini di scienza, senza problemi.

Cordialmente,
Dott. Mauro Nanni
------------
Ricercatore Genetista Universita' La Sapienza, Roma
Presidente GEA"

Eppure non credo sia necessario essere uomini di scienza per effettuare l'operazione di media aritmetica, sommando le elevazioni di rischio mostrate dagli studi e poi dividendo il risultato per il numero di questi ultimi. Mah......

Ho provato anche a rivolgermi al giornale "Le scienze", e non ho ottenuto alcuna risposta (il che è comunque peggio di quanto fatto dal "dottor" Nanni).

Comunque, mi fareste un grande piacere facendomi conoscere la vostra opinione sulla mia idea di sopra, e dandomi qualche suggerimento su come realizzarla.

Grazie di tutto,

Francesco Spirito


Caro Sig. Spirito,

Grazie della sua lettera di solidarietà. Innanzitutto, suggeriamo che, invece di fondare un’associazione anti-antifumo, lei piuttosto crei una filiale di FORCES nella sua area, lavorando in seno ad un’organizzazione già legalmente costituita e in piena regola. Diciamo ciò per la sua protezione, perché gli antifumo non badano a mezzi e metodi per distruggere chiunque li oppone. Bisogna accettare una cosa che ancora sembra estrema e difficile da digerire: stiamo combattendo, per la più parte, contro una forma di mafia organizzata ad alti livelli – non contro persone "normali" con cui si ha una differenza di opinione. Saremo quindi lieti di comunicare con lei per ulteriori azioni.

Circa l’asma, è un fatto che il fumo ha effetti zero (o lievemente benefici) sulla condizione, grazie al monossido di azoto in esso contenuto, che è un noto vasodilatatore (e rilassante muscolare), per cui compensa pienamente la vasocostrizione indotta dalla nicotina. Questa è proprio la ragione per cui le “terapie sostitutive” farmaceutiche, basate invece su nicotina pura, sono pericolose assai più delle sigarette.

E’ singolare che il presidente della GEA le abbia risposto a quel modo, perché l’ordine perentorio e centralizzato a livello mondiale agli antifumo è di non rispondere mai alle sfide sulla disinformazione epidemiologica sul fumo. Le sue osservazioni sulla media aritmetica sono più che corrette. Ma bisogna capire alcune cose fondamentali su questa “scienza” che scienza non è.

La truffa sul fumo (specialmente quello passivo) è una delle più elaborate mai concepite, che conta fondamentalmente sull’ignoranza popolare e sulla paura indotta per andare avanti; è quella che in inglese è chiamata nested fraud, ovvero una truffa dentro l’altra proprio come le scatole cinesi. In tal modo, coloro che l’hanno concepita e quelli che la portano avanti si assicurano che molto tempo passi prima che il popolo riesca ad aprire le diverse scatole; nel frattempo, essi intendono sradicare il fumo dalla cultura e trasformare i fumatori in colpevoli clienti farmaceutici, soddisfacendo i loro finanziatori. Lo stesso si applicherà ad alcol e alimentazione.

Brevemente, la frode di queste scatole cinesi funziona così:

  • Scatola uno: l'ampia prevalenza degli studi non è statisticamente significativa, perché fa vedere benefici e rischi allo stesso tempo; diversi studi fanno vedere solo elevazioni di rischio; altri fanno vedere solo elevazioni di beneficio.
  • Scatola due: Gli studi non sono omogenei, quindi le meta-analisi di cui parla il Dott. Nanni non sono possibili dal punto di vista epidemiologico-statistico, perché la meta-analisi, per definizione, richiede omogeneità, altrimenti si mescolano mele, pere e arance, e si afferma che ciò va benone perché è tutta frutta! Quindi, a meno che non si voglia intrattenere l’ipotesi che il Dott. Nanni sia un incompetente in materia per non sapere una cosa così basilare (in tal caso che ci fa a La Sapienza?), non resta che optare la malafede.
  • Scatola tre: anche se la scatola uno e due fossero soddisfacenti (studi statisticamente significativi ed omogenei), l’elevazione di rischio è così minima da rendere ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE evidenziare il fumo passivo come fattore della minuta elevazione di rischio. Anche ciò è alla base dell’epidemiologia. Rischi relativi inferiori a 3 sono scartati di routine – eccetto che per il fumo passivo, perché bisogna truffare la gente.
  • Scatola quattro: anche se tutte le scatole precedenti fossero valide ed il rischio relativo fosse non 1,2 ma 20, la metodologia della raccolta dati, basata su questionari a vaghe memorie che comparano, tra l’altro, gente esposta a fumo passivo senza cancro con gente esposta al fumo passivo già col cancro (un assoluto no-no epidemiologico/metodologico), sono vera (si perdoni il termine) merda statistica, quindi con tale merda non si sa cosa si è misurato in primo luogo. Ergo tutti le scatole precedenti, anche se fossero piene dei necessari crismi statistici, diventano assolutamente vuote e invalide.
  • Scatola cinque: la spazzatura sopradescritta non è scienza e non è medicina; semmai è epidemiologia – quindi statistica. Ma si sarebbe troppo generosi a degnarla anche di tale nome, perché – di nuovo - si tratta di vera spazzatura, di una cozzaglia di dati mal digeriti senza senso e senza una vera referenza, che azzeccagarbugli professionisti e ben organizzati fanno passare per scienza ingannando media, popolo, politici (spesso persino i loro stessi attivisti) – e rifiutando per ovvie ragioni ogni confronto scientifico che esporrebbe senz'altro la verità.

Ecco che cosa bisogna veramente combattere, signor Spirito, e l’arma migliore è l’educazione. Dopo che la verità è venuta a galla, allora si potrà parlare di libertà, di economia, di scelta e persino di garanzie costituzionali; ma prima bisogna togliere questa forma di politica corrotta dalle istituzioni e dai ministeri, e lavorare sodo per scuotere la rassegnazione delle vittime di questo inganno.

Gli atti di disobbedienza civile (fatti da noi stessi il 10 Gennaio scorso) sono ottimi perché lanciano un messaggio politico ma – a meno che non si riesca a farli a livello di massa – non saranno sufficienti, da soli, a cambiare le cose, perché la gente di cui sopra è arrivata al potere politico, e conseguentemente è capace di effettuare repressione possibilmente sostenuta da un’opinione pubblica a cui si continua a mentire a tamburo battente per sostenere la repressione stessa. 

Speriamo di essere stati esaurienti. Ribadiamo che restiamo disponibili ad una comunicazione personale e anche ad un incontro per organizzare resistenza e educazione popolare e dei media. I nostri numeri telefonici sono pubblicati.

Cordiali saluti.

FORCES Italiana
La Redazione


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