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Pubblichiamo questa lettera mandata dal lettore Puglisi a La
Repubblica l'11 Maggio scorso. L'educata e posata missiva, che pone
domande logiche sulla "certezza" che il cancro della dipendente del
ministero della pubblica Istruzione sia stato causata dal fumo
passivo, non è stata pubblicata. Ciò è naturale: essa potrebbe
indebolire l'impressione che si deve proiettare: che "non c''dubbio"
che sia stato il fumo passivo a causare il tumore. Non
dimentichiamoci mai che, nel regime salutista come in tutti i regimi
totalitari, la funzione dei media è di pilotare opinioni e di
condizionare comportamenti - non di informare.
Egregio dott. Augias,
sono sempre stato convinto che contro i fumatori si sia scatenata da
molti anni un'autentica caccia alle streghe, con il duplice scopo, a
mio parere, di distrarre l'opinione pubblica dalla principale causa
dei tumori polmonari (l'inquinamento atmosferico prodotto da
industrie, traffico e altro) e di incrementare i profitti delle
multinazionali farmaceutiche. E secondo me la maggior parte dei
cittadini, in perfetta buona fede, e' vittima di uno strombazzamento
mediatico che ha assunto proporzioni colossali, degno di miglior
causa. Con tutto il rispetto e la solidarieta' per la dipendente del
Ministero dell'Istruzione che divideva la stanza con tre colleghe
fumatrici, e che e' stata colpita dalla grave malattia, mi chiedo
come si faccia a stabilire con certezza che il tumore sia stato
provocato dal fumo passivo, visto che le cause potrebbero essere
molteplici.
Mi pongo altresi' una domanda che dovrebbero essersi posti anche i
giudici - disponendo i relativi accertamenti - prima di emanare la
sentenza di risarcimento: le tre colleghe della signora, che come
fumatrici attive avrebbero dovuto essere maggiormente esposte, si
sono ammalate anche loro o godono - come auguro loro con tutto il
cuore -
di ottima salute?
Stefano Puglisi
Bari, 11 Maggio 2005 |