Egregio Presidente,
scrivo
a lei, perché desidero parlare direttamente con qualcuno che mi dia
un consiglio e mi possa comprendere.
Innanzitutto mi presento,piacere Signor Turci, mi chiamo Valentina
ed 20,sono di Napoli e studio lettere moderne.
Mio padre è morto di cancro polmonare quando avevo 10 anni,ma lui
non aveva mai fumato.
Invece io fumo da due anni circa, 3/4 sigarette al giorno,mi piace
fumare ,ma odio le dipendenze in genere e con le mie 3/4 sigarette
mi soddisfo e posso anche fare sport tranquillamente senza perdere
nulla nel rendimento.
Però sono molto arrabbiata, arrabbiatissima!
Non tollerò più le campagne salutiste psicotiche e frasi come: "Il
fumo uccide!", scritto sui pacchetti di sigarette e dogma inneggiato
ovunque, "Se fumi uccidi gli altri" e tante altre asserzioni simili.
Ogni volta che accendo la Tv, ascolto sempre qualcosa di nuovo su
questo vizio che ora vedo come la cosa più terrorizzante della mia
vita: sì, terrorizzante, perché io mi sto ammalando, non fisicamente
,ma mentalmente.
Mi sto convincendo che morirò di cancro e la notte non dormo più
pensando a quando me lo diagnosticheranno.
Ho paura! Ho terrore!
Sono arrivata a scacciare il mio cane se mi viene accanto sul
terrazzo mentre fumo, lo mando via spaventata, perché ho paura di
ucciderlo!
Le potrà sembrare ilare,ma veramente ho paura che possa venire il
cancro pure a lui!
Se esco con gli amici e mi capita di fumare nel locale una
sigaretta, temo di star privando madri di figli, figli di padri,
perché con il mio fumo passivo favorisco il loro decesso.
A questo punto lei potrebbe consigliarmi di smettere di fumare, ma
non ci riesco, perché la mia paura è che se poi un giorno, tra 30
anni magari,mi sarà offerta una sigaretta ed io tentata la
accetterò, comunque ucciderò qualcuno, quindi l'angoscia nel cuore
mi resta e il problema non si risolve.
Ho iniziato anche ad andare da un psicoterapeuta , terrorizzata di
brutto da questo argomento.
La sottoscritta è arrabbiatissima, si sente presa per i fondelli!
Se il fumo uccide e provoca dipendenza, denuncio lo Stato per
ISTIGAZIONE AL SUICIDIO, dato che vendendo questo prodotto mi incita
a comprarlo,a diventare dipendente e a morire.
Lo Stato mi propone le sigarette e vendendole mi fa venir
voglia,quindi mi invoglia a suicidarmi! E' reato! Ci rendiamo conto
che è reato ?!
Ma posso anche avviare una pratica contro lo Stato per TENTATO
OMICIDIO, perché vendendomi le sigarette, tenta di uccidermi e
inoltre anche se io non cedessi e non fumassi ,lo Stato legalmente
vende un'arma che mi uccide: se cammino in mezzo alla strada, una
persona sta fumando ed io inalo il suo fumo, muoio. (Non dico potrei
morire, sui pacchetti di sigarette c'è scritto " uccide ". Mi
attengo.)
Allora dovrei denunciare l'ignobile fumatore, che poi è diventato
dipendente e quindi vittima ,e pure lo Stato che gli fornisce l'arma
per eliminarmi!!! Lo Stato vuole Uccidermi!!!E' da denuncia!
Lo spacciatore di droga va in galera? Sì, e allora perché lo Stato
spacciatore di fumo mortale, continua ad uccidere impunemente? Come
faccio ad accusare lo Stato di certe cose? Ma è lo Stato che si
auto- accusa!!! Ma se lo Stato respinge la mia inquisitoria, allora
lo denuncio per FRODE e per VIOLENZA PSICOLOGICA.
Quindi pretendo un risarcimento, perché mi ha frodato e fatto
mentalmente ammalare,mia ha violentato psicologicamente, che è una
cosa grave!
Lo Stato deve smettere di giocare con i suoi cittadini!
Se il fumo uccide, non si vende e se non uccide, smettetela con
queste campagne terroristiche che danneggiano la salute dei
cittadini e li sdoppiano.
C'è da impazzire,lo Stato italiano sta attuando una una politica di
controsenso :dice di vendere la morte, però la vende e se la vende,
perché non mandarlo in prigione o denunciarlo?
Sono stanca e confusa!
Valentina
Cara
Valentina,
la sua
confusione è più che palese!
Quando si è
confusi la cosa migliore è fermarsi, pensare ad altro per un
po’, e poi riorganizzare le idee. Immaginiamo che lei abbia già
fatto ciò. Che fare dopo?
Allora, la
prima cosa da fare è chiedersi: io CREDO che il fumo uccide me
stessa a gli altri? Ma attenzione: la parola “credo” non deve
riferirsi a un atto di fede, ma ad un atto di ragione.
Gli atti di
fede (che per definizione prescindono dalla ragione) sulla salute si
fanno nelle leghe tumori, si sentono dai santoni della “salute
pubblica” e, al fondo della scala di valori, anche dalla
televisione. Fare un atto di fede è alquanto facile: basta
chiedersi se quanto sentiamo da questi nuovi “preti laici” quadra
con ciò che vorremmo credere. Se si, allora si diventa “fedeli”,
solitamente
al punto di essere fanatici.
Gli atti di
ragione (che per definizione prescindono dalla fede) sono più
difficili da compiere, perché la prima cosa che richiedono è di
staccarsi dal pregiudizio, dai sensi di colpa, ed anche e
soprattutto dalla fede dell’autorità che predica, e richiedono
lavoro per informarsi direttamente sui fatti senza credere a
nessuno.
Il nostro sito
è a disposizione di coloro che fanno la seconda scelta, mentre è
assolutamente inutile (e irritante) per chi ha già fatto la prima, quella di
credere nel nazionalsocialismo antifumo. Vada a vedere l’evidenza
scientifica sul fumo attivo: si renderà conto che la frase “il
fumo uccide” non ha alcun significato. Poi guardi
l’evidenza sul fumo passivo, e si renderà conto che i pericoli
di cui sente parlare non esistono affatto – che si tratta di una
frode messa in giro da venduti e da mascalzoni travestiti da medici,
che non hanno alcun scrupolo a truffare la gente infrangendo le
leggi dello stato, dell’etica professionale e della morale facendo
leva sull’isterismo e le colpe, e sul bisogno che la gente ha di
odiare quanto lo ha del suo opposto, amare. Questa gente vuole
proprio che lei si senta come si sente: confusa, colpevole, e
“infetta” dal vizio e dalla malattia.
Ma lei vuol
fare un atto di fede del genere?
E poi pensa che si finisca col fumo? Certo che no: se lei smette di
fumare – o continua a vivere il fumo come fa ora – non farà altro
che aprire la porta alla stessa situazione con il vino ed il caffè
che beve, col cibo che mangia, con l’auto che guida, col cellulare
che usa, e Dio solo sa che altro nel futuro. Può permettere a dei
delinquenti che non possono provare nulla di ridurla in questo
stato? Può dare loro un potere del genere sulla SUA vita? Può
permettere allo stato e alla televisione di stimolare in lei
sentimenti suicidi a soli 20 anni di età – mentre le viene
detto si vuole “salvare" la
sua vita? Rispondo io per lei: certo che no!
Ma non se la
prenda troppo con lo stato italiano e con le sue apparenti
schizofrenie: legga due altre lettere della nostra posta:
Cosa fare per difenderci?
e
Aumento accise tabacchi e leggi anti-fumo: una
proposta.
Le nostre risposte la aiuteranno a capire perché lo stato è
schizofrenico da una parte, e che fare per difendersi dall’altra. Il
realtà lo stato italiano fa quello che fanno altri stati, perché
confederato nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è ormai
diventata una banda a delinquere internazionale influenzata da potenti
multinazionali farmaceutiche ansiose di trasformare i cittadini in
malati così possono vendere “terapie” per malattie che non esistono,
come quella di “fumare”. E’ necessario quindi prendere
consapevolezza di diversi punti chiave:
-
Chi fuma non
è un assassino,
né verso se stesso né verso gli altri. Ciò non è un atto di fede,
ma un atto di ragione, basato sull’abbondante evidenza scientifica
disponibile.
-
Se (1) è
vero, allora ci stanno truffando e stanno facendo leva sulle nostre emozioni per controllare la nostra vita
personale e pubblica nonché il nostro portafoglio tramite le
nostre emozioni, tramite l’esibizione di malati e la falsa
compassione per gli stessi – ma, di nuovo, senza essere in
grado di provare scientificamente una sola istanza di
causalità diretta tra fumo e malattia.
-
Secondo le
leggi di Dio e dell’Uomo, questa gente sta facendo veramente male agli
altri, e non solo fisicamente: moralmente, spiritualmente,
socialmente ed economicamente. Ne segue che questa gente deve
essere punita – non importa se si tratta di ministri, medici o
spazzini – senza compromessi e senza mezze misure.
-
E’ vero che
quando i malfattori raggiungono il potere nello stato, è assai
difficile scalzarli e punirli; ma è altrettanto vero che se non
si tenta non ci si riuscirà mai. E’ pur altro vero che, più
difficile è l’impresa, più grande è la soddisfazione quando la
si vince.
-
Per scalzare
i malfattori
al potere non serve lamentarsi, bisogna agire: nelle
piazze, alle urne elettorali, nei tribunali, sul posto di lavoro:
tutto deve diventare un campo di battaglia. Visto che ci è stata
dichiarata guerra totale, guerra totale sia finché
una delle due parti non è completamente eliminata. Finora
invece si è trattato solo di un massacro perpetrato dai
nazionalsalutisti contro avversari inermi e inerti.
-
Ma
soprattutto, bisogna vincere la battaglia contro noi stessi:
smetterla di credere nelle “autorità”, nelle campagne antifumo
(antigrasso, antialcol, e così via), respingendo in toto la
mentalità “anti” e recependo il falso messaggio di “carità
sanitaria” per quello che è: un’aggressione alla nostra dignità
ed auto stima, alla nostra libertà personale; un‘aggressione
all’etica professionale medica ed all’integrità intellettuale e
scientifica. I messaggi nazionalsalutisti sono quindi un insulto
ai nostri valori e alla nostra intelligenza, ed una vittoria della
truffa sull’integrità.
Se riesce a
fare questo balzo intellettuale e culturale – se riesce a spogliarsi
della “fede” e a vestirsi con la ragione, vedrà che i messaggi
espliciti ed impliciti della spazzatura salutista stimoleranno in
lei diverse e più produttive emozioni, come quella della rabbia
sul fatto che i salutisti e i loro ruffiani mediatici continuano a
passarla liscia con informazione falsa e la disseminazione di odio e
intolleranza. Permetta si alle sue emozioni di scatenarsi – ma le usi
come motore per fare qualcosa di attivo contro il nazionalsalutismo
e ciò che esso rappresenta. Quando la colpa si trasformerà
in rabbia contro gli aguzzini, allora la confusione diventerà
chiarezza e la rabbia diventerà motivazione perché l'obiettivo sarà
chiaro.
La prossima
volta che sente un messaggio antifumo esplicito o implicito, faccia
come faccio io: spenga la televisione. Poi si accenda una sigaretta
se ne ha voglia (dentro, non fuori) e magari metta
mano alla penna: scriva all’emittente che lei ha spento la TV (non
cambiato canale, perché tanto si becca la propaganda anche sull'altro)
per via del messaggio antifumo: se migliaia di persone
faranno come lei, stia tranquilla che gli indici di audizione contano più
che le truffe statistiche delle varie leghe tumori!
Si fumi pure
le sue 3/4 (10/20…) sigarette in pace e in casa - e non al freddo sul
terrazzo - con la certezza che non ammazza nessuno se non le sue
colpe. E certamente non ammazza neppure il suo cane che,
quando lo porta a spasso, inala ben di peggio.
Infine, se
qualcuno le fa vedere le lastre di un fumatore col cancro al polmone
per farle vedere che “il fumo uccide” (lo stunt preferito da
certi oncologi in televisione), lei gli faccia vedere
quelle di suo papà non fumatore per fargli vedere che “non fumare
uccide”. E se questo le sembra assurdo, ciò va benissimo -- visto
che sia lei che il grande oncologo siete in possesso delle stesse
prove scientifiche di causalità: nessuna. State facendo
entrambi un atto di fede.
Cordiali
saluti.
Gian Turci
FORCES Italiana