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11 Dicembre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Egregio Presidente,

scrivo a lei, perché desidero parlare direttamente con qualcuno che mi dia un consiglio e mi possa comprendere.

Innanzitutto mi presento,piacere Signor Turci, mi chiamo Valentina ed 20,sono di Napoli e studio lettere moderne.

Mio padre è morto di cancro polmonare quando avevo 10 anni,ma lui non aveva mai fumato.

Invece io fumo da due anni circa, 3/4 sigarette al giorno,mi piace fumare ,ma odio le dipendenze in genere e con le mie 3/4 sigarette mi soddisfo e posso anche fare sport tranquillamente senza perdere nulla nel rendimento.

Però sono molto arrabbiata, arrabbiatissima!

Non tollerò più le campagne salutiste psicotiche e frasi come: "Il fumo uccide!", scritto sui pacchetti di sigarette e dogma inneggiato ovunque, "Se fumi uccidi gli altri" e tante altre asserzioni simili.

Ogni volta che accendo la Tv, ascolto sempre qualcosa di nuovo su questo vizio che ora vedo come la cosa più terrorizzante della mia vita: sì, terrorizzante, perché io mi sto ammalando, non fisicamente ,ma mentalmente.

Mi sto convincendo che morirò di cancro e la notte non dormo più pensando a quando me lo diagnosticheranno.

Ho paura! Ho terrore!

Sono arrivata a scacciare il mio cane se mi viene accanto sul terrazzo mentre fumo, lo mando via spaventata, perché ho paura di ucciderlo!

Le potrà sembrare ilare,ma veramente ho paura che possa venire il cancro pure a lui!

Se esco con gli amici e mi capita di fumare nel locale una sigaretta, temo di star privando madri di figli, figli di padri, perché con il mio fumo passivo favorisco il loro decesso.

A questo punto lei potrebbe consigliarmi di smettere di fumare, ma non ci riesco, perché la mia paura è che se poi un giorno, tra 30 anni magari,mi sarà offerta una sigaretta ed io tentata la accetterò, comunque ucciderò qualcuno, quindi l'angoscia nel cuore mi resta e il problema non si risolve.

Ho iniziato anche ad andare da un psicoterapeuta , terrorizzata di brutto da questo argomento.

La sottoscritta è arrabbiatissima, si sente presa per i fondelli!

Se il fumo uccide e provoca dipendenza, denuncio lo Stato per ISTIGAZIONE AL SUICIDIO, dato che vendendo questo prodotto mi incita a comprarlo,a diventare dipendente e a morire.

Lo Stato mi propone le sigarette e vendendole mi fa venir voglia,quindi mi invoglia a suicidarmi! E' reato! Ci rendiamo conto che è reato ?!

Ma posso anche avviare una pratica contro lo Stato per TENTATO OMICIDIO, perché vendendomi le sigarette, tenta di uccidermi e inoltre anche se io non cedessi e non fumassi ,lo Stato legalmente vende un'arma che mi uccide: se cammino in mezzo alla strada, una persona sta fumando ed io inalo il suo fumo, muoio. (Non dico potrei morire, sui pacchetti di sigarette c'è scritto " uccide ". Mi attengo.)

Allora dovrei denunciare l'ignobile fumatore, che poi è diventato dipendente e quindi vittima ,e pure lo Stato che gli fornisce l'arma per eliminarmi!!! Lo Stato vuole Uccidermi!!!E' da denuncia!

Lo spacciatore di droga va in galera? Sì, e allora perché lo Stato spacciatore di fumo mortale, continua ad uccidere impunemente? Come faccio ad accusare lo Stato di certe cose? Ma è lo Stato che si auto- accusa!!! Ma se lo Stato respinge la mia inquisitoria, allora lo denuncio per FRODE e per VIOLENZA PSICOLOGICA.

Quindi pretendo un risarcimento, perché mi ha frodato e fatto mentalmente ammalare,mia ha violentato psicologicamente, che è una cosa grave!

Lo Stato deve smettere di giocare con i suoi cittadini!

Se il fumo uccide, non si vende e se non uccide, smettetela con queste campagne terroristiche che danneggiano la salute dei cittadini e li sdoppiano.

C'è da impazzire,lo Stato italiano sta attuando una una politica di controsenso :dice di vendere la morte, però la vende e se la vende, perché non mandarlo in prigione o denunciarlo?

Sono stanca e confusa!

Valentina


Cara Valentina,

la sua confusione è più che palese!

Quando si è confusi la cosa migliore è fermarsi, pensare ad altro per un po’, e poi riorganizzare le idee. Immaginiamo che lei abbia già fatto ciò. Che fare dopo?

Allora, la prima cosa da fare è chiedersi: io CREDO che il fumo uccide me stessa a gli altri? Ma attenzione: la parola “credo” non deve riferirsi a un atto di fede, ma ad un atto di ragione.

Gli atti di fede (che per definizione prescindono dalla ragione) sulla salute si fanno nelle leghe tumori, si sentono dai santoni della “salute pubblica” e, al fondo della scala di valori, anche dalla televisione. Fare un atto di fede è alquanto facile: basta chiedersi se quanto sentiamo da questi nuovi “preti laici” quadra con ciò che vorremmo credere. Se si, allora si diventa “fedeli”, solitamente al punto di essere fanatici.

Gli atti di ragione  (che per definizione prescindono dalla fede) sono più difficili da compiere, perché la prima cosa che richiedono è di staccarsi dal pregiudizio, dai sensi di colpa, ed anche e soprattutto dalla fede dell’autorità che predica, e richiedono lavoro per informarsi direttamente sui fatti senza credere a nessuno.

Il nostro sito è a disposizione di coloro che fanno la seconda scelta, mentre è assolutamente inutile (e irritante) per chi ha già fatto la prima, quella di credere nel nazionalsocialismo antifumo. Vada a vedere l’evidenza scientifica sul fumo attivo: si renderà conto che la frase “il fumo uccide” non ha alcun significato. Poi guardi l’evidenza sul fumo passivo, e si renderà conto che i pericoli di cui sente parlare non esistono affatto – che si tratta di una frode messa in giro da venduti e da mascalzoni travestiti da medici, che non hanno alcun scrupolo a truffare la gente infrangendo le leggi dello stato, dell’etica professionale e della morale facendo leva sull’isterismo e le colpe, e sul bisogno che la gente ha di odiare quanto lo ha del suo opposto, amare. Questa gente vuole proprio che lei si senta come si sente: confusa, colpevole, e “infetta” dal vizio e dalla malattia.

Ma lei vuol fare un atto di fede del genere? E poi pensa che si finisca col fumo? Certo che no: se lei smette di fumare – o continua a vivere il fumo come fa ora – non farà altro che aprire la porta alla stessa situazione con il vino ed il caffè che beve, col cibo che mangia, con l’auto che guida, col cellulare che usa, e Dio solo sa che altro nel futuro. Può permettere a dei delinquenti che non possono provare nulla di ridurla in questo stato? Può dare loro un potere del genere sulla SUA vita? Può permettere allo stato e alla televisione di stimolare in lei sentimenti suicidi a soli 20 anni di età – mentre le viene detto si vuole “salvare" la sua vita? Rispondo io per lei: certo che no!

Ma non se la prenda troppo con lo stato italiano e con le sue apparenti schizofrenie: legga due altre lettere della nostra posta: Cosa fare per difenderci? e Aumento accise tabacchi e leggi anti-fumo: una proposta. Le nostre risposte la aiuteranno a capire perché lo stato è schizofrenico da una parte, e che fare per difendersi dall’altra. Il realtà lo stato italiano fa quello che fanno altri stati, perché confederato nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è ormai diventata una banda a delinquere internazionale influenzata da potenti multinazionali farmaceutiche ansiose di trasformare i cittadini in malati così possono vendere “terapie” per malattie che non esistono, come quella di “fumare”. E’ necessario quindi prendere consapevolezza di diversi punti chiave:

  1. Chi fuma non è un assassino, né verso se stesso né verso gli altri. Ciò non è un atto di fede, ma un atto di ragione, basato sull’abbondante evidenza scientifica disponibile.

  2. Se (1) è vero, allora ci stanno truffando e stanno facendo leva sulle nostre emozioni per controllare la nostra vita personale e pubblica nonché il nostro portafoglio tramite le nostre emozioni, tramite l’esibizione di malati e la falsa compassione per gli stessi – ma, di nuovo, senza essere in grado di provare scientificamente una sola istanza di causalità diretta tra fumo e malattia.

  3. Secondo le leggi di Dio e dell’Uomo, questa gente sta facendo veramente male agli altri, e non solo fisicamente: moralmente, spiritualmente, socialmente ed economicamente. Ne segue che questa gente deve essere punita – non importa se si tratta di ministri, medici o spazzini – senza compromessi e senza mezze misure.

  4. E’ vero che quando i malfattori raggiungono il potere nello stato, è assai difficile scalzarli e punirli; ma è altrettanto vero che se non si tenta non ci si riuscirà mai. E’ pur altro vero che, più difficile è l’impresa, più grande è la soddisfazione quando la si vince.

  5. Per scalzare i malfattori al potere non serve lamentarsi, bisogna agire: nelle piazze, alle urne elettorali, nei tribunali, sul posto di lavoro: tutto deve diventare un campo di battaglia. Visto che ci è stata dichiarata guerra totale, guerra totale sia  finché una delle due parti non è completamente eliminata. Finora invece si è trattato solo di un massacro perpetrato dai nazionalsalutisti contro avversari inermi e inerti.

  6. Ma soprattutto, bisogna vincere la battaglia contro noi stessi: smetterla di credere nelle “autorità”, nelle campagne antifumo (antigrasso, antialcol, e così via), respingendo in toto la mentalità “anti” e recependo il falso messaggio di “carità sanitaria” per quello che è: un’aggressione alla nostra dignità ed auto stima, alla nostra libertà personale; un‘aggressione all’etica professionale medica ed all’integrità intellettuale e scientifica. I messaggi nazionalsalutisti sono quindi un insulto ai nostri valori e alla nostra intelligenza, ed una vittoria della truffa sull’integrità.

Se riesce a fare questo balzo intellettuale e culturale – se riesce a spogliarsi della “fede” e a vestirsi con la ragione, vedrà che i messaggi espliciti ed impliciti della spazzatura salutista stimoleranno in lei diverse e più produttive emozioni, come quella della rabbia sul fatto che i salutisti e i loro ruffiani mediatici continuano a passarla liscia con informazione falsa e la disseminazione di odio e intolleranza. Permetta si alle sue emozioni di scatenarsi – ma le usi come motore per fare qualcosa di attivo contro il nazionalsalutismo e ciò che esso rappresenta. Quando la colpa si trasformerà in rabbia contro gli aguzzini, allora la confusione diventerà chiarezza e la rabbia diventerà motivazione perché l'obiettivo sarà chiaro.

La prossima volta che sente un messaggio antifumo esplicito o implicito, faccia come faccio io: spenga la televisione. Poi si accenda una sigaretta se ne ha voglia (dentro, non fuori) e magari metta mano alla penna: scriva all’emittente che lei ha spento la TV (non cambiato canale, perché tanto si becca la propaganda anche sull'altro) per via del messaggio antifumo: se migliaia di persone faranno come lei, stia tranquilla che gli indici di audizione contano più che le truffe statistiche delle varie leghe tumori!

Si fumi pure le sue 3/4 (10/20…) sigarette in pace e in casa - e non al freddo sul terrazzo - con la certezza che non ammazza nessuno se non le sue colpe. E  certamente non ammazza neppure il suo cane che, quando lo porta a spasso, inala ben di peggio.

Infine, se qualcuno le fa vedere le lastre di un fumatore col cancro al polmone per farle vedere che “il fumo uccide” (lo stunt preferito da certi oncologi in televisione), lei gli faccia vedere quelle di suo papà non fumatore per fargli vedere che “non fumare uccide”. E se questo le sembra assurdo, ciò va benissimo --  visto che sia lei che il grande oncologo siete in possesso delle stesse prove scientifiche di causalità: nessuna. State facendo entrambi un atto di fede.

Cordiali saluti.

Gian Turci
FORCES Italiana

 

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