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4 Ottobre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Caro Sig Vittorio,

grazie della sua bella lettera. La cosa migliore è che io proceda a rispondere ad ogni segmento.

Gentile Presidente,

Le scrivo perché sono stupido nel aver trovato una associazione che difende i fumatori.
Pensi che ho deciso di smettere di fumare proprio oggi, ho 28 anni e fumo da quando ne avevo 17.
Fino ad ieri fumavo circa 30 sigarette al giorno, poi per una decisione che rimandavo già da tempo, ho deciso di mollare il vizio.
Perché? per la paura.
Ho letto con molto interesse molti documenti presenti sul vostro sito in cui si smontano passo dopo passo le "menzogne" antiproibizionistiche.
Si mostra la falsità dei dati sulle morti da fumo, sulla non relazione fumo-cancro ecc...
Devo dire che sono rimasto stupito nel leggere questi articoli , fino ad oggi ho visto solo campagne feroci da parte di tutti contro il fumo, trovare un sito che invece smantella certi studi mi ha sbalordito immensamente.
Non so che pensare, la prima cosa che mi viene in mente e che siete pagati dalle multinazionali del tabacco, ma in fondo non ci credo nemmeno tanto...

Quando si è confrontati con lo smantellamento di un dogma in cui si crede in tutto o in parte, due reazioni sono molto umane. La prima è emozionale: rabbia, e la percezione di aver quasi ricevuto un insulto. Ci si sente anche minacciati perché la stabilità delle nostre basi è attaccata - e abbiamo tutti bisogno di stabilità!

L'altra reazione è esplicativa: bisogna trovare una ragione "corrotta" e "negativa" che possa giustificare o almeno spiegare perché ci sono coloro che minacciano le nostre persuasioni spirituali, culturali, intellettuali. Meno male che lei almeno accetta il dubbio! Le multinazionali del tabacco non ci pagano. Ma facciamo l'ipotesi che ci paghino... Ah! Allora, ecco!... 2 + 2 non farebbe più quattro se fossimo pagati dalla Philip Morris?

La invito serenamente a guardare se stesso come esempio di ciò che le isteriche campagne di denigrazione e odio hanno fatto a lei e alle masse - e lo spaventoso potere che lo stato e i gruppi di interesse che pilotano le politiche statali esercitano su tutti noi. L'industria del tabacco è un'industria legittima come tante altre; il prodotto che vendono è legale e fa ricco lo stato; i suoi consumatori sono persone come tante altre; e la realtà scientifica non cambia se pronunciata da Sirchia o dall'amministratore delegato della Philip Morris. Però l'industria del tabacco è il diavolo incarnato. Il diavolo di domani sarà McDonald's. Quello di dopodomani sarà la birra Peroni. Demonizzare il proprio bersaglio è sempre stato il primo trucco di tutti i regimi corrotti, brutali e dittatoriali - un trucco che, evidentemente, funziona sempre.

La realtà come la vedo è che lei dovrebbe togliere le virgolette dalla parola menzogna che ha scritto sopra. Perché? Perché la "causalità" del cancro relativa al fumo è solo statistica, non biologica. Non esiste prova secondo uno standard scientifico. I truffatori antifumo approfittano dell'ignoranza del popolo. Ma il tipo di studi epidemiologici usati per il fumo (attivo e passivo) non possono, per definizione, stabilire causalità. Inoltre, la qualità di studi del genere fa letteralmente schifo. Per il fumo passivo, non è stata nemmeno provata l'esistenza del rischio secondo le stesse regole della epidemiologia.

Quindi, i Sirchia e i Veronesi che ci dicono che il fumo "provoca" il cancro stanno solo esprimendo le loro opinioni, perché non hanno in mano UNA sola prova di causalità biologica, ma ci presentano le loro opinioni come una solida prova scientifica. Stanno dando una falsa rappresentazione dell'evidenza disponibile. Si, stanno mentendo al popolo - e lo sanno. Quando questi e mille altri signori sono invitati a un dibattito pubblico sull'argomento (l'abbiamo fatto parecchie volte) fanno "gli indiani" e pompano ancora di più la loro "autorità" per creare più cortina fumogena per confondere le idee e spaventare la gente. Con i mezzi infiniti che hanno a disposizione (di solito le nostre tasse) è naturale che la loro univoca propaganda prevalga. Ma - ci faccia caso - non accettano mai di mettere sul tavolo della discussione pubblica le loro affermazioni, ed evitano ogni dibattito su base scientifica. La conclusioni le lascio tirare a lei.

Ammettiamo come dite che non ci sia nessuna correlazione tra il fumo e il cancro, o altre patologie gravi, mi spiegate allora perché chi smette di fumare dopo avere superato il periodo critico "astinenza" si sente bene non solo psicologicamente ma sopratutto fisicamente?
Niente più tosse la mattina, niente più pelle giallastra, niente più difficoltà respiratorie, asma, tachicardia, ecc...
Non penso che i disturbi da me menzionati possano essere smentiti, no? sono talmente chiari ed evidenti, lo dico da fumatore quale sono e che ne prova le conseguenze.

Esistono delle realtà fisiche e psicologiche dietro questo effetto, che sono anche soggettive. (Non diciamo, tra l'altro, che le correlazioni di cui parla non esistono, o che non possano esistere. Diciamo solo che attendibili prove scientifiche non esistono, il che è diverso).

E' lapalissiano che 30 sigarette al giorno siano tante da fumare. Se io mangiassi 4 hamburger al giorno sarei quasi inevitabilmente grasso, così come sarei ubriaco se mi facessi due bottiglie di grappa. Idem se bevessi 6 litri di acqua al giorno perché sarei gonfio e con gli elettroliti sballati. Una volta che smettessi, ovviamente mi sentirei meglio. Ma ci pensi su: avrei dimostrato che gli hamburger, la grappa e l'acqua "fanno male" perché mi sento meglio? Certo che no: avrei solo provato ciò che tutti sanno benissimo: il troppo stroppia.

Dal punto di vista psicologico, quando ci decidiamo a fare (o non fare) qualcosa, automaticamente ci predisponiamo ad interpretare qualsiasi segno che riceviamo come segno di conferma e di successo: questo è un necessario meccanismo per farci continuare nello sforzo. Chi ci dice che questi segni sono spesso solo soggettivi e che non dimostrano una realtà oggettiva viene subito emozionalmente respinto come un cattivo e un sabotatore, e barriere sono immediatamente alzate per fare in modo che il suo messaggio non alteri i nostri intenti. Quando poi lo stato ricompensa e incoraggia questa tendenza invece di scoraggiarla (ragionare emozionalmente non è mai una cosa positiva perché si chiudono le "porte d'accesso" al ragionamento critico e quindi alla crescita dello spirito e dell'intelletto), ecco che questa tendenza diventa una fede spesso più forte di una religione fondamentalista. A questo punto ogni discorso diventa inutile, e scatta lo spirito missionario di forzare gli altri a fare cio "che è bene per loro", anche se ciò non sembra essere il suo caso per ora. Al bersaglio della "missione" non resta che usare la forza per difendere il suo spazio, o sottomettersi ed essere assorbito.

Chi smette di fumare si "sente bene" e nota che respira meglio, ha più fiato, si sente più felice, si sente "liberato" ecc. ecc. Lo dice l'Istituto Tumori; lo dice magari anche il dottò di casa; te lo dice pure lo stato con tutta la sua pomposa autorità. Deve essere vero! Chi smette di fumare ha già ampiamente deciso che si sentirà così ed è pronto a dare dell'idiota a chi gli dice che può anche non essere vero, che può essere ampiamente suggestione, perché vuole sentirsi sicuro senza mettersi sotto il microscopio della ragione.

Eppoi arrivano le testimonianze: gente che fumava 40, 80, 100 sigarette al giorno giura davanti alla TV che "sta meglio" - subito confermato dal giudizio "clinico" del santone di turno, con sottotitoli scorrevoli delle sue qualifiche per aggiungere impatto alla fede confermata. "Visto?! Avevo ragione!!", diciamo a noi stessi, perché ciò è esattamente quello che volevamo sentire per rassicurarci che abbiamo fatto la scelta "giusta". Ma in realtà è una scelta troppo spesso pilotata dall'esterno - un pilotaggio che insulta la nostra indipendenza individuale "per il nostro bene", stabilito da altri e altrove! Se poi ritorniamo a fumare, accidenti, abbiamo avuto una "ricaduta" - non sia mai detto che la ragione per cui fumiamo di nuovo è perché, tutto sommato, stavamo effettivamente meglio quando fumavamo! Siamo impazziti??...

Se ho fumato tanto e faccio una corsa ho il fiatone a tremila, cosa che non succede a un non fumatore (ne accusa di meno).

Io che fumo talvolta 20+ sigarette al giorno mi faccio otto rampe di scale svariate volte al giorno senza fiatone alla faccia di certi miei vicini che non fumano e che sono senza fiato e devono prendere l'ascensore. Conosco un sacco di persone come me. La medaglia d'argento di salto in lungo alle recenti olimpiadi fuma 20 e più sigarette al giorno. Però io non le dico che la ragione per cui faccio otto rampe di scale è perché fumo, anche se avrei le stesse basi "scientifiche" di quelli che dicono il contrario (praticamente zero), perché non ho alcuna prova scientifica vera. Però fumare moderato addirittura può aprire gli alveoli per via del monossido di azoto che è un dilatatore alveolare. Quando non c'era la paranoia antifumo, infatti, la prescrizione di sigarette ai non-fumatori asmatici era alquanto comune - ma non più, perbacco! Eppure, oggi che si fuma di meno, il numero degli asmatici non fumatori è in enorme crescita.

Come vede, esistono aneddoti per entrambi i casi (aneddoti che non valgono nulla), ma i mascalzoni al ministero della "salute" e i mass media loro lecca-culo fanno arrivare al pubblico solo quelli che servono alla loro agenda. Le faccio notare che questa gente non dovrebbero essere forze politiche che tirano l'acqua al loro mulino, ma gente che è pagata per agire nell'interesse di tutti tramite informazione corretta, imparziale, ed accurata - non propaganda.

La invito, invece di cercare di spiegare la nostra posizione coi soldi immaginari delle multinazionali del tabacco (le assicuro, tra l'altro, che se ce li offrissero li prenderemmo così potremmo portare tanti della "salute pubblica" in tribunale), forse dovrebbe cercare di spiegare la posizione della "salute pubblica" coi soldi documentati delle multinazionali farmaceutiche e con quelli estorti ai fumatori con tasse criminali giustificate da "costi sociali" che non sono affatto dimostrabili.

Tutti dicono e dimostrano che la nicotina sia una droga che porta a dipendenza ed invece voi dite che è innocua anzi serve per fumare di meno.

Tutti "dicono", nessuno dimostra. Metta da parte i pregiudizi e il lavaggio di cervello che ha subito, e si faccia una semplice domanda: se la nicotina è una droga che fa male e porta a dipendenza, perché invece fa bene e toglie la dipendenza quando quando è venduta come "terapia" farmaceutica per smettere di fumare?? :-) Perché gliela prescrive il dottore? Perché il cerottone transdermico, che gliene pompa nel corpo l'equivalente di un pacchetto di sigarette al giorno, non le causa dipendenza?? Guardi che si tratta della stessa, identica nicotina contenuta nelle sigarette, che non subisce alcuna alterazione molecolare quando fumata anziché inalata!! Il fatto poi che la nicotina sia ciò che fa dire al fumatore "basta, ho fumato abbastanza" è un fatto rigorosamente documentato col metodo scientifico - vale a dire isolabile, quantificabile, e ripetibile da altri esperimentatori che sanno cosa hanno misurato e che possono giungere a simili risultati. Ciò assolutamente non si può dire degli "studi" sulla mortalità e malattie "causate" dal fumo, sia esso attivo o passivo. Più la sigaretta contiene nicotina, meno se ne fuma - ergo, una sigaretta "sicura" è quella che ha il doppio di nicotina e la metà del tabacco, il cui volume può essere "gonfiato" con acqua, per esempio. Tale sigaretta ridurrebbe di quattro l'esposizione ai tossici senza togliere la soddisfazione al fumatore, che fuma metà per via del doppio di nicotina, ma quella metà già contiene la metà del tabacco. Nel suo caso lei fumerebbe 7 sigarette e mezzo con la soddisfazione di trenta. Tale sigaretta è pronta (e no, non è quella che la Philip Morris sta sfoderando). Perché non la fanno? Questa è una storia che merita un capitolo a se, e sto già parlando troppo!

Le nostre ragioni sono dettate dalla logica e dalla scienza, non dalle emozioni. Sono dettate anche dalla storia - perché la persecuzione della gente ha sempre avuto, in tempi moderni, una base "scientifica" e si è sempre fatto uso della medicina: perché i dittatori e i vari altri delinquenti che sono arrivati al potere e ne hanno abusato hanno sempre avuto bisogno di capri espiatori e di considerare coloro che sono diversi o dissenzienti come malati da curare. Il pericolo è che ora ci crediamo di nuovo e cerchiamo persino di "curare" noi stessi per diventare come loro.

Che faccio ricomincio a fumare?

Se la domanda è retorica, non le rispondo. Se invece è seria, allora veda lei. Il fumo moderato ha dei benefici: la presenza del morbo di Parkinson, del male di Alzeimer (parlando di costi sociali...) e di problemi psicomotori è assai più alta nei non-fumatori che nei fumatori - solo per menzionarne alcuni. Enormi seri studi indipendenti che non sono pubblicizzati indicano anche che il ricorso a ospedali e mutue da parte dei fumatori è in realtà lo stesso se non meno di quello dei non-fumatori.

Ma, per onestà - grossa differenza tra noi e la "salute pubblica" - dobbiamo dirle che anche la "scienza" che dimostra "benefici" è della stessa inaffidabile qualità di quella che dimostra "pericoli", il che ci porta al punto base: si tratta di scelta personale, che bisogna tutelare da influenze esterne - incluse quelle della "salute pubblica". Il nostro lavoro è di informare, non di pilotare. Se i mass-media si comportassero allo stesso modo, il problema dell'isterismo salutista non esisterebbe.

Si potrebbe anche ragionare così: in caso che il fumo faccia male, è meglio non fumare. Ma allora è meglio non guidare in caso ci si ammazzi, non bere in caso ci venga la cirrosi, non mangiare gelato in caso ci venga un infarto. Non esiste nulla senza rischio. Il rischio però da interesse alla vita. Una vita senza rischi non offre che una garanzia: morte di noia, tristezza e fallimento della ragione per cui viviamo.

Non ci capisco più nulla.

Non si senta male per questo: come si dice che accade per il fumo, il disorientamento può essere il primo sintomo positivo dell'uscita dal condizionamento mentale e della presa di controllo del proprio pensiero da parte di colui che pensa. Infatti, mi congratulo sinceramente con lei: un idiota non ha mai questo tipo di dubbi, e non è mai disorientato; tutto quello che deve fare è credere agli "esperti" antifumo che si fanno belli alla televisione.

Un cordiale saluto.

Turci
FORCES Italiana.

 

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