Caro Sig Vittorio,
grazie della sua bella lettera. La cosa migliore è che io proceda a
rispondere ad ogni segmento.
Gentile Presidente,
Le scrivo perché sono stupido nel aver trovato una associazione che
difende i fumatori.
Pensi che ho deciso di smettere di fumare proprio oggi, ho 28 anni e
fumo da quando ne avevo 17.
Fino ad ieri fumavo circa 30 sigarette al giorno, poi per una
decisione che rimandavo già da tempo, ho deciso di mollare il vizio.
Perché? per la paura.
Ho letto con molto interesse molti documenti presenti sul vostro
sito in cui si smontano passo dopo passo le "menzogne"
antiproibizionistiche.
Si mostra la falsità dei dati sulle morti da fumo, sulla non
relazione fumo-cancro ecc...
Devo dire che sono rimasto stupito nel leggere questi articoli ,
fino ad oggi ho visto solo campagne feroci da parte di tutti contro
il fumo, trovare un sito che invece smantella certi studi mi ha
sbalordito immensamente.
Non so che pensare, la prima cosa che mi viene in mente e che siete
pagati dalle multinazionali del tabacco, ma in fondo non ci credo
nemmeno tanto...
Quando si è confrontati con lo
smantellamento di un dogma in cui si crede in tutto o in parte, due
reazioni sono molto umane. La prima è emozionale: rabbia, e la
percezione di aver quasi ricevuto un insulto. Ci si sente anche
minacciati perché la stabilità delle nostre basi è attaccata - e
abbiamo tutti bisogno di stabilità!
L'altra reazione è esplicativa: bisogna trovare una ragione
"corrotta" e "negativa" che possa giustificare o almeno spiegare
perché ci sono coloro che minacciano le nostre persuasioni
spirituali, culturali, intellettuali. Meno male che lei almeno
accetta il dubbio! Le multinazionali del tabacco non ci pagano. Ma
facciamo l'ipotesi che ci paghino... Ah! Allora, ecco!...
2 + 2 non farebbe più quattro se fossimo pagati dalla Philip Morris?
La invito serenamente a guardare se stesso come esempio di ciò che
le isteriche campagne di denigrazione e odio hanno fatto a lei e
alle masse - e lo spaventoso potere che lo stato e i gruppi di
interesse che pilotano le politiche statali esercitano su tutti noi.
L'industria del tabacco è un'industria legittima come tante altre;
il prodotto che vendono è legale e fa ricco lo stato; i suoi
consumatori sono persone come tante altre; e la realtà scientifica
non cambia se pronunciata da Sirchia o dall'amministratore delegato
della Philip Morris. Però l'industria del tabacco è il diavolo
incarnato. Il diavolo di domani sarà McDonald's. Quello di
dopodomani sarà la birra Peroni. Demonizzare il proprio bersaglio è
sempre stato il primo trucco di tutti i regimi corrotti, brutali e
dittatoriali - un trucco che, evidentemente, funziona sempre.
La realtà come la vedo è che lei dovrebbe togliere le virgolette
dalla parola menzogna che ha scritto sopra. Perché? Perché la
"causalità" del cancro relativa al fumo è solo statistica,
non biologica. Non esiste prova secondo uno standard
scientifico. I truffatori antifumo approfittano dell'ignoranza del
popolo. Ma il tipo di studi epidemiologici usati per il fumo (attivo
e passivo) non possono, per definizione, stabilire causalità.
Inoltre, la qualità di studi del genere fa letteralmente schifo. Per
il fumo passivo, non è stata nemmeno provata l'esistenza del
rischio secondo le stesse regole della epidemiologia.
Quindi, i Sirchia e i Veronesi che ci dicono che il fumo "provoca"
il cancro stanno solo esprimendo le loro opinioni, perché non hanno
in mano UNA sola prova di causalità biologica, ma
ci presentano le loro opinioni come una solida prova scientifica.
Stanno dando una falsa rappresentazione dell'evidenza disponibile.
Si, stanno mentendo al popolo - e lo sanno. Quando questi e
mille altri signori sono invitati a un dibattito pubblico
sull'argomento (l'abbiamo fatto parecchie volte) fanno "gli indiani"
e pompano ancora di più la loro "autorità" per creare più cortina
fumogena per confondere le idee e spaventare la gente. Con i mezzi
infiniti che hanno a disposizione (di solito le nostre tasse) è
naturale che la loro univoca propaganda prevalga. Ma - ci
faccia caso - non accettano mai di mettere sul tavolo della
discussione pubblica le loro affermazioni, ed evitano ogni dibattito
su base scientifica. La conclusioni le lascio tirare a lei.
Ammettiamo come dite che non ci sia
nessuna correlazione tra il fumo e il cancro, o altre patologie
gravi, mi spiegate allora perché chi smette di fumare dopo avere
superato il periodo critico "astinenza" si sente bene non solo
psicologicamente ma sopratutto fisicamente?
Niente più tosse la mattina, niente più pelle giallastra, niente più
difficoltà respiratorie, asma, tachicardia, ecc...
Non penso che i disturbi da me menzionati possano essere smentiti,
no? sono talmente chiari ed evidenti, lo dico da fumatore quale sono
e che ne prova le conseguenze.
Esistono delle realtà fisiche e
psicologiche dietro questo effetto, che sono anche soggettive. (Non
diciamo, tra l'altro, che le correlazioni di cui parla non esistono,
o che non possano esistere. Diciamo solo che attendibili prove
scientifiche non esistono, il che è diverso).
E' lapalissiano che 30 sigarette al giorno siano tante da fumare. Se
io mangiassi 4 hamburger al giorno sarei quasi inevitabilmente
grasso, così come sarei ubriaco se mi facessi due bottiglie di
grappa. Idem se bevessi 6 litri di acqua al giorno perché sarei
gonfio e con gli elettroliti sballati. Una volta che smettessi,
ovviamente mi sentirei meglio. Ma ci pensi su: avrei dimostrato che
gli hamburger, la grappa e l'acqua "fanno male" perché mi sento
meglio? Certo che no: avrei solo provato ciò che tutti sanno
benissimo: il troppo stroppia.
Dal punto di vista psicologico, quando ci decidiamo a fare (o non
fare) qualcosa, automaticamente ci predisponiamo ad interpretare
qualsiasi segno che riceviamo come segno di conferma e di successo:
questo è un necessario meccanismo per farci continuare nello sforzo.
Chi ci dice che questi segni sono spesso solo soggettivi e che non
dimostrano una realtà oggettiva viene subito emozionalmente respinto
come un cattivo e un sabotatore, e barriere sono immediatamente
alzate per fare in modo che il suo messaggio non alteri i nostri
intenti. Quando poi lo stato ricompensa e incoraggia questa tendenza
invece di scoraggiarla (ragionare emozionalmente non è mai una cosa
positiva perché si chiudono le "porte d'accesso" al ragionamento
critico e quindi alla crescita dello spirito e dell'intelletto),
ecco che questa tendenza diventa una fede spesso più forte di una
religione fondamentalista. A questo punto ogni discorso diventa
inutile, e scatta lo spirito missionario di forzare gli altri a fare
cio "che è bene per loro", anche se ciò non sembra essere il suo
caso per ora. Al bersaglio della "missione" non resta che usare la
forza per difendere il suo spazio, o sottomettersi ed essere
assorbito.
Chi smette di fumare si "sente bene" e nota che respira meglio, ha
più fiato, si sente più felice, si sente "liberato" ecc. ecc. Lo
dice l'Istituto Tumori; lo dice magari anche il dottò di casa; te lo
dice pure lo stato con tutta la sua pomposa autorità. Deve
essere vero! Chi smette di fumare ha già ampiamente deciso
che si sentirà così ed è pronto a dare dell'idiota a chi gli dice
che può anche non essere vero, che può essere ampiamente
suggestione, perché vuole sentirsi sicuro senza mettersi sotto il
microscopio della ragione.
Eppoi arrivano le testimonianze: gente che fumava 40, 80, 100
sigarette al giorno giura davanti alla TV che "sta meglio" - subito
confermato dal giudizio "clinico" del santone di turno, con
sottotitoli scorrevoli delle sue qualifiche per aggiungere impatto
alla fede confermata. "Visto?! Avevo ragione!!", diciamo a noi
stessi, perché ciò è esattamente quello che volevamo sentire per
rassicurarci che abbiamo fatto la scelta "giusta". Ma in realtà è
una scelta troppo spesso pilotata dall'esterno - un pilotaggio che
insulta la nostra indipendenza individuale "per il nostro bene",
stabilito da altri e altrove! Se poi ritorniamo a fumare, accidenti,
abbiamo avuto una "ricaduta" - non sia mai
detto che la ragione per cui fumiamo di nuovo è perché, tutto
sommato, stavamo effettivamente meglio quando fumavamo! Siamo
impazziti??...
Se ho fumato tanto e faccio una
corsa ho il fiatone a tremila, cosa che non succede a un non
fumatore (ne accusa di meno).
Io che fumo talvolta 20+ sigarette al
giorno mi faccio otto rampe di scale svariate volte al giorno senza
fiatone alla faccia di certi miei vicini che non fumano e che sono
senza fiato e devono prendere l'ascensore. Conosco un sacco di
persone come me. La medaglia d'argento di salto in lungo alle
recenti olimpiadi fuma 20 e più sigarette al giorno. Però io non le
dico che la ragione per cui faccio otto rampe di scale è perché
fumo, anche se avrei le stesse basi "scientifiche" di quelli
che dicono il contrario (praticamente zero), perché non ho alcuna
prova scientifica vera. Però fumare moderato addirittura può
aprire gli alveoli per via del monossido di azoto che è un
dilatatore alveolare. Quando non c'era la paranoia antifumo,
infatti, la prescrizione di sigarette ai non-fumatori asmatici era
alquanto comune - ma non più, perbacco! Eppure, oggi che si fuma di
meno, il numero degli asmatici non fumatori è in enorme crescita.
Come vede, esistono aneddoti per entrambi i casi (aneddoti che non
valgono nulla), ma i mascalzoni al ministero della "salute" e i mass
media loro lecca-culo fanno arrivare al pubblico solo quelli che
servono alla loro agenda. Le faccio notare che questa gente non
dovrebbero essere forze politiche che tirano l'acqua al loro mulino,
ma gente che è pagata per agire nell'interesse di tutti tramite
informazione corretta, imparziale, ed accurata - non propaganda.
La invito, invece di cercare di spiegare la nostra posizione coi
soldi immaginari delle multinazionali del tabacco (le assicuro, tra
l'altro, che se ce li offrissero li prenderemmo così potremmo
portare tanti della "salute pubblica" in tribunale), forse dovrebbe
cercare di spiegare la posizione della "salute pubblica" coi soldi
documentati delle multinazionali farmaceutiche e con quelli estorti
ai fumatori con tasse criminali giustificate da "costi sociali" che
non sono affatto dimostrabili.
Tutti dicono e dimostrano che la
nicotina sia una droga che porta a dipendenza ed invece voi dite che
è innocua anzi serve per fumare di meno.
Tutti "dicono", nessuno dimostra.
Metta da parte i pregiudizi e il lavaggio di cervello che ha subito,
e si faccia una semplice domanda: se la nicotina è una droga che fa
male e porta a dipendenza, perché invece fa bene e toglie la
dipendenza quando quando è venduta come "terapia" farmaceutica per
smettere di fumare?? :-) Perché gliela prescrive il dottore? Perché
il cerottone transdermico, che gliene pompa nel corpo l'equivalente
di un pacchetto di sigarette al giorno, non le causa dipendenza??
Guardi che si tratta della stessa, identica nicotina
contenuta nelle sigarette, che non subisce alcuna alterazione
molecolare quando fumata anziché inalata!! Il fatto poi che la
nicotina sia ciò che fa dire al fumatore "basta, ho fumato
abbastanza" è un fatto rigorosamente documentato col metodo
scientifico - vale a dire isolabile, quantificabile, e
ripetibile da altri esperimentatori che sanno cosa hanno misurato
e che possono giungere a simili risultati. Ciò assolutamente
non si può dire degli "studi" sulla mortalità e malattie "causate"
dal fumo, sia esso attivo o passivo. Più la sigaretta contiene
nicotina, meno se ne fuma - ergo, una sigaretta "sicura" è quella
che ha il doppio di nicotina e la metà del tabacco, il cui volume
può essere "gonfiato" con acqua, per esempio. Tale sigaretta
ridurrebbe di quattro l'esposizione ai tossici senza togliere la
soddisfazione al fumatore, che fuma metà per via del doppio di
nicotina, ma quella metà già contiene la metà del tabacco. Nel suo
caso lei fumerebbe 7 sigarette e mezzo con la soddisfazione di
trenta. Tale sigaretta è pronta (e no, non è quella che la Philip
Morris sta sfoderando). Perché non la fanno? Questa è una storia che
merita un capitolo a se, e sto già parlando troppo!
Le nostre ragioni sono dettate dalla logica e dalla scienza, non
dalle emozioni. Sono dettate anche dalla storia - perché la
persecuzione della gente ha sempre avuto, in tempi moderni, una base
"scientifica" e si è sempre fatto uso della medicina: perché i
dittatori e i vari altri delinquenti che sono arrivati al potere e
ne hanno abusato hanno sempre avuto bisogno di capri espiatori e di
considerare coloro che sono diversi o dissenzienti come malati da
curare. Il pericolo è che ora ci crediamo di nuovo e cerchiamo
persino di "curare" noi stessi per diventare come loro.
Che faccio
ricomincio a fumare?
Se la domanda è retorica, non le
rispondo. Se invece è seria, allora veda lei. Il fumo moderato
ha dei benefici: la presenza del morbo di Parkinson, del male di
Alzeimer (parlando di costi sociali...) e di problemi psicomotori è
assai più alta nei non-fumatori che nei fumatori - solo per
menzionarne alcuni. Enormi seri studi indipendenti che non sono
pubblicizzati indicano anche che il ricorso a ospedali e mutue da
parte dei fumatori è in realtà lo stesso se non meno di quello dei
non-fumatori.
Ma, per onestà - grossa differenza tra noi e la "salute pubblica" -
dobbiamo dirle che anche la "scienza" che dimostra "benefici" è
della stessa inaffidabile qualità di quella che dimostra "pericoli",
il che ci porta al punto base: si tratta di scelta personale,
che bisogna tutelare da influenze esterne - incluse quelle della
"salute pubblica". Il nostro lavoro è di informare, non di pilotare.
Se i mass-media si comportassero allo stesso modo, il problema
dell'isterismo salutista non esisterebbe.
Si potrebbe anche ragionare così: in caso che il fumo faccia
male, è meglio non fumare. Ma allora è meglio non guidare in caso
ci si ammazzi, non bere in caso ci venga la cirrosi, non
mangiare gelato in caso ci venga un infarto. Non esiste nulla
senza rischio. Il rischio però da interesse alla vita. Una vita
senza rischi non offre che una garanzia: morte di noia, tristezza e
fallimento della ragione per cui viviamo.
Non ci capisco più nulla.
Non si senta male per questo: come si
dice che accade per il fumo, il disorientamento può essere il primo
sintomo positivo dell'uscita dal condizionamento mentale e della
presa di controllo del proprio pensiero da parte di colui che pensa.
Infatti, mi congratulo sinceramente con lei: un idiota non ha mai
questo tipo di dubbi, e non è mai disorientato; tutto quello che
deve fare è credere agli "esperti" antifumo che si fanno belli alla
televisione.
Un cordiale saluto.
Turci
FORCES Italiana.