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20 Ottobre 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Gentile Presidente,

La saluto e le esterno tutto il mio rispetto per aver creato un sito che è allo stesso tempo un distruttore di falsi miti e un punto di raccolta di innumerevoli fumatori distrutti dalle persecutorie campagne statali. Volevo solo mostrare qualche fatto personale. Io stesso, ventenne, fumo da quando avevo 16 anni. Ho sempre fumato Davidoff Classic o Dunhill International, e quella bordata di nicotina non mi ha fatto calare un atomo di fiato; in compenso mi ha sempre limitato a mezzo pacchetto al giorno, massimo uno. Saltuariamente fumo anche il sigaro e la pipa, e per questo molti mi hanno dato del matto -_-‘ . Ultimamente sono stato spesso aggredito, sia verbalmente che fisicamente, da crociati salutisti che inalberavano una veemenza degna del grande Torquemada. Due episodi su tutti:

1) Una cara amica mi ha fatto promettere che avrei smesso di fumare dopo oltre un mese di moine e pianti. Io in un certo senso la accontento… in sua presenza non fumo mai!

2) Un’altra (a cui non ho staccato la testa solo in quanto amica da sei anni) mi ha spezzato tre sigarette; al mio vicino di posto ha buttato l’accendino nel boccale di birra. Dicendo ovviamente che… IL FUMO FA MALE!

Io vorrei molto spesso far notare che fanno più male i pugni dei fumatori…

Concludo con una citazione di Pertini:

“Bisogna imparare dai fumatori. Non si lamentano mai dei non-fumatori”

Cordiali Saluti
Zino Davidoff (preferisco restare anonimo)


Caro Zino,

grazie dei complimenti. Posso solo dirle che a me casi come i suoi non sono ancora capitati... forse è perché me lo leggono in faccia che se si azzardano... sono problemi per loro!

Comunque - e sulla base degli aneddoti raccontatimi - la sprono a non farsi più abusare da questi disperati in cerca di una causa a spese altrui. Come non farsi abusare sta a lei, naturalmente. Io posso solo dirle cosa avrei fatto io se mi fossi trovato in situazioni simili.

Nel caso (1) avrei detto all'amica che le sue moine e lamenti mi davano proprio fastidio. Sembra che la frase "da fastidio" sia molto efficace oggigiorno, in una società di piagnoni che credono di avere potere. Le avrei quindi detto di non farlo mai più.

Nel caso (2) avrei detto con assoluta fermezza (magari anche con un sorriso per addolcire un po' il messaggio) che la prossima volta che mi avesse spezzato una sigaretta io le avrei spezzato (penna, braccio, collo, a seconda della persona che si ha davanti e dell'impatto desiderato). Avrei aggiunto che, se vittima della sindrome del missionario, il Terzo Mondo è pieno di persone che disperatamente vogliono essere salvate davvero, e di recarsi immantinente costì senza rompere le palle a me e ad altri.

In entrambi i casi (in tutti i casi) bisogna far capire a questi deboli di mente il seguente concetto fondamentale: IO sono IO, e vengo con le mie sigarette. O mi accetti in toto, o mi rifiuti in toto, perché 'sti imbecilli credono di poter "filtrare" ciò che di noi non gradiscono e prendersi solo ciò che vogliono. Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena.

Quest'ultimo è un punto che personalmente mi prendo cura di portare avanti con chiarezza, senza compromessi, e all'inizio di una qualsiasi relazione: dove ci sono io ci sono le mie sigarette e la mia pipa, accese e fumanti. Se non le vuoi, allora non vuoi me e quindi puoi andare tranquillamente a fare in...

Vedrà che lei stesso si troverà a formarsi circoli di amici fumatori e non - un circolo basato su similitudini e specialmente su rispetto, e si troverà senz'altro assai più soddisfatto perché non circondato da piagnoni e da pirla assortiti.

Perché oggi è il suo fumo, domani sarà il suo profumo, poi la sua birra e dopo anche il suo dessert. Le conceda un dito e si prenderanno il braccio, come tutti i predatori.

Cordiali saluti e buone fumate.

Gian Turci

 

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