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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo



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Coloro cui piacerebbe godersi un bicchierino senza essere circondati dal fumo stanno pregustando la proibizione contro i fumatori. I poveracci non sanno che per la macchina proibizionista, il divieto di fumo non è che "scaldarsi i muscoli". Ecco infatti in cantiere la proibizione sugli alcolici. Come sempre, prima arrivano gli studi e le statistiche, poi...



10 Novembre - Alcol passivo causa un omicidio  -  Non scherziamo, questo è il titolo dell'articolo a cui siamo collegati. L'organizzazione di copertura farmaceutica Join Together, pagata dalla Johnson & Johnson e già distintasi negli Stati Uniti per aver spinto con veemenza le truffe sul fumo, ora si sta diversificando sull'alcol. Mentre stimola l'attivismo antialcol, la gang farma-salutista definisce come "alcol passivo" i "costi sociali attribuiti" all'alcol. Come nel caso degli antifumo, con centinaia di milioni di dollari farmaceutici a disposizione queste canaglie possono permettersi di sparare le assurdità più grosse e farla franca. Tanto, chi ha i soldi per portarli in tribunale? Certo non le loro vittime.

12 Ottobre - Perde la patente perché beve sei birre ogni sera - Ecco cosa succede quando si applica il Principio di Precauzione e non si fa quello che dice il dottore, oggigiorno. Come sappiamo, secondo il PP non serve solida evidenza scientifica di pericolo per vietare, regolare e tassare come se il pericolo fosse vero. Il fatto che questo è un mezzo di sopraffazione però è il male minore - anche se è male abbastanza. Il vero male è che il PP implica chiaramente che basta il sospetto. La trappola consiste nell'equivoco, perché qualsiasi cosa può essere pericolosa. Le conseguenze di tale principio sono: basti pensare al bando del DDT dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che causa milioni di morti veri per malaria in caso sia cancerogeno - e lo è solo in topi esposti a dosi migliaia di volte superiori a quelle reali. Meglio uccidere milioni di persone con la malaria, tanto sono nel Terzo Mondo. Ma i boss dell'OMS, invece di scontare l'ergastolo, si beccano stipendi da favola per truffarci su fumo e obesità.

Ironicamente, i progressi degli ultimi 100 anni non avrebbero potuto esistere secondo il PP, perché tutti comportano rischi: pensiamo all'aviazione, all'astronautica, persino alla penicillina. Fleming, che per testare la penicillina infettò suo figlio per poi curarlo, oggi spenderebbe almeno una ventina d'anni in galera. Ad ogni modo, migliaia di anni di civiltà e di progresso hanno dimostrato che non c'è bisogno del PP per far progredire la società.

Ecco un esempio da libro di testo sull'applicazione pratica del PP nella vita di tutti i giorni.

Un uomo che beve sei lattine di birra ogni sera perde la patente di guida. Sebbene 23 anni prima egli ebbe un incidente non particolarmente grave per via dell'alcol, da allora in poi smise di guidare quando beveva. Né l'uomo è ubriaco quando va al lavoroe, che esegue bene e coscienziosamente. Perché allora gli è stata revocata la patente? Perché si è rifiutato di obbedire al suo dottore che gli aveva raccomandato di bere meno. Il dottore quindi si è ritenuto in dovere di avvertire le autorità, che hanno ritirato la patente all'uomo in caso guidasse ubriaco. Trattandosi di SS (Salute & Sicurezza), le autorità hanno ritenuto opportuno ignorare la chiara violazione etica del medico che ha tradito la fiducia del paziente, e invece di ritirare al medico la licenza di professare hanno ritirato al paziente quella di guidare!

Il concetto di precauzione è sempre esistito come parte del buonsenso personale. Tuttavia la codificazione dello stesso in un principio legale in tandem con la "salute pubblica" porta inevitabilmente a legalizzare abusi della libertà e dell'etica come l'esempio sopra. Con la logica del PP, infatti, non è distante il tempo in cui si procederà a legalizzare l'arresto dei cittadini a scopo di prevenzione di reato, specialmente in caso di recidività. Perché, infatti non arrestare chi ha commesso un furto 20 anni prima per prevenire che ne commetta un altro? E perché non forzare quel ex-ladro a dimostrare la sua innocenza (a spese sue) invece di consumare risorse pubbliche per dimostrarne la colpa?

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In Florida, inalare fumo è vietato nei bar, ma inalare alcol va benissimo. L'incoerente stupidità non sta nel  fatto che è permesso inalare alcol, ma che è vietato inalare fumo.

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Settembre - Ecco la macchina per inalare l'alcol invece che berlo: vieta! VIETA!! - Una macchina che permetterà di inalare alcol invece che berlo è stata presentata a New York pochi giorni fa. La macchina, inventata in Inghilterra e già disponibile in diverse nazioni, permette di avere i piacevoli effetti dell'alcol senza bisogno di ingerirlo, e quindi senza il famoso "mal di testa del giorno dopo" e senza la necessità di voluminose bottiglie. Il vantaggio più grosso della macchina è che permette di aggirare il divieto di vendere alcol ai minori. Per "minori" si intende, in molti stati americani, minori di 21 anni; lo Stato pensa che sei adulto abbastanza per morire in Iraq ma non per berti una birra.

Va da sé che questo ha messo subito in fase isterica la "salute pubblica", che richiede un divieto immediato dell'apparecchio che permette ai giovani di scegliere ciò che vogliono fare con se stessi. Buona fortuna dunque ai costruttori del marchingegno che rende più difficile l'implementazione del proibizionismo e contribuisce quindi a far crollare il salutismo sotto il suo stesso peso. Per più informazioni sul marchingegno, clicca qui.

3 Luglio - Gruppo di copertura farmaceutica spinge proibizione degli alcolici - Che l'antifumo, antialcol e antigrassi siano spinti da attivisti finanziati dalle multinazionali farmaceutiche è un fatto assodato. Il caso più recente è l'ennesimo "studio", pubblicizzato dalla Robert Wood Johnson Foundation (Johnson & Johnson) che "collega" il prezzo dell'alcol all'alcolismo giovanile. Pensando che i giovani siano incapaci di controllare la loro volontà, lo "studio" rottame conclude: "L'alcolismo degli studenti potrebbe anche non dipendere dalla scelta e dalla responsabilità personale; potrebbe essere invece adescamento [da prezzi buoni]". Certo: se l'alcol costasse 50 euro al litro, la gente scaccerebbe la tristezza di tasse, leggi totalitarie e paternalismo con antidepressivi!

3 Luglio - OMS: l'alcol è male quanto il tabacco - Obbedendo alle agende farmaceutiche l'Organizzazione Mondiale della Sanità continua la propaganda congiunta antifumo-antialcol. "Alcol e tabacco sono i terribili gemelli della salute pubblica", ci riporta questo articolo dell'Australian. "Entrambi incrementano il rischio di cancro e di altre malattie che minacciano la vita. Entrambi sono promossi da industrie potenti... eppure, mentre le sigarette hanno gli avvertimenti sanitari e i fumatori sono forzati ad andare fuori a fumare, i bevitori sono finora sfuggiti a tale mortificazione".

Sembra quindi logico che, anche se non si può provare nemmeno un cancro da fumo (o da alcol), si "faccia giustizia": trattare i bevitori come i fumatori. Alcol passivo? E perché no? Perché fermarsi? Basta dire che è per il bene della "salute pubblica" e non solo si può truffare e stare fuori di galera, ma addirittura si diventa potenti e si è trattati con rispetto mentre osa chiedere: "perché truffi"? Ecco come la mortificazione del cittadino diventa sempre di più una normale procedura socio-politica.

Nell'articolo si evidenzia anche il credo fondamentale della truffa antifumo: "Il tabacco è male al 100%: anche una sigaretta ti fa male. Ma per l'alcol, il discorso è assai più complicato." C'è da ripetere che questa informazione è falsa? No, tanto ciò che conta è la fede. Per chi non è ancora sordo, comunque, fumare moderatamente - proprio come bere - spesso fa bene alla salute.

5 Giugno 2004 - L'abuso dei dati sull'abuso - Come i computer che usa, la "salute pubblica" segue rigide procedure predeterminate. Una delle tecniche usate per incallire nel popolo la superstizione che "il fumo uccide" è sempre stata quella di fare confusione; tra sigarette leggere e pesanti, tra fumatori occasionali e grandi fumatori, tra fumo attivo e fumo passivo -- come del resto si fa confusione con le causalità di morte. Il fine ultimo è di ottenere che l'opinione pubblica, confusa, bombardata e disinformata dica: "Basta! Vieta tutto e facciamola finita".

Lo stesso, naturalmente, si sta facendo col grasso e con l'alcol. Iain Murray di Tech Central Station ci dà ulteriore prova di questa tattica a delinquere, che confonde i bevitori occasionali con gli alcolizzati, produce scienza rottame per "dimostrare" che l'alcol danneggia le cellule del cervello, classifica i social drinkers come dipendenti, e spinge alla conclusione (come succede per il fumo) che non esiste una soglia accettabile di assunzione e che quindi, alla fine bisognerà sradicare tutto.

Nulla di nuovo sotto il sole della "salute pubblica", per la quale le disastrose ripercussioni economiche (quelle vere, non quelle che si inventa coi computer sui "costi sanitari") sono sempre e comunque un prezzo accettabile perché su parla, appunto, di "salute". Il programma antialcol mondiale fu "cicchettato" l'anno scorso con uno stanziamento di svariate centinaia di milioni di dollari negli Stati Uniti dalla multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson.

27 Maggio - Neoprohibition.com: Proibizionismo, una goccia alla volta - Segnaliamo con piacere ai nostri lettori questo sito, che documenta il coinvolgimento della multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson nella campagna antialcol usando la stessa tattica usata contro il fumo: pagando attivisti e lobbisti in modo che esercitino pressione sul governo per far ritornare il proibizionismo - ma ora ciò è fatto un poco alla volta. Questo gruppo lavora in associazione con ConsumerFreedom.com, l'equivalente di FORCES per ciò che concerne il grasso, e con la American Beverage Institute.

"Penso che sia l'ora di bermi una birra", disse il presidente Roosevelt dopo aver firmato la fine del 18° Emendamento che terminava 14 lunghi anni di proibizionismo. Il proibizionismo è ora parte della storia, ma un movimento più subdolo e più sottile ha preso il suo posto, entrando dalla "porta di dietro" della società per togliere legittimità all'alcol. Questo movimento è sinistramente simile a quello che risultò nel Proibizionismo. Come quello dell'inizio del 20° secolo, esso è bene organizzato, sempre convinto di aver ragione e arrogante, ed ha orecchie simpatizzanti nei media. E considerando che quasi tutti i suoi partecipanti sono finanziati dalla Robert Wood Johnson Foundation [gruppo filantropico di copertura della Johnson & Johnson] esso parte su basi finanziariamente ancora più solide del suo antenato. La RWJF, negli ultimi cinque anni, ha già contribuito oltre 250 milioni di dollari alle organizzazioni anti-alcol, che hanno usato il denaro per finanziare "studi", seminari, campagne sui media, e programmi locali per attaccare il consumo di alcol in molti modi. E questi assegni da svariati milioni di dollari hanno finanziato un esercito di attivisti, gruppi "popolari", e istituti di "ricerca" che parlano tutti all'unisono - e tutti con lo scopo di ridurre anche il consumo responsabile di alcol."

Il gruppo continua nella sua denuncia riportando che persino il comitato della prestigiosa National Academy of Science è stato infiltrato da attivisti pagati dalla RWJF. Come riportammo l'anno scorso, 9 su 12 "esperti" della NAS hanno interessi nella RWJF. Le ripercussioni cominciano a sentirsi anche in Italia con propaganda, posti di blocco, abbassamenti assurdi del limite minimo di alcol dal codice della strada, campagne mediatiche e "sanitarie" già in atto da parte del  dal ministero della "salute" al costo di milioni di euro dei contribuenti. Esattamente come è successo per il tabacco. Sebbene non tutta l'industria farmaceutica abbia adottato questa vergognosa politica, molti dei grandi conglomerati ne fanno parte. E le conseguenze saranno le stesse: vilificazione dell'industria, divieti di pubblicità, demonizzazione del bevitore, super-tassazione del prodotto, "educazione" nelle scuole, paternalismo e scienza rottame a fiumi. Chi sostiene il diritto di bere sarà ritratto dai media come un idiota -- specialmente se contesta le statistiche fasulle -- e i media lo useranno solo come contrappunto per far vedere quanto sono nel giusto gli antialcol e poi sarà rapidamente liquidato come venduto all' "industria del male", mentre essa farà il solito "mea culpa" vestendosi di salutismo, proprio come fa oggi la Philip Morris.

Il proibizionismo americano fu eliminato dalla violenza delle sue conseguenze. I proibizionisti di oggi cercano di ottenere il loro scopo senza tali conseguenze - ma la storia è destinata a ripetersi.

7 Aprile - Ci avevamo visto giusto ancora una volta: bevitori antifumo, preparatevi alla persecuzione - e a mettere mano al portafoglio - L'Organizzazione Mondiale della Sanità prepara la mossa ufficiale contro l'alcol - ...Ma voi come facevate a saperlo...?"  è una delle domande che ci viene spesso rivolta da coloro che non credevano, o che avevano scelto di non credere o di far celia delle nostre predizioni - perché crederle avrebbe significato dover fare qualcosa contro l'autorità dello Stato.

Da anni avevamo predetto che, una volta accettata la scienza rottame come scienza di Stato, e conferita alla "salute pubblica" autorità illimitata sulle nostre vite, e dopo aver addirittura trasformato la "salute pubblica" in una nuova religione nazionale indiscutibile e sacrosanta e alla quale bisogna credere e obbedire sempre e comunque, essa avrebbe finito per divorare ogni aspetto della nostra vita. Chi odia il fumo e lo vuole vietato nei ristoranti dove beve e mangia si troverà ad aver controllato il mangiare e vietato il bere nel ristorante "smoke-free". Questa è l'inevitabile fine di chi si affida alla dittatura.

Ed ecco pubblicato, con i fondi ufficiali dell'OMS, il libro "Alcohol: No Ordinary Commodity--Research and Public Policy". Dice l'articolo: "Il tempismo di questa pubblicazione è perfetto, vista la rinascita delle prospettive popolari sull'ambiente e sulla salute pubblica. La tesi centrale del libro è che le bevande alcoliche non dovrebbero essere sotto condizioni di libero mercato, ma dovrebbero essere regolate in modo ragionevole per mitigare il vasto danno alla salute pubblica causato dall'alcol. Si cita evidenza epidemiologica  che dimostra che l'alcol è il quinto più grande contribuente al peso delle malattie mondiali (pari al tabacco); ma l'alcol passa al terzo posto nei Paesi sviluppati. Gli autori esaminano vasta evidenza scientifica sull'efficacia di regolamenti antialcol nella riduzione dei danni dello stesso, e propongono provvedimenti: tasse sugli alcolici e controllo dei prezzi, limitazione del numero delle rivendite, limitazione dell'acceso ai giovani, responsabilità legali dei venditori e di chi serve le bevande, abbassamento [leggi: riduzione a zero] dei limiti legali per chi guida, e rigida implementazione fisica delle leggi antialcol sono solo alcune delle misure. Si nota anche che gli ampiamente inefficaci programmi di prevenzione finora adottati in vari Paesi sono il risultato del potere politico della potente industria da multimiliardi di dollari che è l'industria degli alcolici."

L'assoluto parallelismo con l'agenda e la tattica antifumo e antigrasso ha bisogno di ben poca evidenziazione: pubblicazioni di studi ad hoc e in sincrono con le agende politiche delle gang farmaceutiche, mercato controllato dalle cricche della "salute pubblica" statale, danni statistici alla salute non dimostrabili scientificamente ma comunque presentati come scienza, graduatoria del contributo dell'alcol alle malattie derivante da attribuzioni arbitrarie, "evidenze scientifiche" che non esistono o che sono inquantificabili, e riferimento ad esistenti regolamenti antialcol che sono considerati sempre insufficienti perché danno un risultato diverso da zero consumo. Si continua con malattie e incidenti, si va avanti con l'invocazione di tasse e controllo di Stato, si continua buttando la responsabilità dell'implementazione di leggi totalitarie sulle spalle dei venditori, e toccata e fuga sui giovani come giustificazione morale. Si finisce quindi per puntare il dito al grande nemico del momento: l'industria stessa, che è responsabile di tutto perché avida di denaro e insensibile alla morte che "causa" - ergo la necessità di metterla in ginocchio come si è fatto per il tabacco e si sta facendo con quella alimentare.

Che sforzo! Siamo rimasti senza fiato con questa pappardella... ma il programma è descritto al completo!

Baristi, commercianti e consumatori che ora gioite a vedere il cartello "Vietato fumare": ora che avete aperto la porta alla "salute pubblica" con un gran sorriso,  preparatevi ad essere colpiti di nuovo nella vostra tasca e nelle vostre libertà -- e tenete il barattolo della vaselina bene a portata di mano, visto che sembra proprio che non avrete mai il coraggio di ribellarvi e di stroncare la farma-salute pubblica che vi dirà sempre che è per il vostro bene. Tanto vale quindi che vi lubrifichiate.

7 Aprile - Polizia antifumo, ecco la polizia antialcol  - Che i divieti di fumo siano il rompighiaccio per aprire la strada legale e culturale al controllo assoluto di ogni stile di vita è un fatto assodato.

Non appena il muro difensivo delle libertà è stato sfondato col proibizionismo sul fumo in Irlanda, infatti, si è passati in pochi giorni ad un altro progetto di controllo del comportamento: l''istituzione di una polizia speciale antifumo per perseguitare i nuovi delinquenti (i fumatori) è già stata affiancata da una polizia speciale antialcol per perseguitare i delinquenti nuovissimi (i bevitori), ha annunciato il capo della gestapo sanitaria Michael Martin, ministro della "salute" irlandese.

Agli avventori dei pub sarà permesso un solo drink e non sarà permesso loro di intrattenersi nei pub più di un certo tempo stabilito. Il piano sociale è ovvio sia in Irlanda che in Italia: la distruzione delle categorie non gradite alla "salute pubblica". E che non si facciano considerazioni economiche, per carità! La "salute" innanzitutto.

7 Aprile - Il ministro O'Bloomberg ora passa all'alcol - Il ministro della "salute" irlandese Martin è stato rapidamente soprannominato O'Bloomberg per il suo sviscerato fanatismo simile a quello del sindaco di New York. L'articolo a cui siamo collegati ulteriormente conferma che l'alcol farà presto la fine del tabacco grazie principalmente alla mancanza di vedute delle associazioni di categoria e all'indifferenza del popolo, condizionato dai media complici dei "sanitari".

L'articolo parla chiaro: "Sebbene il governo abbia minimizzato la notizia del provvedimento (stessa tattica usata in Italia da Sirchia, che ovviamente aderisce al copione internazionale), il ministro della salute Michael Martin sembra avere l'abuso dell'alcol nei suoi progetti. ... Il divieto di fumo potrebbe cambiare la cultura dei pub irlandesi e, se ha successo, potrebbe persuadere il governo a prendere azione anche contro l'alcol." Non ne abbiamo dubbi: leggi severissime (un eufemismo per leggi fasciste) arriveranno a catena, e accompagnate dalla violenza di Stato per farle rispettare. E non finirà mai finché i popoli non si decideranno a liberarsi del fascismo bianco con la stessa violenza che il fascismo bianco usa per opprimerli, e capiranno che discussioni e commenti e lamenti sono sempre benvenuti dalla "salute pubblica" perché fanno perdere tempo al popolo mentre essa rafforza le sue posizioni. Meno lamenti e proteste (che cadono nelle orecchie dei sordi) e più fatti.

9 Marzo - "Raddoppiate il prezzo degli alcolici" dicono i "dottori" - Eccoci alle solite: mentre le gang salutiste britanniche affermano di non avere nulla contro chi beve (proprio come Sirchia che non ha nulla contro chi fuma ) invocano il raddoppio del costo dell'alcol a scopo "terapeutico". La ragione? Il consumo dell'alcol è aumentato - quindi ecco che ancora una volta le associazioni mediche, invece di curare calli e altre malattie, si permettono di fare politica -- pure dei prezzi -- nel modo più cervellotico concepibile: "il miglior modo per tagliare il numero dei drink è di limitare la disponibilità e renderlo meno accessibile economicamente" afferma il leader dei camici bianchi. Seguono i soliti grafici statistici e le associazioni di mortalità. Questa gente, che non è stata eletta da nessuno, si permette di "aiutare" chi non ha chiesto aiuto con lo stesso zelo fanatico dei colonizzatori del 19° secolo in Africa: dire loro di togliersi dai piedi è fiato sprecato, quindi bisogna essere di gran lunga più chiari e persuasivi, e fargliela capire con le cattive. A che punto siamo arrivati... a quello di bere per dimenticare!

25 Febbraio - New Mexico: etilometro obbligatorio nelle automobili? - L'insanità mentale della "salute pubblica" continua rampante in tutto il mondo - sempre capeggiata dagli USA, naturalmente. Lo stato del New Mexico sta considerando una legge che obblighi chiunque si metta al volante di un'auto a soffiare  in un etilomentro installato a bordo della vettura prima di mettere in moto. Se la percentuale di alcol nell'alito è superiore al limite consentito (cioè praticamente zero), l'auto non si mette in moto. Dietro al costo sociale del salutismo (reale, non statistico: ogni auto provvista dell'apparecchio costerebbe 1.000 dollari in più) si vede ancora una volta la gretta perversione dello stato terapeutico: per fermare un'infinitesimale minoranza di cittadini che diventano irresponsabili forse tre volte all'anno, si obbligano tutti sempre a limitare la propria libertà sottomettendosi ad un'analisi del proprio corpo da parte della loro stessa proprietà per ottenere un'irraggiungibile rischio sociale zero. D'altro canto, libertà e costi economici certo non sono mai stati un freno per i fanatici delle SS (Salute & Sicurezza): basta ridefinire entrambi, e il gioco è fatto. A quando lo slogan: "Libertà di non essere investiti da un ubriaco"? Certo, i guidatori ubriachi sono veramente un pericolo pubblico, e bisogna fermarli. Ma se accettiamo posti di blocco sulle strade con una polizia che ha il potere di sottoporre chiunque all'etilometro per fermare un danno o un comportamento non ancora materializzatosi, a quando lo stesso potere alla polizia di perquisire chi vuole per prevenire furti e rapine?

Inutile illudersi che lo stato abbia la saggezza di "arrivare fino a un certo punto". Sveglia! Tutta l'evidenza nega che ciò sia vero. Dove fermiamo lo stato? Vogliamo fermarci, o siamo sempre disposti a barattare un chilo di libertà vera conquistata col sangue con un grammo di sicurezza presunta vendutaci da burocrati che non abbiamo neppure eletto? Quando ci si mette in strada come guidatori o pedoni si accetta un rischio -- ed è un rischio che è sempre esistito anche quando c'era il cavallo: essere investiti da un oggetto che si muove. Stiamo rapidamente arrivando all'assurdo sirchiesco di rinunciare a vivere per prevenire i rischi della vita stessa.

E la stupidità di questi fautori della "salute pubblica" è l'unica cosa che supera la loro arroganza paternalista: per "fare fesso" l'aggeggio, infatti, basta usare una bomboletta d'aria compressa per pulire i computer, disponibile a basso prezzo in qualsiasi negozio di elettronica. Una cosa da ricordarsi quando i malati di mente della "salute pubblica" proporranno una simile legge anche nel nostro Paese.

2 Febbraio - Procedono i piani di Big Pharma per il controllo mondiale anche dell'alcol e per l'estorsione all'industria - Le centinaia di milioni di dollari investiti l'Aprile scorso dalle multinazionali farmaceutiche in attivismo salutista antialcol e negli appropriati pagliacci della "salute pubblica" comincia a fruttare: i documenti base di razionalizzazione sono pronti , mentre persino la prestigiosa National Academy of Science ha nominato un comitato-farsa nel quale nove dei dodici membri hanno relazioni con -- e sono pagati da -- multinazionali farmaceutiche. Clicca qui per leggere chi sono i venduti e quanto sono stati pagati . Va da sé che il comitato ha "lanciato l'allarme" sull'alcolismo minorile il Settembre scorso. Sempre come da copione, si è poi passati all'attacco della libertà di informazione con cause legali volte alla soppressione della pubblicità degli alcolici a fine Novembre , mentre incrementava quella degli antidepressivi farmaceutici. Il tutto, naturalmente, era stato previsto da FORCES, e il nostro presidente Gian Turci aveva anche scritto un articolo predicendo tutte le mosse di questa ennesima impresa a delinquere .

Il tutto in preparazione per la grande estorsione all'industria e ai bevitori. L'articolo collegato al titolo porta il processo avanti un altro passo in pura formula antifumo. L'autore (un avvocato, guarda caso) ci dice: "l'industria dell'alcol è riuscita finora ad evitare di pagare danni simili a quelli dell'industria del tabacco, ed è tempo che ciò avvenga... l'alcolismo affligge dall'8 al 14 percento della popolazione ... ed è la terza causa di morte prevenibile" (le altre due sono il cibo e il tabacco; c'è da chiedersi, una volta eliminate le tre "cause di morte", di che cosa morirà la gente). Si passa poi alle frodi economiche dei "costi sociali", ancora seguendo la scia del fumo e del grasso: "il costo dell'alcolismo è aumentato del 40% tra l'85 e il '92, ed ora costa 148 miliardi di dollari all'anno, secondo il National Institute of Health", che senza dubbio avrà ritoccato un po' di ipotesi variabili nei computer del dipartimento della truff... scusate: di statistica.

Ci avviciniamo alla fine: "il costo delle cure degli alcolizzati è il 100% più alto di quello dei non alcolizzati". Va da sé che chi mangia costa il 100% di più di chi non mangia ma fuma, che però a sua volta costa il 100% di più di chi non fuma ma mangia o è alcolizzato. Col tutto abbiamo coperto il 100% della popolazione, che costa almeno il 100% di più di se stessa. Se la "salute pubblica" non fosse ormai per lo più una massa di delinquenti, sarebbe senz'altro un gruppo di divertenti idioti. Ecco infine che il copione farmaceutico prevede la liberatoria psicologica per il pubblico babbeo: "Sostenere la responsabilizzazione economica dell'industria dell'alcol (leggi: estorcere denaro ai bevitori) non significa certo fare proibizionismo". Certo che no!... Proprio come certi professionisti italiani nel ramo delle associazioni di tabaccologia che, mentre vogliono il divieto assoluto ovunque e diffondono informazione truffaldina su fumo attivo e passivo, affermano di essere convinti antiproibizionisti. Forse è tempo di fumare in faccia a questa gente e gridare a gran voce che siamo stanchi di farci prendere per il fondelli.

 
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