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Coloro cui
piacerebbe godersi un bicchierino senza essere circondati dal fumo
stanno pregustando la proibizione contro i fumatori. I poveracci
non sanno che per la macchina proibizionista, il divieto di fumo
non è che "scaldarsi i muscoli". Ecco infatti in cantiere
la proibizione sugli alcolici. Come sempre, prima arrivano gli studi
e le statistiche, poi...
10 Novembre -
Alcol passivo causa un omicidio
-
Non scherziamo, questo è
il titolo dell'articolo a cui siamo collegati. L'organizzazione di
copertura farmaceutica Join
Together, pagata dalla Johnson & Johnson e già distintasi negli
Stati Uniti per aver spinto con veemenza
le truffe
sul fumo, ora si sta diversificando sull'alcol. Mentre stimola
l'attivismo antialcol, la gang farma-salutista definisce come
"alcol passivo" i "costi sociali attribuiti" all'alcol. Come
nel caso degli antifumo, con centinaia di milioni di dollari farmaceutici
a disposizione
queste canaglie possono permettersi di sparare le assurdità più grosse e
farla franca. Tanto, chi ha i soldi per portarli in tribunale?
Certo non le loro vittime.
12
Ottobre -
Perde la patente perché beve sei birre ogni sera
- Ecco cosa succede quando si applica il
Principio di Precauzione e non si fa quello che dice il
dottore, oggigiorno. Come sappiamo, secondo il PP non serve solida
evidenza scientifica di pericolo per vietare, regolare e tassare
come se il pericolo fosse vero. Il fatto che questo è un mezzo di
sopraffazione però è il
male minore - anche se è male abbastanza. Il vero male è che il PP
implica chiaramente che basta il sospetto. La trappola consiste nell'equivoco, perché qualsiasi
cosa può essere pericolosa. Le conseguenze di tale principio
sono: basti pensare al bando del DDT
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che causa milioni di
morti veri per malaria in caso sia
cancerogeno - e lo è solo in topi esposti a dosi migliaia di volte superiori a
quelle reali. Meglio uccidere
milioni di persone con la malaria, tanto sono nel Terzo Mondo. Ma i boss dell'OMS, invece di
scontare l'ergastolo, si beccano stipendi da favola per truffarci su
fumo e obesità.
Ironicamente, i progressi degli
ultimi 100 anni non avrebbero potuto esistere secondo il PP, perché
tutti comportano rischi: pensiamo all'aviazione,
all'astronautica, persino alla penicillina. Fleming, che per testare
la penicillina infettò suo
figlio per poi curarlo,
oggi spenderebbe almeno una ventina d'anni in galera. Ad ogni modo,
migliaia di anni di civiltà e di progresso hanno dimostrato che non c'è bisogno del
PP per far progredire la società.
Ecco un esempio da libro di testo
sull'applicazione pratica del PP nella
vita di tutti i giorni.
Un uomo che beve sei lattine di
birra ogni sera perde la patente di guida. Sebbene 23 anni
prima egli ebbe un incidente non particolarmente grave per via dell'alcol, da allora in poi
smise di guidare quando beveva. Né l'uomo è ubriaco quando va al
lavoroe, che esegue bene e coscienziosamente. Perché allora
gli è stata revocata la patente? Perché si è rifiutato di
obbedire al suo dottore che gli aveva raccomandato di bere meno. Il dottore quindi si è ritenuto in dovere di avvertire le
autorità, che hanno ritirato la patente all'uomo in caso
guidasse ubriaco. Trattandosi di SS (Salute &
Sicurezza), le autorità hanno ritenuto opportuno ignorare la chiara
violazione etica del medico che ha tradito la fiducia del
paziente, e invece di ritirare al medico la licenza di professare hanno ritirato al paziente
quella di guidare!
Il concetto di precauzione è
sempre esistito come parte del buonsenso personale. Tuttavia la codificazione
dello stesso in un principio legale in tandem con la "salute
pubblica" porta inevitabilmente a legalizzare abusi della
libertà e dell'etica come l'esempio sopra. Con la logica del PP,
infatti, non è distante il tempo in cui si procederà a legalizzare
l'arresto dei cittadini a scopo di prevenzione di reato,
specialmente in caso di recidività. Perché, infatti non arrestare
chi ha commesso un furto 20 anni prima per prevenire che ne commetta
un altro? E perché non forzare quel ex-ladro a dimostrare la sua
innocenza (a spese sue) invece di consumare risorse pubbliche
per dimostrarne la colpa?
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Clicca
sull'immagine per vederla più grande |
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In
Florida, inalare fumo è vietato nei bar, ma inalare alcol
va benissimo. L'incoerente stupidità non sta nel fatto
che è permesso inalare alcol, ma che è vietato inalare
fumo. |
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5
Settembre -
Ecco la
macchina per inalare l'alcol invece che berlo: vieta! VIETA!!
- Una macchina che permetterà di
inalare alcol invece che berlo è stata presentata a New York pochi
giorni fa. La macchina, inventata in Inghilterra e già disponibile in diverse
nazioni, permette di avere i piacevoli effetti dell'alcol senza
bisogno di ingerirlo, e quindi senza il famoso "mal di testa del
giorno dopo" e senza la necessità di voluminose bottiglie. Il
vantaggio più grosso della macchina è che permette di aggirare il
divieto di vendere alcol ai minori. Per "minori" si intende, in
molti stati americani, minori di 21 anni; lo Stato pensa che sei adulto
abbastanza per morire in Iraq ma non per berti una
birra.
Va da sé che questo ha messo subito in fase
isterica la "salute pubblica", che richiede un
divieto immediato dell'apparecchio che permette ai
giovani di scegliere ciò che vogliono fare con se stessi. Buona fortuna
dunque ai costruttori del marchingegno che rende più difficile l'implementazione del proibizionismo
e contribuisce quindi a far crollare il salutismo sotto il suo
stesso peso. Per più informazioni sul marchingegno,
clicca qui.
3 Luglio -
Gruppo di copertura farmaceutica spinge proibizione degli
alcolici
- Che l'antifumo, antialcol e
antigrassi siano spinti da attivisti finanziati dalle
multinazionali farmaceutiche è un fatto assodato. Il caso più
recente è l'ennesimo "studio", pubblicizzato dalla
Robert Wood Johnson Foundation (Johnson & Johnson) che
"collega" il prezzo dell'alcol all'alcolismo giovanile.
Pensando che i giovani siano incapaci di controllare la
loro volontà, lo "studio" rottame conclude: "L'alcolismo
degli studenti potrebbe anche non dipendere dalla scelta e
dalla responsabilità personale; potrebbe essere invece
adescamento [da prezzi buoni]". Certo: se l'alcol
costasse 50 euro al litro, la gente scaccerebbe la tristezza di
tasse, leggi totalitarie e paternalismo con antidepressivi!
3 Luglio -
OMS: l'alcol è male quanto il tabacco
-
Obbedendo alle agende
farmaceutiche l'Organizzazione Mondiale della Sanità continua
la propaganda congiunta antifumo-antialcol. "Alcol e tabacco sono
i terribili gemelli della salute pubblica", ci riporta questo
articolo dell'Australian. "Entrambi incrementano il rischio di
cancro e di altre malattie che minacciano la vita. Entrambi
sono promossi da industrie potenti... eppure, mentre le
sigarette hanno gli avvertimenti sanitari e i fumatori sono
forzati ad andare fuori a fumare, i bevitori sono finora
sfuggiti a tale mortificazione".
Sembra quindi logico che, anche se non si può provare nemmeno un cancro da fumo (o da alcol), si
"faccia giustizia":
trattare i bevitori come i fumatori. Alcol passivo? E perché no?
Perché fermarsi? Basta dire che è per il bene
della "salute pubblica" e non solo si può truffare e
stare fuori di galera, ma
addirittura si diventa potenti e si è trattati con rispetto mentre
osa chiedere: "perché truffi"? Ecco come
la mortificazione del cittadino diventa sempre di più una normale
procedura socio-politica.
Nell'articolo si evidenzia anche il credo
fondamentale della truffa antifumo: "Il tabacco è male al 100%:
anche una sigaretta ti fa male. Ma per l'alcol, il discorso è
assai più complicato." C'è da ripetere che questa
informazione è falsa? No, tanto ciò che conta è
la fede. Per chi non è ancora sordo, comunque, fumare
moderatamente - proprio come bere - spesso fa bene alla
salute.
5
Giugno 2004 -
L'abuso dei dati sull'abuso
- Come i computer che usa, la "salute
pubblica" segue rigide procedure predeterminate. Una delle tecniche
usate per incallire nel popolo la superstizione che "il fumo uccide"
è sempre stata quella di fare confusione; tra sigarette leggere e
pesanti, tra fumatori occasionali e grandi fumatori, tra fumo attivo
e fumo passivo -- come del resto si fa confusione con le causalità
di morte. Il fine ultimo è di ottenere che l'opinione pubblica,
confusa, bombardata e disinformata dica: "Basta! Vieta tutto e
facciamola finita".
Lo stesso, naturalmente, si sta facendo col
grasso e con l'alcol. Iain Murray di Tech Central Station ci
dà
ulteriore prova di questa tattica a delinquere, che confonde i
bevitori occasionali con gli alcolizzati, produce scienza rottame per
"dimostrare" che l'alcol danneggia le cellule del cervello,
classifica i social drinkers come dipendenti, e spinge alla
conclusione (come succede per il fumo) che non esiste una soglia
accettabile di assunzione e che quindi, alla fine bisognerà
sradicare tutto.
Nulla di nuovo sotto il sole della
"salute pubblica", per la quale le disastrose ripercussioni
economiche (quelle vere, non quelle che si inventa coi computer sui
"costi sanitari") sono sempre e comunque un prezzo accettabile
perché su parla, appunto, di "salute". Il programma antialcol
mondiale fu "cicchettato" l'anno scorso con
uno stanziamento
di svariate centinaia di milioni di dollari negli Stati Uniti dalla
multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson.
27
Maggio - Neoprohibition.com:
Proibizionismo, una goccia alla volta
- Segnaliamo con piacere ai nostri lettori questo sito, che documenta
il coinvolgimento della multinazionale farmaceutica Johnson &
Johnson nella campagna antialcol usando la stessa tattica
usata contro il fumo: pagando attivisti e lobbisti in modo che esercitino
pressione sul governo per far ritornare il proibizionismo - ma ora
ciò è fatto un poco alla volta. Questo gruppo lavora in associazione
con ConsumerFreedom.com,
l'equivalente di FORCES per ciò che concerne il grasso, e con la
American Beverage
Institute.
"Penso che sia l'ora di bermi
una birra", disse il presidente Roosevelt dopo aver firmato
la fine del 18° Emendamento che terminava 14 lunghi anni di proibizionismo.
Il proibizionismo è ora parte della storia, ma un movimento più
subdolo e più sottile ha preso il suo posto, entrando dalla "porta
di dietro" della società per togliere legittimità all'alcol.
Questo movimento è sinistramente simile a quello che risultò nel
Proibizionismo. Come quello dell'inizio del 20° secolo, esso è bene
organizzato, sempre convinto di aver ragione e arrogante, ed ha
orecchie simpatizzanti nei media. E considerando che quasi tutti
i suoi partecipanti sono finanziati dalla Robert Wood Johnson Foundation
[gruppo filantropico di copertura della Johnson & Johnson]
esso parte su basi finanziariamente ancora più solide del suo antenato.
La RWJF, negli ultimi cinque anni, ha già contribuito oltre 250
milioni di dollari alle organizzazioni anti-alcol, che hanno usato
il denaro per finanziare "studi", seminari, campagne sui
media, e programmi locali per attaccare il consumo di alcol in molti
modi. E questi assegni da svariati milioni di dollari hanno finanziato
un esercito di attivisti, gruppi "popolari", e istituti
di "ricerca" che parlano tutti all'unisono - e tutti con
lo scopo di ridurre anche il consumo responsabile di alcol."
Il gruppo continua nella sua denuncia
riportando che persino il comitato della prestigiosa National Academy
of Science è stato infiltrato da attivisti pagati dalla RWJF.
Come riportammo l'anno scorso, 9 su 12 "esperti" della
NAS hanno interessi nella RWJF. Le ripercussioni cominciano a sentirsi
anche in Italia con propaganda, posti di blocco, abbassamenti assurdi
del limite minimo di alcol dal codice della strada, campagne mediatiche
e "sanitarie" già in atto da parte del dal ministero
della "salute" al costo di milioni di euro dei contribuenti.
Esattamente come è successo per il tabacco. Sebbene non tutta l'industria
farmaceutica abbia adottato questa vergognosa politica, molti dei
grandi conglomerati ne fanno parte.
E le conseguenze saranno
le stesse: vilificazione dell'industria, divieti di pubblicità,
demonizzazione del bevitore, super-tassazione del prodotto, "educazione"
nelle scuole, paternalismo e scienza rottame a fiumi. Chi sostiene
il diritto di bere sarà ritratto dai media come un idiota -- specialmente
se contesta le statistiche fasulle -- e i media lo useranno solo
come contrappunto per far vedere quanto sono nel giusto gli antialcol
e poi sarà rapidamente liquidato come venduto all' "industria
del male", mentre essa farà il solito "mea culpa"
vestendosi di salutismo, proprio come
fa oggi la Philip Morris.
Il proibizionismo americano fu eliminato
dalla violenza delle sue conseguenze. I proibizionisti di oggi cercano
di ottenere il loro scopo senza tali conseguenze - ma la storia
è destinata a ripetersi.
7
Aprile -
Ci
avevamo visto giusto ancora una volta: bevitori antifumo, preparatevi
alla persecuzione - e a mettere mano al portafoglio -
L'Organizzazione Mondiale della Sanità prepara la mossa ufficiale
contro l'alcol -
...Ma voi come facevate
a saperlo...?" è una delle domande che ci viene
spesso rivolta da coloro che non
credevano, o che avevano scelto di non credere o
di far celia delle nostre predizioni - perché crederle avrebbe
significato dover fare qualcosa contro l'autorità dello Stato.
Da anni avevamo predetto che,
una volta accettata la scienza rottame come scienza di Stato,
e conferita alla "salute pubblica" autorità illimitata sulle
nostre vite, e dopo aver addirittura trasformato la "salute
pubblica" in una nuova religione nazionale indiscutibile e
sacrosanta e alla quale bisogna credere e obbedire sempre
e comunque, essa avrebbe finito per divorare
ogni aspetto della nostra vita. Chi odia il fumo e lo vuole
vietato nei ristoranti dove beve e mangia si troverà ad aver
controllato il mangiare e vietato il bere nel ristorante "smoke-free".
Questa è l'inevitabile fine di chi si affida alla
dittatura.
Ed ecco pubblicato, con i fondi ufficiali dell'OMS, il
libro
"Alcohol: No Ordinary Commodity--Research
and Public Policy". Dice l'articolo: "Il tempismo di questa
pubblicazione è perfetto, vista la rinascita delle prospettive
popolari sull'ambiente e sulla salute pubblica. La tesi
centrale del libro è che le bevande alcoliche non
dovrebbero essere sotto condizioni di libero mercato, ma
dovrebbero essere regolate in modo ragionevole per mitigare il
vasto danno alla salute pubblica causato dall'alcol. Si
cita evidenza epidemiologica che dimostra che l'alcol è
il quinto più grande contribuente al peso delle malattie
mondiali (pari al tabacco); ma l'alcol passa al terzo posto
nei Paesi sviluppati. Gli autori esaminano vasta evidenza
scientifica sull'efficacia di regolamenti antialcol nella
riduzione dei danni dello stesso, e propongono provvedimenti:
tasse sugli alcolici e controllo dei prezzi, limitazione
del numero delle rivendite, limitazione dell'acceso ai giovani,
responsabilità legali dei venditori e di
chi serve le
bevande,
abbassamento
[leggi: riduzione a zero] dei
limiti legali per chi guida, e rigida implementazione
fisica delle leggi antialcol sono solo alcune delle
misure. Si nota anche che gli ampiamente inefficaci programmi
di prevenzione finora adottati in vari Paesi sono il risultato
del potere politico della potente industria da
multimiliardi di dollari che è l'industria degli alcolici."
L'assoluto parallelismo con
l'agenda e la tattica antifumo e antigrasso ha bisogno di ben
poca evidenziazione: pubblicazioni di studi ad hoc e
in sincrono con le agende politiche delle gang farmaceutiche,
mercato controllato dalle cricche della "salute pubblica" statale,
danni statistici alla salute non dimostrabili
scientificamente ma comunque presentati come scienza,
graduatoria del contributo dell'alcol alle malattie derivante
da attribuzioni arbitrarie, "evidenze scientifiche" che non
esistono o che sono inquantificabili, e riferimento ad esistenti
regolamenti antialcol che sono considerati sempre
insufficienti perché danno un risultato diverso da zero
consumo. Si continua con malattie e incidenti, si va
avanti con l'invocazione di tasse e controllo di Stato, si
continua buttando la responsabilità dell'implementazione di
leggi totalitarie sulle spalle dei venditori, e toccata e fuga
sui giovani come giustificazione morale. Si finisce quindi per
puntare il dito al grande nemico del momento: l'industria
stessa, che è responsabile di tutto perché avida di denaro e
insensibile alla morte che "causa" - ergo la necessità di
metterla in ginocchio come si è fatto per il tabacco e si sta
facendo con quella alimentare.
Che sforzo! Siamo
rimasti senza fiato con questa pappardella... ma il programma
è descritto al completo!
Baristi, commercianti e
consumatori che ora gioite a vedere il cartello "Vietato
fumare": ora che avete aperto la porta alla "salute pubblica"
con un gran sorriso, preparatevi ad essere colpiti di
nuovo nella vostra tasca e nelle vostre libertà -- e
tenete il barattolo della vaselina bene a portata di mano,
visto che sembra proprio che non avrete mai il coraggio
di ribellarvi e di stroncare la farma-salute pubblica
che vi dirà sempre che è per il vostro bene. Tanto vale
quindi che vi lubrifichiate.
7
Aprile - Polizia
antifumo, ecco la polizia antialcol
-
Che i divieti di fumo siano il rompighiaccio per aprire la
strada legale e culturale al controllo assoluto di ogni stile di
vita è un fatto assodato.
Non appena il muro difensivo
delle libertà è stato sfondato col proibizionismo sul fumo in
Irlanda, infatti, si è passati in pochi giorni ad un
altro progetto di controllo del comportamento: l''istituzione di una polizia speciale antifumo per
perseguitare i nuovi delinquenti (i fumatori) è già stata
affiancata da una polizia speciale antialcol per
perseguitare i
delinquenti nuovissimi (i bevitori),
ha annunciato
il capo della gestapo sanitaria
Michael Martin, ministro della "salute"
irlandese.
Agli avventori dei pub sarà
permesso un solo drink e non sarà permesso loro di
intrattenersi nei pub più di un certo tempo stabilito. Il
piano sociale è ovvio sia in Irlanda che in Italia: la distruzione
delle categorie non gradite alla "salute pubblica". E che
non si facciano considerazioni economiche, per carità! La
"salute" innanzitutto.
7
Aprile - Il
ministro O'Bloomberg ora passa all'alcol
-
Il
ministro della "salute" irlandese Martin è
stato rapidamente soprannominato O'Bloomberg per il
suo sviscerato fanatismo simile a quello del sindaco di New
York. L'articolo a cui siamo collegati ulteriormente conferma
che l'alcol farà presto la fine del tabacco grazie principalmente
alla mancanza di vedute delle associazioni di categoria e
all'indifferenza del popolo, condizionato dai media complici
dei "sanitari".
L'articolo parla chiaro: "Sebbene
il governo abbia minimizzato la notizia del provvedimento
(stessa tattica usata in Italia da Sirchia, che ovviamente
aderisce al copione internazionale), il ministro
della salute Michael Martin sembra avere l'abuso dell'alcol
nei suoi progetti. ... Il divieto di fumo potrebbe cambiare
la cultura dei pub irlandesi e, se ha successo, potrebbe persuadere
il governo a prendere azione anche contro l'alcol."
Non ne abbiamo dubbi: leggi severissime (un eufemismo per
leggi fasciste) arriveranno a catena, e accompagnate dalla
violenza di Stato per farle rispettare. E non finirà mai
finché i popoli non si decideranno a liberarsi del fascismo
bianco con la stessa violenza che il fascismo bianco
usa per opprimerli, e capiranno che discussioni e commenti
e lamenti sono sempre benvenuti dalla "salute pubblica"
perché fanno perdere tempo al popolo mentre essa rafforza
le sue posizioni. Meno lamenti e proteste (che cadono nelle
orecchie dei sordi) e più fatti.
9
Marzo - "Raddoppiate
il prezzo degli alcolici" dicono i "dottori"
- Eccoci alle solite: mentre le gang
salutiste britanniche affermano di non avere nulla contro chi beve
(proprio come Sirchia che non ha nulla contro chi fuma
)
invocano il raddoppio del costo dell'alcol a scopo "terapeutico".
La ragione? Il consumo dell'alcol è aumentato - quindi ecco che
ancora una volta le associazioni mediche, invece di curare calli
e altre malattie, si permettono di fare politica -- pure dei prezzi
-- nel modo più cervellotico concepibile: "il miglior modo
per tagliare il numero dei drink è di limitare la disponibilità
e renderlo meno accessibile economicamente" afferma il leader
dei camici bianchi. Seguono i soliti grafici statistici e le associazioni
di mortalità. Questa gente, che non è stata eletta da nessuno, si
permette di "aiutare" chi non ha chiesto aiuto con lo
stesso zelo fanatico dei colonizzatori del 19° secolo in Africa:
dire loro di togliersi dai piedi è fiato sprecato, quindi bisogna
essere di gran lunga più chiari e persuasivi, e fargliela capire
con le cattive. A che punto siamo arrivati... a quello di bere per
dimenticare!
25 Febbraio -
New
Mexico: etilometro obbligatorio nelle automobili?
- L'insanità mentale della
"salute pubblica" continua rampante in tutto il mondo
- sempre capeggiata dagli USA, naturalmente. Lo stato del New Mexico
sta considerando una legge che obblighi chiunque si metta al volante
di un'auto
a soffiare in
un etilomentro installato a bordo della vettura prima di mettere
in moto. Se la percentuale di alcol nell'alito è superiore al limite
consentito (cioè praticamente zero), l'auto non si mette in moto.
Dietro al costo sociale del salutismo (reale, non statistico: ogni
auto provvista dell'apparecchio costerebbe 1.000 dollari
in più) si vede ancora una volta la gretta perversione dello stato
terapeutico: per fermare un'infinitesimale minoranza di cittadini
che diventano irresponsabili forse tre volte all'anno, si obbligano
tutti sempre a limitare
la propria libertà sottomettendosi ad un'analisi del proprio corpo
da parte della loro stessa proprietà per ottenere un'irraggiungibile
rischio sociale zero. D'altro canto, libertà e costi economici certo
non sono mai stati un freno per i fanatici delle SS (Salute &
Sicurezza): basta ridefinire entrambi, e il gioco è fatto. A quando
lo slogan: "Libertà di non essere investiti da un
ubriaco"? Certo, i guidatori ubriachi sono veramente un
pericolo pubblico, e bisogna fermarli. Ma se accettiamo posti di
blocco sulle strade con una polizia che ha il potere di sottoporre
chiunque all'etilometro per fermare un danno o un comportamento
non ancora materializzatosi, a quando lo stesso potere alla polizia
di perquisire chi vuole per prevenire furti e rapine?
Inutile illudersi che lo stato abbia la saggezza di "arrivare
fino a un certo punto". Sveglia! Tutta l'evidenza nega
che ciò sia vero. Dove fermiamo lo stato? Vogliamo fermarci,
o siamo sempre disposti a barattare un chilo di libertà vera conquistata
col sangue con un grammo di sicurezza presunta vendutaci da burocrati
che non abbiamo neppure eletto? Quando ci si mette in strada come
guidatori o pedoni si accetta un rischio -- ed è un rischio
che è sempre esistito anche quando c'era il cavallo: essere
investiti da un oggetto che si muove. Stiamo rapidamente arrivando
all'assurdo sirchiesco di rinunciare a vivere per prevenire i
rischi della vita stessa.
E la stupidità di questi fautori della "salute pubblica"
è l'unica cosa che supera la loro arroganza paternalista: per "fare
fesso" l'aggeggio, infatti, basta usare una bomboletta d'aria
compressa per pulire i computer, disponibile a basso
prezzo in qualsiasi negozio di elettronica. Una cosa da ricordarsi
quando i malati di mente della "salute pubblica" proporranno
una simile legge anche nel nostro Paese.
2
Febbraio
- Procedono
i piani di Big Pharma per il controllo mondiale anche dell'alcol
e per l'estorsione all'industria
- Le
centinaia di milioni di dollari investiti l'Aprile scorso dalle
multinazionali farmaceutiche
in attivismo salutista antialcol e negli appropriati pagliacci della
"salute pubblica" comincia a fruttare: i documenti base
di razionalizzazione
sono pronti
,
mentre persino la prestigiosa National Academy of Science ha nominato
un comitato-farsa nel quale nove dei dodici membri hanno
relazioni con -- e sono pagati da -- multinazionali farmaceutiche.
Clicca qui per leggere chi sono i venduti e quanto sono stati pagati
. Va da sé che il comitato ha "lanciato l'allarme" sull'alcolismo
minorile il Settembre scorso. Sempre come da copione, si è poi passati
all'attacco
della libertà di informazione con cause legali volte alla soppressione
della pubblicità degli alcolici a fine Novembre
,
mentre incrementava quella degli antidepressivi farmaceutici. Il
tutto, naturalmente, era stato previsto da FORCES, e il nostro presidente
Gian Turci aveva anche scritto
un articolo predicendo tutte le mosse di questa ennesima impresa
a delinquere
.
Il tutto in preparazione per la grande
estorsione all'industria e ai bevitori. L'articolo
collegato al titolo
porta il processo avanti un altro passo in pura formula antifumo.
L'autore (un avvocato, guarda caso) ci dice: "l'industria
dell'alcol è riuscita finora ad evitare di pagare danni simili a
quelli dell'industria del tabacco, ed è tempo che ciò avvenga...
l'alcolismo affligge dall'8 al 14 percento della popolazione ...
ed è la terza causa di morte prevenibile" (le altre due
sono il cibo e il tabacco; c'è da chiedersi, una volta eliminate
le tre "cause di morte", di che cosa morirà la gente).
Si passa poi alle frodi economiche dei "costi sociali",
ancora seguendo la scia del fumo e del grasso: "il costo
dell'alcolismo è aumentato del 40% tra l'85 e il '92, ed ora costa
148 miliardi di dollari all'anno, secondo il National Institute
of Health", che senza dubbio avrà ritoccato un po' di ipotesi
variabili nei computer del dipartimento della truff... scusate:
di statistica.
Ci avviciniamo alla fine: "il
costo delle cure degli alcolizzati è il 100% più alto di
quello dei non alcolizzati". Va da sé che chi mangia costa
il 100% di più di chi non mangia ma fuma, che però a sua
volta costa il 100% di più di chi non fuma ma mangia o è
alcolizzato. Col tutto abbiamo coperto il 100% della popolazione,
che costa almeno il 100% di più di se stessa.
Se la "salute pubblica" non fosse ormai per lo più una
massa di delinquenti, sarebbe senz'altro un gruppo di divertenti
idioti. Ecco infine che il copione farmaceutico prevede la liberatoria
psicologica per il pubblico babbeo: "Sostenere la responsabilizzazione
economica dell'industria dell'alcol (leggi: estorcere denaro
ai bevitori) non significa certo fare proibizionismo".
Certo che no!... Proprio come certi professionisti italiani nel
ramo delle associazioni di tabaccologia che, mentre vogliono il
divieto assoluto ovunque e diffondono informazione truffaldina su
fumo attivo e passivo, affermano di essere convinti antiproibizionisti.
Forse è tempo di fumare in faccia a questa gente e gridare a gran
voce che siamo stanchi di farci prendere per il fondelli.
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