STA ARRIVANDO: LA GUERRA AL GRASSO. L'OBESITÀ "EPIDEMICA" È UN PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA DI INTERESSE SEMPRE MAGGIORE

Ritorno a: "Maledetti ciccioni parassiti sociali"
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italiana
Ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italiana

Di Michael Bliss. Pubblicato dal National Post (Canada) il 16 maggio 2001 - Traduzione di Lopez Emmanuella Bernadette

È possibile montare una campagna di sanità pubblica contro l'obesità? Lasciamo perdere la recente richiesta delle persone grasse che rivendicano il diritto di posti più grandi sugli aerei. Il vero problema che da molti anni sta infervorando l'ambiente medico e che sta filtrando nei media, è l'allarme sulle conseguenze del sovrappeso per la salute.

Sia che si tratti o di una conferenza a Charlottetown, o di un articolo del The New England Journal of Medicine, oppure di un seminario sul diabete, gli addetti ai lavori della sanità pubblica lanciano sempre più l'allarme per "l'epidemia d'obesità". Non solo perché gli americani sono sempre, e più che mai, in sovrappeso o perché l'obesità giovanile è un problema crescente; il problema è che l'obesità è endemica fra i popoli di Samoa, fra i beduini, fra gli aborigeni canadesi, fra tutti i popoli che hanno recentemente adottato uno stile di vita sedentario abbinato all'assunzione di cibo dall'alto apporto calorico. Per tutti, il cibo insano è divenuto ciò che l'alcol è stato nei secoli passati: una fonte di gratificazione immediata, conveniente, onnipresente, che crea una pericolosa dipendenza.

Che sia probabile che il forte sovrappeso possa danneggiare seriamente la salute è fuor di dubbio. L'obesità può causare problemi al sistema cardio-vascolare, al metabolismo o alle articolazioni. Avendo personalmente un interesse accademico per la storia del diabete, spesso partecipo a delle conferenze sull'argomento, nelle quali il rapido aumento d'alcuni tipi di diabete è visto con profondo allarme. Nelle loro solite dotte conferenze sulla biologia molecolare della varietà di diabete di tipo II, che rappresenta il 90% dei diabetici, gli esperti concordano sulla causa principale del disturbo: l'obesità - derivante da poco esercizio fisico e troppo cibo. Che cosa fare? Come persuadere la gente a mangiare diversamente e a muoversi di più? L'esempio e il modello più comune di una campagna di salute pubblica contro un'abitudine poca sana è la guerra ai fumatori. Gradualmente si sta vincendo, grazie agli aumenti delle tasse sui prodotti del tabacco per ridurne l'accessibilità, alla persecuzione dei fornitori dello stesso e alla stigmatizzazione delle sue vittime. Si possono utilizzare strategie simili nella guerra contro obesità?

Progetti per tassare le patatine fritte e il gelato, per regolamentare la loro vendita (niente fritture ai minori di 12 anni), per portare in tribunale le catene di fast-food con l'accusa di provocare attacchi cardiaci suona un po' ridicolo, per non dire offensivo. È probabile, tuttavia, che strategie meno sciocche, come maggiore tassazione ai produttori di cibi grassi, già ora possano essere materia di discussione in Parlamento. Vedremo probabilmente un'onda nuova di pressioni sui governi affinché intraprendano campagne contro la pigrizia e il cibo "poco sano". Ciò avverrà, certamente, nei prossimi due anni, e si discuterà molto sulla necessità di ripristinare l'educazione fisica obbligatoria a scuola. Tra cinque anni si discuterà la necessità di apporre delle etichette sanitarie sul cioccolato e sulla necessità di campagne contro chi mangia quei disgustosi, grassi cibi.

Infatti, in base ad una quasi completa inversione dei più vecchi valori delle società affamate, nell'ultima decade, si sta stigmatizzando socialmente l'obesità. Com'è avvenuto per il fumo, il ben-educato e il salutista che è da tempo consapevole, apprezzano la magrezza, il buon cibo e l'esercizio fisico. Si disapprova a tal punto la "paffutezza", da creare una seria frustrazione, specialmente fra le donne. Parte di questa frustrazione è una reazione ragionevole contro l'ideale della donna stuzzicadenti frenetica; anche, parte di essa è una propaganda smisuratamente deviata e pericolosa sull'effetto benefico del grasso. Comunque, è dura, nella società super-tollerante, non-critica d'oggi, dire alle persone che esse sono realmente responsabili del loro aspetto e della loro salute, a causa delle loro abitudini alimentari e fisiche.

Discutendo questi problemi con un gruppo di scienziati e di medici in un recente incontro della Toronto Diabetes Association, è stato scoraggiante concordare che, finora, non c'è nessuna probabilità di cambiare i comportamenti che ridurrebbero il problema dell'obesità. Molti scienziati pensano che l'unica vera speranza sia farmacologia -- medicine che altererebbero le funzioni genetiche od ormonali, oppure sostanze sostitutive dei grassi. Per i molto grassi, gli interventi chirurgici atti a rifoggiare lo stomaco stanno diventando sempre più comuni. La maggior parte dei medici, e delle persone più assennate, scuotono la testa a queste prospettive e sanno come miseramente l'idea di un rapido rimedio per l'obesità sia già fallito in passato, sapendo che non esiste alcun riscontro positivo a creare una categoria di persone che si sentano veramente, emotivamente, e medicalmente, invalidi.

È difficile affrontare un problema di cui sentiremo parlare sempre di più. Se vogliamo migliorare seriamente la salute pubblica, dobbiamo combattere la sovra-alimentazione e il poco esercizio fisico. Il dramma delle società moderne è che è facile ottenere una fetta di torta, mangiarla e averne ancora di più. L'ultima contraddizione di una società dell'abbondanza è che dovremmo imparare a stare lontani da una tavola riccamente imbandita.

Michael Bliss, scrittore e professore di storia all'Università di Toronto. Tra i suoi libri: La Scoperta dell'Insulina.