
16
Marzo 2007
[10:15 GMT]
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New York: fumatore ucciso per aver acceso una sigaretta
- Sono passati otto giorni.
FORCES
International ha atteso tutto questo tempo per vedere se la
notizia fosse riportata da altri media oltre al NY Post. Silenzio.
Dopotutto, si trattava solo di un fumatore - e non importa che
avesse solo 23 anni e un'intera vita davanti a se: sarebbe
comunque morto "prematuramente". Meglo far federe che la politica
antifumo è "per la salute" e "roba da gente civile". Besnik
Prebreza si trovava in un night club con degli amici. Non ha
provocato nessuno. So è solo acceso una sigaretta. Ciò è stato
provocazione abbastanza.
Non
l'ha nemmeno vista arrivare - la morte, cioè, sotto forma di una
stecca da bigliardo che gli ha sfasciato il cranio, impugnata da
un buttafuori. Un buttafuori che ha imparato a odiare il fumo e i
fumatori; che ha contribuito a
"educare
e creare un clima socio-culturale sfavorevole alla sigarette", per
citare le parole di Umberto Veronesi. Un buttafuori istigato
da autorità sanitarie criminali che
continuano a mentire sul fumo passivo e da media
irresponsabili che ripetono le loro menzogne come pappagalli,
instancabilmente. Così un giovane è morto, la macchina di supporto
spenta dopo che la morte cerebrale è stata dichiarata in ospedale.
Ma che importa? Era solo un fumatore.
Questo non è il primo episodio di violenza contro i fumatori e
non sarà certo l'ultimo. Forse i fumatori in America devono
cominciare a valersi del loro diritto costituzionale al porto
d'armi per difendere se stessi e forse mettere un'etichetta sulla
pistola: "L'antifumo uccide". Quando diventerà necessario anche
per i fumatori italiani portarsi appresso almeno un oggetto
contundente?
2 Marzo -
Rifiuta di spegnere la sigaretta davanti ai figli. Dieci giorni di
prigione, ma continua a lottare
- Nel Settembre 2004 avevamo
seguito per voi la storia di Tamara Silvius, la divorziata
americana di 44 anni che fu incarcerata per 10 giorni per aver
fumato in presenza dei suoi figli ed essersi fatta vedere a bere
alcolici. Il marito aveva usato ciò come mezzo di intimidazione e
come scusa per toglierle la custodia. Tamara avrebbe potuto
facilmente sottomettersi, ma scelse di opporsi. La coraggiosa
donna, rifiutando di obbedire all'ordine della corte, fu messa in
galera. Ma Tamara non si arrende, ed ora ha ammesso la sua "colpa"
davanti a un tribunale inferiore per procedere con l'appello.
Giustamente, ella considera il divieto una violazione dei suoi
diritti, ed è perfettamente a conoscenza che
i pericoli del fumo passivo sono una truffa.
Perché, si
chiederà qualcuno, tutta questa
sofferenza quando sarebbe tanto più facile uscire a fumare?
Noi la risposta l'abbiamo: perché ci sono ancora persone che hanno
principi e dignità - anche se sono rimaste in
poche - e non hanno paura di violare leggi
basate su truffe e prevaricazioni. Infatti, violazioni del
genere sono l'unico modo per preservare libertà a diritti in
una nazione libera. A Tamara Silvius va tutta la nostra
ammirazione, e ci auguriamo che possa essere di esempio a molti.
Perché uscire a fumare costruendo scuse che è "per il nostro bene"
o "da fastidio" per non affrontare il fatto che siamo dei
vigliacchi non farà altro che portarci più oppressione.
26 Gennaio 2005 -
Michigan: ditta licenzia tutti gli impiegati che fumano
- Quattro impiegati della Weyco Inc. con sede a Okemos, stato del
Michigan, sono stati licenziati in tronco dopo aver rifiutato di
sottoporsi a un test per determinare se fumavano quando non erano
al lavoro. Un rappresentante della ditta ha chiamato il
licenziamento "una vittoria assoluta" dopo l'entrata in vigore
della politica antifumo dell'azienda nel 2003; parole che
ricordano le politiche aziendali USA dei tardi anni '40, dove si
chiamavano "vittorie" le epurazioni degli "sporchi negri" dai
posti di lavoro dopo che i negri avevano servito l'America come
carne da cannone. La scusa per la politica aziendale questa volta
è che i fumatori costano troppo in cure mediche -
un'altra truffa statistica. Naturalmente non possono mancare i
pavidi e gli idioti, e così 14 altri impiegati che fumavano hanno
invece smesso per paura. Come si determina se una persona fuma?
Obbligandola a orinare in una provetta - prossimamente in
Italia, parola della "salute pubblica".